Archivi tag: vinales

Motogp 2020- Gran Premio del Qatar

Anni fa era meno sorprendente vedere bagagli scaricati dalle stive un attimo prima della chiusura delle stesse: non è la prima volta che salta un Gran Premio all’ultimo momento. Sono piuttosto le motivazioni quelle che lasciano perplessi, ma non è questa la sede per affrontare discorsi politici, sociali ed economici. Qui si parla di corse, quelle che vorremmo vedere correre senza troppi fattori esterni ad ostacolarne lo svolgimento.

Tutto rimandato ad Austin ad inizio Aprile, ma la situazione è in continuo divenire per cui ci toccherà attendere gli eventi che rivoluzioneranno comunque il calendario visto che anche Buriram è stato rimandato ad ottobre sua data abituale fino all’anno scorso: quando si dice il destino!!

Vedremo due terzi di Gran Premio, seppur il terzo mancante vale i tre quarti dell’appuntamento. Sarebbe stato interessante verificare i valori in campo dopo i tests invernali in cui la nuova Honda pare sia diventata praticamente un cancello perché non si adatta alle nuove Michelin. Dobbiamo rimandare  ma ce ne faremo una ragione. In realtà i valori non dovrebbero essere cambiati di molto in quanto anche le line up sono rimaste praticamente le stesse ad eccezione della famiglia Marquez al completo in HRC (papà Marquez sostituirà Alberto Puig dopo le prime gare nel caso ancora non ne foste a conoscenza!).

Immagine tratta da Motorbox.com

Correranno i cadetti che si trovavano già in Qatar per i test della settimana scorsa che non necessitano di visti sanitari e/o di quarantene. La Moto2 diventerà quindi l’evento clou del weekend. Dopo l’anno di rodaggio con il motore Triumph e l’introduzione del gommone nel corso del 2019 non ci saranno rivoluzioni tecniche di rilievo. Al contrario della classe maggiore tra i cadetti troviamo cambi di line up ed il debutto di pezzi da novanta sbarcati dalla Moto3. Il campione del mondo 2019 Moto3 Lorenzo dalla Porta andrà a far compagnia ad Enea Bastianini nel team Italtrans mentre Aron Canet affiancherà Syahrin sceso nella categoria inferiore per far coppia con lui nell’Angel Nieto team che schiererà due Speed Up portando così a quattro in totale le moto di Luca Boscoscuro oltre a quelle del suo stesso team affidate sempre a Navarro e al nostro Diggia.

Bulega esce dal team Sky per andare sotto l’ala di Fausto Gresini ed al suo posto sale sulla Kalex nerazzurra Marco Bezzecchi. Formazione tutta italiana per il team MV con nonno Corsi e Manzi.

Il risultato dei tests invernali ha evidenziato il buono stato di salute della Speed Up con un gran bell’inizio per Canet mentre il nostro Lorenzo Dalla Porta ha faticato ad adattarsi sinora. Gli altri big sempre nelle prime posizioni. Sara pur scontato ma ciò che conterà sarà la bandiera a scacchi che vedremo domenica pomeriggio.

Immagine tratta dal sito maxracingteam.com

I ragazzini della Moto3 daranno al solito lo spettacolo più divertente senza permetterci di fare pronostici. In SkyVR46 si assisterà al ritorno di Migno che sostituirà Foggia approdato alla corte di Leopard per rimpazzare il campione in carica. Paolo Simoncelli ha lasciato inalterata la propria formazione seppur Antonelli sarà assente in Qatar perché operato alla spalla e sostituito da Garcia. Romano Fenati viene accolto nel team di Max Biaggi (la vedo complicata, mi sbaglierò) e guiderà l’Husqvarna di ritorno alle competizioni.

Buon mondiale a tutti.

Immagine in evidenza tratta da Today.it

 

Salvatore Valerioti

LA TOP 10 DEL DECENNIO. IL 2010-2019 DELLA MOTOGP

Si chiude un altro decennio in MotoGP.  Si chiude nel segno del cambiamento, quel cambiamento partito nel 2009 (fornitura unica degli pneumatici, il “monogomma”) che di fatto ha livellato  non di poco il Mondiale. Quello fu il primo di una serie di “piccoli passi” che hanno portato a stagioni di MotoGP con gare tirate sino all’ultima curva e con distacchi davvero risicati tra il vincitore ed il secondo.

È tempo di tirare le somme ed andare ad analizzare chi, nel corso di questo decennio ha lasciato un segno tangibile sulla storia della categoria Regina.

Colgo l’occasione per ringraziare dal primo all’ultimo Pilota che hanno dato il 110% in ogni gara, in ogni sessione di prova ed in ogni test. Si estende il mio grazie anche a tutti coloro che lavorano dietro le quinte…

A tutti loro va il grazie degli appassionati del Motorsport.

Se per le prime posizioni di questa Top10 è stato abbastanza “facile”, la difficoltà maggiori sono emerse nella seconda metà della classifica e sopratutto chi lasciare, a mio modesto parere di appassionato, fuori da questa personalissima classifica. Penso a Marco Simoncelli inanzitutto, che non ha avuto il “tempo” di dimostrare in pieno il suo potenziale ed il cui ricordi vive in tutti noi. Penso a Ben Spies che stregó tutti nel giro di pochi GP, ad Andrea Iannone che riportò la vittoria a Borgo Panigale ben 5 anni dopo Stoner, oppure a quel matto Australiano di Jack Miller capace di passare direttamente dalla Moto3 alla MotoGP.

Andiamo adesso a scoprire le 10 posizioni di questo decennio.

10^ POSIZIONE

FABIO QUARTARARO – Si proprio lui. Perché? Semplice. Trovatemi un altro che abbia messo a ferro e fuoco il paddock salendo su una moto clienti (M1 bistrattata dal Team Ufficiale nel 2018). Risposta? NON ESISTE. Anzi è esistito ma bisogna tornare indietro di 21 anni ed a quella gara a Suzuka del 1998 della classe 500.  Il Diablo ha conquistato 6 pole positions e ben 7 podi, solamente la vittoria gli è mancata. Certamente è il futuro della categoria.

9^ POSIZIONE

ALEX RINS – Un altro pezzo pregiato del futuro della categoria. In 3 anni di MotoGP ha collezionato 2 vittorie ed 8 podi riportando la Suzuki nella parte alta della classifica. Un Pilota che ha fatto della costanza e della crescita “step by step” un cavallo di battaglia. Pilota che non ha mai disdegnato la bagarre e le carenate, Assen 2018 vi ricorda niente? Merita un posto in questa Top10.

8^ POSIZIONE

CAL CRUTCHLOW – Il Re degli Indipendenti. Il britannico ha disputato 9 stagioni in MotoGP avendo gareggiato sempre con Team indipendenti (ad eccezione del disastroso anno nel Team Ufficiale Ducati) ottenendo ben 3 vittorie, 19 podi, 4 pole position e 4 giri veloci in gara. È uno dei pochi Piloti ad aver trionfato in una gara della MotoGP e del Mondiale SBK (doppietta nel 2010 a Silverstone su R1 davanti in entrambe le manche ad un certo Jonathan Rea…). Un Pilota senza peli sulla lingua che ha certamente infiammato paddock e tribune.

7^ POSIZIONE

MAVERICK VINALES – Top Gun entra di diritto nella Top10 di questa decade.  7 vittorie, 23 podi, 9 pole e 9 giri veloci dopo 5 stagioni nella classe Regina. Dopo un 2015 di apprendistato sia per lui che per la rientrante Suzuki (si ritirò dalle corse a fine 2011), nel 2016 riportò la casa di Hamamatsu sul gradino più alto del podio vincendo una spettacolare gara a Silverstone, regalando alla Suzuki la vittoria dopo ben 9 anni da quella di Vermulen a LeMans. Incredibile il suo passaggio alla Yamaha M1 con la quale, al primo anno riuscì a salire sul podio finale mettendo dietro il più blasonato Valentino Rossi. Insieme a Quatararo e Rins sarà uno dei prinipali protagonisti della prossima decade.

6^ POSIZIONE

ANDREA DOVIZIOSO- Il Dovi entra di diritto nella Top10 essendo stato il Pilota Italiano più vincente in questo decennio. Ben 13 vittorie, 58 podi, 7 pole e 11 giri veloci. É il Pilota che ha battuto più spesso Marc Marquez all’ultima curva, vincendo alcuni GP epici. A memoria il più bello è quello di Motegi, in Giappone, sotto una pioggia battente che ha tenuto gli appassionati incollati alla TV. Il Titolo Mondiale è  l’unica cosa che é veramente mancata al Dovi in questo decennio, avendo avuto il pregio di cucirsi addosso una moto col tempo ed il duro lavoro, risollevandola dalla situazione disastrosa del biennio 2011-2012.

5^ POSIZIONE

VALENTINO ROSSI – Qualcuno potrebbe chiedersi “Perché davanti al Dovi se ha vinto di meno!?!” Semplice… a 39 anni salire sul podio del Mondiale non è da tutti. In queste 10 stagioni ha ottenuto 12 vittorie (-1 da Dovi), 70 podi (+12 su Dovi), 7 pole (= Dovi) e 13 giri veloci (+2 su Dovi). Ha chiuso ben 5 volte sul podio Mondiale in 10 anni e nel triennio 2014-15-16 si è classificato al 2° posto nel Mondiale. Ha regalato vittorie memorabili (Misano 2014 e Barcellona 2016 su tutte), mentre negli ultimi tre anni ha faticato molto. Sicuramente è stato uno dei protagonisti di questo decennio dopo aver monopolizzato il precedente.

4^ POSIZIONE

DANIEL PEDROSA – Ai piedi del podio il più forte Pilota ad aver corso nella classe Regina a non aver vinto il Titolo Mondiale più ambito. Vuoi per il fisico minuto, vuoi per la tanta sfortuna, vuoi il destino ma…. in questo decennio ha corso 9 stagioni e vinto ben 23 GP, 74 podi, 18 pole e 30 giri veloci in gara. Ha regalato emozioni infinite generando un amore profondo per il suo personaggio, quasi fosse un fumetto… Uno stile di guida unico e bellissimo da apprezzare che entra di diritto nella storia del motociclismo.

3^ POSIZIONE

CASEY STONER – Il canguro mannaro ha corso solamente 3 stagioni in MotoGP prima del suo ritiro a soli 27 anni. Vincitore del Titolo Mondiale nel 2011 al suo primo anno sulla Honda ufficiale, ha trionfato in 18 GP, 35 podi, 21 pole e 12 giri veloci in gara. Onestamente non trovo le parole giuste per descrivere Casey, il rammarico per quanto avrebbe potuto dare al nostro sport è altissimo. Sopratutto quanto sarebbe stato bello vedere un confronto diretto con Marc Marquez… Entra di diritto sul podio della TOP10 del decennio.

2^ POSIZIONE

JORGE LORENZO – Il Magnifico ha vinto 3 dei 10 Mondiali disputati (2010-2012-2015) vincendo ben 42 GP, 96 podi, 34 pole e 25 giri veloci. La sensazione è che sia stato l’unico veramente in grado di impensierire Marc Marquez, il più temuto in assoluto da quest’ultimo. Ha dominato la prima parte del decennio vincendo 3 Mondiali nelle prime 6 edizioni salvo rallentare la sua corsa al Titolo quando, nel 2017, cambiò squadra andando nel Team Ufficiale Ducati. Memorabile la sua affermazione al Mugello nel 2018 (in foto) e sopratutto al Red Bull Ring in Austria con un duello corpo a corpo negli ultimi 10 giri con Marc Marquez. La scellerata scelta di Ducati e Lorenzo di separarsi e l’anno in Honda HRC hanno lasciato tantissimi rimpianti…

1^ POSIZIONE – RE DEL DECENNIO👑

Marc Marquez nella celebre “salvata” del GP di Valencia nel 2017.

MARC MARQUEZ – 6 Titoli Mondiali,127 GP disputati, 56 vittorie (44%), 95 podi (75%), 62 pole (49%) 56 giri veloci in gara (44%). SERVE ALTRO⁉️⁉️⁉️ 

Si serve altro. Ha riscritto la storia di questo sport come mai nessun altro in tempi recenti.

Ha vinto il Titolo Mondiale all’esordio nella categoria ed ha alzato l’asticella ad un livello altissimo per chiunque. È riuscito ha creare un modo per salvare un scivolata rialzando la moto con l’ausilio di gomito e ginocchio. Il tutto condito da una serenità disarmante fuori la pista salvo poi diventare uno spietato killer in pista.

Ha vinto il Mondiale il condizioni di inferiorità di moto, su tutte le annate 2016 e 2017. È stato l’assoluto dominatore di questo decennio. Il mese di febbraio, all’inizio del nuovo decennio (2020-2029) compirà 27 anni….. Tra 10 anni sarà in testa a questa stessa classifica⁉️

Ai posteri l’ardua sentenza.

https://twitter.com/AngyFra89/status/1212737194844139520?s=19

 

Francky Longo.

 

 

(Foto tratte dal sito motogp.com)

P.S. Foto in copertina dedicata al più grande rimpianto di questo decennio…

 

 

 

TEST VALENCIA MotoGP 2020- “Rivoluzione Orange”

La Yamaha M1 di Maverick Vinales chiude in testa le due guornate di prove, seguito dalle altre due M1 del SIC Racing Team (Petronas) di Quartararo e Morbidelli ma…

Risultati dei test di Valencia. Immagine tratta dal sito ufficiale della MotoGP

…Non ci sono dubbi, aldilà dei risultati dei test, la casa di Mattighofen ruba la scena agli avversari.

Non abbandoneremo mai la nostra filosofia” tuonavano i vertici KTM qualche mese fa, eppure di fronte all’evoluzione continua della MotoGP tocca stare al passo coi tempi.

Forse serviva un Campione del Mondo per far cambiare idea (Copertina dedicata a Pedrosa)  e portare una novità tecnica “storica” per la casa austriaca. I risultati si sono visti si da subito.

KTM ha portato un nuovo telaio, guardandolo a primo impatto sembra addirittura che abbiano abbandonato la struttura a traliccio ma i tecnici KTM ci spiegano che si tratta sempre di tubolari ma molto larghi. La struttura rimane in alluminio con una geometria molto simile ai tradizionali.

Pol Espargaró già a metà giornata del “Day 2” aveva girato in 1’30″685, quindi ben 789 millesimi in meno rispetto al best lap delle FP4, in condizioni meteo pressoché simili. Nei test di Valencia 2018 chiuse in 1’31″628. Non riesce a migliorarsi ma comunque porta la KTM in TOP10.

Pol Espargaró su RC16 2020 – Immagine tratta dal sito ufficiale MotoGP

Resta da vedere se e quanto abbia influito la nuova anteriore Michelin 2020, già provata a Misano. Tant’è che il cronometro parla ed anche il volto di Pol trasudava felicità.

A mio modesto parere il Pilota (al quale ho dedicato la foto d’apertura) potrebbe tranquillamente ritornare a correre, vederlo in Pista per i test è una gioia per occhi ma allo stesso tempo un colpo al cuore pensando che non sarà nel Mondiale. Quel Pilota è Daniel Pedrosa.

DOMINIO YAMAHA

Come ormai di consueto la M1 condotta da Vinales domina i test di Valencia facendo segnare 1’29″849 ed essendo l’unico Pilota ad abbattere il muro del 30″. È più veloce addirittura della Pole segnata lo scorso sabato da Quartararo in 1’29″978.

Non solo Vinales, anche Quartararo e Morbidelli risultano velocissimi e si piazzano rispettivamente in 2^ e 3^ posizione. Il Francese fa segnare 1’30″013 mentre per l’Italo-Brasiliano 1’30″114 .

Valentino Rossi in azione. Da notare la presa d’aria dell’airbox nuova, più centrata e più alta rispetto alla M1 2019, nella foto successiva. Immagine tratta dal sito ufficiale MotoGP.

Più attardato Valentino Rossi che è lontano quasi 1 secondo (932 millesimi) da Vinales. Ha chiuso in 9^ posizione con il tempo di 1’30″781. Nella 2^ giornata di ha avuto un problema alla M1 2020,  si è fermato per del fumo che usciva dal lato sinistro della moto altezza del motore. Massimo riserbo nel box Yamaha che non ha rilasciato dichiarazioni in merito.

Quartararo in azione. Notare come la presa d’aria della M1 2019 sia diversa dalla M1 2020 nella foto sopra con VR46. Immagine tratta dal sito ufficiale MotoGP.

Notevoli le novità tecniche portate anche dalla casa di Iwata, in foto presa d’aria airbox nuova, per rendere più competitiva la moto in vista del 2020.

Sotto la lente d’ingrandimento finisce inesorabilmente il motore. Vinales ha dichiarato che è più potente ma manca ancora qualcosa agli alti regimi. Nel primo e nell’ultimo settore aveva avuto un grande aiuto dalla maggiore potenza. Nel Day2 i Piloti ufficiali hanno utilizzato solamente la M1 2020. Buon segno a mio avviso.

Il nuovo motore è stato utilizzato soltanto dai Piloti Ufficiali mentre Morbidelli e Quartararo probabilmente lo proveranno a nei test di Jerez de la Frontera.

Nella giornata di martedi (Day1) Quartararo ha “chiesto” in diretta tv  di voler provare a tutti i costi il nuovo motore e che si tratta di qualcosa di troppo importante per il 2020. Probabilmente lo proverà martedi prossimo nei test di Jerez, ricordandoci che diventerà “free agent” nel 2021… Yamaha dovrà giocare una partita molto attenta con Fabio e sopratutto con il suo scaltro manager. Fossi nei manager di Iwata farei attenzione al prefisso 051, qualora arrivassero telefonate “notturne”…

Se KTM e Yamaha hanno “attirato” la mia attenzione per ovvie ragioni, non da meno sono state le altre case. Quella che mi è sembrata più “sicura di se” è stata proprio la Honda.

La RCV213V ha un motore formidabile, causa di problemi per chiunque non si chiami Marc Marquez, quindi hanno lavorato molto sulla ciclistica della moto.

“Per imparare questa moto devi caderci”. Detto fatto ed i Piloti Honda sono finiti nella ghiaia. Alex ,Crutchlow e Bradl alla curva 10 perdendo l’anteriore, mentre Marquez in quasi highside alla 13. Da notare lo sfogo di Crutchlow che non ha gradito il trattamento di HRC. Alcuni dei suoi tecnici (tre)sono stati spostati nel team di Alex Marquez…

Rimanendo sul fronte giapponese  in casa Suzuki ottima impressione per entrambi i Piloti, sopratutto un Mir in palla che si è piazzato in 5^ posizione siglando 1’30″427 davanti a Rins in 1’30″503. Valencia non è il tracciato adatto per valutare le prestazione della Suzuki, anzi sarà interessante vederla nei test di Sepang. Mir si è detto molto contento del motore ma ancor più contento della nuova anteriore Michelin.

Personalmente credo che nel 2020 possa esplodere in maniera definitiva il talento di Joan Mir. Darà filo da torcere a Rins è molti metteranno gli occhi su di lui. Insieme a Quartararo è  il futuro di questa MotoGP.

APRILIA “ON FIRE”🔥🔥🔥🔥

Andrea Iannone con l’Aprilia in fiamme. Hanno “accorciato” la rapportatura del cambio spingendo cosi il motore al limite per più tempo. È esploso. Immagine tratta dal sito ufficiale MotoGP

Ci aspettiamo una rivoluzione da Aprilia. Tutti.

La casa di Noale merita altro, non di certo i risultati degli ultimi anni, questi test di Valencia certificano che è  stata l’unica casa a non fare passi eccezionali in avanti. Certo che la RS GP 2020 arriverà a Sepang ma oggi abbiamo assistito aqualcosa di più unico che raro.

Il motore della RS GP di Iannone esplode letteralmente, lo sfogo del Pilota di Vasto nel box è da film hollywoodiano… “Potevo andarmi ad ammazzare a 300 KM/h, ve l’avevo detto” tuona Andrea… Entrambi i Piloti girano più piano di quanto fatto in Q1 nel GP di Valencia e sugli stessi tempi di quanto fatto in FP4.

DULCIS IN FUNDO…DUCATI

A Borgo Panigale si respira la solita aria da test. Detta la linea Dovizioso, che chiude i test 8° in 1’30″665, e la linea è chiara: I test son fatti per provare, il tempo lasciamolo agli altri. Così è stato anche stavolta. In casa Ducati si sono concentrati molto sul lavoro sporco lasciando perdere la ricerca del tempo.

Dovizioso ha avuto un valido alleato in Miller  visto che Petrucci ha fatto solamente 9 giri in tutto per problemi fisici e Bagnaia ha saltato i test a causa dell’incidente di Valencia. Tutto rimandato a Jerez comunque. Il Dovi è l’unico Pilota che non prova l’attacco al tempo insieme a Iannone e B.Smith.

Ritengo che i mesi di marzo/aprile/maggio saranno infuocati, telefoni bollenti, mail pronte ad esplodere, 007 ovunque sparsi qua e la per il paddock.  Dovizioso in scadeza di contratto, Petrucci pure… Marquez, Vinales, Rins, Mir e Quartararo pure… Signori sarà una primavera infuocata e se Ducati vuole il Titolo Mondiale, a mio modestissimo parere, deve prendere un Pilota da Titolo Mondiale, un Pilota che osa, un Pilota che getti il cuore oltre l’ostacolo… (Ragazzo hai finito di pescare?)

NEXT GENERATION

Alex Marquez seguito dal fratello Marc. Immagine tratta dal sito ufficiale MotoGP

Tre i nuovi Piloti in MotoGP dal 2020.

  • Alex Marquez in Repsol Honda Team chiude in penultima posizione in 1’32″235, non male se si pensa che nelle FP4 Lecuona girava in 1’32″662. Lento se paragonato ai rookie del 2019, Bagnaia chiudeva in 1’31″405, Mir 1’31″714, Quartararo in 1’32″091 (sappiamo poi come è andato il resto della stagione);
  • Iker Lecuona in Red Bull KTM Tech3, che ha avuto il vantaggio di provare ed utilizzare la moto nel GP di Valencia, ha fatto segnare un 1’31″515 in 16^ posizione;
  • Brad Binder in Red Bull KTM Tech3, il Campione del Mondo Moto3 2016 e vice Campione Moto2 2019, chiude ultimo in 1’32″367. Personalmente credo sia stato l’agnello sacrificale di KTM per il Mondiale Moto2, avrebbe lottato per la vittoria ma KTM ha preferito lasciare “libero” Jorge Martin…

Un pensiero finale per lo pneumatico anteriore Michelin portato qui a Valencia e già provato due volte in altrettanti test.  Ad alcuni Piloti è piaciuto mentre a qualcuno no. Nel 2020 a detta di Michelin ci sarà una “rivoluzione” negli pneumatici, daranno infatti maggior grip e saranno più efficaci.

Non resta che sfruttare bene le indicazioni dei Piloti, che hanno provato queste nuove gomme negli appositi test, è sperare che prendano la giusta strada altrimenti… vedranno soltanto il retro del bellissimo casco che é nalla foto qui sotto.

Lo Shoei X Spirit III di Marc Marquez. Immagine tratta dal sito ufficiale MotoGP

La frase del giorno… “Non mi interessa una moto facile, la voglio veloce”.

Saluti.

Francky Longo

 

P.S. Non prendete impegni per l’8 Marzo prossimo…. Mancano 109 giorni da oggi e potrete festeggiare oltre alle donne del vostro ❤…. IL RITORNO DELLA MOTO GP sul circuito di Losail in Qatar✊👑🔥 #StayTuned #BlogDelRing 

 

E’ FINALMENTE SUONATA L’ULTIMA CAMPANELLA DEL 2019

E anche il 2019 è messo negli annali del Motomondiale

Una stagione da poche emozioni in MotoGP, per quello che riguarda la corsa iridata. Marquez  che ha segnato il passo fin da subito, lasciando solo l’illusione agli altri o qualche gara di gioia.

Un ennesimo “noioso” trionfo, che lo porta maggiormente nell’olimpo dei più grandi di sempre, candidato al dominio anche nella prossima stagione.

Il quesito è: Che compagno di box pensionerà nel 2020?

Il 2018 ci aveva fatto vivere quello di Pedrosa, ma clamorosamente, il 2019 ci ha fatto salutare il campionissimo Lorenzo. Due piloti di cui non serve citar numeri o risultati e star a narrarne il valore, ma uniti nell’aver ottenuto davvero poco in una stagione dove il binomio Honda/93 ha dimostrato tutto il suo potenziale.

Tiriamo un due somme?

  • Honda

Una stagione che dimostra ancora una volta che la sua moto funziona bene con un solo pilota, con gli altri alfieri che raccimolano solo piazzamente e vedono il podio quasi con il binocolo, il giorno in cui mai il fenomeno dovesse accasarsi in un’altro team, potrebbe presentare un conto pesante, ma nel frattempo festeggiano la tripla corona, ottenuta quasi esclusivamente da un solo pilota, a dimostrazione del potenziale del binomio Marquez Honda.

Crutchlow, Nakagami, Lorenzo e Zarco, han tutti ottenuto prestazioni da moto clienti di team di terza fascia, ma non me la sento di dar loro delle responsabilità, un caso potrebbe starci, ma 4 su 4 è troppo dai.

  • Ducati

Una moto che pareva la favorita per il titolo, che alla prima gara ha fatto sognare, ma che nell’andare della stagione è stata riassorbita dal gruppo. Speriamo nel 2020, ma grosse speranze non paiono al momento esserci.

Dovizioso è stato ancora una volta il miglior pilota per la casa di Borgo Panigale, regalando due belle gare in Qatar e sopratutto a Zeltweg. Il giorno in cui imparerà a scendere in pista sempre con quella mentalità, potrà farci sognare, anche se il miglior Dovi, lo abbiam già visto nel 2017, tuttavia, chissà.

Petrucci ha fatto una stagione mirata al rinnovo di contratto, ottenuto quello, ciao tutti, in perfetto stile da politico Italiano, si è adagiato alla poltrona da cui non lo schiodano. Troppo poco dopo la bella vittoria del Mugello.

Miller è diventato finalmente un bravo pilota veloce e costante, meritevole di salire sulla Ducati di Petrucci, con 5 buoni terzi posti stagionali.

Bagnaia come debutto è abbastanza deludente, con una stagione in cui non ha mostrato ne la velocità e men che meno capacità di non fare errori clamorosi, segno che il giorno che smetterà di cadere, non lo porterà subito a ottenere bei risultati. C’è da lavorare e tanto, ma purtroppo dovrà saltare i test, quindi già non si comincia bene il 2020.

  • Yamaha

Una moto che è migliorata parecchio da inizio stagione, ma che ha trovato maggior costanza nella fase finale di stagione, con il team satellite e un rookie. Il buon Quartararo è stato artefice di quattro secondi posti nella fase finale, giocandosi per tre volte la gara, portandoci a sperare in un 2020 che lo vedrà contendere molte vittorie e chissà se magari anche qualcosa di più. Una stagione davvero convincente per lui.

Vinales, miglior Yamahista e terzo nel mondiale, chiude con la metà dei punti rispetto a Marquez, cifra che fa fin spavento pronunciarla, e le due vittorie stagionali, salvano una stagione troppo zeppa di alti e bassi.

Rossi? Forse nel 2018 era meglio non firmare quel rinnovo di due stagioni, perchè ormai pare sia definitivamente cominciata la parabola discendente, con prestazioni che lo fan sembrare tornato in sella alla Ducati del 2011-2012, peccato che sotto il sedere abbia la M1. Non è il giusto finale di carriera per un campione qual’è.

Morbidelli, un pilota che ha ottenuto troppo poco, ma che mostra gli stessi difetti delle prime stagioni in moto2, dove aveva un buon giro in qualifica, un buon passo per la prima metà gara, ma che deve imparare a gestire la seconda fase di gara, quando ci riuscirà, potrà farci vedere belle cose, per ora la sufficenza è striminzita o regalata.

  • Suzuki

Stagione iniziata quasi con il botto, con quella bellissima vittoria ad Austin e il secondo posto a Jerez, poi però qualcosa si è perso con un annata passata ad arrivare a un pelo dal podio o in posizioni molto di rincalzo. Qualche errore dei piloti, come ad Assen, ma la casa Giapponese ha ancora tanto da lavorare per mettersi costantemente li con i big.

Rins, due vittorie stagionali davvero belle, con quella di Silverstone arrivata giocando molto di tattica con Marquez. qualche errorino nella fase centrale di stagione, ma un passo abbastanza costante per massimizzare quello che si poteva con una moto non ancora a livello.

Mir un chiaro scuro, con un inizio di stagione deludente e un infortunio che lo ha tagliato fuori per 2 gare, ma dal suo ritorno, si è messo a testa bassa ed ha iniziato a tenere una buona costanza, risultando prestazionalmente veloce come il suo compagno di box.

  • Aprilia

Un team che sappiamo bene essere in continuo sviluppo, in attesa di una rivoluzione per il 2020, dove verranno portate molte modifiche alla moto, con un motore che sarà totalmente nuovo nelle sue geometrie. Stagione che definire positiva sarebbe eufemistico, quando il miglior risultato è un sesto posto.

Espargarò e Iannone han fatto quel che si poteva e forse alle volte anche più di quello che dovevano, finendo in ghiaia. Lo Spagnolo è stato più costante dell’Italiano, sia in qualifica che in gara.

  • KTM

La strada è ancora lunghissima per diventare un team almeno di centro gruppo costante ed aver avuto 4 moto, non è servito a vedere alcun miglioramento prestazionale. Nel bilancio stagionale, i picchi massimi si toccano con il settimo posto di Espargarò a Misano, dopo aver ottenuto una seconda posizione in griglia.

Nell’annata della scuderia Austriaca, va ricordato l’abbandono a stagione in corso di Zarco, che consenzientemente con il team, ha deciso di rescindere il contratto a stagione in corso, senza completare il campionato. Qualcosa che a memoria, non si era mai vista nella massima serie e che mina la professionalità del pilota Francese.

  • MOTO 2

Stagione alquanto indecifrabile, dove a inizio stagione pareva dovesse essere una passeggiata per Baldassarri, ma dal passaggio alla gomma da 200, si è trasformata in un filotto di vittorie di Marquez.

Tutti a pensare che fosse solo talento dello Spagnolo? No, perchè la seconda metà di stagione, il fratello del fenomeno ha iniziato ad arrancare, con un Binder che ha messo assieme un numero di vittorie pari a quelle del campione del mondo e risultati ben più convincenti, tanto da chiudere l’anno a soli 7 punti.

Per il 2020 è da capire quali saranno le scelte di mercato, se arriverà la probabile decisione di vedere Alex Marquez in Hrc ufficiale assieme al fratello Marc.

Onestamente? Una follia se si avverasse.

  • MOTO 3 

La stagione ha preso una linea di vero dominio verso il finale di stagione, con un Dalla Porta che ha maggiormente massimizzato i risultati, più che aver dominato la categoria, riuscendo a far sbagliare un altrettanto costante Canet, che quando si è trovato ad alzare il ritmo per chiudere le corse davanti al rivale, è incappato in molti errori.

Da precisare che alcune cadute non sono state di sua responsabilità, ma avrebbero cambiato di poco l’esito della classifica finale

Per il 2020 è impossibile fare un pronostico, pensando che in questa stagione han vinto 12 piloti diversi.

  • RINGRAZIAMENTI

I doverosi ringraziamenti vanno a tutti coloro che seguono e supportano questa mia voglia di narrare il Motomondiale.

Al Boss Andras, per darmi praticamente carta bianca nella gestione (forse alle volte me ne concedo pure troppa)

A Icemankr7, alias Salvatore, per essere un dannato malato quanto me di questo mondo, oltre che una persona sempre sul pezzo, pronta  a dar supporto quando serve e stimolo per nuovi argomenti, quando prevalica la noia nelle corse. Onesto? Più che un amico, quasi un fratello e lui sa perchè.

A LucaBKK che usa i nostri articoli per avviare la sua prossima attività turistica della zona Asiatica. Scherzo, il ragazzo ne sa e tanto di corse e quando serve un aiuto, non si tira mai indietro.

A Valther, che quando può ci aiuta sempre, con articoli di pre e post gara persona sempre informata, seppur zeppo di mille impegni personali.

A Francky il nuovo acquisto Jolly tutto fare, che sviscera statistiche e aneddoti con una passione presente in poche persone, saltando dal mondo pistaiolo a quello delle road race.

  • Signori e Signore…

…ANCHE QUESTO è IL BLOG DEL RING…

…quel covo di appassionati, a cui piace dire la loro, con infinita competenza, umiltà e dedizione, che speriamo di riuscire a trasmettervi.

Grazie ancora a voi tutti.

P.S. JORGE, ti aspettiamo nel 2021 😉

Saluti

Davide_QV

MotoGP 2019- Ultimo Round Mondiale ValenciaGp

In un atmosfera di elettrizzante incertezza e di spasmodica attesa il Mondiale delle Moto si presenta sulla dirittura d’arrivo della pista di Valencia. Quattro piloti su quattro moto diverse a giocarsi la vittoria iridata con una combinazione di punteggio che permetterà di trionfare SOLO al vincitore della gara, quindi sarà un tutti contro tutti senza nessuna strategia…….
Ah, no!….ooppss mi sono sbagliato, perdonatemi..torno serio.
Ci accingiamo ad assistere all’ultimo weekend delle moto in un clima di ultimo giorno di scuola e con tutti i titoli già assegnati in ogni categoria. Questo metterà ogni pilota nelle condizioni di potersi concentrare su un fine settimana in cui tutti potranno orientarsi verso l’unico risultato interessante che è la vittoria della singola gara. Una sorta di Gran Premio extra campionato dove tutti hanno l’obbligo di dare il massimo possibile senza aver nulla da perdere, prerequisiti fondamentali per avere uno spettacolo interessante ma con gli spagnoli padroni di casa comunque a farla da padroni.

immagine tratta dal sito tribunnews.com

Nell’opinione di chi scrive Marquez, Vinales e Rins saranno i favoriti per la vittoria, tutti in condizioni di parità: le caratteristiche della pista non dovrebbero privilegiare nessuna delle tre marche sotto i glutei dei tre alfieri spagnoli.
Lo scorso anno la spuntò Dovizioso su Rins dopo l’interruzione della gara per il maltempo e le conseguenti cadute. Alla seconda gara di 14 giri non parteciparono nè Marquez né Vinales, ed il ducatista sfruttò l’opportunità nel migliore dei modi.
Nel weekend non è prevista pioggia quindi si presume che lo svolgimento della gara possa essere lineare senza variabili a modificare i valori in campo. Le premesse per poter assistere a tre quarti d’ora di divertimento puro ci sarebbero tutte sempre che Marquez sia d’accordo: se non dovesse esserlo assisteremo al solito dominio con buona pace degli spettatori. Con la pista che gira a sinistra Il “fattore Marc” è da tenere ben a mente seppur il catalano non vinca a Valencia dal 2014: è costantemente un brutto cliente per chiunque, a maggior ragione dopo un digiuno così lungo su una pista spagnola e pure libero da pensieri di Campionato.
Le Yamaha sono chiamate a confermare i buoni risultati globali degli ultimi tempi che la rendono al momento la moto più equilibrata del lotto. I tecnici hanno svolto un lavoro importante nel corso del 2019 considerando il punto di partenza di inizio anno. Sono riusciti a far lavorare meglio quell’elettronica che negli ultimi anni li ha fatti disperare e l’esperienza sarà utile anche nel prossimo futuro. Maverick è il favorito d’obbligo tra i piloti di Iwata sia perché si corre in casa sua ma anche perché reduce dalla convincente vittoria nell’ultimo round mondiale.
Il sempre gagliardo Quartararo avrà l’opportunità di poter far bene e magari vincere la prima gara in carriera. Sarà un compito comunque arduo nel feudo dei piloti spagnoli dove negli ultimi dieci anni solo Stoner (nel 2011 iridato) e Dovizioso (nel 2018 di cui sopra) sono riusciti ad interrompere il dominio iberico. Se a questo dato aggiungiamo che una Yamaha dei team satellite non ha mai vinto una gara di MotoGp ecco che un eventuale successo di Fabio avrebbe i contorni dell’impresa.
Osservato speciale anche Rins sempre veloce (seppur tra alti e qualche basso) in sella ad una Suzuki che su questa pista non pagherà oltremodo il deficit di motore che ancora la separa dai big. Alex ha sette punti in meno di Vinales in classifica generale e la conquista del terzo posto finale rappresenterebbe un ottimo risultato sia per lui che per il team Suzuki: dopo il mondiale 2000 di Roberts il miglior piazzamento fu proprio un quarto posto di Maverick nel 2016. In bocca al lupo al buon Rins.
Ducati. In una gara one –shot potrebbe ben figurare anche Dovizioso che qui ha faticato moltissimo nel 2017 quando si giocava il mondiale. Con un secondo posto nel mondiale ampiamente consolidato la stagione è andata in calando ed il binomio italiano non vince una gara dal Red Bull Ring di inizio agosto, ben tre mesi fa: sarebbe auspicabile un colpo di coda. Petrucci è chiamato ad una prova d’orgoglio dopo le ultime gare molto opache: se corresse nel team Red Bull di Formula 1 sarebbe già stato appiedato a stagione in corso nonostante la vittoria del Mugello.
Da Valentino e da Jorge si attendono segnali di risveglio: più facile il compito dell’italiano, mentre per lo spagnolo siamo alla Mission Impossible.
Per Ktm ed Aprilia valgono i discorsi di tutto il resto dell’anno, ovvero che urgono rivoluzioni più che evoluzioni per fare quello step necessario ad avvicinarsi ai primi ancora troppo distanti. La scelta fatta da Ktm sui piloti 2020 la dice però lunga in merito al cammino che si troveranno da fare prima di arrivare al top. Il solo Policio Espargarò può pensare di far bene in terra spagnola questo fine settimana, più per fattore campo che per altro…purtroppo.

Il weekend valenciano avrà un estensione la settimana successiva con i primi test collettivi in ottica 2020. Come di consueto le Case porteranno in pista i loro progetti per il prossimo anno seppur non in versione definitiva. Debutteranno le modifiche di telaio, motore ed aerodinamica per consentire ai piloti di saggiare le novità ed indirizzare lo sviluppo per i prossimi mesi prima dei test successivi.
Da martedì in avanti ci saranno giorni fondamentali per far chiarezza sul futuro di Jorge Lorenzo. Potremo capire se HRC ha prodotto una moto ed un motore che possano adattarsi meglio alle esigenze del maiorchino o se, in caso contrario, assisteremo all’unico colpo di scena di questa stagione.
Aspettative alte anche per quanto riguarda Aprilia. Massimo Rivola presente all’EICMA ha annunciato una rivoluzione del progetto RS-GP in tutte le sue parti: elettronica, telaio, e motore che avrà una V con diversa angolazione tra le due bancate. Purtroppo non lo vedremo a Valencia ma con ogni probabilità durante il prossimo test a Sepang in Febbraio. Ci auguriamo di rivedere tutte le domeniche gare come quella australiana, con Iannone bello tronfio sul manubrio di una moto in grado di tenerlo nelle zone alte della classifica laddove merita un nome come Aprilia e laddove il talento dell’italiano dovrebbe stare.

immagine tratta dal sito vastoweb.com

Le gare della Moto2 e della Moto3 sono anch’esse libere da vincoli di campionato quindi aperte ad ogni risultato anche più della classe regina. I due campioni del Mondo Marquez e Dalla Porta vorranno onorare il titolo, ed i loro colleghi potranno fargli sudare la vittoria di tappa lottando con il coltello tra i denti. Nessun pronostico è possibile, anche se il piacere di rivedere Lorenzo vittorioso ancora una volta sarebbe grande per tutti noi italiani. Lascerebbe la categoria da trionfatore totale di tutte le ultime gare e del Campionato più combattuto tra quelli del 2019…almeno fino a quando il toscano ha deciso che non aveva più voglia di giocare…

immagine tratta dal sito firenzesettegiorni.it

Buone gare a tutti i lettori, a tutti gli appassionati delle due ruote con la speranza che il 2020 possa essere una stagione più combattuta e, soprattutto, che possano trionfare i colori italiani.

Salvatore Valerioti

Immagine in evidenza tratta dal sito moto.it