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MOTOGP 2020- BRNO IL GIORNO DELLA PRIMA VOLTA

Che il 2020 fosse un anno “strano” a livello globale ormai l’avevano capito anche i cartelli stradali..

Ed è così che a Brno va in scena la gara che non ti aspetti con tutti i valori ribaltati nonostante una gara “regolare”: nessuna  caduta eccellente, nessuna rottura “nobile”.

Podio completamente inedito con il primo vero big relegato in quinta posizione e contemporanea perdita di verginità di Binder, Morbidelli,  Ktm ed team Avintia.

(immagine tratta da raisport.it)

La vittoria di Brad e del “Kappone” è stata perentoria, liscia, pulitissima e senza aiuti di alcun tipo: bravi, bravissimi davvero a saper gestire una gara con intelligenza senza prendere rischi.

Con la prima di KTM e di Binder c’è il ritorno alla vittoria di una moto anticonvenzionale,  con un telaio a traliccio tanto caro ad un’altra Casa che lo ha abbandonato: nella preview  si auspicava la conferma in gara dei progressi visti in prova e gli austriaci non hanno perso tempo: grandi.

Il ragazzo sudafricano è stato perfetto, temporeggiando ad inizio gara per preservare le gomme pur mettendosi davanti al proprio caposquadra Pol Espargaro. Poi ha cominciato a pestare secco sul proprio ritmo “mangiandosi” in sequenza le 5 moto che aveva davanti dopo i primissimi giri: 10 e lode Brad, ottimo.

Splendido il nostro Morbidelli secondo. Partito a fionda, ha lasciato sul posto anche “il nuovo che avanza” Fabio Quartararo, creandosi un gap che gli ha permesso di guidare la corsa in modo autorevole e sicuro per tanti giri. Bravo, salvo poi non poter nulla nei confronti del rimontante Binder.  Forte dell’intelligenza sportiva che lo contraddistingue è sceso  a miti consigli portando a casa il primo podio MotoGp della vita. Chi scrive ama i piloti “diversi” e Franco è uno di loro. Non ha la stessa Yamaha degli altri tre, ma non se ne è mai lamentato (seppur avrebbe dovuto avercela come da accordi iniziali)… ma va bene così.  Scuola diversa, molta umiltà e poche parole: 10 anche per Franco.

Ritorno sul podio di  Zarco.  Porta con se la prima Ducati in pista, targata Avintia, regalando al team indipendente la prima gioia iridata. Ironia della sorte ci torna nel giorno in cui la gara la vince quella KTM che lo aveva reso l’ombra di se stesso e lo aveva mandato in depressione. Chissà se sarà riuscito a godersi il risultato come dovrebbe…

Il pilota che va via da Brno con l’amaro in bocca più “amaro” di tutti è Policio Espargaro: sembrava scritto che il primo pilota in grado di fare il risultato grosso con la K potesse essere lui ed invece?  Si è ammucchiato in curva 1 con Zarco quando il suo compagno ormai era davanti. L’incidente con il francese è stato ambiguo perché frutto dell’incrocio di traiettorie dovute al suo rientro  verso il cordolo dopo un lungo: lo spagnolo doveva aspettarsi che al rientro avrebbe trovato Zarco in quel punto (incolpevole a mio vedere) e lo ha centrato mandando nella ghiaia una giornata che poteva e doveva essere molto diversa.

A tal proposito Zarco è stato penalizzato con un “long lap” che per fortuna non gli ha fatto perdere la posizione ma, con il senno di poi, il tempo per andare a recuperare Morbidelli. E’ stato illuminante vedere Ciabatti e Tardozzi imbestialirsi con la direzione gara molto più dei dirigenti Avintia, a dimostrazione che la giornata “bolognese” è stata disastrosa e che meriterebbe un analisi approfondita a se.

(immagine di motosprint.it)

Il primo big in classifica della gara “strana” è Valentino Rossi che (a detta della “TV di stato” della categoria) è stato immenso e commovente nelle difficoltà e nella voglia di lottare. Peccato che davanti gli sia finito un altro pilota la cui gara non è stata esaltata quanto dovuto: Alex Rins corre ancora attaccato con il nastro dopo la caduta di Jerez, e lo fa su una Suzuki che non ha ancora vinto gare e fatto podi in questo 2020. Benintesi, bravo Rossi ad aver fatto una gara più che onorevole, ma indispettisce il fatto che si tenga sempre e solo a far risaltare le sue gesta dimenticandosi di altri piloti quando gli stessi stanno facendo anche meglio.

E adesso? Il de profundis di tutti i big….

Quartararo è partito discretamente accodandosi a debita distanza dal suo compagno di squadra nelle fasi iniziali per poi precipitare risucchiato giro dopo giro da chiunque fosse a tiro.

Vinales non è stato degno di una sola inquadratura che sia una dalla partenza all’arrivo: ha preso i punti del quattordicesimo posto solo perché la gara è durata il tempo giusto di non fargli perdere altre posizioni.

Invidiose di Maverick, le Ducati si sono tenute lontane dalle telecamere anch’esse:  Dovizioso (terza desmomoto in pista due posizioni dietro Miller!!) solo undicesimo e Petrucci in scia al forlivese.

Tira un’aria bruttissima nel box rosso che non ci ha capito nulla per tutto il fine settimana su una pista che avrebbe dovuto esaltare le caratteristiche della moto e di Dovizioso stesso. L’aria del divorzio in corso incombe come in altre estati bolognesi recenti. Nella giornata del numero 33 (Binder, Bastanini e Verstappen) tre vittorie mondiali fanno 99…..JLO… (che non è Jennifer Lopez).

Jack Miller è stata la seconda Ducati in pista ben lontano dal podio di Zarco anche lui. L’australiano parla poco, non cerca mai scuse, è uno vero e sincero quindi si tende a credere alla sue parole. Al sabato ha lanciato una bomba in merito ai presunti favoritismi che Michelin possa riservare a piloti francesi come Quartararo e Zarco.. Di pancia si dovrebbe rifuggire dai complotti, ma Michelin ha storicamente prestato il fianco a queste “interpretazioni” quindi un fondo di verità potrebbe esserci.

La realtà è che con la nuova Michelin posteriore ci stanno litigando un po’ tutti a turno, primi fra tutti i ducatisti: tra questi l’unico ad aver dato l’impressione di capirla ha pensato di spaccarsi una gamba al sabato… Ironia a parte, forza Pecco torna presto che qui abbiamo bisogno di te.

Honda? Senza Marquez non si batte chiodo. Sono diventate tutte delle Aprilia qualsiasi: Incredibile!

Salva la faccia solo l’ottavo posto di Nakagami col team di Cecchinello. Il quindicesimo posto di Marquez jr a 25 secondi e Bradl ultimo a quasi un minuto sono drammatici.

 

Moto2

Enea “la bestia” ha concesso il bis con una gara maiuscola condotta dall’inizio alla fine e lasciando i suoi avversari a debita distanza senza possibilità di tentare di superarlo. Bastianini è maturato tantissimo e, seguito da quel vecchio marpione di Giovanni Sandi, pare aver raggiunto il top della tranquillità. Adesso è in testa al mondiale, con in scia quel Luca Marini che ha portato a termine una gara consistente in una giornata che aveva capito già dal sabato non sarebbe stata la sua. Ad oggi sono i due favoriti del mondiale.

 

Moto3

Il primo ad aver inaugurato la giornata delle “prime volte” risponde al nome di Denis Foggia. Anche per lui prima vittoria mondiale in modo netto e limpido. Non è facile nella categoria dei ragazzini fare una gara come la sua, perché è stato in testa per buona parte della gara con il resto del gruppone attaccato ai suoi scarichi ma incapace di sferzare attacchi decisi per togliergli il primato. Non l’hanno passato manco con le scie…… Altra vittoria tricolore nelle classi minori a sottolineare che il vento è cambiato.

(immagine tratta da repubblica.it)

 

A Brno c’è la fortezza di Spielberg. A trecento chilometri di distanza in Austria c’è la pista di Spielberg: ci si rivede da venerdì con il liquido refrigerante dei motori ancora caldo.

 

Salvatore V.

(immagine in evidenza tratta da automotornews.it)

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MOTOGP 2020- GP DELLA REPUBBLICA CECA,BRNO

Terzo appuntamento del Mondiale 2020 in scena sul circuito storico di Brno in Repubblica Ceca, teatro di grandi soddisfazioni per i piloti e le moto italiane nel recente passato.

La notizia della settimana è la seconda operazione al braccio di Marc Marquez per la sostituzione delle placche che gli tenevano fermo l’omero. Non sarà in pista e, nel caso ci fosse stato, avremmo voluto vedere chi si sarebbe preso la briga di dichiaralo “fit to race”. Beninteso, il tentativo, la voglia di correre e primeggiare di Marc fanno onore al Campione e sono apprezzabili. Ma a Jerez si era esagerato: il risultato è ritrovarsi a cominciare questo mondiale da Misano a settembre…e con un calendario come quello di quest’anno si era detto sin dal principio che sarebbe stato deleterio il minimo errore.

Alla fine è accaduto quanto desiderato da tanti appassionati annoiati dal dominio del catalano: peccato che sia avvenuto in questo modo, peccato davvero…. Qualche domanda all’entourage di Marc e ad HRC andrebbe fatta eh….

Quindi spazio a tutto il resto della truppa….

A Brno la Ducati dovrebbe andare decisamente meglio che a Jerez, anche solo per i precedenti storici. Dovizioso dovrà sfruttare l’occasione e mettersi dietro le due Yamaha in ottica campionato per poi far di tutto e agganciarle grazie al doppio appuntamento austriaco decisamente a suo favore: è’ un momento cruciale che il forlivese non può e non deve fallire dopo il vantaggio che l’Imperatore ha concesso al resto del mondo. Ci si augura che il board di Ducati sia in grado di dargli la serenità che deve avere per giocarsi un’occasione che potrebbe non presentarglisi mai più: non riuscire a vincere questo mondiale sarebbe una mazzata per la carriera del pilota ed anche per l’immagine di Ducati dopo il filotto di secondi posti inanellati dal 2017 in poi.

Non sarà comunque facile perché i giovanotti in sella alle moto di Iwata venderanno cara la pelle. Quartararo è in forma strepitosa, ma un Vinales sottotono è a soli 10 punti di distacco, un nulla. In una stagione pazza e corta come questa è anche possibile che non vinca il pilota o il pacchetto migliore, e le condizioni di quest’anno paiono essere proprio quelle adatte affinchè ciò accada. La grande incognita di questo meraviglioso momento Yamaha sono però i due ritiri per guasti meccanici patiti da Rossi e Morbidelli a Jerez: sono un problema, così come aver già fatto girare nei due weekend spagnoli più motori tra quelli punzonati rispetto alla concorrenza, segnale che non dormono sonni tranquilli.

Valentino Rossi meriterebbe un altro discorso a se per l’ennesima volta, ma non lo faremo. Brno è stato un suo regno negli anni d’oro: ci si aspetta da una prova convincente in sella a quella moto che nel 2020 si è già guadagnata 5 posti sul podio su 6 disponibili.

Saranno in forma migliore anche gli altri due infortunati celebri del primo appuntamento dell’anno Rins e Crutchlow, quindi la lotta per le posizioni a ridosso del podio sarà più “affollata”.

Grande occasione per Pecco Bagnaia su una pista pro-Ducati. Al netto del ritiro di Jerez, la nota più importante è l’averlo visto perfettamente a proprio agio sulla Desmomoto: bello da vedere in ogni frangente di gara, in ogni fase di guida, che fosse la staccata piuttosto che il centro curva o l’uscita dalla stessa. Il lavoro fatto con a fianco Gabarrini (ex Stoner ed ex Lorenzo ndr) comincia a pagare, e paga al punto che anche il team ufficiale è arrivato a sbirciare nei dati del Chivassese:        FORZA PECCO IO SONO CON TE!                          (mi approprio democraticissimamente di uno spazio per urlare…. pace, pensate ciò che volete…)

Al terzo appuntamento dell’anno sarebbe anche ora di vedere i progressi KTM trasformati in qualcosa di più consistente: la moto è progredita ma manca la continuità sul passo gara, forse del mezzo ma anche dei piloti stessi…chissà se Zarco si è pentito..

 

Moto2

Dopo la tripletta tricolore di Jerez 2 non si può che continuare a sognare. Siamo autorizzati a farlo perché l’impressione dell’ultima gara è che non sia stato un fuoco di paglia o un evento estemporanea. Marini ha acquisito una grande padronanza della moto oltre che un eccellente sicurezza dei propri mezzi, diventando così il favorito numero uno per la gara e per il campionato. Grandi aspettative anche per tutti gli altri italiani sempre molto bravi, con l’unica eccezione di Baldassarri parecchio sotto tono rispetto allo scorso anno.   Prevedo gara in solitaria di Marini.

 

Moto3

Brno è pista con curve da percorrenza molto larghe e rettilinei lunghi. Scenario ideale per vedere il solito serpentone che si prenderà la scia non solo sul dritto ma anche nei curvoni, quando andrà bene e non si incroceranno le traiettorie di quattro insieme! Gara sicuramente da cardiopalma con spettacolo per tutta la sua durata.  Previsioni? Fatele voi….per me il pronostico è impossibile.

Buone gare a tutti e fate i bravi.

 

Salvatore V.

 

(Immagine in evidenza tratta dal sito motogpbrno.com)

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MOTOGP 2020- GP DI ANDALUSIA JEREZ DE LA FRONTERA

Comincia il Mondiale e accade quello che non pensavi: il povero Marc si è tolto di mezzo nella maniera più sbagliata, poveraccio. Ma ha dimostrato ancora una volta la determinazione che lo attanaglia, la voglia di non mollare mai. La gara era virtualmente persa, ma lui ci ha provato e non gli è bastato succhiar la scia del secondo, voleva andare oltre. In tutta onestà i detrattori del catalano hanno perso un’occasione per tacere, perché se è vero che i Mondiali e le gare si vincono anche ragionando, è altresì vero che gli appassionati amano coloro che quando han finito di sputare tutta l’anima spingono ancora. E se lo fa Marc (che qualche iride a casa l’ha già portato ndr) dobbiamo solo battere le mani e tacere.

(immagine tratta da corriere.it)

Dopo questo primo incidente serio andrà più piano? Non ci credo. Piloti come Marquez hanno un’altra testa rispetto ai comuni mortali: ragionano in modo differente e questo brutto infortunio non lo fermerà. Piloti come Marc perdono decimi solo dopo tanti incidenti, non ne basta uno. La dimostrazione l’abbiamo nel fatto che dopo l’operazione di martedì è già partito alla volta di Jerez con l’intenzione di convincere medici e vertici di HRC a farlo gareggiare. Sarà complicato ma tant’è.

Si aprono quindi tanti scenari in un mondiale che si ipotizzava già segnato solo una settimana fa. Il susseguirsi delle gare in tempi molto ristretti non giocherà a favore dello spagnolo che parte con un handicap non indifferente. Se ne vedrebbero delle belle nel caso in cui tornasse competitivo sin da Brno, come auspicato dai medici, altrimenti il suo unico obiettivo potrà essere quello di vincere tutte le gare a cui parteciperà facendo da ago della bilancia nella lotta degli altri. Anche nell’ipotesi di un recupero breve (i motociclisti ci hanno stupito tante volte in passato) non sarà più artefice del proprio destino come è sempre stato in carriera, ma dovrà sperare anche nella battaglia degli altri per poter puntare al bottino grosso, il tutto a vantaggio dello spettacolo.

(immagine tratta da quotidiano.net)

Tutti gli altri ora intravedono l’inimmaginabile. Il primo della lista è Dovizioso se non altro perchè negli ultimi tre anni è arrivato regolarmente secondo dietro lo spagnolo: è dotato della costanza, della moto e dell’esperienza per riuscirci. A Jerez ha fatto una gara intelligente ed un risultato importante su un tracciato storicamente ostico sia per lui che per la rossa che pilota. Con i dati raccolti in gara 1 potrebbe puntare a qualcosa di meglio questo fine settimana poi, da domenica pomeriggio, si aprirà per lui un periodo fondamentale. Piste amiche come Brno, un doppio Spielberg (dove Ducati vince ininterrottamente da sempre) e un doppio Misano che resta pista di casa Ducati. Sarà cruciale centrare un bottino di vittorie e punti importanti, un’occasione unica, forse irripetibile che il Dovi si dovrà giocare mentre pensa al contratto del prossimo anno… Queste condizioni spingeranno la dirigenza bolognese a prendere la decisione corretta nel più breve tempo possibile? Si riuscirà ad evitare che l’incertezza possa minare la serenità del gruppo e le prestazioni di Andrea? Urge chiarezza, subito.

Gli altri pretendenti al titolo sono i due alfieri Yamaha Quartararo e Vinales che guidano quella che veniva definita la moto “meno performante” tra le le tre top…

Fabio si è “sverginato” domenica scorsa e ciò dovrebbe aumentare la consapevolezza del suo potenziale. A proposito di Fabio va detto che le vittorie han tanti padri mentre le sconfitte sono fatalmente sempre orfane. Se oggi è lì  tanto merito va dato a Luca Boscoscuro che ha creduto in lui più di ogni altro ed è corretto rimarcarlo. Tante volte abbiamo visto campioni promettenti essere stritolati dai risultati negativi e poi abbandonati a se stessi: grazie Luca di aver permesso di godercelo.

Vinales promosso a caposquadra Yamaha ha acquisito sicurezza in se stesso. Se non avesse sbagliato gomme anteriore domenica scorsa avrebbe lottato con Fabietto e, sulla carta, dovrebbe essere quello messo meglio tra gli “Iamachisti” anche solo per la maggior esperienza: dovrà evitare le cattive partenze del passato ed i weekend di buio ricorrenti. Ha le carte in regola per farcela.

Rivedremo in pista sia Rins che Crutchlow che, insieme a Marquez, han fatto fare gli straordinari al Dottor Mir questa settimana.

Le cadute pare abbiano il comune denominatore nella gomma posteriore ad alto grip che quest’anno ha portato la Michelin. Sembra che tale gomma abbia cambiato la dinamica della moto in entrata di curva e che i piloti non ci si siano ancora adattati al 100%, complice la lunga inattività di questi mesi.

Dopo la bella qualifica di sabato e la discreta gara di domenica c’è da aspettarsi qualcosina di meglio da Pecco Bagnaia che comunque è apparso molto più “centrato” che lo scorso anno. Lo so, magari vi annoio, ma il mio cuore tira da quella parte per tante ragioni…

Si dovrebbe parlare di Valentino… non  lo farò perché qualsiasi parola sarebbe fuori luogo: fa male al cuore vederlo cosi..

 

MOTO2

Se il buongiorno si vede dal mattino Luca Marini vincerà come la scorsa domenica in quanto autore di una gara maiuscola e bellissimo da vedere in sella. Il giapponese arrivato subito dietro è però tosto ed anche in testa al Campionato….. Gli altri italiani sono scivolati indietro con Bezzecchi scivolato veramente e i Diggia lasciato a piedi sul più bello. Ci attendiamo una gara migliore per tutti, compreso lo storico “osso duro” del campionato Thomas Luthi che stavolta l’ha lanciata nella ghiaia.

(immagine tratta da gpone.com)

 

MOTO3

Prevedere una gara per i deboli di cuore non è quotato da nessun bookmaker. Arenas replica la vittoria allungando in campionato ma con i ragazzini tutto può succedere, anche di restare in piedi dopo il “motoscontro” all’ultima curva. Favorito naturale lo spagnolo facciamo tutti il tifo per uno dei nostri italiani, non importa chi, basta che vinca uno dei nostri “a casa loro”.

Buona gara a tutti.

(immagine in evidenza tratta da moto.it)

Salvatore V.

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NEL SEGNO DI SHOYA- Post GP del Qatar 2020

Losail, anno 2010. In sella alla Suter MMX il Giapponese Shōya Tomizawa vinceva la gara d’apertura del Motomondiale classe Moto2. Oggi dopo 10 anni un altro Giapponese trionfa in Qatar.

Immagine di copertina dedicata al compianto Tomizawa.

Tutti aspettavamo l’arrivo del Motomondiale.

Il paddock intero aspettava al varco Marc Marquez e la sua Honda, Vinales e la sua (finalmente) M1. Tutti aspettavano il prodigio francese Quartararo ed il veterano Dovizioso (probabilmente al suo ultimo anno in rosso secondo me).

Nulla di tutto ciò… Gareggiano solamente Moto3 e Moto2 per i motivi noti a tutti.

MOTO 3 – KTM vs HONDA “The Battle”

Il GP è come al solito un’eterna battaglia tra Austriaci e Giapponesi, con gli Austriaci pronti a tutto pur di conquistare Iwo Jima (consiglio il film di Clint Eastwood).  Nel gruppo di testa se le suonano di santa ragione, per tutta la gara, ben 10 Piloti racchiusi in 1 secondo. Fernandez, Suzuki, Arbolino, Masia, Arenas,Binder, Garcia,McPhee e Salac si prendono a carenate per tutta la gara favorendo in alcuni tratti il rientro del gruppo di dietro guidato da Foggia ed Alcoba.

Quando la Honda è davanti in rettilineo KTM non ha la forza di superarla, la potenza del motore giapponese è imbarazzante. Nel guidato invece KTM è agilissima e permette ai propri Piloti di attaccare (con la baionetta) le Honda.

Il ritmo gara è davvero veloce rispetto alla gara del 2019, alla curva 10 a 7 giri dalla fine Celestino Vietti Ramus finisce in terra causa un contatto con Alcoba. Non un buon inizio per il Pilota piemontese del Team SkyVR46.

A 4 giri dalla fine Arbolino con una staccata mostruosa alla fine del rettilineo si prende la testa della corsa. Inizia uno studio serrato in vista dell’ultimo giro.

Se la giocano Arenas e McPhee che danno lo strappo finale, McPhee prova la staccata all’ultima curva ma Albert Arenas vince una gara straordinaria.

Tratto dal profilo tweet di Francky Longo

Sul podio sale Ai Ogura autore di una splendida gara, Jaume Masia (arrivato 3° al traguardo) viene penalizzato di una posizione per aver oltrepassato troppe volte i limiti della pista.

Grandissima gara di Jeremy Alcoba, alla “prima” sul tracciato di Losail che si piazza in 7^ posizione alle spalle del suo compagno di team.

Deludono e non poco gli Italiani… Arbolino sbaglia la staccata nel finale e rovina la sua gara oltre che quella di Binder, Vietti scivola a causa di un contatto con Alcoba ma comunque rimanendo per tutta la gara nelle retrovie, solamente Foggia in TOP10. Male….

KTM batte lo squadrone Honda. Immagine tratta dal sito ufficiale MotoGP.com/Results

 

MOTO 2 – La Guerra dei Mondi🇪🇸🇮🇹🇺🇸🇯🇵🇦🇺

Abbiamo tutto. Il Giapponese, lo “Yankee”, l’Australiano, gli Spagnoli e gli Italiani. Mai come quest’anno la rosa dei candidati al Titolo Moto2 è ampia ed abbraccia molti continenti. (Manca Brad Binder e saremo stati al completo…)

Pronti, partenza e dopo pochi giri Augusto Fernandez subito in terra a causa di una contatto con Stefano Manzi. Uno dei grandi favoriti del GP e del Mondiale Moto2 esce di scena mentre davanti il quartetto composto da Martin, Roberts, Marini e Bastianini domina la scena.

Luca Marini e la sua Kalex del team VR46 Sky Racing Teamsono tirati a lucido, sembra di rivedere lo Zarco dei tempi migliori in Moto2, alle sue spalle Joe Roberts e Jorge Martin.

A metà gara il pesarese allunga sul californiano e sul resto del gruppo mentre Jorge Martin perde terreno (mangiato subito la posteriore⁉️). Il Rookie Aron Canet invece risale sino alla 9^ posizione entrando in TOP10.

A 5 giri dalla fine Joe Roberts rompe gli indugi e con un sorpasso spettacolare supera Luca Marini, dopo averlo studiato per tutta la gara. Insieme a lui Baldassarri e Bastianini sopravanzano Marini e si portano in testa.

Sale in cattedra il Giapponese Nagashima che, come  Thor con il suo mjolnir, martella tempi straordinari e guadagna la testa della corsa nonché un cospicuo distacco negli ultimi 2 giri andando a vincere una gara incredibile.

Vince Nagashima 🇯🇵, sul podio Baldassarri🇮🇹 e Bastianini🇮🇹 seguiti da Joe Roberts🇺🇸 (del quale parlerò volentieri in un articolo a parte) e Remy Gardner 🇦🇺.

Nagashima trionfa all’esordio sulla “Kalex” del Team KTM Ajo. La KTM ha abbandonato il progetto Moto2 ritornando a vincere. Not Bad…. (Immagine tratta da Twitter)Nel

Deludono (non poco) Luca Marini, autore di una bella prima parte di gara ma svanito nel finale ed addirittura caduto causa un contatto con un deludentissimo Jake Dixon. Delude anche Jorge Martin in virtù del risultato del compagno di team. Grande prova invece del Rookie Aron Canet, che chiude 8°.

Immagine tratta dal sito ufficiale MotoGP.com/Results

P.S. Syahrin⁉️⁉️⁉️

Appuntamento al….. prossimo GP, il tempo ci dirà se e quando.

Francky Longo

 

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Motogp 2020- Gran Premio del Qatar

Anni fa era meno sorprendente vedere bagagli scaricati dalle stive un attimo prima della chiusura delle stesse: non è la prima volta che salta un Gran Premio all’ultimo momento. Sono piuttosto le motivazioni quelle che lasciano perplessi, ma non è questa la sede per affrontare discorsi politici, sociali ed economici. Qui si parla di corse, quelle che vorremmo vedere correre senza troppi fattori esterni ad ostacolarne lo svolgimento.

Tutto rimandato ad Austin ad inizio Aprile, ma la situazione è in continuo divenire per cui ci toccherà attendere gli eventi che rivoluzioneranno comunque il calendario visto che anche Buriram è stato rimandato ad ottobre sua data abituale fino all’anno scorso: quando si dice il destino!!

Vedremo due terzi di Gran Premio, seppur il terzo mancante vale i tre quarti dell’appuntamento. Sarebbe stato interessante verificare i valori in campo dopo i tests invernali in cui la nuova Honda pare sia diventata praticamente un cancello perché non si adatta alle nuove Michelin. Dobbiamo rimandare  ma ce ne faremo una ragione. In realtà i valori non dovrebbero essere cambiati di molto in quanto anche le line up sono rimaste praticamente le stesse ad eccezione della famiglia Marquez al completo in HRC (papà Marquez sostituirà Alberto Puig dopo le prime gare nel caso ancora non ne foste a conoscenza!).

Immagine tratta da Motorbox.com

Correranno i cadetti che si trovavano già in Qatar per i test della settimana scorsa che non necessitano di visti sanitari e/o di quarantene. La Moto2 diventerà quindi l’evento clou del weekend. Dopo l’anno di rodaggio con il motore Triumph e l’introduzione del gommone nel corso del 2019 non ci saranno rivoluzioni tecniche di rilievo. Al contrario della classe maggiore tra i cadetti troviamo cambi di line up ed il debutto di pezzi da novanta sbarcati dalla Moto3. Il campione del mondo 2019 Moto3 Lorenzo dalla Porta andrà a far compagnia ad Enea Bastianini nel team Italtrans mentre Aron Canet affiancherà Syahrin sceso nella categoria inferiore per far coppia con lui nell’Angel Nieto team che schiererà due Speed Up portando così a quattro in totale le moto di Luca Boscoscuro oltre a quelle del suo stesso team affidate sempre a Navarro e al nostro Diggia.

Bulega esce dal team Sky per andare sotto l’ala di Fausto Gresini ed al suo posto sale sulla Kalex nerazzurra Marco Bezzecchi. Formazione tutta italiana per il team MV con nonno Corsi e Manzi.

Il risultato dei tests invernali ha evidenziato il buono stato di salute della Speed Up con un gran bell’inizio per Canet mentre il nostro Lorenzo Dalla Porta ha faticato ad adattarsi sinora. Gli altri big sempre nelle prime posizioni. Sara pur scontato ma ciò che conterà sarà la bandiera a scacchi che vedremo domenica pomeriggio.

Immagine tratta dal sito maxracingteam.com

I ragazzini della Moto3 daranno al solito lo spettacolo più divertente senza permetterci di fare pronostici. In SkyVR46 si assisterà al ritorno di Migno che sostituirà Foggia approdato alla corte di Leopard per rimpazzare il campione in carica. Paolo Simoncelli ha lasciato inalterata la propria formazione seppur Antonelli sarà assente in Qatar perché operato alla spalla e sostituito da Garcia. Romano Fenati viene accolto nel team di Max Biaggi (la vedo complicata, mi sbaglierò) e guiderà l’Husqvarna di ritorno alle competizioni.

Buon mondiale a tutti.

Immagine in evidenza tratta da Today.it

 

Salvatore Valerioti

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