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Ricciardo vince la processione per Santa Devota

Come è ben noto, ci sono eccezioni che confermano le regole. Nel caso di oggi la regola era “il Gran Premio di Montecarlo è una roulette”. E in data odierna c’è stata l’eccezione, perché abbiamo assistito ad una vera e propria processione. Tutti dietro ad un grandissimo Ricciardo il quale, nella solitudine del suo abitacolo, ha dato molto più spettacolo di quanto si sia visto da fuori.

Già dalle prove si era capito che su questa pista la RedBull volava, con Ricciardo costantemente il più veloce, e il compagno vicinissimo. Ma, soprattutto, i diretti avversari, e in particolare la Mercedes, erano in forte difficoltà con le mescole portate dalla Pirelli. Era lecito prevedere battaglia fra i due galletti nel pollaio anglo-austriaco, ma evidentemente Verstappen è più abituato alla realtà virtuale che a quella reale, dove se tocchi un rail qualcosa si rompe, e nel finale delle FP3 ci dona un replay dell’incidente del 2016, il che lo costringe a saltare le qualifiche, a partire dal fondo e a prendersi una ramanzina sia dal padre Jos che da nonno Helmut.

Il tutto con Ricciardo che domina le qualifiche stabilendo il record della pista con un incredibile 1’10″810, lasciando Vettel ed Hamilton a debita distanza.

Ma la grande incognita per la gara sono, come detto, le gomme. Interrogato in proposito, Hamilton dichiara di non avere la minima idea di cosa aspettarsi. E in effetti l’impressione è che nessuno, a parte forse Red Bull, abbia delle certezze sulla strategia, perchè le 3 mescole portate dalla Pirelli (le 3 più morbide) hanno dimostrato di essere tutt’altro che affidabili, con diffusi problemi di graining aggravati, oggi, dall’abbassamento delle temperature

Ricciardo, Vettel, Hamilton, Raikkonen, Bottas, Ocon si qualificano in quest’ordine, sfilano a Santa Devota in quest’ordine e arrivano in quest’ordine. In mezzo il nulla, o quasi. 78 giri giri di tempi altalenanti, un po’ piano, un po’ veloce, con le macchine in fila e a debita distanza. Prima parte di gara in 1’16”-1’15” alto, poi dopo il cambio gomme 1’18”, 1’19”, 1’20”. E Verstappen, in virtù di una macchina nettamente più forte, unico ad effettuare qualche sorpasso e qualche giro un po’ più veloce, ma solo in completa sicurezza, perchè un altro incidente sarebbe stato intollerabile.

Qualche considerazione di un certo rilievo la si può comunque fare. Cominciando proprio dal vincitore, il quale era evidentemente predestinato a salire sul gradino più alto del podio, ma non ha avuto vita facile a causa di un problema elettronico manifestatosi dopo i primi giri, e che lui, a detta della squadra, ha gestito in un modo che ha fatto ricordare Schumacher a Barcellona nel 1994, quando vinse facendo buona parte della gara con il cambio bloccato in quinta (oggi, va detto, Daniel di marce ne aveva 6). Ma più del trofeo del vincitore, e del proprio nome nell’albo d’oro del GP di Monaco, questa gara per Ricciardo significa chiudere definitivamente la bocca a tutti coloro che, anche nella sua squadra, lo ritengono inferiore (a prescindere) rispetto a Verstappen. Tutti i grandi campioni del passato hanno vinto a Montecarlo. Lui l’ha fatto, Max invece ha fatto esperienza con il rail 4 volte in 4 edizioni disputate. Chi vuol capire, capisca, gli altri continuino pure a sostenere che il giovanotto è più forte, ma sappiano che lo fanno a dispetto di ciò che hanno detto, fino ad ora, le classifiche mondiali. Forse in Red Bull se ne stanno rendendo conto, a giudicare dai festeggiamenti che gli hanno riservato prima del podio.

Seconda considerazione: la Ferrari anche oggi non ha portato a casa il risultato che era lecito aspettarsi. Lo scorso anno fu una doppietta, oggi un secondo e un quarto posto, soli 3 punti guadagnati su Hamilton che è diventato maestro nell’arte di limitare i danni.

Sorvoliamo sui finlandesi, e arriviamo ad ottimo Ocon, primo degli altri ma molto vicino a loro, e a Gasly, autore di una prestazione che potremmo definire favolosa, considerando che guida una Toro Rosso motorizzata Honda, e che era al suo primo GP di Monaco su una F1.

Le due Renault sono sempre una costante, ma più di così non fanno, di Verstappen abbiamo già anticipato, un nono posto partendo ventesimo a Montecarlo non è da buttare via, ma lui non doveva partire in fondo, ovviamente.

Gli altri non sopra citati hanno semplicemente provato ad arrivare in fondo o non ci sono arrivati. Come Alonso e Vandoorne con una McLaren non all’altezza. Come Magnussen e Grosjean, per i quali è lecito pensare che il team avesse dimenticato a casa il setup corretto della monoposto per Monaco. O come i due della Williams, inguardabili come la macchina che guidano, e assolutamente fuori posto in teatro prestigioso come quello monegasco.

Ora si va in Canada, circuito all’opposto di quello del principato, e ci si arriverà con 2 gare vinte a testa per i 3 piloti di punta dei 3 team più forti. Non male per il campionato, ed è sperabile che la particolare configurazione aerodinamica che sarà necessaria, con un carico molto più basso, consenta di vedere qualche sorpasso in più rispetto alla processione a Santa Devota che abbiamo visto oggi.

P.S. la Pirelli si vanta di portare gomme “imprevedibili” per aumentare lo spettacolo. Oggi le gomme erano effettivamente imprevedibili ma di spettacolo non se ne è visto. Anzi, abbiamo visto per quasi 2 ore macchine estremamente performanti, guidate dai migliori piloti al mondo, andare in giro come dei taxi. Se questo è soddisfacente per la Pirelli stessa, anche da un punto di vista del ritorno di immagine, meglio per loro.

 

 

 

VERGNE DA TITOLO, AUDI MOSTRA I MUSCOLI

Dopo esserci immersi nelle suggestive ambientazioni di Roma e Parigi, coi loro tortuosi e sconnessi circuiti, il tracciato ricavato nell’aeroporto di Tempelhof di Berlino, veloce ed ampio ci introduce alla conclusione del campionato.

Nella giornata in cui la Audi ha fatto davvero la voce grossa, se così si può dire di un motore elettrico, con una perentoria doppietta, quello che dal terzo posto sul podio può davvero gioire è Vergne, forte di un distacco di quaranta punti sul più diretto inseguitore.

Che le Audi potessero essere molto competitive s’era capito già dalle prove, dove la squadra tedesca era l’unica ad avere piazzato entrambi i piloti nella Superpole, col miglior tempo di DiGrassi, anche se è stato Abt, oggi davvero galvanizzato dal pubblico amico, a conquistare la partenza al palo con un giro perfetto. Le premesse per una gara serrata c’erano davvero tutte, con i venti piloti schierati raccolti in meno di un secondo. Vergne, dalla terza posizione, poteva guardare alla gara con una certa tranquillità, in ottica campionato, avendo i due inseguitori Bird e Rosenqvist rispettivamente in decima e sesta posizione.

Allo spegnimento del semaforo Abt si invola senza problemi, JEV perde e recupera subito una posizione, mentre è Rosenqvist che arriva lungo alla prima curva, rientrando dopo avere perso almeno una decina di posizioni, vanificando di fatto ogni possibilità di essere protagonista della gara. Bird invece riesce a recuperare tre posizioni, ma si capisce che anche per la DS Virgin non è giornata in cui se la possa giocare coi migliori.

Al 12° giro DiGrassi e Buemi passano Vergne, e mentre il brasiliano se ne va, è l’inizio di un acceso corpo a corpo tra lo svizzero e il francese, che proseguirà per tutta la gara.

Il cambio vettura a metà gara non rimescola più di tanto le posizioni, con le due Audi saldamente in testa che in uscita dal pit si trovano alla distanza minima, ma Abt amplierà il distacco fino a fine gara, autore anche del giro più veloce, con DiGrassi che obbediente porta a casa un buon secondo posto. Dietro a loro il baratro, con appunto Buemi e Vergne protagonisti di un divertente duello. Complimenti a JEV, che senza neanche averne di bisogno ai fini della classifica, non si è mai tirato indietro conquistando meritatamente il terzo posto che con quaranta punti di vantaggio gli assicura con ottime probabilità il titolo della stagione 2017-2018.

Incorporato

Dietro ai primi, Turvey, Evans, Bird, e a seguire gli altri. Rosenqvist non è riuscito a raddrizzare una giornata nata storta,  e a 76 punti dalla vetta è matematicamente fuori dalla possibilità di combattere per il mondiale.

La formalità per Vergne della sicurezza matematica, regolare e sempre velocissimo, è probabilmente solo rimandata al prossimo e-prix di (*edit) Zurigo.

Ciao!

 

High Voltage Bring- 2018 BMW i Berlin e-Prix

Buongiorno Ringers! Questo fine settimana vede il ritorno della FE per il terzultimo appuntamento stagionale, prima dello storico e-Prix di Zurigo e della doppia gara di New York che chiuderà la stagione.

Sabato le monoposto elettriche saranno impegnate sul circuito di Berlino, realizzato all’interno del Tempelhof Airport, già utilizzato nelle scorse stagioni per la gara tedesca.

Circuito e scorsa edizione

Il circuito è molto simile a quello di Marrakech, con asfalto poco sconnesso e poche curve da cittadino. Già nella scorsa stagione la Mahindra si mostrò notevolmente competitiva, per cui sabato è lecito aspettarsi una ottima prestazione da parte della squadra indiana, per fare ritrovare il sorriso al Dilbagh Gill (personalmente eletto Team Principal dell’anno, con i suoi primi piani durante il fine settimana).

Nella scorsa stagione a Berlino si corse un doppio e-Prix: qui di seguito le fasi salienti.

In gara 1 Buemi è stato poi squalificato per pressione irregolare delle gomme, mentre in gara 2 Rosenqvist scontò a fine gara una penalità di tempo per unsafe release e chiuse secondo alle spalle di Buemi.

Lotta al titolo

Si arriva a Berlino con la seguente classifica:

 

La contesa sembra ora davvero ridursi ad un duello fra JEV e Bird, ma in Formula E non si può mai dare niente per scontato, considerando anche che Zurigo sarà un circuito nuovo per tutti e che al doppio appuntamento di New York si possono perdere o guadagnare tanti punti, in base all’adattamento della vettura alla pista, dal momento che sarà un fine settimana con doppio e-Prix.

Viste le caratteristiche del circuito questa potrebbe essere, oltre che per Mahindra, anche per Virgin un’ottima occasione per rosicchiare punti al capoclassifica, ma Vergne ha dimostrato finora di essere veramente un osso duro ed ha anche il vantaggio di poter amministrare il margine che ha costruito finora, per cui piazzarsi sempre ai piedi del podio gli sarebbe sufficiente per portare a casa il campionato. Sicuramente faranno da incomodi i soliti Buemi e Di Grassi, ormai quasi privi di velleità iridate, in cerca più di un miracolo e di vittorie di tappa, più che in seria lotta per il successo finale.

Ultime notizie

  • Felipe Massa ha firmato un triennale con Venturi a partire dalla prossima stagione
  • Il circuito che inaugurerà la prossima stagione, con le attesissime Gen2, sarà il nuovo cittadino di Riyadh (Arabia Saudita, 10 anni di contratto)
  • Debutterà nella prossima stagione il team HWA, legato a Mercedes; in attesa del debutto ufficiale del team di Stoccarda HWA utilizzerà il powertrain Venturi. La HWA dalla sesta stagione (2019/2020) avrà il supporto diretto da Brixworth, sede dei motoristi Mercedes F1
  • A Berlino tornerà Filippi nel team NIO, dopo che Ma Qing Hua aveva preso il suo posto a Parigi
  • Agag ha valutato in 600 milioni di euro il valore di vendita del marchio Formula E. Tutto partì pochi anni fa con una promessa su un tovagliolo di carta in un ristorante francese…

Programmazione TV

09.00-09.45 PL1                                   (canale ufficiale Youtube FE)
11.30-12.00 PL2                                   (canale ufficiale Youtube FE)
14.00-15.00 Qualifica + Superpole   (diretta Italia 2 e Eurosport 2)
18.00 Gara (45 giri)                             (diretta Italia 1 e 2 e Eurosport 1)

Buon e-Prix!

 

Mercedes doppietta di gomma, Ferrari continua a sprecare

Corsi e ricorsi storici. Correva l’anno 2013, una vettura fantasma portata da una bisarca fantasma e guidata da un pilota fantasma, percorre 1000 km fantasma, e al GP successivo risolve tutti i suoi problemi con le gomme. Quella macchina era colorata d’argento e a farne le spese fu una vettura rossa, con una blu a guadagnarci come effetto collaterale.
5 anni dopo la storia non si ripete, o, almeno, questa è la versione ufficialissima. Dopo tre gran premi con una Ferrari in formissima e una Mercedes in chiara difficoltà, il fornitore di gomme porta pneumatici diversi. Per carità, la scelta è stata avallata dalla FIA, tutto è stato fatto in regola, cosa volete che siano 0.4 mm di battistrada. E’ stato fatto per diminuire il fastidioso blistering che tutti i team, chi più chi meno (e, lo ripeto, chi più chi meno), avevano riscontrato con le gomme 2018 già dai freddissimi test invernali di Barcellona.

Quindi la (comoda) prima fila Mercedes con gomme gialle non ha ufficialmente assolutamente niente a che fare con questo cambiamento delle condizioni al contorno.

Alla partenza, Seb scatta bene e si preoccupa ancora una volta di chiudere il suo compagno. Riesce però a prendere la seconda posizione davanti a Bottas, che ha un’indecisione in curva 2 di cui però Raikkonen non approfitta. Dietro si scatena l’inferno. Grosjean in coda al suo compagno Magnussen viene preso alla sprovvista da un’indecisione di quest’ultimo, e perde la macchina nella velocissima curva 3. Il ragazzo è evidentemente molto nervoso, dopo l’andata a muro sotto SC a Baku e le diverse insabbiature nelle prove, e, anzichè fare ciò che sarebbe logico, e cioè pestare sul freno per bloccare l’auto, si comporta come se fosse da solo, e prova a rimettere dritta la vettura pestando forte sul gas. Il pattinamento è tale che non solo la sua Haas non si raddrizza ma continua ad andare indietro, e il fumo delle gomme rende la visibilità impossibile alla decina di auto che arrivano da dietro. Hulkenberg e Gasly fanno le spese del comportamento scriteriato di Romain, ed inevitabilmente viene mandata in pista la Safety Car.

Alla ripartenza non accade nulla, Hamilton guadagna progressivamente fino a 7 secondi su Vettel, con Bottas che segue il tedesco ad un secondo e mezzo, dando l’impressione di potere essere ben più veloce. In Ferrari tentano l’undercut, montano gomma media ma si ritrovano dietro a Magnussen. Nel frattempo Bottas segna ottimi tempi e supera virtualmente il tedesco rientrando poi per montare a sua volta le medie. Ma il pit stop è troppo lento, e all’uscita del box si ritrova Magnussen e Vettel di fianco, con quest’ultimo che riesce a superare il danese e a lasciarlo davanti a Bottas. Il quale se ne libera qualche giro dopo rimettendosi in coda a Seb alla solita distanza di sicurezza (aerodinamica) di 1.5 sec.

Hamilton, Raikkonen e le due Red Bull restano fuori, ma Kimi non fa in tempo ad effettuare il suo pit-stop perchè il motore lo abbandona prima. Una brutta tegola per la Ferrari che incassa due problemi di affidabilità nello stesso week-end, dopo 4 gare praticamente prive di guasti.

Lewis fa il suo pit-stop e si ritrova dietro a Verstappen. Le due Red Bull sembrano aspettare la pioggia, ma il sole fa capolino e, scoccata la metà gara, entrambi i piloti rientrano per montare le medie. A questo punto per loro la strategia è di sicuro ad una sosta, con gomme di 15 giri più nuove rispetto a quelle di Seb e Valtteri.

Come da tradizione ormai consolidata del mondiale 2018, si presenta una VSC, questa volta particolarmente inutile in quanto Ocon rimane in panne ma parcheggiato la sua Force India proprio davanti ad una postazione dei commissari. La Ferrari ne approfitta per montare medie nuove a Vettel, ma un pit stop particolarmente lungo lo fa rientrare in pista dietro a Verstappen. Il quale però, con la lucidità che lo contraddistingue in questo periodo, all’apparire della bandiera verde urta il doppiato Stroll, perdendo la bandella sinistra dell’alettone anteriore.

Ma questo non è sufficiente per consentire a Seb di raggiungere l’olandese, e la gara si chiude con una nettissima doppietta Mercedes, Verstappen sopravvissuto a se stesso in terza posizione, e Vettel quarto, per la terza volta di fila giù dal podio e per la terza volta di fila con un esame di coscienza da fare assieme alla squadra.

Seguono Ricciardo, autore di una gara anonima, Magnussen (unico vero pilota Haas in questo periodo), e poi, doppiati, Sainz, Alonso, il solito ottimo Leclerc e infine Perez a chiudere la zona punti.

Ai margini della zona punti c’è Stroll, e si tratta di un’ottima prestazione considerando che è arrivato a soli 5 secondi da Perez con una macchina inguidabile e due soli treni di gomme utilizzabili, visto che i fenomenali ingegneri Williams si erano portati dietro tantissime inutili gomme supersoft. Dietro di lui Ericsson, Hartley e Sirotkin sui quali non vale la pena spendere altre parole.

La superiorità della Ferrari, vista nelle ultime 3 gare, sembra evaporata in Spagna. E’ un effetto dei cambiamenti effettuati sulle gomme o è merito degli aggiornamenti portati dalla Mercedes? Non lo possiamo sapere con certezza, certo è che se i cambiamenti stessi non ci fossero stati non avremmo il dubbio, ed è proprio su questo che bisogna riflettere. Ciò detto, è dal GP del Bahrain, dove la Ferrari perse un possibile secondo posto con Raikkonen a causa di un errore ai box, che andiamo ripetendo che non si possono sprecare occasioni preziose se l’obiettivo è vincere il mondale. Oggi potevano starci comodamente un secondo ed un quarto posto, e si è raccolto solo un quarto posto. Se, come sembra, la Mercedes e Hamilton hanno ritrovato la bussola, tutti i punti persi verranno pesantemente rimpianti e il percorso verso il titolo si fa molto in salita, quando un mese fa sembrava quantomeno in pianura.

Come si è sentito ripetere spesso in questi giorni, Barcellona è una pista Mercedes, il che sembra sottintendere che non ci si debba preoccupare troppo. Ma la SF71H era e resta una gran macchina, e, come ebbe a dire Marchionne ad inizio anno, forse temendo ciò che si è poi visto, se non raccoglierà i risultati previsti non ci saranno scuse per nessuno. E, di conseguenza, fra due settimane a Monaco ci sarà solo un risultato accettabile per la Ferrari: la doppietta.

46° ADAC Zurich 24h-Rennen Nürburgring

Ben ritrovati Ringers! Anche quest’anno siamo alla vigilia dell’immancabile appuntamento all’Inferno Verde: un luogo sacro per noi.

Ormai seguendo svariati tipi di gare, sia sprint che endurance, mi sono convinto dell’idea che nel panorama mondiale ci siano due gare in particolare più difficili rispetto alle altre. Innanzitutto la 24 ore di Spa; perché tutte le auto sono fondamentalmente uguali (GT3) in prestazione e ci sono potenzialmente oltre 20 vetture che possono ambire alla vittoria…inoltre è una 24 ore. Ma quella del Nurburgring è in assoluto la più dura per innumerevoli motivi…a cominciare dal meteo che può rovesciarsi in 5 minuti dal sole alla grandine, alla lunghezza spaventosa della pista (25 Km), se ti capita qualcosa per raggiungere i box devi pregare, ci sono oltre 150 auto in gara e la differenza tra le più veloci e le più lente è superiore persino a quella tra LMP1 e GT. Poi c’è la notte della foresta…sempre insidiosa. La pista diventa umida e una leggera foschia compare sempre, puntualmente tutte le volte. Per quello che si vede ogni anno…già arrivare al traguardo è un’impresa di cui andare fieri.

Veniamo alla gara. Le ultime due edizioni hanno regalato dei finali thrilling con la gara che si è decisa nell’ultimo quarto d’ora. Chissà cosa ci riserverà la foresta dell’Eifel quest’anno. Per la vittoria assoluta ci sono una trentina di GT3 o SP-X, prevalentemente di costruttori tedeschi. Infatti non mancano le flotte supportate ufficialmente di Audi (che difende la vittoria del 2017), Mercedes, BMW (che però ha ridotto lo sforzo rispetto all’anno passato) e Porsche, che invece ha incrementato notevolmente il numero di 911 GT3R. Oltre a questi colossi che giocano in casa sono al via anche una Lamborghini Huracan, una Ferrari 488 GT3, la Glickenhaus che nel 2017 è partita in pole e l’Aston Martin ufficiale con la Vantage GT3. Ovviamente è quasi impossibile prevalere contro le armate germaniche, ma soprattutto Aston e Glickenhaus se reggono possono essere della partita, come hanno fatto vedere nella gara di qualificazione da 6 ore che ha visto trionfare però una Mercedes davanti ad una BMW.

Entriamo più nel dettaglio del dispiegamento di forze di ciascun costruttore.

L’Audi è chiamata a difendere la vittoria dello scorso anno e si affida a quattro team diversi e quattro R8 LMS. Ovviamente c’è il team Land Motorsport vincitore nel 2017, l’immancabile WRT, lo storico Team Phoenix e poi la novità del team BWT-Mucke che viene dal campionato GT Masters. Inoltre ci sono altre Audi completamente private come quelle del Car Collection. Le line-up sono ovviamente di prim’ordine, con alcuni piloti “jolly” schierati su 2 macchine: K. Van der Linde, Rast, Nico Muller e Haase. Le Audi favorite sulla carta sono la #1 Land e la #8 WRT.

Anche la Mercedes-AMG si impegna semi-ufficialmente con 4 AMG GT3 appartenenti ai team Black Falcon e HTP-Mann Filter. Anche qui ovviamente specialisti della Nordschleife tra cui i vincitori del 2016: Engel, Metzger e Christodoulou. In più ci sono Mercedes private come quella Landgraf o AutoArena su cui parteciperà anche l’italiano Raffaele Marciello. Fra le auto della Stella le più accreditate sono la #4 Black Falcon e la #48 HTP.

La Porsche supporta in modo importante le 2 vetture del team Manthey che hanno delle line-up di livello mondiale (sono gran parte degli equipaggi IMSA-WEC), ma concede almeno 1 pilota ufficiale a tutti i clienti con vetture GT3. Infatti in totale le Porsche le ben 8…da tenere d’occhio tutte oltre a quelle del Manthey (Greellos), perché ci sono appunti gli arrembanti Young Professional fra cui Matteo Cairoli sulla #17 del team Bernhard. Le più accreditate per esperienza, qualità e professionalità del team sono la #911 e la #912 del Manthey Racing.

La BMW riduce drasticamente il suo supporto ufficiale, infatti dalle 6 BMW M6 GT3 si passa alle due del team Rowe e quella del team BMW Shell Helix. Inoltre si aggiungono 4 altre GT3 (una è la vecchia Z4) schierate dal team Falken (che corre anche con una Porsche) e dal team Walkenhorst. La più temibile sulla carta è la #99 del Rowe…ma la #98 e la #102 del team Shell sono pressoché equivalenti in fatto a piloti.

L’Aston Martin ritorna nell’Inferno Verde dopo un anno di pausa per rendere onore all’ultima 24 ore con impegno ufficiale per l’ormai antica, ma sempre bellissima, Vantage V12 GT3. Nella line-up ci sono i soliti del WEC con il valore aggiunto del nuovo acquisto Maxime Martin, velocissimo e protagonista della gara ai tempi della BMW Z4 GT3. La #007 è uno dei classici underdog, che sulla carta non ha possibilità, ma restando fuori dai guai e con bona consistenza potrebbe dire la sua.

Superprivato è l’impegno della Glickenhaus, che quest’anno porta una sola macchina dopo aver conquistato la pole del 2017. James Glickenhaus quest’anno vuole ambire ad almeno un podio, dopo essere andato in crescendo in questi anni. I piloti sono molto esperti del tracciato e la SCG003C spinta da un motore Honda LMP2 è nettamente più veloce delle GT3 sul Dottinger Hohe, che è praticamente l’unico punto di soprasso. Ovviamente non è favorita contro lo strapotere germanico, e bisognerà vedere se l’affidabilità sarà sufficiente.

Il team WTM dopo aver corso fino a 2 anni fa con la Porsche, ha deciso di portare la Ferrari 488 GT3 sulla Nordschleife….non cosa di poco conto, se si considera che nessun team l’ha mai provata lì e l’assetto era tutto da trovare. In ogni caso le prestazioni non sono affatto male…soprattutto sul giro secco potrebbe trovarsi a partire nelle prime file. In gara però è destinata a rimanere un po’ indietro anche a causa dell’equipaggio Pro-Am.

 

Stessa presentazione per il team Konrad che schiera una Lamborghini Huracan GT3. Purtroppo alla 24 ore dell’anno scorso dopo 14 era già ritirata; nel 2018 le cose sembrano andare meglio e c’è stato un passaggio dalle gomme Yokohama alle Michelin che garantiscono più performance. La lotta per il Konrad sarà verosimilmente con la Ferrari WTM per la “vittoria” dei Pro-Am.

Attenzione infine alla Renault RS-01 iscritta (come la Glickenhaus) in classe SP-X. E’una vettura completamente diversa dalle normali GT3…riadattata pesantemente rispetto alla versione originale per avere tempi comparabili. Si vede chiaramente che è stata rialzata e le ruote sono più piccole (da GT) rispetto alla versione originale CUP. Anche qui l’affidabilità è un grosso punto di domanda, anche se nella 24h Series delle RS-01 hanno già completato delle gare di 12 o 24 ore. In line-up il pilota di punta è certamente Wittmer, ex BMW.

Oltre a queste vetture che saranno le più seguite ci sono varie classi con auto di diverse tipologie e prestazioni. Ci sono molte Porsche CUP; c’è una buona presenza di TCR, con Hyundai, Seat, Opel, Audi e Peugeot. C’è la crescente classe GT4 con Mercedes, Audi, Bmw M4 e le Porsche Cayman; ci sono le classi monomarca come quella delle Toyota GT86 o le BMW M235. Ci sono le Aston Martin Vantage V8, le Lambo Super Trofeo, le Lexus, le KTM X-Bow, Subaru WRX STI, le Audi TT, le BMW M3, le Golf, le Corolla, le Clio. Ci sono anche un po’ di muscle car americane: 2 Mustang e una Viper. Infine c’è l’immancabile, indistruttibile e immortale Opel Manta Kissling con la famosa coda di volpe…telaio del 1986!!

Nel corso del week end la 24 ore non è tutto. Infatti ci sono molte gare di contorno come l’Audi CUP, la Porsche Carrera Deutschland, il WTCR e la gara della 24 ore Classic. Oltre a tutto questo la Porsche ha annunciato che svolgerà una demo sulla Nordschleife di un Porsche 956C, in livrea Rothmans, insieme alla recentissima 919 Hybrid Evo…che fino ad oggi è la macchina più veloce sulla terra, benché non regolamentata. Comunque il record di Bellof dovrebbe essere al sicuro perché non sembra ci sia l’intenzione di fare un time attack. Probabilmente la 919 Evo scenderebbe sotto i 5 minuti!!

 

Ora vediamo l’entry list completa delle GT3 e simili.

  • #1 Audi Sport Team Land – Audi R8 LMS GT3 – Mies, K.Van der Linde, S.Van der Linde, Rast
  • #2 Gigaspeed Team GetSpeed Performance – Porsche 911 GT3R – Jans, Böckmann, Luhr, Slooten
  • #3 Audi Sport Team Phoenix – Audi R8 LMS GT3 – Haase, Stippler, Vervisch, N.Muller
  • #4 AMG Team Black Falcon – Mercedes AMG GT3 – Engel, Christodoulou, Metzger, D.Muller
  • #5 AMG Team Black Falcon – Mercedes AMG GT3 – Buurman, Jager, Seyffarth, Stolz
  • #6 Black Falcon – Mercedes AMG GT3 – Haupt, Al Faisal, Johansson, Piana
  • #7 Aston Martin Racing – Aston Martin Vantage GT3 – Turner, Thiim, Sorensen, Martin
  • #8 Audi Sport Team WRT – Audi R8 LMS GT3 – Rast, Frijns, D.Vanthoor, K.Van der Linde
  • #10 Konrad Motorsport – Lamborghini Huracan GT3 – Di Martino, Brueck, Henkola
  • #11 AutoArena Motorsport – Mercedes AMG GT3 – Assenheimer, Schmid, J.Bleekemolen, Marciello
  • #12 Manthey Racing – Porsche 911 GT3R – Klohs, Kern, Olsen, Frommenwiler
  • #14 Car Collection Motorsport – Audi R8 LMS GT3 – Aust, Bollrath, Saurenmann, Konopka
  • #15 Car Collection Motorsport – Audi R8 LMS GT3 – De Leener, Trummer, Kaffer
  • #16 Landgraf Motorsport – Mercedes AMG GT3 – Heyer, Asch, Sandstrom, Vautier
  • #17 KÜS Team7s Bernhard – Porsche 911 GT3R – Christensen, Cairoli, Bergmeister, Lotterer
  • #22 Wochenspiegel Team Monschau – Ferrari 488 GT3 – Weiss, Kainz, Krumbach, Menzel
  • #24 Audi Sport Team BWT – Audi R8 LMS GT3 – Winkelhock, Rockenfeller, Haase, N.Muller
  • #25 Team BWT Mücke Motorsport – Audi R8 LMS GT3 – Mücke, Jons, Fassler, Kaffer
  • #30 Frikadelli Racing Team – Porsche 911 GT3R – Arnold, A.Muller, Henzler, Campbell
  • #31 Frikadelli Racinf Team – Porsche 911 GT3R – Siedler, Seefried, Laser, Jaminet
  • #33 Falken Motorsports – BMW M6 GT3 – Dumbreck, Dusseldorp, Imperatori, Klingmann
  • #35 GTronlx 360 Team mcchlp-dkr – Renault RS 01 – Schmidtmann, Hammel, Wittmer,
  • #44 Falken Motorsports – Porsche 911 GT3R – Bachler, S.Muller, Ragginger, Werner
  • #47 AMG Team Mann Filter – Mercedes AMG GT3 – Baumann, Mortara, Van der Zande, Juncadella
  • #48 AMG Team Mann Filter – Mercedes AMG GT3 – Hohenadel, Dontje, Gotz, Van der Zande
  • #98 Rowe Racing – BMW M6 GT3 – Catsburg, Westbrook, Edwards
  • #99 Rowe Racing – BMW M6 GT3 – Sims, Krohn, De Philippi, Tomczyck
  • #100 Walkenhorst Motorsport – BMW Z4 GT3 – Posavac, Adams, J.Muller, Lambertz
  • #101 Walkenhorst Motorsport – BMW M6 GT3 – Walkenhorst, Tresson, Overhaus, Ziegler
  • #102 Team BMW Shell Helix – BMW M6 GT3 – Farfus, Palttala, Krognes, Schiller
  • #705 Scuderia Cameron Glickenhaus – SCG003C – Mutsch, Mailleux, Simonsen, Westphal
  • #911 Manthey Racing – Porsche 911 GT3R – Estre, Dumas, L.Vanthoor, Bamber
  • #912 Manthey Raicng – Porsche 911 GT3R – Lietz, Pilet, Makowiecki, Tandy

 

Entry List completa: https://24h-information.de/wp-content/uploads/2018/05/LogNoB_21_Teilnehmerliste_List_of_Participants-1.pdf

Timetable: https://24h-information.de/wp-content/uploads/2018/05/LogNoB_12_Zeitplan_schedule_v2.pdf

Livestream e onboard integrali: https://www.youtube.com/watch?v=NxOzJPBhlVY

Live Timing: http://www.sportscarglobal.com/LiveTiming.html

Purtroppo la partenza è alle 15.30 di Sabato proprio in mezzo alle qualifiche F1.

Buona gara a tutti!! Sarà una lunga notte…..

Aury