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WSBK, UK Round at Donington Park

Gara 1
Dopo una pole pazzesca di Sykes su BMW la gara si appresta ad essere ancora più interessante dovuta alle caratteristiche di una pista “vecchi stampo” e dalla pioggia inglese. Rea parte secondo mentre Baustista sesto, i rivali per la lotta al titolo vedono Rea più a suo agio in queste condizioni. Pronti via e Rea prende subito il comando della gara in meno di due giri rifila più di 4 secondi al secondo Sykes e quasi il doppio a Bautista che è in quinta posizione, in queste condizioni Rea sembra volare. La lotta per il podio vede Sykes, Baz e Haslam lottare tra di loro, ma con Sykes che prende margine ad ogni giro dimostrando il suo grande feeling con la pista ed i progressi della BMW. Mentre Rea in testa alla gara compie giri veloci, Bautista in quinta posizione solitaria  (dato il distacco incolmabile con il gruppetto che si sta giocando il podio) si deve guardare dall’attacco di Lowes con la Yamaha ufficiale. Il colpo di scena arriva verso metà gara dove Bautista perde il controllo della sua Panigale V4R ad ingresso curva scivolando via e lasciando a Rea il compito di portare a termine la gara ed il sorpasso in classifica mondiale; cosa che dopo le prime gare sembrava impossibile; ma le cadute di Bautista unite alla costanza di piazzamenti del campione del mondo SBK hanno portato alla situazione attuale. La desolazione Ducati è completata dalla decima posizione di Davies e dalla dodicesima di Rinaldi, entrambi su Panigale V4R ufficiale. Menzione particolare per l’ottima gara di Sykes su BMW che finisce secondo e di Michael van der Mark che dopo l’incidente di Misano e la conseguente frattura, torna a battagliare in pista e porta la sua Yamaha all’ottavo posto.

Superpole Race
Cambiano le condizioni climatiche, niente pioggia, ma non il risultato Rea vince, ma senza dare distacchi stile Bautista prime gare, anzi un ottimo Sykes da battaglia fino alla fine mantenendo il comando fino a quasi metà gara. Da sottolineare l’ottima prova del pilota turco Razgatlioglu su Kawasaki non ufficiale che riesce ad arrivare fino alla terza posizione a scapito di Haslam su Kawasaki ufficiale. Bautista invece non riesce mai a stare con il gruppo dei migliori e si deve accontentare della quinta posizione. Questo se fosse una gara normale ma siccome la SBK è anomale a pochi giri dalla fine un incidente costringe la direzione gara a mettere bandiera rossa per la presenza di olio in pista, ne fa le spese con fantozziana sorte Sykes il quale scivola proprio sulla macchia d’olio incriminata nel giro di rientro e non potendo portare la moto nel paddock viene squalificato e la sua seconda posizione viene annullata con lo scalare di tutti gli altri piloti, così Bautista diventa quarto mentre il podio ora vede tutte Kawasaki con Rea, Razgatlioglu e Haslam.

Gara 2
La partenza risente inevitabilmente di ciò che è successo nella superpole race e quindi Sykes e la sua BMW rimangono fuori dalla lotta, dovendo partire dietro, la gara è uno monologo di Rea il quale però non ha vita facile grazie al giovane turco, oggi davvero indemoniato. Razgatlioglu ha condotto la gara per un buon tratto ma alcune sbavature hanno dato la possibilità a Rea di prendere il comando e vincere la gara, con questo Rea per vincere bisogna essere perfetti ed il turco oggi nonostante la pur ottima gara non lo è stato. Bautista in gara 2 è riuscito ad avere il passo dei primi fin dall’inizio e questo gli ha permesso nella seconda metà di gara di poter superare Haslam ed assicurarsi la terza posizione, in realtà bisogna dire che non ha mai dato la sensazione di poter lottare per qualcosa di più del gradino più basso del podio, ma per come si erano messe le cose si può essere addirittura contenti. Forse questa non era la gara più indicata alla Ducati ma esserne uscito con una caduta un quinto e terzo posto contro il tuo diretto avversario che invece mette tre vittorie du fila non è un gran risultato in ottica campionato.
La classifica mondiale a questo punto dice che Bautista ha 24 punti in meno di Rea, certo che dopo aver vinto in serie una quantità innumerovelo di gare Bautista e la Ducati V4R ora devono inseguire e ritrovare la forma dell’inizio di stagione per tornare ad essere il riferimento della categoria.

LucaBkk
Immagini dal sito www.worldsbk.com

WSBK 2019- Round Misano Rea batte Bautista 2 a 1

Il commento al weekend romagnolo non può che cominciare con una menzione d’onore per l’eroe di giornata Toprak Razgatliogu. Oggi ha dato valore assoluto al prezzo del biglietto ed al tempo trascorso di fronte alla Tv. E’ stato autore di una gara sublime ed è senza ombra di dubbio MVP dell’intero weekend. La vittoria in gara due sarebbe stata strameritata solo per il modo in cui il turco intraversava la sua Kawasaki privata all’entrata della curva del Tramonto, facendoci credere di essere in gara con una supermotard piuttosto che con una maximoto da pista. Fantastiche le sue staccate a ruota posteriore alzata a pochi centimetri da un Rea che si è dovuto sudare la vittoria più di quanto lui stesso potesse immaginare. Il turco ha pelo da vendere e ne risentiremo parlare spesso. Oggi mi ha ricordato un tale Noriyuki Haga.

Il weekend ha premiato Rea che si è portato a casa le due vittorie nelle gare principali contro un Bautista che ha vinto solo la Superpole race.
Il bottino finale dei punti è ampiamente a favore del britannico che, seppur caduto al Tramonto nella gara sprint della domenica mattina, è riuscito a perdere pochissimo tempo finendo comunque quinto. Alvaro ha invece pagato carissima la distrazione avuta in gara due: ha perso l’anteriore all’inizio del secondo giro in una curva lenta a destra esattamente come a Jerez, ed ha perso tanto tempo al punto che la sua successiva rimonta è stata avara di posizioni e punti mondiali.
Sul bagnato del sabato abbiamo assistito al primo podio BMW/Sykes ed ad una bella gara del rientrante Baz (quarto) sulla Yamaha dell’altro rientrante team Ten Kate.
La Superpole race non ha avuto storia con un Bautista imperioso sul gradino più alto del podio completato dalla Yamaha di Lowes e dalla Kawasaki di Haslam che ha superato all’ultimo giro Tom Sykes, piantato in asso dalla sua Bmw mentre stava replicando il podio del giorno prima.

Event Participant during RedBull Yanmala in Ankara, Turkey on October 25th, 2014

(Immagine tratta da redbull.com)

Gara due di domenica ha visto quindi la grande battaglia portata in pista da un Razgatlioglu che ha venduto carissima la sua pelle ad un Rea che si è trovato in casa un rivale inaspettato e sconosciuto nel corpo a corpo. Purtroppo il turco non è riuscito nell’impresa totale ma ha raggiunto un secondo posto con la Kawa di Puccetti che vale la vittoria tra gli indipendenti più bella che potesse immaginare.
L’analisi globale del fine settimana romagnolo porta a delle considerazioni generali sulla Panigale V4: la moto è competitiva solo nelle mani di Bautista. Kawasaki e Yamaha sono globalmente più equilibrate. Seppur anche loro vittoriose con un solo pilota, ovvero Rea per Kawa e Van Der Mark per Yamaha, in gara si comportano mediamente meglio stando costantemente davanti al resto delle Ducati al netto di cadute. Né Davies, né il buon Pirro oggi, né gli altri piloti danno l’impressione di poter combattere con i rivali giapponesi. La stessa bellissima gara di Rinaldi con la V4 del team Barni è stata resa tale dall’assenza dell’olandese e dalle cadute di Bautista, Cortese e Melandri.
A Borgo Panigale dovranno porre rimedio quanto prima. Alvaro guida in maniera eccelsa, con linee diverse da chiunque altro, ma un costruttore come Ducati non può permettersi di mettere in pista una moto che possa essere sfruttata da un solo pilota. Storicamente Ducati non è mai stata così ed urge trovare a breve le soluzioni necessarie per renderla più sfruttabile per gli altri piloti. Davies (in ormai in evidente stato confusionale) non è in grado di stare vicino ai primi né in prova né in gara anche quando le cose gli vanno lisce e non incappa in problemi. Rumors parlano già di punti di vista differenti in merito al rinnovo delle spagnolo che comunque ha ancora ambizioni in MotoGP. Non avere più i servizi di Alvaro per il 2020 e contemporaneamente neanche una moto “fruibile” da tutti è un potenziale pericolo dietro l’angolo.
Il Mondiale si è quindi riaperto con i due di testa separati da soli sedici punti, che restano un inezia considerata la superiorità mostrata sinora dallo spagnolo al netto delle due distrazioni avute. Pensare di complicare la situazione con discorsi di mercato potrebbe portare a perdere un mondiale che sembrava già vinto a mani basse dopo il filotto record di vittorie ad inizio stagione.
Alla prossima.

Salvatore Valerioti

immagine in evidenza tratta dal sito worldsbk.com

2019 WSBK – RIVIERA DI RIMINI ROUND

Di nuovo tappa in Italia per il settimo round del mondiale 2019 della Superbike, ospiti del Marco Simoncelli Circuit a Misano Adriatico.

Si arriva da un round spagnolo ricco di colpi di scena e di “colpi” proibiti con penalità elargite a tutto spiano, che hanno visto finalmente un nuovo vincitore in Van der Mark, terzo pilota dopo Rea e Bautista a vincere una gara in questo 2019.

In termini di classifica generale si potrebbe dire tranquillamente “tanto rumore per nulla”, nel senso che tra cadute e vittorie, le tre gare di Jerez hanno lasciato praticamente invariato il distacco tra Bautista e Rea, fissato a 41 punti.

Il tracciato romagnolo sembra essere un’ottima occasione per Rea per accorciare il distacco in classifica, galvanizzato dai test effettuati di recente proprio a Misano e sicuro di avere la velocità per mettere in difficoltà Bautista. Ad aiutarlo una Kawasaki che ha portato aggiornamenti in chiave elettronica e che sembra possa portare buoni frutti.

immagine da motoblog.it

Dall’altro lato della barricata Bautista deve riscattare il weekend in chiaro-scuro di Jerez, che nonostante due vittorie su tre ha visto calare, seppur di pochi punti, il vantaggio in classifica nei confronti di Rea. La fiducia non manca, il tracciato è già noto allo spagnolo e poi c’è sempre la consapevolezza di aver vinto ben 13 gare quest’anno.

Anche Davies deve riscattare tre brutte gare a Jerez e dovrà guardarsi anche dalla wild-card di lusso che correrà a Misano, Michele Pirro, uno che quando lo si chiama in causa risponde sempre presente.

Anche per Yamaha potrebbe essere un bel weekend, a maggior ragione dopo i fasti di Jerez. Van der Mark arriverà davvero carico e voglioso di tornare a vincere, così come Lowes che deve dimenticare i “motoscontri” avuto con Rea a Jerez.

Il team satellite GRT invece parte con l’handicap della penalizzazione di Melandri, affibbiatagli dopo il contatto con Davies in gara 2 in Spagna. Weekend quindi già in salita per il ravennate che sarà comunque voglioso di fare bella figura in casa propria.

BMW e Sykes impazienti di provare il nuovo motore che dovrebbe consentire al pilota inglese di essere più della partita per le posizioni che contano. A questo si aggiunge una rinnovata serenità personale dopo il problematico divorzio dalla ex-moglie.

La novità più importante di Honda sarà il fatto che Leon Camier non sarà presente neanche a Misano, in ripresa dall’infortunio alla spalla. al suo posto correrà nuovamente Takahashi in coppia con Kiyonari, anche se non ci si aspetta sfracelli da parte dei due piloti giapponesi.

immagine da davidemontella.it

Altre novità in griglia per quanto riguarda Laverty, ancora non in  grado di guidare e sostituito da Lorenzo Zanetti che ha vinto il ballottaggio con Savadori. A questo di aggiunge la wild-card Samuele Cavalieri, 22enne che sta andando forte nel CIV, il che porta a sei il numero di Ducati presenti in pista a Misano.

Il gran caldo atteso sarà una variabile di non poco conto in ottica gara, e potrebbe scompaginare gli equilibri visti fino ad ora. Di sicuro ad aumentare la temperatura in pista ci penseranno Bautista e Rea, con quest’ultimo che ha già dimostrato quanto possa essere imprevedibile in caso di “vena chiusa”…

Attesi molti tifosi sulle tribune, sperando che i ducatisti possano regalare la gioia della vittoria che gli è stata negata in quel di Imola.

*immagine in evidenza da laperlariminihotel.it

Rocco Alessandro

 

Bautista fa un regalo a Rea

Finalmente un round del mondiale 2019 superbike come dovrebbe (sempre) essere: gare lottate, spettacolari, colpi proibiti e cadute inaspettate.

E’ successo un po’ tutto nelle tre gare del round spagnolo, ma andiamo con ordine.

Dopo la superpole conquistata da Rea ci si poteva aspettare una gara combattuta tra i due capofila del campionato. E invece, pronti via, dopo poche curve e’ ritornata la “normalita’” tanto auspicata da Bautista: gara di testa e fuga per la vittoria. E cosi’e’ stato.

Immagine da sport.virgilio.it

Dietro invece si e’ acceso un bel duello tra le due yamaha ufficiali e Rea. Van der Mark, pur partendo attardato , e’ riuscito a raggiungere, superare e poi staccare il duo Lowes/Rea, con una grande prova di forza.

La lotta per il terzo posto e’ stata davvero al calor bianco, con ripetuti cambi di posizione tra Rea e Lowes. Il tutto fino alla staccata dell’ultima curva, dove Rea ha provato un’entrata disperata, da far sembrare un duello tra educande quello Rossi-Gibernau di qualche anno fa. Risultato: contatto tra i due, Lowes a terra e Rea che riesce a salire sul podio.

Un Rea disperato e sinceramente dispiaciuto e’ stato poi retrocesso al quarto posto, regalando un insperato podio a Melandri. Dietro, piuttosto dispersi, Haslam e Davies, autori di una gara assolutamente anonima.

Superpole race che ha rispettato il copione di gara 1: Bautista in fuga e gli altri ad inseguire. Dietro di lui ancora gran gara di Van der Mark e Melandri  che riesce ad arpionare il secondo podio del weekend.

Ottimo protagonista anche Rea, che scattato dall’ultima piazza causa penalita’ per il contatto con Lowes in gara 1, e’ riuscito a recuperare fino al quarto posto, seguito da Sykes e da Haslam. Ancora anonimo Davies mentre Lowes paga le conseguenze della caduta in gara 1 e non finisce la gara.

Gara 2 riserva un vero mix di sorprese. In primis, quella piu’ eclatante, e’ la caduta di Bautista che era ormai involato verso il tris di vittorie. Come da lui spiegsto, una caduta “strana” , perso l’anteriore mentre era in una situazione di relativo controllo.

Immagine da metropolitanmagazine.it

A questo punto, via libera per chi inseguiva, ovvero Van der Mark e Rea, autori di un duello nella fasi iniziali ma che ha poi visto prevalere piuttosto nettamente il pilota olandese per il secondo posto. Rea finalmente a podio e che approfitta della caduta di Bautista per recuperare i punti persi nelle prime due gare.

Terzo un sorprendente Ratzgatlioglu, al suo secondo podio stagionale, che precede un ottimo Rinaldi, miglior Ducati al traguardo, Haslam, Cortese e Sykes. Non poteva mancare l’ennesimo contatto di gara  questa volta tra Melandri e Davies che finiscono la loro gara nella ghiaia. Doppio zero per Ducati e successiva penalizzazione per Melandri.

Alla fine di un weekend sull’ottovolante, Rea recupera 5 punti su Bautista, portando il distacco a 38 punti, un’assurdita’ considerando il parziale di 13 vittorie a 2 dello spagnolo sul britannico. Ma rimane la conferma che solo Bautista puo’ perdere questo mondiale.

Male Davies, mai in gara in questo weekend mentre ottime la yamaha, sia ufficiali che private , che fanno sperare in gare lottate nel futuro prossimo. BMW benino ma mai in lotta per il podio mentre, al solito, pessime le Honda.

Prossimo appuntamento Misano il 21-23 giugno. Ducati giochera’ in casa e vorra’assestare un colpo definitivo alle residue speranze kawasaki.

*immagine in evidenza da bandierascacchi.com

Rocco Alessandro

 

2019 WSBK – ROUND DI SPAGNA

Dopo una lunghissima pausa di quattro settimane tornano le gare del mondiale superbike sulla pista di Jerez, per il round spagnolo del calendario 2019.

Si arriva dal primo serio stop per Ducati, sconfitta piuttosto nettamente ad Imola da una rediviva Kawasaki e soprattutto da Johnny Rea, capace di fare doppietta e tenere accese le speranze di mondiale.

Parziale attenuante per Bautista il fatto di non conoscere e non avere feeling con il tracciato imolese ma resta il dato di fatto di una sconfitta piuttosto bruciante proprio perché inizia a instillare il dubbio che da Imola in poi sarà molto più dura per la casa di Borgo Panigale.

immagine da livegp.it

Jerez è pista di casa per lo spagnolo ed è l’occasione ideale per riprendere le fila di un discorso che parlava di 11 vittorie su 11 fino al weekend imolese.

Si potrebbe dire lo stesso anche per Rea e la Kawasaki dato che proprio a Jerez le “verdone” hanno brillato nei test pre-stagionali, motivo in più per approcciare il weekend con la giusta attitudine positiva.

I due “scudieri” Davies e Haslam arrivano con differenti stati d’animo: il primo con la consapevolezza che il rendimento in sella alla V4 migliora costantemente, il secondo invece vede addensarsi il dubbio di non riuscire ad arrivare al livello prestativo del compagno di squadra. Anche per loro Jerez sarà il momento di conferme o smentite.

Gli “altri” restano alla finestra, sperando che qualcosa cada dalla tavola dei “ricchi” per poter rimpinguare un bottino che sarebbe altrimenti piuttosto magro.

BMW dovrebbe finalmente far debuttare il nuovo motore con qualche cavallo in più, che alla luce delle discrete prove offerte ad Imola, è un ottimo auspicio.

Yamaha si arricchisce con l’esordio del team Ten Kate e di Loris Baz che vorranno subito essere della partita. Difficile ma di sicuro saranno un motivo di interesse. Il team ufficiale e quello GRT continueranno la loro “lotta” interna e la conformazione del tracciato potrebbe aiutarli ad essere competitivi anche nei confronti di Kawasaki e Ducati.

immagine da gpone.it

Honda rimane l’oggetto misterioso di questo mondiale e fa parlare di se più per quello che sarà in divenire che per quello che può attualmente offrire in pista. Si parla addirittura di un interesse per Bautista per la prossima stagione, oltre ad uno per Zarco che sembra però già essere sfumato…

Sul fronte dei piloti reduci da infortuni troviamo Bridewell che sostituirà il convalescente Laverty e Takahashi al posto di Camier, ancora dolorante alla spalla.

Sarà di sicuro un round tiratissimo tra i due soli vincitori di questo 2019. Bautista vorrà, come ha dichiarato, “tornare alla normalità” mentre Rea cercherà di scardinare ancora di più il castello di certezze Ducati. Ne vedremo delle belle.

*immagine in evidenza da asphaltandrubber.com

Rocco Alessandro