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…A 300 METRI DALLA STORIA

Ogni pilota ha avuto un giorno fortunato e uno sfortunato, ma in qualche caso è persino riduttivo parlare di fortuna, quando in ballo c’è la tua salute e questa, sicuramente vale il prezzo di una sventura, anche se distrugge un sogno…

Correva l’anno 1998, di una stagione del mondiale WRC con il maggior numero di case agguerrite alla ricerca del titolo mondiale. A bordo dei loro mezzi, ogni casa aveva dei gran pezzi da 90 come piloti, di quelli che ancor oggi riecheggiano nelle orecchie dei più appassionati.

  • LE AUTO E I PILOTI

Mitsubuishi

La Ralliart schierava il bicampione del mondo Tommi Makinen, sulla sua Lancer Evo 4, (diventerà la Evo 5 durante la stagione) con accanto il coriaceo Richard Burs.

Subaru

Il team 555, schierava la Impreza WRC 22b e aveva nelle sue fila l’amatissimo campione del mondo 1995, ossia Colin McRae, con al fianco il nostro Piero Liatti, due bei piloti veloci e vincenti.

Ford

La casa Americana supporta ufficialmente il nuovo team M-Sport di Malcom Wilson, che seguirà gli sviluppi delle Escort WRC, schierando come pilota di punta il 4 volte campione del mondo e leggenda, Juha Kankkunen, con al suo fianco Bruno Thiry. Il belga in qualche gara sarà sostituito da “un certo” Ari Vatanen.

Toyota

La casa Giapponese schiera le Corolla WRC e cerca la riscossa da quella squalifica di due anni e nella stagione 1998 il team punta tutto, schierando nelle sue fila due campioni del mondo quali Carlos Sainz e Didier Auriol.

Seat

Durante la stagione, farà la sua comparsa nel mondiale anche il marchio Spagnolo Seat con la Cordoba WRC, avendo come uomo di punta il finlandese Harri Rovanpera.

  • LA STAGIONE

I favoriti di questa stagione rimanevano Mitsubishi e Subaru, che nella stagione ’97 si erano giocate il titolo fino all’ultima corsa, con Makinen che ha sopravanzato McRae di un solo punto. Toyota, però non è li per guardare, la stagione precedente l’aveva usata per ricreare la struttura del mondiale, dopo i due anni di squalifica (la famosa questione delle flange mobili sul turbo) e per lo sviluppo della sua macchina, quindi questa è la stagione del riscatto. Ford, sempre sul pezzo, ma è la vettura più anziana del lotto partenti.

La stagione comincia in maniera molto equilibrata, tanto che ci saranno 5 vincitori diversi in 6 corse, con il campione del mondo in carica, artefice di vari errori e colpito da qualche sventura tecnica, che lo porteranno ad accumulare 4 ritiri in 6 corse, ottenendo però una vittoria e un terzo posto

Sainz, al ritorno in Toyota, nelle prime sei gare ottiene una vittoria e due secondi posti, ma meglio di lui fa McRae, con due vittorie e un terzo posto. Buono e costante il ruolino di Kankkunen. Le altre due vittorie vanno, una a Burns e una a Auriol.

A metà stagione la situazione è la seguente;

  • Colin McRae -24 punti
  • Sainz – 22 punti
  • Richard Burns – 18 punti.

la classifica fino a quel momento è abbastanza aperta a più possibili vincitori finali, ma da li in poi, inizia una sfida a tre, con il pilota della Mitsubishi (Makinen),  che ottiene 4 vittorie e un terzo posto nelle successive 6 gare.

Sainz si difende come può, giocando sulla costanza di risultato, non ottenendo alcun ritiro, portando a casa una vittoria, tre secondi posti e due quarti posti. McRae raccoglie le briciole e ottiene una vittoria, un terzo, due quarti e un quinto posto. Dietro di loro, a spartirsi il podio con frequenza, dei costanti Kankkunen e Auriol.

La classifica ora vede;

  • Makkinen – 58 punti
  • Sainz – 56 punti
  • McRae – 45 punti
  • L’ULTIMA GARA 

Si arriva all’ultima corsa con in lotta per il titolo solamente Makkinen e Sainz, distaccati da solamente 2 punti. Tutto è ancora aperto e tutto è da scrivere, con pochi tatticismi, perchè il risultato dell’altro conta poco, visto che difficilmente assisteremo a due campioni che si contenderanno le posizioni fra il quarto al sesto posto.

Il duello inizia con un Makinen che parte a tutta, sembra imprendibile a tutti, Sainz è già molto distaccato e si sta giocando il secondo posto con Kankkunen. Pare che il mondiale stia già assegnando il vincitore…

…ma come nella più classica delle corse, arriva l’incredibile…

TOMI MAKKINEN – OUT OF THE RACE

l’incredibile è successo, sottoforma di macchia d’olio lasciata in una curva da una delle delle vetture storiche, passate poco prima delle WRC. Makinen perde il controllo della vettura e finisce per sbattere e staccare la sospensione posteriore della sua Lancer.

Prova a tornare al parco assistenza, ma la polizia gli intimerà l’alt, visto che nei trasferimento la vettura non poteva circolare in quelle condizioni. è ritiro.

Per Sainz è una manna dal cielo, tanto da non crederci quando glielo raccontano e ora gli basta anche solo arrivare quarto, per avere il titolo in tasca. Lo Spagnolo si mette tranquillo, tiene un ritmo molto sicuro, che gli permetta d’arrivare alla fine del rally, lasciando che a giocarsi podio e gara siano Burns, Mcrae e Kankkunen.

Ultima speciale, scoppia il motore della Subaru di McRae, ormai praticamente è solo pura formalità per Carlos Sainz, il titolo non può sfuggirgli.

Km dopo km la speciale sta finendo, i tifosi son li festanti, Makinen viene intervistato in albergo, in attesa di consegnare l’alloro iridato al rivale Spagnolo.

Manca un Km, quella distanza che a un pilota fa percepire qualsiasi rumore come un dramma, ma siamo su una Toyota, dai non può succedere nulla…

Un rumorino diventa un rumorone…un rumorone diventa fumo…il fumo diventa la vettura che rallenta….una vettura che rallenta, diventa una vettura che…

  • ….300 METRI DAL TRAGUARDO

…si ferma…un rumorino diventa un incubo!!!

La Corolla WRC si ferma a lato della speciale, è incredibile e pazzesco!!! Sainz e Moya escono dall’auto, aprono il cofano, cercano di capire. Prendono l’estintore, provano a raffreddare il motore lanciando mille improperi vari.

Le telecamere si avvicinano, nessuno ci crede, Carlos sale in auto, prova a riavviarla, ma il motore non ne vuole sapere…

I suoi occhi sono quelli di un uomo arreso, sconfortato, distrutto, scende dall’auto, con il suo navigatore incazzato come una bestia, con quella vettura che li aveva traditi, tanto da sbattere il portellone, prendere il casco e lanciarlo contro la vettura, sfondando il lunotto.

Rabbia e disperazione, il mondiale è veramente andato in fumo.

(Questo video spiega più di mille parole)

  • E Tommi Makinen ?

Anche in questo caso vi lascio alla reazione che ebbe in diretta, durante l’intervista che citavo poco sopra…

Nessuno poteva credere a quello a cui si era appena assistito, va oltre alla peggior sconfitta, essere arrivato li, quasi a prendere quel trofeo e vederlo fuggire via…

Makinen è campione del mondo per la terza volta consecutiva.

  • LA FORTUNA

Avevo iniziato citando la fortuna che chiese il suo tributo? Beh, forse questo fu solo il tributo che la dea bendata chiese a Sainz, dopo il terribile incidente in cui uscii illeso nel 1991 in Australia.

La sua vettura si capotto una miriade di volte, cedette quasi tutto dell’auto, tetto, sedile, roll bar e cinture, con la testa di Carlos che uscii dal finestrino durante le giravolte. Fu un vero miracolo che sia uscito praticamente indenne.

…se quello fu il tributo richiesto, meglio sia andata così…

Storia e passione #Blogdelring

Saluti

Davide_QV

WEC 4 HOURS OF SHANGHAI 2019

Terzo round del campionato sulla pista cinese che è sempre stata presente in calendario. Il WEC introduce per la seconda volta il nuovo format corto da 4 ore, rendendo ancora più sprint la competizione. Dopo la facile doppietta in casa da parte delle Toyota il “success handicap” introdotto dalla federazione ha rallentato le TS050 di 2,7 sec al giro “teorici” agendo su fuel flow e peso minimo. Questa strada scelta dal WEC per livellare le prestazioni sembra troppo macchinosa e non pare essere risolutiva come si è visto al Fuji, dove le LMP1 private non hanno potuto nulla contro le vetture giapponesi. In Cina gli aggiustamenti sono molto più penalizzanti per la Toyota ed effettivamente almeno la Rebellion R13 potrebbe giocarsela più sul giro secco che nell’arco di 4 ore; mentre le Ginetta oggettivamente sono ancora molto acerbe e gestite da un team abbastanza inesperto nelle gare WEC. Probabilmente le TS050 faranno un po’ fatica sul lungo rettilineo ma poi in gara, soprattutto nei doppiaggi, avranno il solito vantaggio di accelerazione grazie al loro ibrido. Sarà più difficile sicuramente la gara, ma è difficile immaginare una vittoria dei privati, a meno di imprevisti.

In classe LMP2 c’è sempre una gran lotta tra tutti i team dotati dell’Oreca, che stanno imparando a conoscere sempre meglio. Sta crescendo anche la Goodyear, che comunque aveva l’esperienza Dunlop, visto che la vettura dell’High Class Racing ha concluso con un secondo posto al Fuji, poi squalificata per irregolarità tecnica. La grande rivelazione della stagione è rappresentata dal Racing Team Netherland che al Fuji è riuscito addirittura a vincere con una gara strepitosa, soprattutto da parte del neo campione F2 De Vries e ad un eccellente lavoro di Van Eerd, primo pilota Bronze a vincere una gara in LMP2. Purtroppo la Cetilar paga il fatto di correre con Dallara che non è ancora a livello dell’Oreca 07, su cui tutti gli altri team si sono orientati. Anche qui a Shanghai ci aspettiamo una gara combattutissima fino alle ultime battute.

L’attenzione gara dopo gara si sposta sempre più sulla classe GTE-Pro, che nonostante l’uscita di scena di Ford e BMW, offre sempre gare tiratissime e difficili da prevedere, e non è solo il BOP…perché ormai è da qualche tempo che non si cambia e tutte e tre le macchine hanno trovato un ritmo simile, anche la nuova Porsche. Le prime due gare sono state molto incerte, con un risultato a sorpresa a Silverstone e più in linea al Fuji, dove però c’è stato il tracollo Ferrari in gara. A Shanghai un anno fa, in una gara funestata dalla pioggia, ci fu la prima vittoria della nuova Aston Martin Vantage AMR; il tracciato cinese sembra portare bene alle vetture britanniche visto che nel 2012 vi firmarono la loro prima vittoria nel WEC. Quest’anno le Aston puntano decisamente al bersaglio grosso, provando a chiudere la tournee asiatica con la doppietta. Ormai la Vantage si è pienamente adattata e sviluppata in sinergia con le Michelin, garantendo una tenuta sulla distanza che l’anno scorso era semplicemente impossibile. Le Ferrari di AF Corse devono iniziare a portare a casa i podi e vittorie, dopo essere stati sfortunati a Silverstone e chiaramente sottotono al Fuji. Chi l’avrebbe detto dopo la qualifica di Silverstone che nelle prime due gare le vetture del Cavallino avrebbero fatto zero podi? Infine c’è la Porsche, che sa di aver ancora un bel margine di sviluppo da trovare, e comunque è a tratti molto consistente e può contare su uno dei team più preparati di sempre nell’endurance. Vediamo chi la spunterà.

In GTE Am la tappa giapponese ha visto la fantastica vittoria del TF Sport, che ha preso subito la leadership grazie allo stint di Yoluc. Quest’anno a causa del success ballast ripetersi costantemente a podio non è più così semplice, per cui ci si aspettano grandi performance dalle Porsche, che sono le meno penalizzate a livello di peso.

 

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ORARI

Qualifiche: Sabato 9 Novembre h. 7.00

Gara: Domenica 10 Novembre h. 5.00

Questa volta su Eurosport 1 ci sarà la diretta integrale ed è veramente un bel plus che non costringe i fan ad iscriversi a Motorsport TV per vedere la gara. Che dire…speriamo in qualche novità là in alto e in una battaglia come sempre in GT.

Aury

WRC – TANAK E JARVEOJA PONGONO FINE AL REGNO FRANCESE

Il 2003 era stata l’ultima stagione che aveva visto un non Francese vincere il titolo iridato, ed a farlo fu Solberg su Subaru, che trionfò proprio davanti a Sebastien Loeb.

In quella stagione, il debuttante pilota della Citroen era arrivato all’ultima rally con un punto di vantaggio sul Norvegese, quindi si dovevano giocare la vittoria assoluta tutta in una corsa. Dopo poche speciali, con il ritiro di Sainz, e con un Solberg davvero in palla, il team chiese a Loeb di non prendersi rischi, sacrificando il suo possibile titolo mondiale piloti, per far trionfare la casa in quello costruttori.

Sebastien accettò, conscio che avessero la vettura e il potenziale per dominare le stagioni a seguire e così fu, per NOVE lunghissime stagioni di fila, sempre a bordo della Citroen (prima Xsara, poi C4 e infine DS3).

Nel 2011 gli arriva come compagno di team l’altro Sebastien, ossia l’Ogier che ben conosciamo, il futuro Re Francese. La stagione fu combattutissima e sofferta, una lotta a 3 fra Loeb, Ogier e Hirvonen. Il giovane pilota di Citroen mostra bene il suo valore e con le sue prestazioni porta all’errore il campionissimo. Il portacolori Ford approfitta di questa “faida” massimizzando i risultati.

Due galli nel pollaio è difficile tenerli assieme e ben presto scattano le accuse di entrambi i piloti verso il team Citroen, accusato di favorire il rivale di box. A spuntarla sarà Loeb, che porta a casa il titolo, ma i rapporti fra Ogier e il marchio Francese si interromperanno, facendolo accasare nel team Volkswagen alla guida di una Skoda S2000 e come tester di sviluppo ufficiale della Polo WRC.

Anno 2012, arriva l’ultimo titolo di Loeb/Elena e il ritiro dai rally, il campione sapeva bene il valore del rivale e a fine stagione aveva capito pure il potenziale del marchio Tedesco, decidendo che era il caso di lasciare da vincente, per dedicarsi ad altre discipline, tranne fare qualche sporadico ritorno, sempre alla grandissima, con qualche vittoria o il 4 posto ottenuto proprio nell’ultima gara 2019 in Spagna.

Il cannibale, parteciperà come wild card anche a qualche gara nel 2013, tanto da trionfare subito al Montecarlo e far secondo in Svezia proprio dietro a Ogier, per poi ripetersi in Argentina, mentre era iniziata l’era del nuovo re, che aveva già colto un filotto di successi in gara.

La stagione di Ogier sarà un dominio praticamente inarrivabile per tutti, con 9 vittorie e 2 secondi posti, priva di qualsiasi errore, che rendono la coppia Ogier/Ingrassia quasi perfetta, capaci di prendersi rischi solo quando serve. Sarà praticamente identica pure la stagione successiva, che lo vedrà nuovamente trionfatore.

il 2016 è l’ultima stagione delle WRC, in attesa di passare alle Plus del 2017. Citroen corre in maniera non ufficiale, ma restano tutti schierati per battere il campione Francese. Ma anche in questa stagione, quando i giochi si fan difficili, lui se ne sta calmo e massimizza i risultati, giocandola sulla costanza, lasciando che i rivali vincano e commettano errori. A fine stagione inanella un filotto di 4 vittorie e consegna a VW il quarto e ultimo titolo (il dieselgate poterà il marchio a salutare il mondiale WRC)

2017-2018 le due stagioni che lo portano a diventare forse il più grande di sempre, accettando la sfida di Wilson e correndo con la Ford Fiesta, in maniera non ufficiale, visto che la casa non supporta in maniera economica il progetto ed M-Sport è una struttura di proprietà di Malcon Wilson, che si regge in piedi dall’avere l’esclusiva Ford, come sviluppatore di tutte le auto da rally del loro marchio.

Nel team c’era già un pilota, che farà squadra con Ogier, un certo Tanak. Già proprio lui, quando si dice sliding doors. La stagione non è delle più semplici, con Ogier che trionfa subito, ma poi deve ricominciare a fare il ragioniere e massimizzare, cosa che gli riesce alla perfezione, tanto quanto sono le gare buttate al vento da chi deve sottrargli lo scettro. Ad un certo punto Neuville ed Ottanak inziano ad ottenere risultati migliori di lui, che per la prima volta si trova a dover osare per portare a casa dei risultati e inizia a commettere qualche errore, ma quando conterrà davvero, trova la quadra e porta a casa l’incredibile titolo con Ford, marchio che non vinceva dal 1981 il titolo piloti (Vatanen) e dal 2007 il titolo costruttori (era sempre M-Sport, ma aveva un appoggio praticamente ufficiale).

Tanak in questa stagione porta a casa i suoi primi due trionfi nel mondiale e la sua stella inzia a brillare, con gare davvero di spessore, tanto da esser scelto da Toyota per essere il pilota di punta, affianco a Latvala e Lappi nella stagione 2018.

Nel 2018 l’Estone di Toyota inizia un pò in sordina, afflitto da qualche noia tecnica e qualche suo errore, Neuville alterna le sue solite gare incredibili, mescolate ad errori incredibili, con Ogier che vince tutto quello che poteva, ma nella fase centrale della stagione, pare cominciata l’era di Tanak e Toyota.

Sembra che nulla possa portargli via il titolo, con un Ogier che arranca, a causa di una vettura che paga la mancanza d’investimenti ufficiali, al contrario di Hyundai e Toyota.  Ma come nelle migliori tradizioni, quando si deve fare l’ultimo step, il re tira fuori la sua classe, trionfando quando i rivali patiscono noie tecniche o commettono errori, arrivando a 6 titolo iridati.

Per il 2019, Wilson ha svuotato le casse di M-Sport e non può più permettersi di mantenere fra le sue fila Ogier, oltre a non poter garantire una vettura di livello mondiale vincente, con Citroen che fa ponti d’oro al campione del mondo, certa di riuscire a tornare a vincere dopo anni di digiuno, ben lontana dai periodi d’oro con Loeb.

Pronti via e in Montecarlo è subito Ogier, Neuville e Tanak. Quando pensi che siamo alle solite, alla gara successiva, per una volta le noie tecniche affliggono anche il Francese, assistendo al trionfo di Tanak, davanti a Lappi e Neuville. L’alfiere Citroen riprende lo scettro in Messico, ma Tanak è sempre alle sue calcagna. Francia ed Argentina sono terreno del pilota Belga di Hyundai, con l’Estone che soffre una foratura in Corsica e una pesante noia tecnica in Argentina, che lo tirano fuori dalla lotta per la vittoria.

Cile e Portogallo saranno terreno di riscatto per Ott e la Toyota, con due vittorie di prepotenza, mentre Ogier salva il salvabile arrivando a podio, con una vettura non performante come le rivali. A metà stagione la situazione di classifica vede;

  • Ogier – 142 punti
  • Tanak – 140 punti
  • Neuville 130 punti

Tutto è ancora apertissimo!

La Sardegna è una mazzata per tutti e 3, ma a pagare maggiormente le spese è Ogier, che commette un errore nella prima prova spettacolo, staccando una ruota alla sua auto. Tanak domina la corsa, ma nella power stage ha un problema all’idroguida e perde tutto il vantaggio accumulato, finendo la corsa quinto. Pazzesco!! In tutto questo Neuville non ne approfitta, sbagliando strada nell’ascoltare  una nota, picchiando e sfondando il radiatore e chiudendo sesto la corsa.

Finlandia e Germania son terra di conquista per Tanak, mentre i due rivali incappano in gare molto difficili, passate fra problemi di setting e scelte di gomme, tanto da rendere necessarie delle penalizzazioni dei loro compagni di team, per far avere più punti ai contendenti al titolo.

In Turchia i 3 si mettono a correre in modalità power stage tutte le prove, ormai non c’è più tempo per fare conteggi se si vuol vincere, ed è così che Neuville sbaglia e finisce fuori strada e chiude la gara ottavo, Tanak fa delle scelte errate di gomme, non portando dietro gomme di scorta, per essere più leggero e va in difficoltà, oltre ad essere afflitto da un problema tecnico. Ogier vince e riapre il mondiale.

In Gran Bretagna i 3 non si risparmiano di una virgola, con una gara magistrale, che porterà nuovamente sul gradino più alto Tanak, davanti a Ogier e Neuville.

Mancano due corse, il pilota di Hyundai è matematicamente fuori dai giochi, ma quando meno te lo aspetti, arriva la noia tecnica anche per Ogier, con l’idroguida che gli rende impossibile la guida. Vince Neuville e Tanak fa secondo, portandosi a casa la power stage…

IL TITOLO è MATEMATICAMENTE DI TANAK E JARVEOJA

Di Jarveoja forse abbiam parlato poco, forse per questa è una coppia molto diversa da quella Loeb/Elena (sono cognati) e Ogier Ingrassia sono una coppia che ha sempre lavorato assieme, legati da un bel rapporto d’amicizia.

I campioni del mondo 2019 hanno un rapporto più professionale che d’amicizia e condividono lo stesso abitacolo dal 2017, ma attualmente paiono la coppia più affiatata e destinata a non vedere solamente questo titolo, nel loro palmares.

Dopo 15 anni finisce l’era dei Re di Francia!

Non potevamo non celebrare questo evento senza un articolo dedicato a qualcosa che pareva ormai un’impresa impossibile.

Saluti

Davide_QV

 

WEC 6 HOURS OF FUJI 2019

Dopo un mese dal round di apertura della stagione, il WEC si ritrova a correre al Fuji Speedway, sempre presente nel calendario dal 2012. Si va a casa della Toyota che vorrà ovviamente trionfare come sempre davanti al suo stato maggiore; quest’anno potrebbe non essere una cosa scontata, visto che entrato in vigore il nuovo handicap del “Success Ballast” con delle limitazioni alle macchine che hanno conseguito i risultati migliori nella gara di Silverstone. Questa novità è discussissima e sicuramente è peggio dell’EOT dal punto di vista sportivo, ma si cerca di garantire un mimino di competitività fra le Toyota e il resto delle LMP1 (Ginetta e Rebellion). Di fatto per questa gara le TS050 sono pesantemente penalizzate nel carburante utilizzabile e nel peso; il fatto curioso è che la #7 che ha vinto sarà ancora più penalizzata della sorella #8, per cui l’occasione di vittoria è per Buemi, Hartley e Nakajima. La Rebellion, come già annunciato, schiererà una sola R13 nelle gare extraeuropee, mentre la Ginetta punta a far crescere le sue LMP1 con anche l’innesto di Luca Ghiotto, al debutto in Endurance proprio questo week-end.

Per fortuna nelle altre classi non ci sarà nessun success ballast e in LMP2 si continuerà ad assistere alla lotta serrata fra i team. Nel corso degli anni quasi tutte le squadre hanno acquistato il telaio oggettivamente migliore fra quelli disponibili, risultando in un monomarca di Oreca 07. L’unico team ancora fedele alla Dallara è il Cetilar Villorba Corse, che vuole difendere i colori italiani, anche se è una sfida impari, in quanto la differenza tra le due vetture è notevole. La prova è che il Racing Team Holland che ha corso gli ultimi anni con Dallara senza grossi risultati, alla prima gara con l’Oreca è riuscito a salire già sul podio.

A Silverstone in GTE-Pro si è vista una gara serratissima fra le tre case, con ritmi da qualifica per tutta la gara. Alla fine la Porsche è riuscita a portare a casa una doppietta con la nuova RSR; ma chi ha veramente da recriminare è la Ferrari, sicuramente la più veloce in pista che si è vista accollare un drive-through salvo poi essere annullato dalla direzione gara, purtroppo per AF Corse era già stato effettuato. Di fatto la #51 non ha potuto attaccare le Porsche di testa e si è ritrovata al 4° posto dietro anche all’Aston Martin. Le vetture inglesi hanno mostrato un gran passo, quasi a livello delle 488 GTE e nelle prime battute erano anche in testa, ma la gara si è rovesciata con l’arrivo della pioggia che in casa Porsche hanno saputo leggere magistralmente, mentre Aston e Ferrari hanno perso tantissimo tempo rimanendo parecchi giri sulle slick. Quindi a vincere è stata la macchina che a livello di velocità è stata probabilmente la più lenta, ma si sa, nelle gare conta tutto il pacchetto per un gran risultato.

Nel frattempo prime prove di oggi all’insegna della Toyota #8 (quella meno penalizzata), mentre in GT la Porsche è davanti ma sono tutti vicini e hanno lavorato solo sul passo. Vedremo domani…

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LIVE TIMING: https://www.fiawec.com/en/live

ORARI

Qualifiche: Sabato 5 Ottobre h. 6.10

Gara: Domenica 6 Ottobre h. 4.00

Eurosport darà i 90 minuti finali in diretta, mentre si può seguire integralmente su Motorsport TV previa registrazione e pagamento. Inoltre la novità per l’Italia è la trasmissione in chiaro del WEC su Sportitalia, anche se per questa gara in Giappone la diretta sarà solo dalle 8 alle 10, mentre nel pomeriggio sarà trasmessa la gara integrale in differita. Un’ottima notizia per tutti gli appassionati Endurance che finalmente potranno anche seguire in TV gli eventi WEC e questa iniziativa potrebbe favorire l’incremento dei fan.

Aury

WEC 4 HOURS OF SILVERSTONE 2019

Per la prima volta la nuova stagione Endurance inizia a Settembre, apprestandosi a vivere diverse gare fra autunno e inverno, come mai era avvenuto. Per esempio si andrà in Bahrain a Dicembre e ad Interlagos a Febbraio. Questo calendario è innovativo e può essere anche una buona scelta, sulla scia della Formula E. Infatti gareggiare nei mesi invernali dove di solito gli altri campionati sono in off-season garantisce sicuramente un vantaggio di visibilità e interesse, ed il WEC ne ha bisogno davvero. Altra novità del 2019-2020 è la durata variabile delle gare; ci sono eventi da 4 ore, come Silverstone, gare da 6 ore classiche e in Bahrain si svolgerà un evento di 8 ore.

La situazione in LMP1 se possibile è anche peggiorata rispetto all’anno scorso, con SMP che ha chiuso i battenti e la Rebellion che ha annunciato una riduzione del suo programma. Di fatto ora rimangono solo 5 LMP1 di cui le 2 Toyota e il ritorno delle Ginetta che non si erano viste da Le Mans 2018. La Rebellion probabilmente porterà una sola vettura in tutte le gare extraeuropee. Dopo il prologo a Barcellona le TS050 Hybrid hanno subito un ulteriore incremento di peso arrivando a circa 100 kg in più rispetto alle LMP1 private. La Ginetta con il nuovo motore AER sarà l’osservata speciale del primo appuntamento a Silverstone.

In classe LMP2 ci sono 8 vetture di altrettanti team. Molti equipaggi sono già stati protagonisti delle scorse annate, come il Signatech Alpine e il Jackie Chan Racing; ma altre sono new entry come lo United con l’Oreca, il Cool Racing e l’italianissimo Cetilar Villorba Corse con l’unica Dallara rimasta in pista.  Storicamente questa categoria è sempre stata dominata quasi per intero dalle gomme Dunlop, quest’anno invece ci sarà una promettente tyre war fra Michelin e Goodyear, che ritorna nelle competizioni ad alto livello dopo moltissimi anni.

La GTE-Pro ha purtroppo subito una pesante riduzione a causa dell’uscita annunciata della Ford e la conclusione a sorpresa del programma BMW M8 dopo una sola stagione. Si torna quindi a 4 anni fa con la triade sempre fedele al WEC: Ferrari, Porsche e Aston Martin. La casa italiana e quella inglese saranno in pista con le loro vetture essenzialmente identiche a quelle dell’annata appena conclusa, mentre la Porsche si appresta a far debuttare la nuova 911 RSR.19 che non è una rivoluzione ma evoluzione della progenitrice. Le differenze visibili sono dei nuovi scarichi e un bodywork completamente rinnovato per una migliore aerodinamica. Gran lavoro è stato fatto a livello di meccanica e sospensioni per migliorare ancora la stabilità in curva dell’auto. A detta di tutti i piloti rivali, la Porsche sarà già un punto di riferimento a Silverstone, nonostante sia la prima uscita ufficiale rispetto ad Aston e Ferrari che hanno vetture già ottimizzate. Per quanto riguarda i piloti dei 6 equipaggi sono tutti confermati con l’unico cambiamento che riguarda Molina al posto di Bird, che ha preferito dare precedenza agli impegni di Formula E per la prossima stagione.

La classe più corposa quest’anno è la GTE-Am, riservata alla maggior parte dei gentleman driver. Sono ben 11 infatti le vetture impegnate, divise fra Ferrari e Porsche, con l’inserimento delle 2 nuove Aston Martin Vantage GTE ora elegibili per questa categoria.

ENTRY LIST

LIVE TIMING

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Eurosport darà i 90 minuti finali in diretta, mentre si può seguire integralmente su Motorsport TV previa registrazione e pagamento. Questa edizione sarà sfortunatamente in concomitanza diretta con la F1 a Spa, per cui passerà sicuramente in secondo piano nel corso del week-end. La partenza della 4 ore è fissata per le 13.00 italiane di Domenica 1° Settembre. Sarà dura seguire entrambe le gare, ma siamo qua per provarci…

Aury