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SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Agosto da sempre è il mese del calciomercato: tifosi calciofili distesi al sole sognanti top players, imbeccati da sensazionali titoloni dei giornali sportivi…

Purtroppo o per fortuna invece in F1 la stagione del mercato piloti non è l’estate bensì la primavera: quando, come da consolidata tradizione, il venerdì del weekend del GP di Monte-Carlo iniziano le trattative per la stagione seguente.

C’è un’altra grossa sostanziale differenza tra il mercato calcistico e quello “formulistico”: i contratti dei top drivers sono da sempre molto più blindati e solidi di quelli firmati ormai su carta straccia dei top players pallonari…

Andiamo quindi ad analizzare la situazione del mercato piloti appena superato il giro di boa della stagione.

 

Ferrari Vettel e Raikkonen sono entrambi in scadenza a fine 2017, tutto fa pensare che la coppia Rossa resterà tale anche nel 2018; Vettel avrebbe già firmato un triennale a 40M a stagione (+ bonus, dicitura tanto in voga nel calcio) che lo renderebbe il pilota più pagato del pianeta, però la firma ufficiale con relativo annuncio tarda ad arrivare e questo alimenta i rumors sulla corte serrata Mercedes (con relativo fantomatico precontratto stipulato nel 2016)…

Secondo fonti da paddock l’ipotetico precontratto scadeva il 31 luglio ultimo scorso, quindi di riffa o di raffa una decisione in quel senso è già stata presa!

Nelle ultime settimane alcune fonti hanno riportato la notizia che Vettel vorrebbe il rinnovo solo per il 2018 tenendosi ogni porta aperta per la stagione 2019 quando di fatto i contratti di quasi tutti i top drivers saranno scaduti, chi scrive è convinto che questa ipotesi sia molto remota, possibile ma non probabile, più fattibile nel caso il classico biennale (1+1) con opzione automatica legata alla competitività Ferrari.

Altri rumors riportano di un braccio di ferro tra Vettel e Marchionne non sul compenso ma più sul nome del secondo pilota (ricordiamo che Seb non ha un agente che cura i suoi interessi, ma si appoggia ad un legale amico del padre solo per redigere i contratti importanti).

Ecco quindi che entra in gioco Raikkonen, da sempre il compagno prediletto di Vettel: Kimi dovrebbe accettare il rinnovo a 5M a meno di scelte improvvise (ritiro definitivo dalla F1) che al momento sembrano difficili, in quel caso la Ferrari punterebbe tutto e subito sul giovane monegasco Charles Leclerc, pilota di punta della FDA.

 

Mercedes Hamilton e Bottas hanno contratti molto diversi ma da analizzare attentamente: Hamilton è in scadenza a fine 2018 (attualmente al top nel ranking dei più pagati insieme ad Alonso) ma il suo mood inquieto rende il suo futuro sempre incerto, certe dichiarazioni (poi smentite) “potrei ritirarmi a fine anno e fare altro” non aiutano di certo a comprendere le sue reali intenzioni per le stagioni successive…

Bottas invece è in scadenza a fine 2017 con il contratto più anomalo di tutto il circus: chiamato in extremis a sostituire Rosbeg neo iridato-ritirato, ha un contratto che si basa sulle percentuali di punti relative al rendimento e ai punti di Lewis!

Bottas sta dispuntando una stagione ottima e di fatto molto sopra le aspettative del team e secondo fonti tedesche col discusso podio ottenuto sul traguardo di Budapest avrebbe praticamente incamerato il 90% del punti di Hamilton con rinnovo automatico per la stagione 2018.

Ma tra Brackley e Stoccarda come gestirano la spinosa rivalità che sembra nascere in classifica piloti?!

 

RedBull Racing Verstappen e Ricciardo hanno contratti blindati che scadono a fine 2019 (per Max) e a fine 2018 (per Daniel) ma la situazione nel team è solo di calma apparente!

Soprattutto alla luce dei recenti fatti di tensione del primo giro di Budapest culminati con lo speronamento e le relative parole grosse che sono volate tra i due compagni la situazione è calda e decisamente in divenire: non è un mistero che il team punti tutto su Verstappen, come pilota in pista e sostanzialmente come immagine del brand, questo però infastidisce Ricciardo che come prestazioni forse è dietro a Max ma come punti e concretezza è ampiamente davanti e la classifica lo dimostra.

Nel dopo Budapest c’è stato un incontro a quattro: Ricciardo, Verstappen, Horner, Marko per chiarire la situazione calda e ci risulta che Helmut Marko abbia difeso strenuamente l’operato di Max, ciò ha fatto imbestialire Daniel e certi media hanno infatti speculato sul possibile precontratto Ferrari che Ricciardo avrebbe firmato nel 2016 per il 2018 “traslato” in un 2017 per 2019 dopo Budapest…

Chi scrive pensa che per il 2018 sia praticamente impossibile vedere Ricciardo a Maranello, e forse anche nel 2019 se Vettel resterà in Ferrari, ma le vie del mercato sono sempre infinite! Horner ha precisato comunque che la coppia di piloti RedBull resterà la stessa anche nel 2018 al 100%…Staremo a vedere!

Per la cronaca anche se il clan di Verstappen aveva fatto trapelare delusione per le prestazioni della macchina e i continui ritiri dovuti alla PU Renault, facendo orecchie da mercante nel vero senso della parola, il team ha risposto inserendo il padre Jos nell’organigramma dirigenziale e la sorella Victoria nell’ufficio marketing del brand RedBull…basterà per trattenere Max ancora a lungo? Chissà…

 

ToroRosso A differenza della casa madre la situazione contrattuale nello junior team faentino è molto instabile! Sainz e Kvyat vanno in scadenza a fine 2018 (Carlos) e a fine 2017 (Daniil) ma con tanti, troppi rumors e polemiche in seno al team.

Pochi mesi fa Sainz è letteralmente sbottato con i media spagnoli affermando che si vede lontano dalla ToroRosso nella prossima stagione, cosa che ha fatto infuriare i vertici RedBull dal gran capo Mateschitz (che solitamente non entra in merito alle questioni sportive, delegando appunto il suo braccio destro Marko) in giù! Horner stesso, sempre molto pacato, si è detto molto infastidito da queste parole, per non parlare di Helmut Marko un vero e proprio generale di ferro che ha diritto “di vita e di morte” sui piloti RedBull da circa venti stagioni di motorsport del brand! Ricordiamo infatti gli scontri ai box con i vari Vergne e soprattutto Buemi con tanto di minacce…

Sainz però sembra il vero erede di Alonso non solo in pista ma anche in fatto di carattere ed è sempre più convinto di lasciare la ToroRosso nel 2018, per lui si parla di McLaren e Renault e più avanti amplieremo il discorso.

Kvyat invece sembra spacciato e sempre più vicino a lasciare la F1.

Dopo il caos nel 2016 e la retrocessione dalla RedBull alla ToroRosso sembrava fosse al passo d’addio nella categoria regina ma buone prestazioni di fine stagione scorsa e buone di inizio stagione attuale l’hanno letteralmente salvato, ultimamente gli errori e gli scontri intestini col compagno però sono aumentati, i punti portati a casa sempre pochi, chi scrive è convinto che il prossimo anno in ToroRosso ci sarà il francese Pierre Gasly vincitore della GP2 della scorsa stagione e giovane virgulto RedBull da anni.

 

Force India La situazione attuale del team rosa è sempre più rosea, sia per le prestazioni in pista che per la classifica ottima; i piloti stanno rendendo al meglio stimolandosi e punzecchiandosi a vicenda, forse persino pure troppo! Perez e Ocon sono comunque una coppia tra le meglio assortite del circus, Sergio va in scadenza a fine 2017 mentre Esteban a fine 2018.

Perez è da un paio di stagioni nella lista dei candidati al sedile Ferrari, anche sulla base degli sponsor messicani Claro e TelMex in comune con la Scuderia Ferrari, le ottime stagioni in Force India e i podi pesanti degli ultimi anni sono un ottimo biglietto da visita per chi dopo l’annata McLaren 2013 sembrava destinato all’oblio F1…

Per Sergio comunque si parla anche di Renault per il 2018, dove andrebbe a ricomporre la coppia affiatata delle passate stagioni con Hulkenberg, al momento il rinnovo in Force India ci sembra difficile ma se non si innescherà alcun effetto domino di volanti e sedili a breve, Perez potrebbe anche restare alla corte del latitante ricercato (UK a parte) Vj Mallya.

Ocon invece è davvero una della rivelazioni della stagione, il giovane francese ha stupito gli addetti ai lavori per maturità, costanza, ma soprattutto velocità e prestazioni nella prima stagione completa di F1!

Non per niente Esteban è da anni un pilota Mercedes, la sua carriera è appena iniziata ma lui stesso spera di arrivare presto a guidare una Freccia d’Argento anche con l’aiuto del suo manager Toto Wolff, comunque non deve avere fretta e a meno di tsunami di mercato dovrebbe restare un altro anno in Force India.

 

McLaren E’ forse il team al momento con meno certezze riguardo il futuro prossimo: Alonso è in scadenza a fine 2017, Vandoorne andrà in scadenza a fine 2018, ma le prestazioni deludenti del team, ormai in un vero e proprio baratro tecnico e tecnologico da tre stagioni, non fanno presagire nulla di buono.

Alonso, con Hamilton attualmente il più pagato dei top drivers, non ha fatto ancora trapelare nulla per la prossima stagione; potrebbe rinnovare ma senza garanzie tecniche di una PU Honda finalmente competitiva questa opzione sembra alquanto improbabile.

Per lui si parla anche di una possibilità in Renault al posto di Palmer, ma il progetto francese non convince totalmente; sempre aperte invece le strade LeMans e Indy stagione full time.

Stoffel a meno di decisioni improvvise dovrebbe rimanere a Woking forte del suo contratto 2018 e delle buone prestazioni realizzate nelle ultime gare che lo hanno visto praticamente al pari di Fernando in termini di risultati tra qualifiche e gara.

La vera pedina del mercato in casa McLaren però è la fornitura di PU: come già detto Honda è in una grave crisi tecnica sull’ibrido e ha appena perso il contratto 2018 con Sauber (firmato nemmeno un mese prima)!

Per la McLaren in passato si è parlato di motori Ferrari (marchiati Alfa Romeo) ma l’indiscrezione è stata subito smentita da tutte le parti, poi a inizio primavera sembrava cosa fatta la fornitura Mercedes (PU ex Manor già stoccate in magazzino) ma anche questa opportunità è sfumata quasi immediatamente!

Al momento è spuntata l’ipotesi PU Renault ufficiale (e non marchiata Tag Heuer stile RedBull) e questa idea sembra strettamente collegata allo scambio con Alonso (il cui contratto è intereamente pagato dai fondi Honda) senza troppi intoppi burocratici…

McLaren potrebbe restare con Honda cercando di resistere alla crisi senza fine con ulteriori capitali giapponesi in entrata? Possibile ma difficile al momento, situazione comunque tutta da verificare.

Se Alonso lascia il team si parla di Carlos Sainz come probabile erede, media spagnoli sono convinti di questo e lo confermano da circa un anno.

Sempre parlando di piloti nei recenti test di Budapest post GP si è in messo in gran luce il giovanissimo Lando Norris talento del programma giovani di Woking, insomma da tenere d’occhio per un futuro in F1.

 

Haas Sembra il team meno interessato dal mercato piloti, dato che poche settimane fa il team principal Guenther Steiner ha confermato ufficialmente la lineup attuale Grosjean Magnussen anche per il 2018, infatti sia Romain che Kevin avevano il contratto valido firmato per tutta la prossima stagione.

In questo caso però il condizionale è d’obbligo: da quando si è affacciato in F1 il team Haas è di fatto un team B della Ferrari e questo vale anche per il parco piloti non solo per le questioni tecniche legate alla galleria del vento; quindi chi scrive non mette la mano sul fuoco che la coppia 2018 della scuderia americana sarà effettivamente quella annunciata, anche perchè l’effetto domino del mercato che sposta sedili e cambia volanti non si è ancora innescato e pilotini rampanti come Leclerc o italiani scalpitanti come Giovinazzi sono sempre in agguato!

 

Williams La situazione del mercato di Grove è tutta in divenire infatti Massa e Stroll hanno il contratto che va in scadenza a fine 2017 però con prospettive diametralmente opposte: Felipe dovrebbe ritirarsi definitivamente, quindi uno slot importante si dovrebbe liberare (Alonso sta alla finestra), Lance invece al netto di un disastroso avvio di campionato, parzialmente rimediato da punti e un podio estivo, potrebbe rimanere ancora, anche perchè di fatto il team ormai è un feudo della famiglia canadese e il padre Lawrence è sempre più presente e non solo lato finanziario.

Si mormora che Stroll sr sia sempre più inserito a livello dirigenziale tanto da avere voce in capitolo anche su nuovi tecnici da assumere, un pò come avvenne con Paddy Lowe pagato di tasca sua nel vero senso della parola…

Da annotare che negli ultimi test ungheresi post GP alla guida della Williams si è rivisto l’italiano Luca Ghiotto, ottimo in GP3 qualche anno fa e che provò pure il simulatore RedBull di Milton Keynes, onore toccato a pochissimi piloti non facenti parte del brand.

 

Renault Attualmente per il mercato a Viry Chatillon ci sono solo due certezze: Hulkenberg confermato e Palmer silurato!

Nico con contratto anche per il 2018 è apparentemente tranquillo, Joylon invece non ha speranze di rinnovare il contratto in scadenza a fine 2017.

La Renault ha organizzato vari test estivi per valutare il possibile ritorno di Robert Kubica al posto di Palmer, anzi dati i buoni risultati di Robert si era parlato di un avvicendamento addirittura dal GP di Spa dopo la sosta, ma il contratto blindato redatto dal padre Jonathan ha reso vano questo tentativo a stagione in corso.

Quindi anche in Renault per il 2018 uno slot è libero, sulla carta al momento il favorito potrebbe essere proprio Alonso.

Da non scartare le suggestioni Perez e Sainz al posto di Palmer.

 

Sauber A Hinwil tira aria di rinnovamento a tutti i livelli: Frederic Vasseur al posto di Monisha Kaltenborn, contratto di fornitura PU Honda strappato dopo un mese dalla firma, entrambi i piloti Wehrlein ed Ericsson in scadenza a fine 2017…E dietro tutto questo sembra esserci la Ferrari! La Sauber infatti storicamente è sempre stato un team molto vicino a Maranello fin dai tempi di Jean Todt, ma le intenzioni Ferrari sono quelle di farne un altro team B (o C) dopo la Haas con tanto di nuova fornitura PU (dell’anno in corso come per la Haas e non più vecchie) piazzando pure i piloti FDA per fare esperienza.

Leclerc sembra il candidato ideale per un posto 2018, Giovinazzi pure ci spera ma per lui è più difficile anche perchè uno tra Ericsson che porta ingenti capitali scandinavi o Wehrlein pilota Mercedes protetto da Toto dovrebbe rimanere.

Chi scrive pensa che la coppia ideale sarebbe Leclerc Wehrelin per vedere chi vale di più tra i due, Pascal è un talento con un paio di stagioni in F1 e prestazioni ottime anche se altalenanti (punti iridati con la Manor) ma ha sofferto Ocon e la sua promozione in Force India e forse nelle gerarchie dei futuri piloti Mercedes, tanto che tra Bottas e Ocon rischia di vedersi complicare il futuro argento, ormai incalzato anche dall’altissimo George Russell che sempre più spesso si vede nel box vicino a Toto Wolff, dopo aver preso parte pure agli ultimi test prima della pausa estiva.

 

 

 

Filippo Vettel

FORMULA 1 PIRELLI MAGYAR NAGYDÍJ 2017 Budapest

Benvenuti a Budapest per il primo GP dopo il giro di boa del Mondiale di F1 2017. Le 10 gare già disputate han visto 4 vittorie di Hamilton, 3 di Vettel, 2 di Bottas ed 1 di Ricciardo per una classifica Piloti che vede Vettel difendersi strenuamente sulla rimonta di Hamilton ormai ad 1 solo punto di svantaggio dall’unno. La classifica del mondiale Costruttori mostra invece Mercedes Benz che prende sempre più il largo su Ferrari forte di due piloti entrambi vincenti e di una W08 che s’è ripresa il benchmark assoluto della performance dalle mani di  una 668 che ancora accusa l’uno/due circa il “ban” dell’olio combusto nell’ICE e la tolleranza massima imposta dalla Federazione al suo fondo che, flettendo, la sigillava all’asfalto a tutto vantaggio dei valori di carico che andavano così generandosi.

In questo contesto complicato Vettel è chiamato a vincere a Budapest proprio come Hamilton lo era a Silverstone: possiamo girarci attorno quanto vogliamo ed usare i termini più edulcorati che desideriamo ma se sulla pista che in assoluto più si avvicina a Monaco il Quadricampione rossovestito non la porta a casa e/o, pure peggio, subìsce un sorpasso in classifica da parte di Hamilton il Piloti salvo imprevisti di sorta prenderà la stessa strada già presa dal Costruttori ovvero quella di Brackley, sponda LH44. Se mi esprimo in  modo così categorico il perchè è semplice: Budapest è una pista favorevole alla 668 e sulla quale SV5 può fare la differenza ergo il risultato obbligato era e resta uno soltanto già che da Spa in avanti ,con l’eccezione di Singapore, i tracciati paiono tutti (o quasi) fatti su misura per la W08. Al che servirebbe arrivare a Spa dopo la pausa agostana di 4 settimane con una leadership più vicina ai 30 punti che ai 20 da gestire poi nelle gare restanti proprio come Vettel ha gestito il vantaggio fino a Silverstone facendo di necessità virtù quando necessario.

Chi scrive è davvero curioso di vedere se la W08 ne ha di suo per star davanti alla 668 su un tracciato come Budapest dopo la paga presa a Monaco che ancora tutti ricordiamo. Lo stesso Raikkonen, le cui performances stanno acquisendo maggiore consistenza curiosamente in concomitanza alla già citata flessione di rendimento della 668, si trova bene a Budapest e darà il polso della Ferrari in Ungheria. Non sarei sorpreso di veder le prime due file miste Ferrari/Mercedes sull’Hungaroring, e sai le risate se ci si ritrova Bottas/Raikkonen (o Raikkonen/Bottas) in  prima fila, evento da non escludere a priori.

In casa Redbull la gara ungherese è attesa con trepidazione nella speranza di agguantare un risultato a sorpresa su un tracciato ove la Power Unit conta meno che non  altrove. Quelli di Milton Keynes son cresciuti parecchio da inizio Mondiale, proprio come han fatto lo scorso anno dopo un inizio in sordina che a Melbourne 2016 li vide qualificarsi dietro alle Toro Rosso. Detto questo la coppia Verstappen/Ricciardo è attesa nel ruolo degli outsiders di eccellenza che, presumibilmente, si giocheranno tutte le loro chances di vittoria nel primo km di gara domenica prossima. Ergo guai distrarsi durante il primo giro della kermesse di Budapest.

Il resto del gruppo è talmente triste che per non deprimermi preferisco parlare di mercato Piloti: la Ferrari ha offerto a Vettel un rinnovo triennale che contempla un congruo aumento dei suoi emolumenti attuali, Vettel ha confermato ai rossi la sua volontà di rinnovare per un solo anno dimostrando a mio parere un’intelligenza rara nella gestione della trattativa. Il perchè è presto spiegato: dovesse andargli buca quest’anno col Mondiale, magari con la 668 in costante flessione rispetto alla W08, legarsi per 3 anni ancora alla Ferrari potrebbe potenzialmente significare ritrovarsi a fine 2020 con 7 mondiali (4+3) d’astinenza dall’iride, ovvero pericolosamente in “zona Alonso”. Rinnovando per un anno non solo si lascerebbe la porta aperta per un 2019 in MB (LH44 va a scadenza a fine 2018) ma valuterebbe con maggiore serenità il livello di competitività della Rossa in questa seconda metà del Mondiale 2017 e, soprattutto, nel prossimo anno. Pare che l’offerta Ferrari sia stata “prendere o lasciare”, a mio parere Maranello non è in una posizione di forza tale (anzi….) da poter fare un ultimatum simile a Vettel ergo se SV5 è intelligente (come penso) basta che li lasci nel loro brodo sufficientemente a lungo per scoprire il loro bluff e portare a casa il rinnovo annuale che desidera. Anche perchè ha sempre un precontratto MB in mano per il 2018, mai dimenticarsene eh.

A Raikkonen la Ferrari ha offerto un rinnovo annuale per 5 milioni a stagione ovvero un altro decurtamento rispetto allo stipendio attuale che già fu decurtato rispetto a quello che gli fu garantito nel 2014 quando tornò in Rosso. KR7 non ha ancora dato una risposta, mi sorprenderebbe molto se rispetto alla duplice opzione rinnovo/ritiro saltasse fuori una terza possibilità che, ok il mai dire mai, ma onestamente vedo altamente improbabile possa realizzarsi.

Bottas (anche lui a scadenza a fine 2017 come i due Rossi) è una bella scommessa vinta da Wolff ergo salvo cataclismi di natura totale/globale sul mercato piloti resta comodamente a Brackley anche se son curioso di vedere se riuscirà a strappare un pluriennale. Chi scrive ama i contratti annuali alla vecchia maniera: costringono Piloti e Teams a star sempre sul pezzo anzichè a ragionar da statali. Peraltro le palle stanno in poco spazio: se un Pilota non è contento di un team fa di tutto per andarsene mentre se un team non è contento di un Pilota fa di tutto per liberarsene. Tanto vale allora risparmiare tempo e denaro con gli avvocati ed accordarsi sul breve periodo IMHO.

Tra quelli a scadenza a fine 2017 c’è pure Checo Perez che probabilmente sta pregando affinchè Raikkonen si ritiri dall’attività in modo da avere una speranza di approdo a Maranello. Non so cosa pensare onestamente, forse è più probabile che raggiunga il suo ex Team-mate Hulkenberg in Renault in pieno stile Alesi/Berger Ferrari/Benetton.

Quasi dimenticavo: dopo il GP si terrà una sessione infrastagionale di test particolarmente importante per due ragioni o, per meglio dire, due partecipanti: Leclerc su Ferrari e Kubica su Renault. Non penso che a Leclerc verrà dato l’accesso diretto in Ferrari accanto a Vettel nemmeno se nei test batte la pole del GP di 2 secondi abbondanti ma tant’è, finchè c’è vita c’è speranza. Kubo beh, con un braccio solo vale 2 Jolyon Palmer ma penso vada in pista per vedere se vale ancora uno dei top come accadeva fino a fine 2010.

Buon GP di Ungheria a tutti!

 

 

2017 FORMULA 1 ROLEX BRITISH GRAND PRIX Silverstone

Benvenuti al Mondiale di F1 più appassionante degli ultimi 5 anni, inutile negare l’evidenza. Dobbiamo risalire al 2012, anno in cui Alonso spremette il sangue da una rapa di nome F2012 provando ad impedire il tris iridato di Vettel, per trovare un Campionato in cui le prime guide dei due Teams rivali si son contesi aspramente il WDC. Francamente il triennio 2014/2015/2016 di appassionante ha avuto poco mentre, seppur promettesse bene ad inizio annata, il 2013 diventò un proforma una volta che Vettel e la sua RBR9 trovarono la quadra ed asfaltarono la concorrenza intera vincendo il WDC con largo anticipo sulla fine del Mondiale.

La situazione là in cima alla classifica del WDC è perlomeno curiosa: la Ferrari (ovvero Vettel) non vince da Monaco ma, nonostante tale astinenza, nelle ultime 2 gare il vantaggio di Sebastian su Hamilton è andato aumentando. Il tutto mentre la sensazione, netta, è 1 che MB si sia ripresa il benchmark della performance assoluta sia in prova che in gara e 2 che per motivi probabilmente ascrivibili al suo stile di guida unico la W08 sia un cavallo difficilmente domabile per Hamilton mentre calzi sempre meglio addosso a Bottas. Già, Bottas: alla vigilia di Silverstone il divario in classifica tra Vettel ed Hamilton è superiore a quello tra Hamilton e Valtteri. La cosa non solo fa riflettere quanti tra noi, in primis chi scrive, sprezzava la scelta di Wolff lo scorso inverno ma suggerisce pure un paio di considerazioni di quelle interessanti circa i GP in cui a Bottas è stato imposto un “freno” dal suo box per proteggere la gara del suo caposquadra. Nel senso: se Hamilton infilasse un ritiro e Bottas vincendo ancora lo superasse in classifica che piega prenderebbero le cose chez Brackley? Ai posteri l’ardua sentenza.

Si parlava di Ferrari: la 668 era e resta un’ottima vettura ed il suo costante lavoro di affinamento fatto di poche (ma buone) modifiche ad ogni GP si sta dimostrando un’ottima scelta (direi a questo punto che la leggendaria versione B a passo lungo fosse veritiera quanto il fiabesco Unicorno). Vettel, fresco trentenne, corre che pare Lauda nel 1977 (il quale caso vuole allungò nel Mondiale sui diretti inseguitori a Zeltweg senza vincere la gara, anzi arrivando secondo proprio come Sebastian) ergo salvo tanto clamorosi quanto improbabili ribaltoni chi scrive resta convinto che il Piloti prenderà la strada di Maranello. Esattamente come il Costruttori prenderà la strada di Brackley, con buona pace di chi s’è inventato l’alibi del PAR (ovvero l’acronimo di Piuttosto (che) Ammettere (la) Realtà) perchè finchè il poleman di Monaco su circuiti che non siano per l’appunto Monaco o Spa finisce “quinto su quattro” i 100 milioni di dollari per la vittoria nel WCC la Ferrari continuerà a vederli giusto col telescopio. Con buona pace sia di chi in 2 minuti di intervista sprezza l’ipotetico ritorno di Alonso (e si vanta di non aver contattato Verstappen) sia di chi farnetica che Ricciardo sulla 668 non avrebbe più punti di Raikkonen. Infatti il Dentone ha comunque più punti di Raikkonen nonostante guidi una F1 con almeno 30cv in meno della Ferrari e, vedasi Vettel, decisamente meno riuscita come vettura della Rossa.

Si parlava di Ricciardo: mi permetto di far notare che nessuno ha fatto più punti di lui nelle ultime 5 gare, sempre con buona pace del nutrito esercito di crocerossine/i battenti bandiera finnica. Ovviamente lo Smiling Assassin è bello che tagliato fuori dalla lotta per il WDC “grazie” a quel che guida e, soprattutto, alla Power Unit che si ritrova ma si potrà contar sempre su di lui per il ruolo di Outsider d’Eccellenza. La ruota tornerà a girare per il verso giusto anche per Verstappen il quale sono sicuro regalerà emozioni nella seconda metà dell’anno. Redbull ha un enorme problema in prospettiva che si chiama Renault ovvero Tag Heuer: è convinzione di chi scrive che, perdurando suddetto sodalizio, a Milton Keynes continuerà il digiuno iridato fino a data da stabilire. Spero per loro che il “piano A” non sia attendere l’ingresso di un nuovo motorista o finiranno per aver sprecato anni su anni senza mai aver trovato il bandolo della matassa.

Rest of the pack: la cosa più interessante era e resta provare a capire dove sarà Alonso nel 2018 anche se, fosse confermato il ritorno di Mclaren alla motorizzazione Mercedes Benz (o addirittura il passaggio a quella Ferrari ribattezzata Alfa Romeo), con ogni probabilità la sua opzione migliore sarebbe restare dov’è. LS sostiene che alla Mclaren di quest’anno basterebbe una PU targata Renault per issare Alonso in terza fila ergo con una PU della MB, sia pure in versione “clienti”, le cose potrebbero anche essere addirittura più interessanti. Il tutto mentre si rafforza sempre più l’ipotesi di un ritorno in F1 di Robert Kubica, cosa che penso farebbe la felicità di chiunque ami lo Sport.

That’s all Ringers, buon GP d’Inghilterra a tutti!

2017 FORMULA 1 AZERBAIJAN GRAND PRIX BAKU

Eccoci pertanto giunti all’ottava prova del Campionato del Mondo di  F1 2017 che si terrà su circuito cittadino di Baku in Azerbaijan. Del circuito già si sa tutto e si è già scritto tutto ovvero che, nonostante la peculiarità dei 2km a gas spalancato ed il passaggio in stile mulattiera presso la torre, era e resta un tracciato anonimo nel più celebre Tilke-style dove di fatto il Pilota fa la differenza più che a livello pilotaggio a livello di concentrazione. Concentrazione che nel 2016 vide un inspiegabile passaggio a vuoto di LH44 per tutta la durata delle qualifiche (dopo aver primeggiato nelle FP1/2/3) condita poi dalla sciarada sul reset da effettuare attraverso i pulsanti del volante in gara mentre si assistette alla performance più solida di tutto lo scorso, sciagurato anno da parte di SV5 che finì per agguantare un robusto secondo posto alle spalle solo di un irraggiungibile NR6 sulla sua altrettanto irraggiungibile W07H.

Al netto della curiosità (a mio parere minima) di come le F1 2017, col loro carico aerodinamico così consistentemente aumentato rispetto allo scorso anno, affronteranno i già citati 2km a gas spalancato i motivi di interesse del GP quest’anno sono tutti nei 12 punti che separano SV5 da LH44 dopo il GP del Canada. Chi scrive pensa che tale divario sia esiguamente ingannevole poichè il capolista e la sua vettura potenzialmente potevano portare a casa tutte e 7 le gare già disputate, cosa che oggettivamente non si può dire dell’inseguitore. Inseguitore che in questo weekend è chiamato alla doppia prova 1 di cancellare il ricordo del tremendo weekend di gara dello scorso anno e 2 dimostrare i progressi della W08 col suo set-up più difficile che non nel triennio 2014/2016. Non sarà un’impresa facile anzi molto si giocherà sul feeling di LH44 con le frenate di Baku: è noto che buona parte della magìa di guida del Britannico risiede nel suo talento in frenata pertanto con le staccate a posto potrebbe oggettivamente impensierire SV5 durante il weekend. Il quale SV5, a sua volta, è lecito aspettarselo nella consueta, ottima forma “trasversale” della 668 la quale è nata bene e cresce altrettanto attraverso un continuo lavoro di affinamento volto ad introdurre costantemente novità ad ogni GP e mai degli updates rivoluzionari e/o men che meno delle versioni B (sarà poi mai davvero esistito il progetto della 668 “B” a passo lungo o era una delle tante, troppe illazioni prestagionali?).

Staccando dal duo di testa del WDC2017 e pertanto passando al resto del plotone arrivano, come noto, le note dolenti. Nel senso: c’è di che baciarsi i gomiti per il fatto di stare assistendo ad 1 Ferrari ed 1 MB che si stan giocando il Piloti anzichè due MB come nel 2014/5/6 però, com’è noto, fatti salvi i due Alfieri il resto del panorama non è propriamente esaltante col duo finnico designato scudiero dei già citati, l’anno da limbo della Redbull (che alcune voci danno a caccia di una fornitura clienti MB per il 2018 mentre il CEO Renault ha già detto che gli upgrades 2017 della loro PU saranno volti all’affidabilità anzichè alla performance. Tradotto: AUGURONI) e dei suoi due Piloti che, con buona pace di tutti, erano e restano la coppia più forte del lotto (e Redbull l’unico Team che al giorno d’oggi sceglie la coppia di Piloti con la logica che era del Drake decenni addietro), Mclaren ed Honda ormai separati in casa (pare che il ritorno del binomio Mclaren Mercedes sia cosa fatta per il 2018 al che la migliore opzione per Alonso potrebbe essere starsene fermo dov’è firmando un rinnovo annuale (vivaddio!!!!) anzichè un’altro abominio triennale come quello che l’ha tanto coperto di soldi quanto di oblìo agonistico), Renault il cui unico motivo di interesse è sapere quando Jolyon “Lance” Palmer verrà defenestrato per consentire il rientro di Robert Kubica in F1 (il quale coi 300+ km di Valencia nel recente test ha acquisito il diritto a riavere la Superlicenza), Williams con Massa che “minaccia” di continuare pure nel 2018, HAAS che è un team degno della coppia di piloti che si trova, ToroRosso coi suoi due Alfieri entrambi sull’orlo di una crisi di nervi (ad occhio e croce Sainz finirà nel Team maggiore mentre Kvyat altrove), Force India con le traiettorie incrociate di Ocon (in crescita) e Perez (in calo), Sauber con l’impresentabile Monisha finalmente uscente di scena in attesa di diventare il team di punta di Honda nel 2018 (magari Honda avesse cominciato con loro nel 2015 e non sotto i riflettori Mclaren, Spirit 1984 docet).

Il tutto mentre il Mercato Piloti, che vede Vettel/Raikkonen/Alonso/Bottas in scadenza a fine 2017, è in preda ad un isterismo generale fatto di voci incontrollate che, purtroppo, rischia al dunque di produrre un immobilismo tipo quello del lustro con Alonso/Massa in Ferrari e Vettel/Webber in Redbull. Staremo a vedere, chi scrive è convinto che chi decide in Ferrari ha una gran voglia di fare un attacco a due punte e che una eventuale sconfitta nel WCC 2017 sarebbe la spinta decisiva per motivarlo in tal senso.

Buon GP a tutti dalla Redazione

FORMULA 1 GRAN PREMIO DE ESPAÑA PIRELLI 2017

Barcellona, Montmelò. L’atmosfera che si respira approcciando il GP di Spagna in programma per domenica prossima è eufemisticamente surreale. Al netto (si fa per dire) del vantaggio di Vettel in classifica su Hamilton (13 punti, occhio Marloc che Bet&Ring alla mano è mezza scommessa già vinta circa il GP di anticipo su fine Mondiale….) la cosa più ilare è leggere le dichiarazioni di Redbull Racing che annuncia un pacchetto da 8 decimi di incremento performance e Mercedes Benz che ne annuncia invece uno da 4. Sì insomma, ad occhio e croce i due Teams sono in piena zona “dita incrociate e speriamo che le modifiche di Barcellona funzionino”, territorio di proprietà simil-esclusiva della Scuderia Ferrari fino a tutto il 2016 e foriero di più illusioni spezzate nel corso degli ultimi anni.

L’atmosfera surreale dicevamo. Perchè se per la legge dei grandi numeri all’ennesimo cambio regolamentare epocale Ferrari ha finalmente (mi sia consentito dire sorprendentemente) azzeccato una “lama” con la quale giocarsi le sue carte nel Mondiale veder MB e RBR ridotte invece a far dichiarazioni da piazzisti di dubbia caratura morale  fa un effetto altrettanto sorprendente. Condiamo il tutto con un Lewis Hamilton ufficialmente in modalità 2011, aggiungiamo la scelta di Pirelli per il weekend di gara spagnolo (Hard/Medium/Soft: anche qui, fino al 2016 sarebbe stata una condanna senza appello per Ferrari oggi invece ha tutta l’aria di una condanna senza appello per Mercedes), agitiamo bene e capiremo come, in assenza di imprevisti, il prossimo weekend dovrebbe confermare una tendenza già chiara da inizio anno ovvero MB che limita i danni in prova mentre mostra la corda in gara. Qualsiasi risultato domenica che non si traduca in un aumento del divario in classifica tra Vettel ed Hamilton a parere di chi scrive costituirà pertanto una sorpresa. Una sopresa maggiore di quella di vedere invece il distacco tra Hamilton e Bottas assottigliarsi.

Negli ultimi giorni sul Web s’è letta una dichiarazione di Vettel nella quale sostiene che Raikkonen non ha raccolto quanto meritava nelle prime quattro gare del 2017. Direi che se il finlandese desidera continuare a correre e, possibilmente, ridursi ulteriormente l’ingaggio per quanto riguarda il 2018 la line-up Ferrari resta la stessa. D’altra parte con le forze in campo così delineate se serve un secondo meglio un secondo che non costituisca un’incognita. Eccitante quanto una riunione condominiale ma tant’è, l’andazzo è questo e, cosa pure peggiore, ad esclusione di Redbull siamo destinati a vederlo replicato in ogni team che abbia velleità di vittoria.

Renault dovrebbe far debuttare la nuova MGU-K sulle sei vetture da lei motorizzate, Honda porta un piccolo upgrade alla propria Power Unit in attesa di uno step evolutivo (sic) molto importante previsto per il GP del Canada. In generale al Montmelò quasi tutti i teams portano novità aerodinamiche, la stessa Ferrari prosegue col suo programma di introduzione progressiva delle stesse.

Davvero strana l’idea che “le modifiche han funzionato” possa essere un’espressione ora riferibile in modo ironico ai due Teams che fino allo scorso anno presentavano delle crescite di performances esponenziali nel corso del Mondiale che si stava correndo. Chissà che dopo il ciclo Redbull e quello Mercedes non se ne stia aprendo un altro sotto ai nostri occhi. La sensazione è quella

Buon GP a tutti