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F1 2019 HUNGARIAN GP: AN INTRODUCTION

Hungaroring 2019.

Ultimo giro di giostra prima della lunga pausa estiva che terminerà il primo settembre con il Gp del Belgio.

La cosa migliore che si possa sperare è che l’appuntamento nel catino ungherese riservi la stessa dose di emozione e adrenalina dei tre precedenti appuntamenti. Di solito quel circuito può regalare gare di una noia mortale oppure, con le opportune condizioni, gare estremamente combattute e spettacolari. Speriamo ardentemente nella seconda ipotesi.

Intanto facciamo un breve passo indietro a quello che è successo in Germania. Si parlava di una ideale “chiusura del cerchio” per Vettel e la Ferrari e, come da qualche anno a questa parte, è mancato “l’ennesimo centesimo per fare l’euro”. Bene, ma non benissimo, vicini ma non abbastanza.

Alla fine, quando la Mercedes ha problemi importanti con entrambe le monoposto, non vince la Ferrari ma la Red Bull, a cui va dato l’ulteriore merito di vincere correndo in pratica con un solo pilota. E che pilota. Considerando il rendimento dal Gp del Belgio del 2018, il buon Verstappen non solo non ha attentato alla vita di nessuno come gli capitava nei primissimi anni di F1, ma non ha mai fatto peggio del quinto posto, con 11 podi e ben tre vittorie. Meglio di lui solo Hamilton e con una monoposto decisamente più performante.

Immagine da autoblog.com(Sebastian Gollnow/dpa via AP)

Si diceva che il 33 olandese potesse essere una stella di primaria importanza ma ora, completato il suo periodo di maturazione, si può affermare con buona sicurezza che è il pilota più forte del lotto, almeno al pari di Hamilton. Aspettando ovviamente che Leclerc passi anch’egli attraverso quella fase di maturazione ricca di alti ma anche di bassi come visto nel recente GP.

E in tutto questo Vettel che ruolo ha? Diciamo che il GP di Germania ha rimesso un po’ in equilibrio le forze in campo, restituendo almeno psicologicamente un Vettel rinfrancato. Si può altresì dire che il suo secondo posto sia stato più dovuto alla sua esperienza piuttosto che alla velocità pura messa in pista. Meno esaltante di Verstappen di sicuro anche se l’olandese ha ricevuto una serie di regali da parte dei suoi avversari che neanche la vigilia di Natale, mentre Vettel remava a centro gruppo con tutto quello che comportava.

La sensazione è che, in ogni caso, l’inerzia della sua carriera sia avviata a non rivedere più quegli alti che ne hanno fatto un quattro volte campione del mondo. Gli anni si sommano, le delusioni pure e la morsa delle aspettative Ferrari non allenta mai la presa. Inoltre  tanti nuovi Alpha-dog reclamano il loro spazio. Ma c’è modo e modo di avviarsi al crepuscolo, e non è detto che il tedesco non possa regalare altri brillamenti di pura velocità. Fosse soltanto per far tacere tutti quei sedicenti esperti che, nonostante una gara che lo ha visto arrivare secondo partendo ventesimo, non hanno avuto di meglio da dire che ” eh…però col bagnato andava piano”, “eh però non è riuscito a superare Raikkonen” e via sciocchezze di questo genere.

Si parlava anche di karma, che ha decisamente giocato un brutto scherzo agli uomini Mercedes. Arriveranno in Ungheria con la bava alla bocca, poco ma sicuro. Ma occhio ad una Red Bull che si sta dimostrando di una lucidità chirurgica nello sfruttare tutte le occasioni di vittoria in gara. In passato il riferimento per la Mercedes era la Ferrari, che ci metteva molto del suo per perdere le gare. Questa Red Bull, molto “in the zone” come il suo pilota di punta potrebbe dare moltissimi problemi nella seconda parte di stagione.

Il circuito ungherese appartiene alla categoria degli stop&go e cosiddetto “rear limited”. La lunga successione di curve medio lente dovrebbe piacere alla Mercedes e penalizzare Ferrari, che può però avere un vantaggio proprio considerando le continue frenate e ripartenze. Molto sollecitate le PU che gireranno a pieno regime per il 70% della percorrenza del giro e saranno molto importanti nella gestione delle gomme e della trazione in uscita dalle curve lente. Gli alti carichi aerodinamici faranno sì che le PU dovranno spingere molto per assicurare ottime prestazioni, con effetto sui consumi che saranno elevati. In caso di gara “lineare” aspettiamoci diversi momenti di lift&coast.

Pirelli ha portato le stesse coperture del Gp di Germania: C2, C3 e C4. Il tracciato presenta bassa usura e una gomma che lavora a temperatura costante lungo tutto il giro. Possibilità di sorpasso limitatissime, bassa usura vuol dire che tutti i team punteranno ad una singola sosta, magari partendo con le C3 per il primo stint di gara.

immagine da motorsportclan.com

I team hanno fatto scelte simili per quanto riguarda il numero di treni, con la prova della gomma C2 affidata ad un solo pilota per team. In pratica solo Red Bull e McLaren non proveranno la C2 nelle prove.

Al momento le previsioni indicano sole con temperature non oltre i 30°C e con rischio di pioggia al sabato.

Sarà interessante valutare la reazione Mercedes al disastro del hockenheimring. Di solito i tedeschi quando fanno figuracce del genere rispondono a tono nell’appuntamento successivo, ma devono risolvere il loro rebus in relazione agli aggiornamenti portati recentemente.

Da questo punto di vista in casa Ferrari vedremo i tanto annunciati aggiornamenti di aerodinamica che dovrebbero migliorare sensibilmente le prestazioni della monoposto rossa. In realtà sembra che il grosso dei miglioramenti sia in realtà dovuto ad una nuova geometria dei punzoni della sospensione anteriore che farebbe lavorare meglio le gomme e in maniera più costante. Chissà che anche per Ferrari la seconda parte di stagione non riservi sorprese positive.

Red Bull invece è attesa nel suo costante e inesorabile miglioramento che la vede spesso partire a rilento per poi migliorare più di tutti nell’arco della stagione. Arrivasse in Ungheria la terza vittoria stagionale, la stagione potrebbe già essere definita un successo.

*immagine in evidenza da autosport.com

Rocco Alessandro

F1 2019 BRITISH GP: AN INTRODUCTION

GP di Silverstone 2019. Tradotto, uno dei Gp dal risultato più scontato di tutta la stagione. Doppietta Mercedes e tutti a casa. Esagerato?

Nel 2019 Vettel e la Ferrari se ne andarono da Silverstone ebbri di gioia al suono di “Che vittoria! A casa loro…”. Ecco, diciamo che in questo 2019 le quotazioni del dinamico duo rosso non sono altrettanto alte, per usare un eufemismo.

Considerando layout della pista e condizioni meteo, sarà un Gp piuttosto difficile per le ambizioni degli uomini di Maranello, spingendomi ad affermare che, con tutta probabilità, le uniche “intersting tactics” di cui sentiremo parlare prima e dopo la gara saranno quelle che hanno portato le frecce d’argento ad una vittoria con annessa doppietta.

Tutto troppo facile e prevedibile? Ad una prima impressione sembrerebbe di si, tutto sembra poter fare il gioco della Mercedes.

In primis, dopo la “gita” effettuata a Zeltweg è improbabile che gli anglo-tedeschi si prendano un altro weekend di relax in terra d’albione. In secondo luogo, Hamilton gioca in casa e sarà impaziente di arrivare tardi alla foto post qualifiche dopo la pole o a fare stage diving la domenica dopo la gara.

Il meteo previsto alquanto “grigio” è una manna per la PU Spec-2 della Mercedes, alquanto infastidita dal caldo austriaco. Se poi ci mettiamo l’asfalto nuovo e un pista che esalta il carico laterale a dispetto di trazione e frenata, diciamo che siamo nel territorio di caccia preferito.

Dal lato Ferrari che cosa abbiamo? Una pista che teoricamente male si adatta alle caratteristiche della rossa, un meteo con temperature che di sicuro non aiuteranno a raggiungere la famigerata “finestra di utilizzo” e una pista in cui partire “leggeri” in termini di carburante aiuta molto, fattore che si adatta male alla PU Ferrari che sembra essere più assetata della sua concorrente.

immagine da sportface.it

Un elemento positivo lo vogliamo trovare? Un po’ tirato per i capelli e soprattutto, con esiti poco prevedibili, c’è il tanto annunciato pacchetto aerodinamico che dovrebbe portare più carico aerodinamico all’anteriore e permettere di sfruttare meglio corpo vettura e pneumatici. Ma se non è come tirare i dadi poco ci manca.

E Red Bull? Mina vagante, letteralmente. Ottima nella gestione delle gomme ma si adatterà alle temperature basse di Silverstone? E la PU Honda andata all-in in Austria concederà un bis prestazionale tale da renderla pericolosa?

Intanto, le uniche certezze che si hanno sono le mescole portate da Pirelli, le più dure a disposizione: C1 hard, C2 Medium e C3 soft. Prevedibile che chi potrà eviterà di utilizzare in gara la C3, che si prevede avrà una vita piuttosto breve nei primi giri con macchine cariche di carburante.

immagine da f1analisitecnica.com

Le scelte dei team sono state poco fantasiose in questo caso: Ferrari e Red Bull con scelta identica, un treno di C2 in più per Mercedes, un treno di C2 in meno per Sportpesa Racing Point. Unica “mattana” la scelta di Ricciardo di tenersi una sola C2 per tutto il weekend.

L’asfalto nuovo sarà di sicuro scivoloso soprattutto al venerdì e probabilmente non darà indicazioni precise sul comportamento delle gomme per una pista che sarà in grande evoluzione lungo l’arco del weekend.

Insomma, la Mercedes sembra partire con una mano di carte già vincente , con i diretti concorrenti che non sembrano avere le basi per tentare neanche un bluff.

Unico elemento che può variare i valori in campo sembra essere il caso, qualche elemento non prevedibile che possa indirizzare l’esito del GP sui binari dell’incertezza. Questo giro di poker sembra essere già deciso, chissà che non intervenga nuovamente qualche “interesting tactics” a rendere più avvincente il tutto.

*immagine in evidenza da planetf1.com

Rocco Alessandro

F1 2019 CANADIAN GP: AN INTRODUCTION

Finita la prima parentesi di gare europee si torna oltreoceano per il Gp del Canada sullo storico tracciato di Montreal. Circuito che si può annoverare tra quelli di altri tempi, considerando gli obbrobri che l’attuale calendario (e quello del 2020…) propongono, con muri vicini alla pista e vie di fuga che non lasciano molto spazio all’errore.

Si viene dal vetusto ma ormai non così glorioso Gp di Montecarlo che ha portato una conferma e una sorpresa: la conferma è il perdurare dello stato confusionale al muretto Ferrari, che ha pensato bene di rovinare la qualifica e quindi anche la gara del beniamino di casa Leclerc. La sorpresa, considerando anche l’esito delle qualifiche, è stata la mancata doppietta Mercedes, che vede il filotto arrestarsi a 5 e lascia, stavolta è proprio il caso di dirlo, le briciole ad un Vettel che è un po’ come Lazzaro alla tavola del ricco Epulone.

Probabilmente la Mercedes ha voluto migliorare un po’ il suo karma lasciando che anche Lazzaro/Vettel mangiasse alla sua tavola, non sia mai che debba patire gli stessi tormenti di Epulone reo di aver ricevuto troppa grazia… C’è anche il sospetto che, considerando l’errore nel montare le medie a Hamilton dopo il pit stop, stiano provando a vincere le gare con un livello di difficoltà superiore autoimposto, se no diventa troppo facile e non si divertono più.

Lasciando da parte le facezie, l’approssimarsi al Gp del Canada non può che vedere la Mercedes ovvia favorita, a dispetto anche del layout della pista che dovrebbe adattarsi molto bene alle caratteristiche della SF90H. Dovrebbe perché, rispetto alla gara del Bahrein, sono passati quasi due mesi e la sensazione è che la Mercedes sia migliorata più che la Ferrari in questo lasso di tempo. Mettiamoci anche che è prevista l’introduzione di una nuova PU Mercedes con qualche cavallo in più e il gioco è fatto.

Il jolly della nuova PU la Ferrari se lo era già giocato in Spagna e le note di ottimismo per il Gp del Canada vengono, oltre che dalle caratteristica stop&go della pista, anche dalle indicazioni che i due piloti titolari hanno ricevuto dalle prove al simulatore fatte dopo l’ultimo GP. Sembra un po’ poco ma potrebbe anche bastare per avere una Rossa competitiva in Canada. Intanto una nuova ala anteriore che garantisce più carico arriverà solo dal Gp di Francia.

Per la Red Bull non sembra essere il GP del Canada quello in cui riporre grandi speranze di un ottimo risultato. In teoria i lunghi rettilinei dovrebbero penalizzarla ma non è detto che, soprattutto in gara, non possano rivelarsi un concorrente piuttosto ostico.

Pirelli ha scelto di portare le stesse mescole del GP di Montecarlo, ovvero C3, C4 e C5. Dato l’asfalto liscio del Montmelò e l’assenza di curve in appoggio ad alta velocità, è una scelta più che comprensibile.

immagine da formulapassion.it

I team hanno scelto tendenzialmente più treni di gomme C5 e C4, lasciando la C3 solo a qualche prova nelle libere. La Ferrari va in controtendenza rispetto agli altri team e sceglie un maggiore equilibrio tra set di C4 e C5. Probabile che voglia tenersi aperta la possibilità di provare più set di gomme, operare delle strategie alternative in gara e soprattutto cercare di superare al Q2 con la mescola C4. Nel mid-field Alfa Romeo, Sportpesa e McLaren molto sbilanciate su mescole C5.

Previsioni meteo al momento vedono un clima soleggiato con temperature non molto alte, con massime intorno ai 22°C che probabilmente consentiranno ai team di cercare la massima efficienza aerodinamica non avendo bisogno di aprire sfoghi sulle pance per far respirare maggiormente le PU.

Stabilità in frenata, trazione in uscita dalle curve e velocità di punta. Queste le variabili tecniche su cui si confronteranno i team. A questo si aggiungono i consumi che su questa pista sono importanti e la variabile safety car, che è storicamente molto probabile.

Necessario per la Ferrari un weekend “pulito”, in modo da sfruttare al massimo le caratteristiche della pista e valutare serenamente gli aggiornamenti di tipo meccanico introdotti a Montecarlo. E’ una delle occasioni (poche) rimaste per centrare almeno un successo parziale. Se così non dovesse essere rischia di vedersi sopravanzata anche dalla Red Bull, la cui PU sta dando prova di una discreta efficienza.

immagine da formulapassion.it

Hamilton ha operato il primo vero “strappo” in classifica nei confronti di Bottas e considerando che si va su una pista molto congeniale al pilota inglese, il distacco in classifica tra i due potrebbe dilatarsi. Proprio in questi momenti Bottas deve dare prova di solidità e di crescita, andando a colmare il gap quando molti fattori fanno ritenere il contrario.

Si sono scatenate molti rumors sul futuro prossimo di molti piloti, con Vettel dato addirittura per ritirato a fine anno e un possibile arrivo di Hulkemberg in Red Bull al posto di Gasly. Tutto smentito ovviamente ma, se per Vettel il possibile ritiro sembra davvero una sciocchezza, sui contatti Hulkemberg-Red Bull potrebbe esserci qualcosa di tangibile. Sarebbe, a posteriori, anche una sorta di “vendetta” in relazione all’ingaggio di Ricciardo operato da Renault.

*immagine in evidenza da motorbox.com

Rocco Alessandro

F1 2019 CHINESE GP: AN INTRODUCTION

Alex Honnold e Sebastian Vettel.

Il primo è un arrampicatore e alpinista diventato famoso per aver scalato in “free solo” la Freerider, una delle vie più difficili del massiccio El Capitan, nello Yosemite Park. 900 metri di parete verticale a strapiombo. Per intenderci il free solo è quella disciplina sportiva che prevede l’arrampicata di pareti verticali senza imbracatura, corde e altra protezione individuale. Ogni errore è fatale. Tradotto in termini sportivi più facilmente riconoscibili è come vincere una medaglia d’oro alle olimpiadi in una gara in cui se sbagli, muori.

Il secondo non devo certo presentarlo, ogni appassionato di F1 sa chi è il tedesco di Heppenheim.

Cosa accomuna i due personaggi? All’apparenza praticamente nulla. Ma in realtà la condizione attuale di Vettel è quanto di più simile si possa accostare ad una arrampicata in free solo. Anche il tedesco deve scalare in solitaria e senza protezioni la sua personale montagna che porta al titolo mondiale in Ferrari. Una scalata difficile, estenuante e pericolosa per la sua carriera. Anche nel suo caso un errore, l’ennesimo, può essere fatale e relegarlo tra l’elenco di chi non ce l’ha fatta. Ovviamente si parla di cadute e ferite solo psicologiche ma sufficienti a spegnere la fiamma sportiva di un atleta che è sempre stato abituato ad ottenere tutto quello che si era prefissato.

Il free solo richiede una enorme tecnica e capacità di concentrazione massima. Se ci si pensa anche la F1 è così: tanti aspetti da considerare, tanti dati da tenere in mente, azioni da compiere in un lasso di tempo brevissimo e con la massima precisione, evitare l’errore ad ogni costo, puntare sempre all’obbiettivo finale, avere pazienza, costanza, ferocia e determinazione.

Honnold ha dato sfoggio di queste capacità durante la sua impresa su El Capitan. Vettel dovrà fare altrettanto per vincere il mondiale. La domanda è: ne sarà capace? O meglio, ne è ancora capace? In molti cominciano a dubitare sulla sua efficacia al volante della rossa. Troppi errori, dubbi che si accumulano, delusioni vivide come rocce taglienti, certezze che si sgretolano e quella leggerezza che lo ha accompagnato nelle prime uscite in rosso del 2015 che sembra solo un ricordo. E soprattutto il tempo che passa.

A tutto ciò si aggiunge un contendente che sembra sovrastarlo dal punto di vista psicologico e velocistico, senza sbagliare mai ed un altro che si è prepotentemente proposto sotto i riflettori con una prestazione da campione navigato, l’incoscienza dei 21 anni e la leggerezza propria di chi non ha ancora conosciuto i morsi della sconfitta sportiva, quella delle occasioni perse per sempre. Hamilton è il suo presente e Leclerc il suo futuro che si avvicina minaccioso.

immagine da f1ingenerale.com

Cosa farà ora Vettel? Cosa è in grado di fare? Avrà bisogno di tutto il suo talento, pazienza e concentrazione per scalare la sua personale parete verticale. E questa volta sarà in free solo per la sua carriera, senza possibilità di appello e in cui un altro errore sarà fatale per la sua carriera, presumibilmente la fine dei giochi.

I ferraristi aspettano il Gp cinese come un’ennesima prova del nove. Il loro pilota di punta sul quale riversano e hanno riversato tante speranze potrebbe schiantare le sue residue speranze di vittoria a causa della pressione. In caso di successo o sconfitta, sarà comunque un spettacolo affascinante e terribile da guardare, come quello di vedere un uomo senza corda arrampicare una parete verticale a strapiombo.

Dal punto di vista tecnico, il circuito di Shangai presenta lunghi rettilinei, curve veloci e violente staccate che necessitano di una monoposto molto stabile all’anteriore, messe particolarmente sotto stress.

L’asfalto non è di quelli più abrasivi ma i lunghi curvoni veloci contribuiscono fortemente al degrado della gomma. Inoltre le potenziali temperature basse potrebbero aggiungere il graining alle variabili da considerare.

La Pirelli ha portato gomme C2 hard , C3 medium e C4 soft. L’obiettivo è quello di consentire strategie differenti, ovviamente molto dipenderà dalle temperature che si avranno in gara.

immagine da f1analisitecnica.com

Questa volta i piloti dei tre top team hanno fatto scelte diverse per quanto riguarda il numero delle diverse mescole, con ovvia predilizione per la mescola più morbida e la medium.

Tra tutti solo McLaren ha scelto di portare 9 treni di gomme soft, curiosamente Leclerc e Norris hanno fatto la stessa scelta seppur guidando monoposto completamente all’opposto in quanto a prestazione.

Da notare la diminuzione delle pressioni delle gomme posteriori imposte da Pirelli, con conseguente maggiore impronta a terra, migliore trazione ma anche temperature più alte da gestire.

Meteo previsto soleggiato e con temperature più alte venerdì e sabato e più basse per la gara di domenica.

(immagine in copertina da automoto.it)

Rocco Alessandro

 

Test F1 Barcellona, Giorno 1

Ciao a tutti e benvenuti all’analisi della 1° giornata di Test F1 svoltasi nel consueto circuito di Catalunya, a pochi km da Barcellona: tanta trepidazione e attesa anche quest’anno per vedere in azione le nuove vetture 2019, caratterizzate da modifiche aerodinamiche ben evidenti sia sulle ali che sul corpo vettura per “garantire” una minor turbolenza di flussi, maggior capacità a seguire gli avversari a distanza ravvicinata e, quindi, maggiori sorpassi (almeno in teoria) in questa stagione.

Al contrario dello scorso anno, ad agevolare il lavoro di ingegneri, tecnici e piloti c’è stato il meteo: giornata serena, soleggiata, con poco vento e temperature miti. Quale miglior occasione, quindi, per programmare sessioni di comparazione con i dati della galleria, fin dalle prime ore della mattinata, per tutti i team. O quasi. Ricordo, infatti, per chi giustamente non l’avesse notato (date le prestazioni) l’assenza della Williams (al 99% sarà assente anche domani), per motivi di ritardo con l’assemblamento della vettura, notizia già nell’aria da parecchi giorni (ahi, ahi, Claire…).

Sergio Perez (MEX) Racing Point F1 RP19

 

Fanalino di coda, per numero di giri compiuti, è la nuova Racing Point-Mercedes, guidata da Sergio Perez: soli 30 giri, per un totale di 140km, piuttosto deludente guardando a ciò che hanno fatto i diretti competitor. Non è dello stesso parere, però, il fiducioso pilota messicano spiegando come, per il team britannico, in realtà, questa prima giornata è da considerarsi uno shakedown: tanti check e pochi run per prendere confidenza con la neonata RP19.

 

Segue nella classifica crescente per numero di giri compiuti la Haas-Ferrari, guidata da Romain Grosjean: 65 giri e 3° posto con il tempo di 1:19.159 (+0.998) su gomme a banda gialla (C3). In mattinata il lavoro del francese è stato ostacolato da una perdita di pressione del carburante sulla VF-19, probabilmente dovuta ad un montaggio erroneo della vettura. Nel pomeriggio, invece, ha girato regolarmente, dimostrando le grandi qualità telaistiche della vettura Dallara (di ispirazione SF71H), accoppiata alla componentistica Ferrari.

 

Daniil Kvyat (RUS) Scuderia Toro Rosso STR14

Sesto posto e 77 giri completati per la Toro Rosso con alla guida il “redivivo” Daniil Kvyat, dopo l’ottima esperienza al simulatore di Maranello. Il team italiano, dopo aver fatto debuttare la STR14 lo scorso mercoledì a Misano durante un filming day, ha subito provato a compiere molte tornate per capire il comportamento della monoposto motorizzata Honda e il feeling è positivo. Interessante anche sottolineare la fiducia di Franz Tost nei nipponici, tanto da sottolineare di poter compiere tutta la stagione con sole 3 PU. Un po’ difficile per un team che resta, anche quest’anno, il tester degli sviluppi sul motore…

 

Daniel Ricciardo (AUS) Renault Sport F1 Team RS19.
18.02.2019.

Lotta per il “midfield” di questa personalissima classifica di tornate con McLaren, Renault e Alfa Romeo che hanno compiuto, rispettivamente, 119, 109 e 114 giri. Per gli inglesi una vettura tutta da esplorare: completamente stravolto il concept aerodinamico, per risolvere i cronici problemi di drag e quindi era importantissimo compiere quanti più km possibili. Soddisfatto Carlos Sainz della vettura: buona affidabilità (nonostante un blackout nel pomeriggio) e addirittura 2° tempo assoluto, seppur con mescola più morbida. Renault, invece, ha alternato Hulkenberg e Ricciardo: la vettura però mostra ancora evidenti carenze di guidabilità (testimoniate dagli ultimi due tempi di giornata), quindi molto lavoro da svolgere per avvicinare i top team. Discorso diverso, invece, per Kimi Raikkonen e l’Alfa Romeo C38: definita “un grande passo avanti rispetto alla C37”, nonostante sia stata “battezzata” subito nella ghiaia, ha dato al pilota finlandese ottimi feedback, con buoni riscontri sia sul giro secco, che nei long run.

Kimi Raikkonen (FIN) Alfa Romeo Racing C38.
18.02.2019.

Concludiamo l’analisi della giornata di oggi con i 3 Top Team, Red Bull, Mercedes e Ferrari. Per i ragazzi di Milton Keynes davvero una giornata felice: buon passo gara (mostrato specialmente nel pomeriggio) e buona affidabilità della PU Honda, nonostante qualche “spegnimento” nelle prime uscite, prontamente risolto. Da sottolineare, per quanto riguarda la RB15, la stabilità nei trasferimento di carico, chiaro segno di un ottimo comportamento delle sospensioni; ho notato, però, qualche traiettoria larga di troppo, segnale di un sottosterzo un po’ pronunciato, forse nel tentativo di aumentare la velocità di percorrenza. 

Max Verstappen (NLD) Red Bull Racing RB14.
18.02.2019.

A circa 2 secondi dalla vetta troviamo la Mercedes con Bottas (mattina) e Hamilton (pomeriggio): nonostante sia abbastanza chiaro che non abbiano badato al cronometro, spicca nella giornata di oggi una stranezza nel comportamento della Freccia d’Argento: la vettura necessita di parecchia comprensione, sembrando più complicata della precedente W09. A sottolinearlo sia James Allison, che i due piloti, definendola una macchina “completamente nuova e tutta da scoprire”, ma anche il comportamento in pista, non sempre stabile in curva. E si spargono velocemente nel paddock le voci di una Mercedes “spiazzata” dalla soluzione aerodinamica all’anteriore della Ferrari, che cerca di correre “ai ripari” con addirittura con 3 ali in fase di studio di diversa concezione.

Lewis Hamilton (GBR) Mercedes AMG F1 W10.
18.02.2019.

Ultima analisi di giornata per la Ferrari SF90, guidata senza errori (tranne un piccolo spin a inizio sessione) da Sebastian Vettel. Ben 169 giri e primo tempo assoluto di giornata, compiuto senza troppe forzature. Ciò che ha impressionato gli addetti ai lavori e i tifosi in pista è stata la tranquillità e la facilità con cui la vettura ha girato in pista, mostrando tempi molto buoni nonostante fossero semplici comparazioni con la galleria come per gli altri team. Particolarmente contento è stato il pilota tedesco, il quale ha sottolineato come la giornata sia stata “molto vicina alla perfezione”, ringraziando i tecnici del lavoro svolto sulla vettura, che si è mostrata costante, affidabile, prevedibile e per nulla carente di quel carico rimosso, in teoria, dal nuovo regolamento. Come di consueto ai test mi preme sottolineare che siamo ben lontani dal poter fare un’analisi accurata e precisa sui potenziali in pista. Ciononostante una nota rivista tedesca ha quantificato, da dati GPS Red Bull, un vantaggio di circa 0.5 sec della Ferrari su Mercedes in questa prima giornata…

Sebastian Vettel (GER) Ferrari SF90.
18.02.2019.

Chris Ammirabile

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