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2019 WSBK – ROUND D’ITALIA

Dopo un lunga pausa di ben quattro settimane ritorna il mondiale SBK in una pista degna di questo nome, l’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Pista “vecchio stile” con sede stradale stretta, grandi staccate e con saliscendi da brivido, sarà il degno palcoscenico dell’ennesimo duello tra Bautista e Johnny Rea.

Lo spagnolo cercherà di allungare la stupefacente striscia di successi consecutivi che è arrivata ad 11. La scarsa conoscenza del tracciato potrebbe essere un handicap per lui, seppur mitigata dalla giornata di test di due settimane fa proprio per prendere confidenza con il circuito romagnolo.

Piccola digressione tecnica riguardo ad un particolare che è stato diffuso negli ultimi giorni, già rinominato il “segreto di Bautista”. Il “segreto” in questione è una pressione delle gomme più alta di quella minima imposta e utilizzata degli altri piloti in griglia.

Usare un pressione gomme bassa vuol dire maggiore impronta a terra e più grip, cosa che in passato è stata usata e abusata da tanti piloti. Esemplare il problema occorso a Van der Mark a Misano nel 2018 che ci ha rimesso una vittoria per un problema tecnico proprio a causa delle basse pressioni di gonfiaggio.

La scelta di Bautista dovrebbe essere penalizzante poiché dovrebbe portare meno grip e una moto più instabile in accelerazione. Invece si rivela una scelta molto produttiva se si pensa che una maggiore pressione delle gomme indurisce la carcassa dello pneumatico e rende stabile tutta la moto. Detta così sembra facile ma è probabile che la spiegazione risieda nelle caratteristiche intrinseche della V4, una moto molto “rigida” e che si guida con uno stile da MotoGP piuttosto che come una superbike.

In particolare una gomma più gonfia ha una forma più ovalizzata che dovrebbe favorire lo stile di guida di Bautista, che punta a “spigolare” molto la curva, ovvero frenare forte, piegare la moto in curva di forza e raddrizzarla il più velocemente possibile. Consideriamo anche che una gomma del genere tende meno a surriscaldarsi e ha un degrado minore dovuto alla minore impronta a terra.

Torniamo ai piloti parlando di Rea che cercherà finalmente di raggiungere quella vittoria che, dopo le abbuffate degli anni scorsi, sembra solo un lontano miraggio. Ad aiutarlo la consapevolezza che questa è una pista amica della Kawasaki, doppietta nel 2018, e dal meteo, con pioggia possibile nella giornata di Domenica che potrebbe rimescolare i valori in campo.

Per i due “scudieri” Haslam e Davies l’imperativo è cercare di rimanere nella scia dei loro team mate. Compito che sembra leggermente più facile per Davies, reduce anch’egli dal test privato ad Imola e dalla consapevolezza di avere una gran moto e una maggiore feeling di guida.

immagine da corriredellosport.it

Yamaha ha dato grossi segnali di risveglio ad Assen che necessitano di una conferma. Van der Mark proverà a mantenere alta l’asticella posta nella gara di casa così come Lowes che vede in Imola un ottimo territorio di caccia. Melandri ad Imola non ha mai vinto e non sembra essere questa l’occasione per rompere il tabù ma è sempre da tenere d’occhio, così come Cortese, ottimo in quel di Assen.

Curiosità per il debutto del team Ten Kate che schiera Loris Baz su Yamaha R1. Dopo lo storico divorzio da Honda, una nuova sfida per il “garagista” olandese che di sicuro punterà ad inserirsi quanto meno davanti al team GRT Yamaha.

La BMW avrebbe dovuto portare ad Imola un nuovo motore che dovrebbe portare qualche cavallo in più (rumors indicano 8-10) ma tutto è stato rinviato a Jerez e forse addirittura per Misano. Solo qualche aggiornamento di aerodinamica. Vedremo se servirà per avvicinare la vetta.

Per Honda non immaginiamo una gara diversa da quelle già viste fino ad ora. La stagione 2018 sarà di transizione e non si vedono all’orizzonte segnali che fanno intuire qualcosa di diverso

Come già accennato una variabile importante potrebbe essere il meteo: le previsioni indicano pioggia e temperature non oltre 15 °C per la giornata di Domenica. In occasione dei test privati la Ducati ha avuto modo di provare la V4 anche in condizioni di bagnato. Potrebbe essere un fattore determinante in ottica gara.

Ecco gli orari del weekend imolese:

Venerdì 10 Maggio

10.30 FP1 Superbike / 15.00 FP2 Superbike

11.30 FP1 Supersport / 16.00 FP2 Supersport

Sabato 11 Maggio

9.00 FP3 Superbike / 9.35 FP3 Supersport

11.00 Superpole SBK / 11.40 Superpole Ssport

14.00 Gara 1 SBK

Domenica 12 Maggio

9.00 Wup SBK / 9.25 Wup Ssport

11.00 Superpole Race SBK

12.15 Gara Supersport

14.00 Gara 2 SBK

15.15 Gara Supersport 300

(immagine in evidenza da romagnauno.it)

Rocco Alessandro

2019 WSBK ASSEN- ALVARO XI

Cambiano le regole, cambiano le piste ma Bautista e la sua Ducati continuano a vincere segnando il record di 11 vittorie consecutive completate da tutte le pole da inizio campionato ad oggi.

Tolti 250 giri motore la supremazia è rimasta devastante al punto da mettere in dubbio la superiorità dell’uomo rispetto alla mezzo meccanico.  Che il pilota ci sta mettendo tantissimo del suo è evidente guardando i risultati dei suoi compagni di marca, ma è anche vero che questa Panigale V4 ha permesso ad Alvaro di girare a 3 decimi dal giro più veloce di una MotoGP dello scorso anno!! La V4 è dannatamente veloce, al punto che gli altri piloti normali non riescono a sfruttarne le potenzialità, forse perché stiamo parlando di una “quasi” MotoGP….

Non resta che applaudire pilota e Team ed essere orgogliosi di questo dominio rosso/italiano che, se non ci si fosse messa di mezzo la neve del sabato, sarebbe arrivato a 12 gare di fila già in questo weekend.

Le due gare hanno avuto uno sviluppo differente ma i valori sono rimasti uguali anche nelle posizioni di rincalzo.

In gara 1 Bautista ha preso il comando alla prima curva con Rea che ha cominciato a rimontare subito. Partito in terza fila è arrivato in seconda posizione facilmente ma senza mai poter pensare di lottare per il primo posto. La Ducati Aruba si è tenuta a debita distanza di sicurezza dando l’impressione di controllare agevolmente il ritmo senza necessità di forzare. La gara è poi scivolata liscia rispettando le gerarchie ormai consolidate  nelle gare precedenti con le Yamaha subito dietro ed il resto del gruppo capitanato dalle Bmw, con un Sykes sempre più evenescente e dietro al compagno di squadra. Male anche Melandri fuori dalla top ten.

Gara 2 è partita illudendo il pubblico che si sarebbe vista la riscossa di Rea. Partito come una molla dalla terza fila, è andato in testa dopo mezzo giro mettendo in riga tutti con un ritmo blando per un terzo di gara. Ad un certo punto anche Davies ha sorpassato Bautista dando l’impressione di aver finalmente capito la V4. Si è vista una bella battaglia a suon di sorpassi e controsorpassi fino a quando Alvaro ha deciso di salutare la truppa sverniciando la Kawasaki di Rea e sgranando a questo modo il gruppone. Bella la gara di Van Der Mark che è risalito dal centro classifica ed ha recuperato a suon di giri veloci su Rea costringendolo al terzo posto finale su quella che sarebbe dovuta essere la pista della riscossa Kawasaki.
Davies con la seconda Ducati ufficiale è finito solo quinto preceduto anche da Lowes autore di due gare consistenti ma lontane dal podio.

Adesso ci saranno 4 settimane di riposo per permettere ai team di capire come lavorare per poter avvicinare il 19 e la sua V4. Nel weekend del 10-12 maggio si correrà in casa Ducati ad Imola per allungare la striscia di vittorie e stabilire nuovi record…..chissà magari il cappotto di gare vinte da un solo pilota ed una sola moto in tutta la stagione..

Icemankr7

2019 WSBK – GP OLANDA

Neanche il tempo di rifiatare che è già ora di sfida per gli uomini del WSBK. Si fa tappa ad Assen, in quello che una volta era chiamata l’università del motociclismo e che, nonostante qualche modifica al tracciato lo abbia troppo “ammorbidito”, rimane comunque un punto di riferimento per appassionati e addetti ai lavori.

Si arriva con un Bautista assoluto dominatore per vittorie, 9 su 9, e distacchi rifilati in gara. Ma, con tutta probabilità, questo GP potrebbe vedere la fine del suo perfetto ruolino di marcia.

Il layout del tracciato olandese presenta tante curve, molte da raccordare, punti di frenata in piega e ben pochi rettilinei. Tutti aspetti che potrebbero penalizzare il binomio italo-spagnolo considerando che la V4 Panigale si è rivelata molto veloce ma ancora un po’ instabile in staccata e non fluidissima nelle curve in percorrenza. Vedremo se il “fattore Bautista” eliminerà ancora una volta queste pecche, e se Davies riuscirà quanto meno ad essere vicino al compagno di squadra.

immagine da motorbox.com

Per Kawasaki è davvero la prova della verità. Rea nel 2018 ha dominato e il circuito olandese sembra davvero fatto apposta per esaltare le doti della sua moto. O la va o la spacca: se anche ad Assen Bautista dovesse compiere il suo personale “hat trick”, suonerebbe come una sentenza per gli uomini in verde.

Anche per Yamaha ci sono buone possibilità di riscatto. Lowes ha già dimostrato di poter puntare al podio e Van der Mark corre in casa, motivo in più per dare una scossa definitiva alla sua, fin qui, anonima stagione.

Per BMW sarà probabilmente una gara di attesa prima di poter contare sul nuovo motore che esordirà ad Imola. Spetta a Sykes tenere alta la bandiera bavarese, in attesa di tempi migliori.

Honda è chiamata quanto meno ad una prova di orgoglio. Possono contare su ben 500 giri motore in più da mettere in pista. Vedremo che effetti produrrà.

A parte la già citata Honda, Ducati si vede ridurre di 250 giri il regime di rotazione massimo del V4. Considerando che i rumors indicano che il V4 non gira mai al massimo regime consentito, è una misura che potrebbe rivelarsi ininfluente. Invariati i regimi di Kawasaki, Yamaha e BMW.

Per quanto riguarda le concession parts, sono aggiornamenti concessi per motore ed elettronica in base alla classifica per piazzamenti (3 punti al vincitore, 2 al secondo e 1 al terzo posto). La Kawasaki (13) è staccata di 7 punti da Ducati (20) e avrà diritto ad aggiornamenti, che scattano per un distacco superiore a 9 punti. Tutte le altre potranno invece beneficiare di un solo aggiornamento per il 2019.

Gli orari del weekend di gare:

Venerdì 12 Aprile : 10.20 FP1 – 14:50 FP2

Sabato 13 Aprile :

11.00 Superpole SBK – 11.40 Superpole Supersport

14.00 Gara 1 SBK

Domenica 14 Aprile :

11.00 Superpole race SBK – 12.10 Supersport race

14.00 Gara 2 SBK

(immagine di copertina da visordown.com)

Rocco Alessandro

Bautista e la Ducati sanno solo vincere

Prima tappa europea del WSBK ma il risultato non cambia. Bautista e la Ducati sanno solo vincere e anche ad Aragon si confermano gli assoluti dominatori di questo inizio di mondiale.

Mondiale che sembra destinato ad una rapida conclusione a causa proprio dello strapotere del binomio italo-spagnolo e della mancanza di concorrenza che, per il momento, non può ambire neanche ad un successo parziale.

Troppo forte Bautista e troppo performante la V4 Panigale che, esclusa la superpole di Philip Island, ha monopolizzato le nove gare fin qui disputate e le ultime due superpole. Se Bautista è abbonato alla vittoria allora Rea lo è alla seconda piazza, 9 su 9 anche per lui e la speranza di difendere il titolo che si fa sempre più tenue. Dietro di loro tante battaglie ma ben poche minacce al dualismo che sembra dover calamitare le attenzioni degli appassionati per questo 2019.

Ma andiamo con ordine a vedere cosa è successo ad Aragon.

In Gara 1 Bautista parte subito forte e si capisce subito che la sua gara sarà un lungo assolo incontrastato in prima posizione. Interessante la lotta per il podio, con Rea che deve rimontare dalla decima piazza dopo una brutta qualifica e Davies e le Yamaha che cercano un posto al sole. Subito un brivido per Rea che si tocca con Reiterberger allo start e che vede il tedesco andare in terra schivato fortunatamente dalle altre modo , con Rea che riesce ad uscire indenne cominciando la sua rimonta.

Si forma dopo pochi giri un bel pacchetto di mischia formato da Rea, Davies, Sykes, Lowes, Cortese, Van der Mark. Sorpassi e controsorpassi rendono spettacolare questa lotta per il podio che col passare dei giri si restringe, causa la perdita di contatto dei vari Sykes, Cortese e Van der Mark. Anche Rea sembra dover rinunciare alla seconda piazza ai danni di Davies e di un consistente Lowes ma riesce a trovare inaspettate risorse negli ultimi due giri e a recuperare su entrambi chiudendo secondo. Terzo Davies che ha rischiato di vedersi soffiare il podio da un arrembante Laverty che nell’ultima esse prima del lungo rettilineo opposto ai box arriva troppo veloce, tocca Davies ed è costretto ad allargare la traiettoria e a cadere sullo sporco.

immagine da daidegas.it

Superpole race che vede Bautista scattare bene e chiudere il primo giro con già 1.6 secondi sugli altri. Lotta per il podio tra i soliti noti, Rea, Davies e Lowes ma che vede il gallese su Ducati sempre un po’ al gancio e mai davvero in lotta. Dopo una lotta corpo a corpo Rea la spunta di nuovo per la seconda piazza, lasciando Lowes al terzo posto. Quarto un anonimo Davies, gli altri a seguire più staccati.

Gara 2 ha sostanzialmente ricalcato il copione visto in gara 1: Bautista scatta bene e fa gara solitaria. Dietro lotta per il podio che vede la new entry Haslam, che ha evidentemente risolto i problemi di setup della sua Kawasaki. Davies sembra poterla spuntare e conquista un piccolo margine da difendere negli ultimi passaggi. Rea sembra dover abdicare ma prima si libera di Lowes, che finirà poi in crisi di gomme, poi di Haslam e, all’ultimo giro, complice un errore di Davies, riesce a conquistare la seconda piazza per un replay del podio visto in gara 1.

immagine da motociclismo.it

Bautista (186 punti) centra la nona vittoria di fila e sembra davvero imbattibile in sella alla sua V4 Panigale. Non fa altrettanto Davies (56 punti) che ha dato segnali di risveglio ma è ancora un passeggero della sua moto, incapace di adattare il suo stile di guida alla V4. Purtroppo per lui, la Panigale sembra una moto molto rigida all’anteriore, che sbacchetta molto in staccata e nervosa in accellerazione, caratteristiche indigeste per il gallese.

Bautista invece, con il suo stile da MotoGP, riesce a gestire bene la staccata, inserire di forza l’anteriore in curva, “spigolare” molto le curve e raddrizzare la moto per dare gas il prima possibile.

Rea (147 punti) e Haslam (74 punti) fanno quel che possono ma è evidente che la Kawasaki non è adeguata alla sfida che Ducati ha messo in campo. Lowes (100 punti) diventa sempre più consistente mentre ancora disperso Van der Mark (79 punti) la cui crisi non sembra avere fine.

Molto male anche Melandri (63 punti) che, reduce dalle scaramucce con Lowes a mezzo stampa, incappa nel peggio weekend della stagione in cui si è piazzato sempre oltre la decima posizione. Insomma, due passi avanti e tre indietro per il momento la sua stagione.

Discreta anche la prova di Sykes (39 punti) che ha riportato, seppur non costantemente, la BMW nella parte alta della classifica, così come Laverty (27 punti) sembra aver trovato molto più feeling con la V4 privata di cui dispone. Sandro Cortese (56 punti) comincia a impensierire seriamente il suo compagno di squadra ed è stato autore di un ottimo weekend.

Imbarazzante la Honda, con Camier (17 punti) che prova almeno a salvare la faccia, mentre Kiyonari (9 punti) sembra in perenne gita turistica.

Prossima tappa ad Assen dal 12 al 14 Aprile. Nel 2018 fu dominio Kawasaki ma è facile pensare che le cose andranno in maniera molto diversa quest’anno. Vedremo se il layout della pista, con molte curve da raccordare e rettilinei non lunghissimi, potrà permettere alla Kawasaki e Yamaha di lottare per la vittoria. Sarebbe già un gran risultato per chi, al momento, non ha ancora toccato palla in questo inizio di campionato.

(immagine in copertina da Motori.it)

Rocco Alessandro

2019 WSBK – GP SPAGNA

Terzo appuntamento stagionale per il mondiale superbike 2019. Si va in terra iberica, sul circuito MotorLand di Aragon, visto da molti addetti ai lavori come il vero banco di prova in cui misurare i rapporti di forza tra i contendenti al titolo.

Bautista e Ducati arrivano forti delle 6 vittorie a zero nei confronti di Rea e della Kawasaki, con l’obiettivo dichiarato di assestare un’altra mazzata alle speranze di riscatto del duo anglo-giapponese.

Le caratteristiche del circuito sembrano adattarsi bene alla rossa di Borgo Panigale, tant’ è che già nel 2018 Davies era riuscito a portarsi a casa gara 2 e a ben figurare in gara 1. Pensando alla potenza del 4 cilindri Ducati,  il lungo rettilineo opposto al traguardo fa già venire i sudori freddi a tutti quelli che non guidano una V4.

Ducati si presenta dunque in ottimo stato di forma, forte anche della giornata di test privati effettuati due settimane fa sul circuito spagnolo. Obiettivo del test (di cui non sono stati diffusi i dati) quello di permettere a Davies di acquistare quella confidenza con la V4 che lo possa portare ad essere competitivo come il compagno di  squadra.

Sembra siano stati fatte anche prove di motore in vista della riduzione del regime massimo di rotazione di 250 giri previsti nel caso si confermassero vittoriosi ad Aragon.

Davies è chiamato al riscatto come e più di Rea in quanto predilige il circuito spagnolo e ha l’obbligo di raddrizzare una stagione al momento molto sotto le attese.

foto da dueruote.it

Rea e la Kawasaki cercano un riscatto che probabilmente il layout del circuito spagnolo non potrà offrire ma, quanto meno, dovranno dimostrare di poter dare più filo da torcere e, con Haslam, di assicurarsi almeno due su tre posti sul podio.

Dalla loro possono contare sul fatto che nei test prestagionali sono andati molto forte e quindi contare su qualche dato in più che li possa guidare verso un setup adeguato per combattere per la vittoria.

Nervi tesi in casa Yamaha, con una “guerra” tra Lowes e Melandri, additato dall’inglese di essere scorretto e di portare lo sviluppo della moto verso una direzione inconcludente.

Melandri, seppur da “privato”, gode ovviamente di grossa considerazione e questo proprio non va giù a Lowes, che vorrebbe avere la priorità nelle indicazioni da dare nello sviluppo della moto.

L’impressione è che alla Yamaha non manchi una moto competitiva quanto un pilota in grado di fare davvero la differenza, in particolare si sente in questi inizio di stagione la “mancanza” di Van der Mark, apparso piuttosto incolore nelle prestazioni in pista.

Honda e BMW sono le cenerentola di questo mondiale, primi due Gp con poche soddisfazioni e tanti problemi e questo appuntamento spagnolo non sembra riservare un copione diverso. Honda punterà a ridurre i danni in attesa del Gp di Assen in cui potrà contare su 250 giri motore in più.

BMW  invece dovrebbe contare su un nuovo motore tanto atteso da Tom Sykes  e sperare che sia sufficiente per tornare ad essere competitivi.

In conclusione, è ufficiale il ritorno del team Ten Kate sotto l’effige Yamaha e con pilota titolare Loris Baz. Dopo che erano volati gli stracci a fine 2018 con Honda, il team olandese ha trovato l’accordo con la Yamaha che fornirà le stesse moto fornite al team privato GRT di Melandri. Obiettivo dichiarato la lotta per il podio. Si prevede un bel pacchetto di mischia di Yamaha in lotta per il podio, chissà se Lowes sarà contento…

Orari:

Venerdì 5 Aprile

10:20 SBK FP1

14:50 SBK FP2

Sabato 6 Aprile

10:40 SBK Superpole

11:35 Supersport 600 Superpole

14:00 SBK Gara 1

Domenica 7 Aprile

11:00 Superpole Race

12:10 Supersport 600 Gara

14:00 SBK Gara 2

(immagine in copertina da TuttoMotoriWeb.it)

Rocco Alessandro