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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1996

Arrivò così la prima, complicata stagione del Kaiser a Maranello. L’Avvocato Agnelli aveva generosissimamente aperto i cordoni della borsa con l’intento, assolutamente palese, di riportare la Rossa all’iride in modo da rilanciare contestualmente i modelli stradali Ferrari che arrivavano da un decennio pessimo al quale la 355 aveva fatto intravedere qualche spiraglio di luce. Detto doverosamente questo la stagione in oggetto fu la dimostrazione pratica che avere il Kaiser in pista, Todt al muretto ed un budget virtualmente illimitato non andava nemmeno lontanamente vicino a bastare per spuntarla nel WDC/WCC, anzi. Fedele ai salti logici che gli erano tanto cari, e che a dirla tutta erano nè più nè meno di meri “tiramenti di culo” classici di una ex star in netto declino, Barnard butta a mare l’ottima 412T2 in ossequio a diverse sue fisime alle quali può finalmente dar libero sfogo. In primis il pensionamento del V12 in favore del V10: fin qui poco male, di fatto il nuovo V10 da 3 litri era il V12 da 3,5 litri del 1994 con due cilindri in meno come la cilindrata unitaria dimostrò appieno. In secundis l’imposizione di un agghiacciante “cambio scatolato” che, in ossequio a potenziali ed inenarrabili vantaggi aerodinamici sul retrotreno che mai si videro, si ruppe con un frequenza addirittura superiore a quella del sequenziale elettroattuato nel 1989. Irvine che diceva “gearbox” davanti al primo microfono che gli capitava dopo il ritiro divenne presto una consuetudine delle domeniche di gara. Infine, non pago di aver riesumato una linea per le pance in pieno stile F92-A che ci fece gelare il sangue già alla presentazione, l’ex “mago” inglese opta per un’interpretazione ultra-legalista della nuova normativa circa le protezioni laterali alla testa del pilota regalando alla F310 una sezione frontale degna di uno Scania grazie alla presto ribattezzata “poltrona Frau” sulla quale era posizionata la parte del corpo esposta del Pilota. Il tutto, ovviamente, mentre quei filantropi in Williams bypassarono il problema mettendo un paio di alette salvaguardando la penetrazione aerodinamica in barba alla sicurezza della testa del Pilota. Si levarono ovviamente alte le grida allo scandalo per una soluzione che aggirava il regolamento salvo, altrettanto ovviamente, vederla adottarla da tutti l’anno successivo. Quasi dimenticavo: l’ex “genio” opta per un muso basso mentre l’avanguardia della F1 ha già puntato da tempo su un muso alto in modo da massimizzare ed ottimizzare i flussi sotto ad esso. Correrà ai ripari verso metà stagione, peraltro in penuria di pezzi nuovi cosa che vedrà correre in prova in Canada il Kaiser col muso alto ed Irvine con quello basso, ma avrà semplicemente adottato un componente ad una vettura i cui flussi, perlomeno nelle intenzioni, dovevano funzionare in modo diverso. Esauriti i convenevoli (sic) passiamo alla nota più importante della stagione ossia la pietra angolare del Team Building Ferrari posata nell’immediato dopogara di Budapest 1996 ed attorno alla quale verrà costruito il Team vincitutto del nuovo Millennio. Dopo il GP Ungherese, chiusosi con l’ennesimo doppio ritiro (anche se il Kaiser verrà comunque classificato nono, NDR) ovvero 14 ritiri totali su 24 start complessivi, Jean Todt rassegna le sue dimissioni a Montezemolo. Montezemolo le respinge, ordina al Team di far quadrato perchè è un “make or break” senza via di uscita. Nelle ultime quattro gare il Kaiser ne vince due (quelle successive, Spa e Monza) e mette assieme un terzo posto ad Estoril ed un secondo a Suzuka. Un totale di 30 punti contro i 24 di Hill ed i 15 di Jacques sulle loro Astrowilliams. Il tutto con buona pace di chi ha sempre parlato di leggenda metropolitana circa le dimissioni di Todt poi respinte da Montezemolo. Magari qualcun altro avesse fatto altrettanto dopo Abu Dhabi 2010, ci toccò invece vederlo additato come “l’Enzo Ferrari di Imola”. Dei miei marroni, va mo là

THE 1996 AUSTRALIAN GRAND PRIX: MELBOURNE, MAR. THE 1OTH

(IMMAGINE DA MAX F1)

Jacques butta via un weekend d’esordio perfetto con un’escursione alla prima curva durante la gara che lo costringerà a cedere il passo ad Hill. Ritiro per il Kaiser mentre era terzo con Irvine che raccoglie il podio per la Ferrari

THE 1996 BRAZILIAN GRAND PRIX: INTERLAGOS, MARCH THE 31ST

(IMMAGINE DA F1 RACE)

Secondo successo di fila per Hill seguito dalla Benetton di Alesi. Primo podio del Kaiser in Rosso che chiude doppiato di un giro commentando “to finish first, first you have to finish”. Ritiro per Irvine

THE 1996 ARGENTINIAN GRAND PRIX: BAIRES, APRIL THE 7TH

RUBENS BARRICHELO JORDAN PEUGEOT 4TH ARGENTINE GP 1996

(IMMAGINE DA MOTORSPORT IMAGES)

Hill suona la terza davanti a Jacques, al suo secondo podio come Alesi terzo. Nuovo ritiro per il Kaiser e modesto quinto posto per Irvine. Non sarà affatto una stagione facile, anzi

THE 1996 EUROPEAN GRAND PRIX: NURBURGRING, APR. THE 28TH

(IMMAGINE DA WARM UP F1.COM)

Arriva così la prima vittoria di Jacques in F1 di fronte ad un Kaiser che giunge ad un distacco minimo dallo stesso. Primo podio in Benetton per Berger, Hill chiude quarto. Primo ritiro stagionale per Irvine, ne arriveranno molti altri

THE 1996 SAN MARINO GRAND PRIX: IMOLA, MAY THE 5TH

Epica pole del Kaiser che dura fino alla prima variante del Tamburello in gara dalla quale uscirà terzo dietro ad un arrembante DC ed a Hill. Riuscirà comunque a chiudere secondo nonostante un disco freno collassi nell’ultimo giro e lo costringa a tagliare il traguardo con una delle gomme anteriori che si trascina anzichè ruotare. Todt avrà il suo bel daffare col controllo qualità. Vince ancora Hill con Berger nuovamente terzo

THE 1996 MONACO GRAND PRIX: MONTECARLO, MAY THE 19TH

(IMMAGINE DA MOTOR CHICCHE)

Il Kaiser la mette di nuovo in pole grazie ad un giro da leggenda. Domenica però si capisce al volo che non è giornata: piove, al via si fa uccellare da Hill e la tuona contro il rail al primo giro prima ancora di entrare nel Tunnel. La gara è eufemisticamente rocambolesca con Hill prima ed Alesi poi estromessi da cedimenti meccanici con la vittoria saldamente in tasca. Vince Panis su Ligier 15 anni dopo l’ultimo successo dei Blues in F1, sarà anche l’ultimo successo della gloriosa Scuderia francese

THE 1996 SPANISH GRAND PRIX: BARCELONA, JUNE THE 2ND

(IMMAGINE DA SCUDERIAFANS.NET)

La prima vittoria del Kaiser in Rosso è degna di lui, del marchio che lascerà indelebilmente in F1. Un trionfo sul bagnato che annichilisce tutti i rivali senza possibilità alcuna di appello. In prova, sull’asciutto, arranca e si lamenta della scarsa competitività della F310 rispetto sia a Williams che Benetton. Al via, su pista allagata, parte malissimo e rischia di ritrovarsi più vicino a metà gruppo che alla testa alla prima curva. Ma, tempo di trovare il suo ritmo, e non ce n’è per nessuno arrivando a girare anche 5 secondi più veloce del second best in pista ma soprattutto passando i rivali per le posizioni manco fossero dei doppiati. Naturalmente la gara fu la consueta illusione Mondiale per noi Rossi che invece, ovviamente, aprì anzi spalancò le porte alla crisi nera di metà stagione che partì inesorabile già dal GP successivo

THE 1996 CANADIAN GRAND PRIX: MONTREAL, JUNE THE 16TH

(IMMAGINE DA F1 RACE)

Come detto nella prefazione Ferrari porta per la prima volta il muso alto ma il venerdì i pezzi ci sono solo per il Kaiser quindi Irvine gira in modo forzosamente comparativo con quello basso. In gara si schierano entrambi col muso alto ma mentre il Kaiser deve partire dal fondo per un problema di pressione della benzina e poi si ritira per il cedimento di un semiasse ad Irvine tocca addirittura il cedimento di una sospensione. La gara va ad Hill davanti a Jacques ed Alesi

THE 1996 FRENCH GRAND PRIX: MAGNY COURS, JUNE THE 30TH

(IMMAGINE DA MOTOR CHICCHE)

In Francia al Kaiser andò addirittura peggio che in Canada, col tristemente noto ritiro durante il giro di ricognizione che precedette quello di Irvine in gara. Vince nuovamente Hill davanti a Jacques ed Alesi. A Maranello si comincia a pensare che la vittoria in Spagna abbia fatto più male che bene

THE 1996 BRITISH GRAND PRIX: SILVERSTONE, JULY THE 14TH

(IMMAGINE DA F1 RACE)

In terra d’Albione torna alla vittoria Jacques davanti a Berger ed Hakkinen. Nuovo doppio ritiro per le Ferrari esattamente come in Francia ed in Canada: 6 ritiri negli ultimi 6 start. E’ crisi nera

THE 1996 GERMAN GRAND PRIX: HOCKENHEIM, JULY THE 28TH

(IMMAGINE DA F1 RACE)

Vittoria fortunosissima di Hill che non deve far altro che guardare la Benetton di Berger, dominatore della gara, ritirarsi al penultimo giro di una gara condotta imperiosamente fin dalle fasi iniziali. Alesi si classifica secondo con  Jacques terzo e Michael mediocremente quarto. Irvine ritirato

THE 1996 HUNGARIAN GRAND PRIX: BUDAPEST, AUGUST THE 11TH

Hungaroring, Budapest, Hungary.
9-11 August 1996.
Michael Schumacher (Ferrari F310) leads Jacques Villeneuve and Damon Hill (Williams FW18 Renault) with Jean Alesi (Benetton B196 Renault) into Turn 1 at the start.
World Copyright: LAT Photographic.
Ref: 96 HUN 07

Si arriva così alla fatal Budapest dove il Kaiser è costretto al ritiro nelle fasi finali della gara mentre sta portando a casa la pagnotta in terza posizione, staccatissimo dalle Williams dopo esser partito in pole. Irvine si ritira anch’egli facendo così segnare un ennesimo doppio zero alla Ferrari. Come scritto in prefazione questa gara o, pure meglio, il suo ennesimo risultato disastroso segnerà la svolta dell’annata e dell’avventura Rossa non solo per il Kaiser ma anche per lo stesso Todt

THE 1996 BELGIAN GRAND PRIX: SPA, AUGUST THE 25TH

(IMMAGINE DA CIRCUS F1)

Con buona pace di capocomici, fini narratori di anime e millantatori di insiders anche se ammuffiti. Delivered

THE 1996 ITALIAN GRAND PRIX: MONZA, SEPTEMBER THE 8TH

(FOTO DA PINTEREST)

Repetita iuvant (vedasi “cronaca” di Spa, LOL). Anche se qua a Monza il Kaiser ha decisamente più culo che anima visti gli imprevisti di Hill alla prima variante “gommata” e di Alesi al pit

THE 1996 PORTUGUESE GRAND PRIX: ESTORIL, SEP. THE 22ND

(FOTO DA BBC NEWS)

Andiamo al dunque subito: ci han fatto due coglioni così per mesi col sorpasso di Jacques all’esterno del Kaiser all’ultima curva di Estoril in gara. Come si chiamava la terza delle tre Grazie? Esatto, “grazie al cazzo”. Epico sorpasso da parte di una monoposto che in condizioni di gara aveva oltre un secondo e mezzo di velocità in più al giro rispetto a quella che veniva superata. Figuriamoci la differenza di downforce, roba da capottarsi dalle risate. Do molto più credito a Mika per il noto sorpasso a Spa nel 2000 nonostante, per scelte differenti di assetto, passò poco prima alla speed trap in cima all’Eau Rouge a 34kmh in più del Kaiser. Il diplomatico ha sentenziato (LOL)

THE 1996 JAPANESE GRAND PRIX: SUZUKA, OCTOBER THE 13TH

Suzuka, Japan. 11th – 13th October 1996.
Damon Hill (Williams FW18 Renault) sprays the champagne on the podium.
Photo: LAT Photographic/Williams F1
ref: 35mm Transparency 1996Williams20

E bravo Damon! Ad onor del vero hai vinto un Mondiale all’ultima gara guidando un’Astronave giocandotela contro un Rookie come compagno di squadra ma tant’è, hai dato tutto al Team di Grove negli ultimi 4 anni e finalmente raccogli quanto meriti. Peraltro il Team ha già deciso di rottamarti a fine anno e sei pure senza una guida decente per il 1996. Briatore le proverà tutte per mandare a casa Alesi e metterti al suo posto ma tant’è, non ci riuscirà e ti toccherà accasarti in Arrows subendo il più tremendo downgrade di vettura mai toccato ad un WDC in carica se si esclude JS nel 1980 che però era rimasto dove vinse il Mondiale. Ferrari chiude il 1996 col terzo secondo posto del Kaiser al quale si sommano le tre vittorie già descritte e due terzi posti. Ci avessero detto che un anno dopo al momento della verità a mancare sarebbe stato il Pilota e non la macchina nessuno di noi ci avrebbe creduto. Ma questa è un’altra storia

(IMMAGINE IN EVIDENZA DA RACEFANS.NET)

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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1994

“A volte nella vita non ottenere quello che si desidera è uno straordinario colpo di fortuna” – Anonimo

Ayrton Senna voleva salire sulla Williams Renault dal momento in cui, dopo pochissime gare del Mondiale 1992, aveva capito che la Scuderia di Sir Frank e Patrick Head (ma anche e soprattutto Adrian Newey) aveva messo in pista una Mp4/4 ed avrebbe fatto lo stesso negli anni successivi. Come scritto nella review del 1992 Prost fu più lesto mettendo le mani su un sedile Williams per il 1993 ed assicurandosi di non avere il Paulista dall’altro lato del box. Quando però fu chiaro che, col Mondiale vinto passeggiando, Prost si sarebbe ritirato l’accordo tra il Paulista e la Williams fu siglato al volo per il 1994. Tutto bene quindi? Nemmeno per idea: la rivoluzione tecnica di fine 1993 col ban di tutti i driving aids elettronici (quindi parliamo delle sospensioni attive come del traction control e di molto altro) non solo rese imprevedibili e pericolose tutte le monoposto ma spezzò nettamente l’egemonia tecnica Williams che arrivava da un dominio assoluto nel Piloti come nel Costruttori sia nel 1992 che nel 1993. Fu palese fin da subito che Senna sulla nuova Williams FW16 non si trovava affatto a suo agio. Ma proprio per niente: scarso feeling di guida e pessimo comfort nell’abitacolo. Praticamente dai primissimi test ad Estoril comincia un certosino lavoro di “taglia e cuci” dettato dal Paulista a Newey concernente per l’appunto sia il feeling di guida che il comfort durante la stessa. Di fatto sarà tutto inutile, la FW16 resta una bestia imbizzarrita che Senna metterà comunque in pole nelle prime tre gare stagionali disputate attingendo a piene mani dalle sue riserve extra di talento rispetto alla concorrenza. L’incidente fatale al Tamburello del primo maggio verrà provocato dal cedimento del piantone dello sterzo in seguito all’ennesima modifica richiesta dal Paulista nel weekend di gara ed effettuata con colpevole dabbenaggine dal box Williams. Il processo che seguì la scomparsa di Senna vide come da copione un solo Uomo deporre come Cristo comanda ossia Michele Alboreto. Il quale non ebbe problema alcuno a dichiarare che l’escursione del volante della FW16 di Senna che si vedeva dal cameracar non poteva assolutamente esser definita “normale” ma che anzi dimostrava appieno l’anomalia di funzionamento che portò alla tragedia. Il 1994 con anche la scomparsa di Roland Ratzenberger durante il funesto weekend di Imola assieme a svariati altri  incidenti di varia gravità (Alesi al Mugello durante test privati, Barrichello sempre ad Imola, Wendlinger a Monaco, Montermini al Montmelò, Berger a Monza) e la patetica chiusura del recinto a buoi scappati col raffazzonamento alla bene e meglio dei circuiti del Mondiale (Barcellona, Montreal, Hockenheim, Spa, Monza) segnò di fatto la fine della F1 degli Eroi per gettare le basi di quella dell’Audience portato all’estremo, degli Sponsors, delle Hospitalities, delle gare corse in mezzo al nulla in Stati col PIL in crescita fissa a doppia cifra grazie al fatto che l’1% della popolazione detiene il 99% della ricchezza. E, per finire, dei Socials. Una nuova F1 che, semplicemente, non poteva permettersi il lusso della Morte in mondovisione ma che, quando 20 anni dopo si ritroverà a fare i conti con l’evitabilissima tragedia del compianto Jules Bianchi a Suzuka, reagirà nello stesso modo ipocrita col quale reagì il 2 maggio 1994

THE 1994 BRAZILIAN GRAND PRIX: INTERLAGOS, MARCH THE 27TH

(FOTO DA TWITTER)

Pole di Senna, vittoria del Kaiser. In mezzo un sorpasso a cavallo dei reintrodotti rifornimenti in corsa ed il Paulista che si gira alla Juncao mentre prova a rimontare. Alesi chiude terzo su una Ferrari dal nome altisonante, 412T, che richiama i fasti di 20 anni prima ma che è un ferro da stiro capace di andar forte solo sul dritto. Chiuderà doppiato preceduto da un ottimo Hill

THE 1994 PACIFIC GRAND PRIX: AIDA, APRIL THE 17TH

(FOTO DA FORMULAPASSION)

Altra pole d’ordinanza di Senna, altro ritiro. Stavolta addirittura alla prima curva complice un contatto con Hakkinen prima e Larini, che correrà qui e ad Imola in sostituzione di Alesi (infortunatosi con la 412T al Mugello durante dei test privati), sopraggiunto a frittata già fatta. Sul pessimo tracciato nipponico si impone nuovamente il Kaiser che vola già via nel Mondiale Piloti

THE 1994 SAN MARINO GRAND PRIX: IMOLA, MAY THE 1ST 

(FOTO DA PINTEREST E DA MOTORSPORT IMAGES)

THE 1994 MONACO GRAND PRIX: MONTECARLO, MAY THE 15TH

(FOTO DA YOUTUBE)

La F1 arriva a Monaco portandosi appresso un clima surreale. Il Re non c’è più, il nuovo Re sta vincendo in carrozza il Mondiale e la FIA non sa che pesci pigliare dopo il palese fallimento del cambio regolamentare ormai sotto agli occhi di tutti. Non si fa nemmeno in tempo a scendere in pista che Karl Wendlinger sbatte violentemente alla chicane dopo il Tunnel e finisce in coma. Se la caverà ma è un altro choc ad un mondo già scosso. Pole e vittoria vanno al Kaiser che fa così 4 su 4

THE 1994 SPANISH GRAND PRIX: BARCELONA, MAY THE 29TH

Andrea Montermini (ITA) Simtek S941 was injured during free practice and could not take part in the race.
Spanish GP, Barcelona, 29 May 1994

Il carrozzone “regala” un altro incidente serio anche al Montmelò ove Montermini sbatte violentemente uscendo dall’ultima curva ed è costretto a dare forfait per il resto del weekend di gara. Compare così una chicane  posticcia fatta con dei pneumatici in mezzo al T3 per evitare volutamente di prendere a velocità troppo elevata la curva dell’incidente in questione ma anzi farla affrontare in accelerazione (che poi sarà il principio ispiratore della modifica alla seconda di Lesmo). La gara segna il primo successo dell’anno di Hill che precede il Kaiser il quale corre più di mezza gara col cambio bloccato in quinta. Debutta sulla seconda FW16 David Coulthard dopo che Sir Frank prova a convincere Patrese senza riuscirci

THE 1994 CANADIAN GRAND PRIX: MONTREAL, JUNE THE 12TH

(FOTO DA YOUTUBE)

Il Kaiser torna al successo sul Gilles Villeneuve di Montreal che, come il Montmelò, presenta una chicane extra posticcia nel T3. Le due Ferrari chiudono terza e quarta

THE 1994 FRENCH GRAND PRIX: MAGNY COURS, JULY THE 3RD

Magny-Cours, France, 30th June – 2nd July 1994, RD7.
Nigel Mansell returned to Williams for the French Grand Prix but retired on lap 45 with gearbox issues. Action.
Photo: LAT Photographic/Williams F1. Ref: 1994williams10

La notizia del weekend è il ritorno del Mansueto sulla Williams al posto di DC. Ad onor del vero Hill gli starà davanti per tutto il weekend ma non basterà per evitare la sesta vittoria del Kaiser in sette gare. Altro podio per la Ferrari con Berger stavolta

THE 1994 BRITISH GRAND PRIX: SILVERSTONE, JULY THE 10TH

(FOTO DA PINTEREST)

Un Team che corre irregolarmente col traction control, bandito dalla Federazione alla fine dell’anno prima, e che la gara dopo rischierà di bruciar vivo pilota e meccanici al pit avendo eliminato un filtro dal bocchettone di rifornimento (al fine di risparmiare due o tre centesimi a rifornimento) dice al proprio Pilota di ignorare la bandiera nera espostagli per oltre 10 giri di fila (ad onor del vero in ossequio ad una regola particolarmente stupida ossia aver sopravanzato di poco il poleman al via del giro di formazione). Il Pilota chiude al secondo posto, che non solo perderà per squalifica ma che gli costerà pure due gare di stop come penalità. Hill, vincendo qui come nelle due gare di stop ed anche nell’altra in cui il Kaiser verrà squalificato (Spa), tornerà prepotentemente in corsa per il Mondiale Piloti. Secondo podio dell’anno per Mika Hakkinen su Mclaren Peugeot

THE 1994 GERMAN GRAND PRIX: HOCKENHEIM, JULY T HE 31ST

1994 German Grand Prix.
Hockenheim, Germany.
29-31 July 1994.
Gerhard Berger (Ferrari) 1st position, Olivier Panis (Ligier Renault) 2nd position and Eric Bernard (Ligier Renault) 3rd position behind on the podium.
Ref-94 GER 17.
World Copyright – LAT Photographic

E fu così che Ferrari tornò alla vittoria dopo quasi 4 anni dal successo di Jerez nel Settembre del 1990. Questa vittoria rappresenterà a tutti gli effetti la fine del periodo più nero della Storia Rossa recente anche se la strada per l’iride sarà ancora lunga. Berger vince con merito grazie anche a circostanze particolarmente favorevoli tra le quali un maxi-incidente al via che leva di mezzo parecchi rivali pericolosi ed il V8 Ford del Kaiser che va arrosto mentre lo insegue attaccato ai suoi scarichi. Sorrisi amari per Alesi durante i festeggiamenti al box Ferrari per il suo V12 saltato per aria una curva dopo il via (sic). Come anticipato nel report della gara precedente la Benetton si produce nel tremendo spettacolo qua sotto ai box. Nota ilare: primo GP di Fiorio come TP Ligier e doppio podio per la scuderia francese. Prost, al lavoro come commentatore della TV transalpina, credendosi fuorionda si produce in un:”ma che razza di culo quello là ad andare a podio con due Piloti su quel cesso di macchina che si ritrovano”. L’ammmmore

(FOTO DA LAT IMAGES)

THE 1994 HUNGARIAN GRAND PRIX: BUDAPEST, AUGUST THE 14TH

(FOTO DA SUTTON IMAGES)

Quando il Kaiser, dopo la delusione di Hockenheim, commentando il doppiaggio della Ferrari a Budapest disse “la Ferrari è tornata al posto che le compete” pensai “bello stronzo”. In realtà era solo pragmatismo tedesco, la 412T B o non B non curva comunque quindi a Budapest non ha speranze. Contrariamente a lui che mette invece a segno un’altra vittoria davanti ad Hill ed al compagno di squadra Jos the Boss Verstappen al primo dei due suoi podi stagionali

THE 1994 BELGIAN GRAND PRIX: SPA, AUGUST THE 30TH 

(FOTO DA TWITTER)

Come noto a Spa si corse con l’oscena chicane alla salita verso il Radillon. Fortunatamente scomparve già l’anno dopo in favore di vie di fuga infinite su tutto il tratto in questione. Pole (la prima in carriera) di Barrichello in condizioni variabili, vittoria del Kaiser che però verrà squalificato per consumo eccessivo del pattino in legno sul fondo dell’auto probabilmente dovuto ad una violenta scordolata durante un traversone in gara sull’umido. Hill non solo eredita la vittoria ma approccia i due weekend di gara successivi sapendo che il Kaiser non sarà in pista per scontare la squalifica dovuta ai famigerati fatti di Silverstone

THE 1994 ITALIAN GRAND PRIX: MONZA, SEPTEMBER THE 11TH

1994 Italian Grand Prix.
Monza, Italy.
9-11 September 1994.
Jean Alesi leads teammate Gerhard Berger (both Ferrari 412T1B’s) with Johnny Herbert (Lotus 109 Mugen-Honda) behind at the start.
Ref-94 ITA 04.
World Copyright – LAT Photographic

Leviamo dal tavolo i malintesi: questa gara Alesi non la vinceva nemmeno se evitava di distruggere il cambio sfrizionando compulsivamente a 20.000 giri in folle durante il suo primo pit coi noti risultati quando innestò la prima (sic). Il motivo è estremamente semplice: avrebbe fatto un pit in più rispetto ad Hill il quale lo stava seguendo come un’ombra quando si fermò per non ripartire più. Damon vince in solitudine mentre Coulthard rompe il motore alla Parabolica col traguardo in vista venendo comunque classificato sesto. Il suo secondo posto l’eredita l’acciaccato Berger fresco reduce da uno schianto pauroso alla Roggia durante le prove

THE 1994 PORTUGUESE GRAND PRIX: ESTORIL, SEP. THE 25TH

1994 Portuguese Grand Prix.
Estoril, Portugal.
23-25 September 1994.
Gerhard Berger (Ferrari 412T1B) leads David Coulthard, Damon Hill (both Williams FW16B Renault’s), Jean Alesi (Ferrari 412T1B), and Mika Hakkinen (McLaren MP4/9 Peugeot) at the start.
Ref-94 POR 03.
World Copyright – LAT Photographic

Il fuoco di paglia iniziale di Berger illude ma non dura, le Rosse si ritirano entrambe ed Hill vince davanti a Coulthard ed Hakkinen (al quinto podio stagionale, il terzo consecutivo). Damon ha fatto quel che doveva vincendo le due gare in cui il Kaiser sarebbe stato assente e nelle quali la Benetton segna 2 soli punti (!!!)

THE 1994 EUROPEAN GRAND PRIX: JEREZ, OCTOBER  THE 16TH

1994 European Grand Prix.
Jerez, Spain.
14-16 October 1994.
Damon Hill (Williams FW16B Renault) leads Michael Schumacher (Benetton B194 Ford), Heinz-Harald Frentzen (Sauber C13 Mercedes), Gerhard Berger (Ferrari 412T1B) and Rubens Barrichello (Jordan 194 Hart) at the start.
Ref-94 EUR 10.
World Copyright – LAT Photographic

Il Kaiser torna in pista ed ovviamente vince, davanti al solito Hill ed Hakkinen.  Ferrari quinta e decima in crisi come sempre sui tracciati misti in barba alla “B” messa dopo la sigla 412T

THE 1994 JAPANESE GRAND PRIX: SUZUKA, NOVEMBER THE 6TH

(FOTO DA FORMULAPASSION)

Capolavoro assoluto di Hill che vince una gara bagnatissima disputata in due manches ed assegnata per somma dei tempi. Il Kaiser giunge secondo precedendo Alesi il quale vince uno spettacolarissimo duello con Mansell protrattosi per molti giri. Il Gran Premio d’Australia deciderà il Mondiale coi due contendenti divisi da un solo punto

THE 1994 AUSTRALIAN GRAND PRIX: ADELAIDE, NOV.  THE 13TH

Michael Schumacher (GER) Benetton B194 is catapulted into the air after colliding with Damon Hill (GBR) Williams FW16. As both drivers retired Schumacher was controversially crowned World Champion.
Australian Grand Prix, Adelaide, 14 November 1994.

Che il Kaiser fosse particolarmente nervoso lo si capì già il venerdì quando la sbranò contro il muro nello stesso punto in cui andrà poi solamente a “baciarlo” in gara. Che poi Hill fu così naive da provare a passarlo in un punto dove in tutte le edizioni precedenti si vide un solo sorpasso, Senna su Mansell nel 1986 al primo giro, ben sapendo che andava ad attaccare il Distinto Gentiluomo di Macao 1990 non ci piove

Col duo di testa fuori dai giochi ed il Mondiale assegnato al Kaiser Gerardo si inventa una delle sue celeberrime coglionate andando lungo alla curva “Hakkinen 1995” e regalando quella che poi sarà l’ultima vittoria in carriera al Mansueto. In Williams il dispiacere per Hill non dura nemmeno fino alla bandiera a scacchi già che han vinto a mani basse il WCC. Si chiude un anno terribile nato male col ban delle sospensioni attive, che portò in pista vetture pericolosissime, proseguito peggio con la storpiatura posticcia dei tracciati e conclusosi ignobilmente con la già citata manovra della quale sopra. In mezzo le tragedie di Ayrton e Roland, il grave incidente a Wendlinger e quello a Montermini, ma anche quelli Rossi con Alesi al Mugello e Berger a Monza. L’innocenza che la F1 pensava di aver riconquistato dopo otto anni senza vittime era persa definitivamente stavolta

 

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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1993

Il mio sparuto gruppo di estimatori nevrotici (vi amo, bastardi! (cit)) sa bene che non posso esser certo annoverato tra gli estimatori di ASdS, anzi. Nel senso: bisogna esser completamente cretini per negare che il Paulista fosse dotato di un talento semi-Divino ma, vuolsi per il fatto di non aver mai guidato per noi (e/o tutte le varie ed eventuali che ho sarcasticamente stigmatizzato nelle varie precedenti previews) Beco non ha mai fatto breccia nel mio cuore, anzi. Detto doverosamente questo per quel che mi riguarda il Mondiale 1993 è stato di gran lunga il migliore che abbia mai corso e, sempre rigorosamente IMHO, avrebbero dovuto assegnarglielo Honoris Causa. Testa d’Uovo aveva appena perso la fornitura Honda, ritiratasi come fornitore ufficiale, e dopo aver tastato il terreno a metà 1992 con la Ferrari per una fornitura clienti non se ne fece nulla. Alla fine la Mecca si accordò con la Cossie per la fornitura del loro V8 clienti (quello ufficiale era riservato alla Benetton che come da contratto correva con Ford dal 1987), cosa che fece infuriare ASdS il quale per tutta ripicca non firmò il contratto per la stagione 1993 ma corse a gettone accordandosi per un milione di dollari a gara con Testa d’Uovo. Il quale, come ammise candidamente a fine stagione, fino a quando giovedì sera ASdS non si palesava nel paddock non sapeva se avrebbe corso o meno nel weekend di gara in questione. Con Berger tornato in Ferrari la Mecca mise in macchina Michael “omo de panza omo de sostanza” Andretti tenendo Mika Hakkinen come riserva. E niente, fa già ridere così. Riderà meno Beco quando Mika debutterà ad Estoril, dopo che Testa d’Uovo (con un tempismo degno di chi parla di corda in casa dell’impiccato di fresco) avrà licenziato il Panzone dopo l’ottimo podio di Monza. Williams, come annunciato con largo anticipo a Settembre 1992, schiera Prost con contratto di prima guida affiancandogli il già collaudatore Damon Hill. Il blindatissimo Kaiser viene affiancato in Benetton dal nostro Riccardo cuor di Leopardo che, come dichiarerà nel corso della stagione, non solo capirà di non averne più per l’anno dopo ma anche di esser certo che il futuro del Motorsport è quel ragazzo dall’altra parte del suo box. Ferrari si produce in un’altra stagione mediocre nella quale mette a segno la miseria di 3 podi e, ovviamente, nessuna vittoria. Ottiene però due successi importanti a motori spenti: riesce ad indurre la Federazione al ban delle sospensioni attive, campo nel quale era tremendamente indietro rispetto alla concorrenza, in un do ut des a fronte di una limitazione dei test in pista (quisquilie rispetto al ban odierno ma tant’è). Ma soprattutto mette Jean Todt a capo della GES. Sarà la pietra angolare sulla quale verrà costruito il dominio all’inizio del decennio successivo

THE 1993 SOUTH AFRICAN GRAND PRIX: KYALAMI, 14/03

(IMMAGINE DA TWITTER)

Quando alla gara d’esordio del Mondiale la Ferrari si piazza sesta e la Minardi quarta sai già che sarà una grandissima annata (sic). Fortunatamente là davanti ASdS, il Nasone ed il Kaiser fanno del grandissimo cinema battendosi per la prima posizione. La spunta Il Nasone, al volante dell’Astrowilliams con la quale aveva messo a segno anche la pole

THE BRAZILIAN GRAND PRIX: INTERLAGOS, 28/03

(IMMAGINE DA PINTEREST)

E’ curioso come tutti si ricordano benissimo l’infrociata del Nasone sotto l’acqua ad Imola nel giro di ricognizione del GP 1991 mentre praticamente nessuno si ricorda quella sul rettilineo d’arrivo di Interlagos nell’edizione 1993. ASdS vince con grandissimo merito una gara corsa in condizioni proibitive. Berger si schianta con il Panzone al via, Alesi chiude gloriosamente ottavo (sic)

THE 1993 EUROPEAN GRAND PRIX: DONINGTON, 11/04

(IMMAGINE DA FORMULAPASSION)

Di questa gara si è scritto fino allo sfinimento. Quel che mi ricordo è che smisi di contare i pit del Nasone alla sesta volta che si infilava ai box già che ne aveva fatti più del triplo rispetto ad ASdS. Questo sarà a tutti gli effetti il momento più alto dell’annata del Paulista come guida e come leadership nel Mondiale

THE 1993 SAN MARINO GRAND PRIX: IMOLA 25/04

1993 San Marino Grand Prix.
Imola, Italy.
23-25 April 1993.
Alain Prost leads away with Damon Hill (both Williams FW15C Renault’s), Ayrton Senna (McLaren MP4/8 Ford), Michael Schumacher (Benetton B193B Ford) and Karl Wendlinger (Suber C12 Ilmor) at the start.
Ref-93 SM 06.
World Copyright – LAT Photographic

Vince il Nasone senza sudare mentre ASdS si ritira. Ferrari ritirate. Curiosità: sia il Panzone che ASdS perdono le loro Mecca in prova uscendo dalla variante bassa. Uno dei due si schianta contro il muretto, l’altro si ferma ad un millimetro dallo stesso. Indovinate chi è chi LOL

THE 1993 SPANISH GRAND PRIX: BARCELONA 09/05

(IMMAGINE DA YOUTUBE)

Secondo successo di fila del Nasone, sempre senza sudare. ASdS a questo giro limita i danni piazzandosi secondo. Gradino più basso del podio per il Kaiser al terzo podio in 5 gare. Alesi ritirato, Berger sesto. Fan due punti in 5 gare per la Scuderia. Ovvero un bottino ancora più misero delle prime 5 gare del Mondiale 1992. Olè

THE 1993 MONACO GRAND PRIX: MONTECARLO, 23/05

(IMMAGINE DA AYRTONSENNA.COM)

La gara la stava vincendo in carrozza il Kaiser senza l’ombra di un problema finchè il Cossie “ufficiale” non lo lascia a piedi. ASdS eredita così una vittoria che lo consacra come Re Assoluto del Principato fino ad oggi. Alesi mette il suo ferro da stiro rosso sul podio senza capir nemmeno lui come c’è riuscito

THE 1993 CANADIAN GRAND PRIX: MONTREAL, 13/06

Montreal, Canada, 11th – 13th June 1993, RD7.
Damon Hill and Alain Prost lead the field away on the opening lap. They would finish 3rd and 1st position, respectively. Action. Start.
Photo: LAT Photographic/Williams F1. Ref: 1993williams02

Di questa gara rammento l’arrabbiatura per come ASdS si bevette le Ferrari sui dritti di Montreal nelle fasi iniziali del GP in barba ai 4 cilindri in meno ed al Cossie non (ancora) ufficiale. Con De Adamich che provava ad arrampicarsi sugli specchi del “eh ma le Ferrari han dovuto imbarcare più benzina” manco stessero correndo con un’autocisterna a rimorchio (sic). Il Nasone torna alla vittoria davanti al Kaiser ed a Damon

THE 1993 FRENCH GRAND PRIX: MAGNY COURS, 04/07

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Quarto successo stagionale del Nasone che precede Damon ed il Kaiser. Il Mondiale è bello che finito. Debutto al muretto di Jean Todt al box Ferrari……..

THE 1993 BRITISH GRAND PRIX: SILVERSTONE, 11/07

Questa gara offre una riedizione del duello a tre di Kyalami. Più precisamente un  sostanzioso upgrade dello stesso: ASdS si produce in quella che probabilmente è la sua migliore difesa di sempre assieme a Monaco 1992 ma è costretto a capitolare. Vince nuovamente il Nasone davanti alle due Benetton

THE 1993 GERMAN GRAND PRIX: HOCKENHEIM, 25/07

(IMMAGINE DA TWITTER)

Settima ed ultima vittoria stagionale del Nasone, peraltro immeritata poichè ereditata grazie ad una sciagura meccanica nella quale incappa il povero Damon nel finale dopo aver dominato tutto il weekend. Epico sesto posto finale di Berger che impone così la dura legge del V12 Rosso sui lunghi rettilinei di Hockenheim (sic)

THE 1993 HUNGARIAN GRAND PRIX: BUDAPEST, 15/08

1993 Hungarian Grand Prix.
Hungaroring, Hungary.
13-15 August 1993.
Damon Hill (Williams FW15C Renault) leads Ayrton Senna (McLaren MP4/8 Ford), Gerhard Berger (Ferrari F93A), Riccardo Patrese, Michael Schumacher (both Benetton B193B Ford’s) and Jean Alesi (Ferrari F93A) at the start.
Ref-93 HUN 04.
World Copyright – LAT Photographic

E fu così che finalmente arrivò la prima meritatissima vittoria in F1 di Damon. Che al traguardo precede Patrese e Berger. Ritiro per ASdS, guai di varia natura per il Nasone che chiude ben fuori dai punti

THE 1993 BELGIAN GRAND PRIX: SPA, 29/08

Hill suona la seconda di fila chiudendo davanti al Kaiser ed a Prost. Solo quarto ASdS sulla “sua” pista, alla sesta gara di fila senza vittorie ma nemmeno demeriti. Non pervenute le Rosse

THE 1993 ITALIAN GRAND PRIX: MONZA, 12/09

(IMMAGINE DA FORMULAPASSION)

“E pensare che se lo prendeva più forte Alesi vinceva la gara….” è questo il sentimento comune dei Rossi a fine GP con Hill che vince la terza gara di fila sopravvivendo ad un violento tamponamento da parte di ASdS alla prima chicane dopo il via. Jean mette la Rosso 27 sul secondo gradino del podio davanti al Panzone che verrà licenziato subito dopo la gara da Testa d’Uovo

THE 1993 PORTUGUESE GRAND PRIX: ESTORIL, 26/09

1993 Portuguese Grand Prix.
Estoril, Portugal.
24-26 September 1993.
Mika Hakkinen (McLaren MP4/8 Ford) heads Jean Alesi (Ferrari F93A), Ayrton Senna (McLaren MP4/8 Ford), Alain Prost (Williams FW15C Renault), Michael Schumacher (Benetton B193B Ford) and Gerhard Berger (Ferrari F93A) into turn 1 at the start.
Ref-93 POR 05.
World Copyright – LAT Photographic

Nel weekend in cui Prost si laurea WDC ed annuncia il ritiro in mezzo ad una surreale indifferenza generale il sale viene da tre cose: lo “scuorno” di Mika ad ASdS col Finlandese che batte il Paulista alla prima qualifica come compagni di squadra, il primo stint di gara di Alesi che si issa in testa al via e vi resta fino al balletto dei pit, il secondo successo in carriera del Kaiser (frutto anche e soprattutto di una strategia perfetta del suo box). Berger si gioca un jolly importante almeno quanto quello di Imola 1989, vedasi sotto

THE 1993 JAPANESE GRAND PRIX: SUZUKA, 24/10

(IMMAGINE DA FORMULAPASSION)

“Se sei così veloce perchè son riuscito a sdoppiarmi?” è l’irriverente commento del novellino Irvine ad ASdS che nel dopogara si precipita nel suo box dopo aver vinto il GP a chiedergli lumi sulla sua condotta di gara. Il Nasone chiude secondo con Mika che centra il suo primo podio della carriera

THE 1993 AUSTRALIAN GRAND PRIX: ADELAIDE, 07/11

(IMMAGINE DA AYRTONSENNA.COM)

Si chiude un’era: il Nasone si ritira, ASdS lascia la Mecca e, ma questo purtroppo lo sapremo solo 6 mesi dopo, vince il suo ultimo GP in F1. Damon chiude terzo con le due Ferrari a punti in modo mediocre. La stagione nella quale il Paulista guida meglio si chiude con uno strano senso di inquietudine. “Vieni con me a pescare, Ayrton” – Syd Watkins, 30/04/1994 Imola

TO BE CONTINUED

 

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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1992

Che dovesse arrivare era chiaro ma in fondo in fondo un pò ci speravo nel non doverne parlare. Ed invece eccoci qua a riesumare gli epici ricordi di un Mondiale, quello 1992, che andò a rinverdire i fasti di un altro Mondiale caro a tutti noi Rossi, ossia quello del 1980. Tecnicamente è molto difficile scegliere quale dei due fu peggio: nel 1992 arrivarono due podi grazie alla fame di Alesi mentre nel 1980 nemmeno quelli. Ma il caos più totale, tecnico e manageriale, nel quale si trovava la Scuderia nel 1992 (oltre all’ovvia mancanza del Vecchio) forse fa di questa stagione un’annata addirittura peggiore del tremendo 1980 dove, tra la presenza di Gilles ed il turbo Ferrari ormai all’orizzonte, c’era comunque un senso nel sacrificare la stagione in corso a favore di quella successiva. Cosa che non avvenne affatto nel 1992: Migeot mise in pista un vettura che tagliò nettamente i ponti con quelle che la precedettero puntando all-in su una (sulla carta) avveniristica soluzione ossia il doppio fondo che (sempre sulla carta) avrebbe dovuto garantire livelli notevoli di downforce (peraltro apparentemente confermati dai test in galleria del vento) che invece non si videro mai in pista. Di fatto fu la prima, clamorosa, mancanza di correlazione dei dati tra GDV e Pista tristemente diventata nota a tutti negli anni più recenti. In estrema sintesi la vettura anzichè generare una mostruosa downforce di fatto generava solo un mostruoso drag che, pertanto, accoppiò l’inefficienza in rettilineo all’instabilità in curva. Non fu un caso che la F92-A mostrò qualche sparuto sprazzo di competitività solo sul bagnato ovvero nelle condizioni in cui tutti cercano un carico estremo, il podio miracoloso di Barcellona ad opera di Alesi arrivò infatti a seguito di una gara bagnata dallo start alla fine. In sostituzione di Prost, il quale si prese un anno sabbatico mentre pianificava la zampata finale per il 1993, arrivò il povero Ivan Capelli ovvero la persona sbagliata nel posto sbagliato. Venne licenziato a due gare dalla fine del Mondiale dopo aver passato buona parte dello stesso a provare a convincere i giornalisti che la telemetria mostrava che lui ed Alesi avevano velocità di percorrenza di curva praticamente identiche salvo poi avere Jean sempre davanti alle speed traps sul dritto, mah. Di sicuro, ma per i motivi dei quali sopra non è certo una sorpresa, il buon Capelli non ci si è mai trovato con la F92-A al volante della quale si produsse in un paio di incidenti di gara imbarazzanti, uno a Monaco e l’altro a Montreal. Per quanto riguarda le note liete di quell’anno il Leone finalmente coronò il suo sogno iridato scappatogli di mano sia nel 1986 che nel 1987. Al volante della FW14B, la prima Astrowilliams del decennio (e la prima a sospensioni attive), il Mansueto vinse 9 gare, fece tre secondi posti e si ritirò nei rimanenti 4 Gran Premi. Riccardo cuor di Leopardo giunse secondo nel Mondiale correndo di fatto una stagione ben più opaca del suo 1991 e battendo sul filo di lana il giovanissimo M.Schumacher per soli tre punti. Costui mise a segno la sua prima vittoria in F1 a Spa ad un anno esatto dal suo esordio in Jordan sulla stessa pista, ma soprattutto mostrò una velocità ed una consistenza tali da garantirgli lo Status di “the next Big thing” nel Paddock. Cosa che ci porta, inevitabilmente, a parlare di quello che parlava con Dio. Il quale passò metà stagione a beccarsi con Schumacher (la vana speranza dell’Alfa maturo di far piegare il capo all’Alfa giovane) e l’altra metà a piangere perchè Prost s’era preso la Williams per il 1993 ed aveva fatto mettere nero su bianco a contratto che non lo avrebbe avuto tra i coglioni. Ad occhio e croce il Canarino Brasiliano aveva la memoria corta visto il tiro mancino fatto a Prost ed alla Ferrari a metà 1990 quando, come descritto due reviews orsono, chiamò Fiorio per firmare una lettera di intenti per il 1991  con valore legale nullo ma sufficiente a distruggere l’ambiente in Ferrari mentre il Nasone si stava giocando il Mondiale. What goes around comes around as usual. Passiamo ora al resoconto delle eccitantissime gare dell’annata in oggetto (sic)

THE 1992 S.AFRICAN GRAND PRIX: KYALAMI, MARCH THE 1ST

(FOTO DA LAT IMAGES)

La F1 torna a Kyalami dopo 7 anni di assenza su un tracciato che, proprio come avverrà con Buenos Aires 3 anni dopo, nulla ha da spartire con quello meraviglioso sul quale si correva prima che fu cassato a favore di qualcosa di così insipido da rendere difficile anche solo commentarlo. Doppietta annunciata delle due Williams con ASdS terzo e mai in corsa nemmeno per il secondo posto anzi insidiato a lungo dal Kaiser per il quarto. Ferrari ritirate

THE 1992 MEXICAN GRAND PRIX: MEXICO CITY, MARCH THE 22ND

(FOTO DA MOTORSPORT IMAGES)

Si torna per l’ultima volta sullo storico tracciato di Mexico City per assistere ad una kermesse che vede un’altra doppietta Williams, ovviamente nello stesso ordine del GP inaugurale della stagione, mentre ASdS si ritira ed il Kaiser agguanta il primo podio di quella che sarà una carriera da record. Altro doppio ritiro per le Rosse, le quali proprio come nel 1980 non solo van pianissimo ma si rompono pure. Olè

THE 1992 BRAZILIAN GRAND PRIX: INTERLAGOS, APRIL THE 5TH

La cosa più esilarante di questo GP è stato veder Mansell stamparsi in prova mentre provava a  superare ASdS senza che, ovviamente, vi fosse necessità alcuna di ingarellarsi in quel modo. La gara segna la terza doppietta di fila delle due FW14-B cosa che, con ASdS nuovamente ritirato, significa un vantaggio di 26 punti del Mansueto sul Paulista dopo 3 gare. Terzo giunge nuovamente il Kaiser mentre le Ferrari arrivano finalmente in fondo ed a punti, sia pure stradoppiate

THE 1992 SPANISH GRAND PRIX: BARCELONA, MAY THE 3RD 

(FOTO DA FORMULAPASSION)

In gara diluvia ed Alesi la mette miracolosamente sul podio. Vince di nuovo Mansell davanti al consistentissimo MSC, ASdS finisce nuovamente fuori dai punti piombando a 36 punti di distacco da Mansell. Di fatto il Mondiale è già bello che finito eh

THE 1992 SAN MARINO GRAND PRIX: IMOLA, MAY THE 17TH

(FOTO DA PINTEREST)

Si va sul Santerno per assistere ad un’altra doppietta delle FW14-B, sempre nello stesso ordine delle precedenti. ASdS si piazza terzo, finora ha racimolato due terzi posti in cinque gare per un totale di 8 punti contro i 50 di Mansell. Ferrari ritirate in casa

THE 1992 MONACO GRAND PRIX: MONTECARLO, MAY THE 31ST

(FOTO DA AYRTONSENNA.COM)

Il Leone è costretto ad un pit extra rispetto a quanto preventivato, rimonta fin sotto gli scarichi di ASdS il quale però non ha la propensione alla dormita di Raikkonen al Mirabeau con Ricciardo nel 2015 (anzi) quindi non solo se lo tiene dietro fino al traguardo ma segna pure la sua prima vittoria stagionale. Ivan Capelli (vedasi immagine in evidenza) riesce a parcheggiare la sua F92-A in cima ad un guard-rail alla Rascasse. “Forse lavora in circo Togno” (cit Abatantuono)

THE 1992 CANADIAN GRAND PRIX: MONTREAL, JUNE THE 14TH

(FOTO DA YOUTUBE)

Al netto (si fa per dire) di un’altra epica tuonata a muro dell’Ivano nazionale la gara è eufemisticamente atipica. Il trio dei soliti noti si ritira in massa, cosa che apre la via a Berger verso la sua prima vittoria stagionale e ad Alesi per il suo secondo ed ultimo podio dell’anno. Secondo il sempre ottimo Kaiser

THE 1992 FRENCH GRAND PRIX: MAGNY COURS, JULY THE 5TH

Spettacolare: prima si assicura di essere a favore di telecamera, poi fa finta di non voler telecamere a filmare il tutto. Al netto delle sue qualità di guide semidivine quello che parlava con Dio era un cabarettista nato eh

THE 1992 BRITISH GRAND PRIX: SILVERSTONE, JULY THE 12TH

(FOTO DA TWITTER)

La cosa più bella di questo GP è la festosissima track invasion finale col Mansueto accompagnato giustamente in trionfo ai box nel giro di rientro da due ali di folla festanti. E’ il suo settimo successo in nove gare, con Patrese nuovamente secondo ed ASdS ritirato. Ormai per il WDC si attende solo l’ufficialità della matematica

THE 1992 GERMAN GRAND PRIX: HOCKENHEIM, JULY THE 26TH

(FOTO DA PINTEREST)

Il Leone suona l’ottava chiudendo davanti ad ASdS ed al Kaiser. I quali nelle prove libere sulla stessa pista, antecedenti la settimana del GP, si erano prodotti in questo gustosissimo siparietto:

In estrema sintesi il Paulista, in preda a lancinanti dolori di mestruo per un Mondiale andato a puttane alla svelta ed un futuro più immediato che non  faceva presagire niente di meglio, millantava di pericolosi cambi di traiettoria del Kaiser mentre lo seguiva in pista. Detto da uno che ha passato buona parte della sua carriera a tornare in pista a fine qualifiche con gomme distrutte per provare a rovinare il flying lap di chi poteva soffiargli la pole la cosa si commenta da sola

THE 1992 HUNGARIAN GRAND PRIX: BUDAPEST, AUGUST THE 16TH

(FOTO DA FORMULAPASSION)

E finalmente avvenne il tanto agognato giorno della consacrazione iridata del Leone! Un Pilota che a fine carriera si ritroverà con una trentina di GP vinti e praticamente altrettanti persi per cause meccaniche quando era in testa ad una gara. Veloce, diretto, incapace di macchinazioni, un vero racer di razza. Non a caso l’ultimo Pilota personalmente scelto da Enzo Ferrari il quale purtroppo non fece in tempo a vederlo vincere all’esordio sulla sua Rossa. Noi che ti abbiamo amato, caro Nigel, serbiamo caro nel cuore il ricordo di Budapest 1992. Lunga vita al RE!!!!

THE 1992 BELGIAN GRAND PRIX: SPA, AUGUST THE 30TH

(FOTO DA CIRCUS F1)

In tutta sincerità penso che la caratteristica più straordinaria di Beco fossero le sue mervigliose contraddizioni. L’uomo capace di una bassezza infima come lo start di Suzuka 1990 due anni dopo salta fuori dalla sua Mecca per soccorrere un pilota rimasto vittima di un grave incidente. Il tutto parcheggiando la sua monoposto a bordo pista mentre le altre F1 gli sfrecciano accanto durante la sua corsa verso Erik Comas. La gara della domenica, corsa in condizioni miste asciutto-bagnato-pista che va via via asciugandosi, segna il primo successo in carriera del Kaiser. L’arrivo della pioggia rende la competizione molto divertente, con Alesi che si issa nelle primissime posizioni salvo poi essere speronato un pò alla cazzo dal Mansueto alla Source in un goffo tentativo di attacco in staccata. Quello della foto sopra invece prova a fare quello che al Kaiser riuscirà 3 anni dopo, ossia rompere il culo a tutti sul bagnato con gomme da asciutto, ma piscia clamorosamente fuori dal vaso sbagliando strategia e chiudendo solo quinto. Il mago della pioggia era tutt’altro esente dalle cappelle eh

THE 1992 ITALIAN GRAND PRIX: MONZA, SEPTEMBER THE 13TH

(FOTO DA AYRTONSENNA.COM)

ASdS mette a segno il suo terzo ed ultimo successo stagionale, vincendo davanti all’eccellente Brundle che mette a segno il terzo dei suoi cinque podi quell’anno chiudendo davanti al Kaiser. A conti fatti (ed il Kaiser lo dirà più volte in futuro) Martin sarà il compagno di squadra più scomodo di MSC. Il quale ad onor del vero provò a portarselo dietro in Ferrari per il 1996 senza però riuscirci. Doppio ritiro d’ordinanza in casa per le Rosse proprio come ad Imola. Evvai

THE 1992 PORTUGUESE GRAND PRIX: ESTORIL, SEPT. THE 27TH

1992 Portuguese Grand Prix.
Estoril, Portugal.
25-27 September 1992.
Riccardo Patrese leads teammate Nigel Mansell (both Williams FW14B Renault’s), Gerhard Berger, Ayrton Senna (both McLaren MP4/7A Honda’s), Mika Hakkinen (Lotus 107 Ford), Martin Brundle (Benetton B192 Ford), Michele Alboreto (Footwork FA13 Mugen-honda), Jean Alesi (Ferrari F92AT) and Johnny Herbert (Lotus 107 Ford) at the start.
Ref-92 POR 02.
World Copyright – LAT Photographic

Spettacolare. Specie detto da chi fece licenziare De Angelis in Lotus per avere accanto a se Johnny Dumfries. Dovrebbe essere sul vocabolario alla voce “non aver vergogna”. Nona ed ultima vittoria stagionale del Leone mentre Berger prova ad ammazzare Patrese

THE 1992 JAPANESE GRAND PRIX: SUZUKA, OCTOBER THE 25TH

(FOTO DA LAT IMAGES)

Finalmente Riccardo cuor di Leopardo la mette sul gradino più alto del podio. Annata curiosa la sua: chiuderà secondo nel WDC mettendo a segno il suo miglior risultato di sempre in carriera ma disputando a tutti gli effetti una stagione ben più opaca del 1991. La Ferrari licenzia Capelli e fa correre Larini su una F92-A laboratorio dotata di sospensioni attive in ottica 1993

THE 1992 AUSTRALIAN GRAND PRIX: ADELAIDE, NOV.  THE 8TH

(FOTO DA PINTEREST)

Ed il bello è che s’è pure incazzato quando Sir Jackie gli ha fatto una domanda che si basava semplicemente su una statistica, ossia qualcosa di non opinabile. Meraviglioso. Semplicemente meraviglioso. Gara a Berger, di rientro a Maranello per il 1993. Sul podio ci vanno il Kaiser, ottimo terzo nel WDC alla prima stagione completa in F1, ed il coriaceo Brundle. Sipario

(IMMAGINE IN EVIDENZA DA TWITTER)

 

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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1991

Amici del Blog del Ring ma soprattutto amiche del Blog del Ring (semi-cit) eccoci giunti alla narrazione dell’epica stagione 1991. Che, com’è noto, per noi Rossi fu esaltante quanto l’uscir con una bella figa che te la fa annusare tutta la sera (1990) salvo poi non volerti mai più vedere nemmeno in fotografia dal giorno dopo (1991). La stagione in oggetto di fatto ci regalò uno dei tanti misteri della fede (tecnica) che nel corso della Storia hanno azzoppato le speranze di noi Ferraristi, ovvero come fosse stato possibile che l’imposizione del (ri)posizionamento di tutta la benzina alle spalle del pilota, assieme a dimensioni poco ridotte delle ali anteriore e posteriore, abbia potuto trasformare un capolavoro assoluto come la 641 (che di fatto aveva il suo punto di forza nella sua competitività assoluta su ogni tipo di pista) in un trionfo di mediocrità come la 642 prima e la 643 poi. Specie alla luce del fatto che i nemici storici della Mecca rimasero al top col loro consueto affinamento della vettura dell’anno precedente, peraltro alle prese con la sostituzione del V10 in favore del V12. Discorso diverso per la Williams che, come noto, liberò Alesi per il 1991 (povero Jean, rinunciare ad una vettura da Mondiale nei migliori anni della sua carriera per viversi il “medioevo” della Storia della Ferrari) chiedendo ed ottenendo in cambio una 641. Curiosamente ai nastri di partenza del 1991 la Williams non si presentò con un affinamento di quel ferro da stiro col quale corse il Mondiale 1990 ma con una magnifica vettura che, sorpresona, vantava l’utilizzo di un cambio semiautomatico-sequenziale elettroattuato di concezione identica a quello presente sulla 641 avuta in pegno per il noto baratto del quale sopra. Ad occhio e croce a Maranello qualche scimmia della task force di menti elette che partorì la F1-86 era ancora in giro eh (sic). Il Mansueto rinuncia al ritiro in cambio di un contratto da prima guida in Williams, il nostro Stefano Modena si accasa in Tyrrell-Mugen Honda (col V10 dell’anno prima) sostituendo Alesi. La Storia dimostrerà che saranno due tra i maggiori talenti visti in giro in questa decade a realizzare il minimo dal proprio potenziale. Ma bando alle ciance che si inizia!

THE 1991 AMERICAN GRAND PRIX: PHOENIX, MARCH THE 10TH

E pensare che da questo GP tornammo a casa con un risultato migliore rispetto al 1990. Certo, era dura far peggio di un doppio ritiro ma il secondo posto di Prost dietro al consueto ASdS volendo poteva far presagire ad un altro testa a testa tra i due pure per quest’anno. Quanto ci sbagliavamo. Al terzo posto chiude l’ormai ringalluzzitissimo (dalla cura Briatore che lo pagava solo a punti NDR) Piquet. Le Williams fanno intravedere sprazzi di competitività ma pagano dazio per la scarsa affidabilità

(FOTO DA AYRTONSENNA.COM)

THE 1991 BRAZILIAN GRAND PRIX: INTERLAGOS, MARCH THE 24TH

Non essendo mai stato un tifoso di ASdS (nonostante ne abbia sempre riconosciuto le semidivine qualità di Pilota) quando penso a questo GP non vengo sopraffatto dalle emozioni per il suo urlo dopo la bandiera a scacchi dopo un’infinità di giri percorsi col cambio bloccato in quinta e la pioggia che si faceva vedere ad intermittenza. Penso piuttosto a questo GP come al sia pure prematuro epitaffio sulle speranze mondiali della 642. Una vettura che divora le gomme ad Interlagos il Mondiale può giusto vederlo col telescopio, ed infatti andò proprio così. Era proprio destino fosse la volta buona di Beco in casa, Mansell resta vittima del nuovo cambio semiautomatico della sua velocissima Williams e Patrese non ne ha abbastanza per completare la rimonta al suo posto. Ma il prossimo ce lo giochiamo in casa allora sì che….(sic)

(FOTO DA CIRCUS F1)

THE 1991 SAN MARINO GRAND PRIX: IMOLA, APRIL THE 28TH

“Meno male che c’è ancora Alesi in gara dai”. Jean si insabbia alla Tosa al secondo giro.

Sipario

(FOTO DA FORMULAPASSION)

THE 1991 MONACO GRAND PRIX: MONTECARLO, MAY THE 12TH

La gara tecnicamente segna la quarta vittoria consecutiva di ASdS dall’inizio della stagione ed il primo podio di Alesi in Rosso ma in realtà viene ricordata come la fine della faida tra Prost e Fiorio col secondo accompagnato all’uscita dopo un GP nel quale venne inquadrato in diretta dare in (giuste, data la dormita di rito dell’interessato) escandescenze quando il Nasone si fece uccellare dal Mansueto alla chicane dopo il tunnel. Come ogni cambio di allenatore leggasi TP fatto a stagione in corso il rimedio si dimostrerà peggiore del danno non tanto per la stagione che si stava disputando quanto piuttosto per gli anni che sarebbero venuti di lì a poco

(FOTO DA WIKIPEDIA)

1991 Canadian Grand Prix.
Montreal, Quebec, Canada.
31/5-1/6 1991.
Riccardo Patrese and Nigel Mansell (both Williams FW14 Renault’s) lead Alain Prost (Ferrari 642), Ayrton Senna, Gerhard Berger (both McLaren MP4/6 Honda’s) and Roberto Moreno (Benetton B191 Ford) at the start.
Ref-91 CAN 01.
World Copyright – LAT Photographic

Epico GP nel quale il cambio semiautomatico lascia a piedi Mansell all’ultimo giro dopo l’hairpin, quindi a poco più di un km dall’arrivo, mentre stava già salutando festante i tifosi in tribuna. Vince Piquet, segnando quello che sarà il suo ultimo trionfo in carriera, precedendo il nostro Stefano Modena su Tyrrell-Mugen Honda. Quanto potenziale aveva quel nostro ragazzo, peccato davvero

THE 1991 MEXICAN GRAND PRIX: MEXICO CITY, JUNE THE 16TH

E bravo il nostro Riccardo cuor di Leopardo! Il quale, più o meno in barba al contratto da prima guida designata di Mansell, vince nettamente in pista il duello rusticano col Mansueto regalando la prima vittoria stagionale alla Williams col cambio semiautomatico. Come sono lontani i tempi del GP dell’anno precedente, dominato dal Nasone sulla splendida 641. Quest’anno dobbiamo accontentarci di un duello senza esclusione di colpi tra Alesi ed ASdS il quale chiude terzo mentre entrambe le Rosse si ritirano

(FOTO DA FORMULAPASSION)

THE 1991 FRENCH GRAND PRIX: MAGNY COURS, JULY THE 7TH

Debutta la 643, e debutta illudendo con Prost che conduce largamente in gara salvo (ovviamente!) farsi uccellare per due volte nello stesso punto (l’hairpin denominato “Adelaide”) da Mansell, una prima ed una dopo la sosta prevista per tutti al pit. Cosa ancor peggiore della vittoria sfumata l’illusione di aver messo in pista una vettura in grado di giocarsela sempre per la vittoria. Le cose non stanno così: Magny Cours è un tracciato nuovo di zecca il cui manto stradale, perfettamente liscio come un biliardo, nasconde completamente le magagne sospensive congenite alla 643 che esploderanno tutte già alla gara dopo. Che annata……..

(FOTO DA PINTEREST)

THE 1991 BRITISH GRAND PRIX: SILVERSONE, JULY THE 14TH

Mansell vince la seconda gara di fila davanti a Berger. Prost riesce ad acciuffare il podio nonostante la 643 nel nuovo tratto misto (prontamente definito “alambicco” dal compianto Poltronieri) abbia un beccheggio degno di una berlina stradale su un tratto autostradale dissestato. E’ un Mondiale noioso, ASdS è troppo avanti coi punti ed il Mansueto ha già accumulato troppo distacco per la forma che mostra ora. E noi altri facciamo discretamente pietà

(FOTO DA EPIC F1)

THE 1991 GERMAN GRAND PRIX: HOCKENHEIM, JULY THE 28TH

Mansell suona la terza chiudendo davanti a Patrese ed Alesi. In pista quello che parla con Dio passeggia tranquillamente sui gioielli di famiglia del Nasone (per l’ennesima volta) levando gas ad intermittenza sui dritti di Hockenheim (con l’altro dietro) finchè Prost non si impasta alla staccata della prima variante e si ritira per aver fatto spegnere il motore. A parere di chi scrive nemmeno troppo involontariamente. Rientrato ai box “tuona” qualcosa del tipo:”io non corro per il Mondiale quest’anno quindi la prossima volta lo butto fuori”. La prossima volta sarà 3 gare dopo a Monza ed andrà esattamente come ad Hockenheim. Che anno di m***a  alla A alla Z

(FOTO DA WORDPRESS)

THE 1991 HUNGARIAN GRAND PRIX: BUDAPEST, AUGUST THE 11TH

Budapest, terra d’emozioni! Vittoria a sorpresa di ASdS davanti a Mansell e Patrese, Nasone ritirato ed Alesi quinto. Meno male che è estate ed almeno si tromba allegramente al mare valà

(FOTO DA FORMULAPASSION)

THE 1991 BELGIAN GRAND PRIX: SPA. AUGUST THE 25TH

Gara storica per varie ragioni. In primis il debutto del Kaiser su Jordan con uno strabiliante settimo posto assoluto in prova ed un ritiro appena dopo l’Eau Rouge al primo giro in gara dopo che aveva già guadagnato due posizioni al via. La gara dopo sarà già in Benetton alla corte del Flavione Nazionale. Quell’affarista nato di Eddie “parrucchino” Jordan voleva soldi dal Kaiser per farlo correre sia le ultime gare del 1991 che per il 1992. Quando si nasce straccioni nell’anima non c’è nulla da fare, punto e basta. La gara è ben strana per essere Spa, ad un certo punto Alesi è in testa grazie all’azzardo della strategia (niente cambio gomme) ma il V12 lo tradisce nel finale. Stessa sorte tocca al povero Mandingo, col V8 Cossie che gli nega quella che con ogni probabilità sarebbe stata la sua prima ed unica vittoria in F1. Vince così, a questo giro con ben poco merito, il solito ASdS mentre Mansell si ritira. Il Mondiale non può più perderlo manco se volesse ormai eh

THE 1991 ITALIAN GRAND PRIX: MONZA, SEPTEMBER THE 8TH

Mansell torna alla vittoria in un GP nel quale, come anticipato sopra, ASdS piscia sulla gamba del Nasone proprio come ad Hockenheim con quest’ultimo che ha una maschia reazione degna di un novello Farinelli. La stagione assume connotati sempre più rivoltanti per il povero tifoso Rosso e, come di consueto, quando piove merda l’anno dopo di solito anzichè schiarire comincia invece a diluviare. Perchè, come noto, il 1992 ci farà addirittura arrivare a rimpiangere questo 1991 (sic)

THE 1991 PORTUGUESE GRAND PRIX: ESTORIL, SEPTEMBER THE 22ND

Questa macchina qua devi metterla làààààààààààààààààààààààààà Quella macchina là devi metterla quaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa  Le residue speranze Mondiali del Mansueto si infrangono inesorabilmente al pit in  gara ove i suoi uomini al box Williams lo fanno ripartire con la posteriore destra non fissata. Squalifica inevitabile, gara a Riccardo cuor di Leopardo con ASdS secondo senza fatica ed Alesi terzo

(FOTO DA TWITTER)

THE 1991 SPANISH GRAND PRIX: BARCELONA, SEPTEMBER THE 29TH

Di questa gara tutti rammentano il testa a testa tra il Mansueto e quello che parlava con  Dio lungo tutto il rettilineo del via. Io invece voglio rammentare il sorpasso di Alesi sempre su ASdS alla prima staccata effettuato a bruttissimo muso. La gara se la aggiudica il Mansueto con Prost che, concludendo secondo, mette a segno il suo ultimo podio come Ferrarista. Terzo il consueto Patrese

(FOTO DA PINTEREST)

THE 1991 JAPANESE GRAND PRIX: SUZUKA, OCTOBER THE 20TH

“Dopo l’urto al via la sospensione anteriore era talmente danneggiata da rovinare la sensibilità dell’auto a tal punto da farla somigliare a quella di un Camion” – Alain Prost

“La macchina oggi sembrava un Camion” –  tutti i giornalisti, anzi giornalai, in Italia

Mansell si stampa in gara, ASdS a 100 metri dal traguardo si produce in uno squallido teatrino facendo passare Berger per la vittoria il quale altrettanto squallidamente raccoglie l’osso. Tristezza a palate

(FOTO DA F1 SPORT)

THE 1991 AUSTRALIAN GRAND PRIX: ADELAIDE, NOVEMBER THE 3RD

ASdS chiude l’anno del suo Mondiale più facile di sempre vincendo la gara più corta della Storia della F1. Morbidelli sostituisce il licenziato Prost sulla Rossa numero 27 e segna mezzo punto arrivando sesto. L’annata si chiude, nessuno avrebbe mai immaginato che Ferrari non avrebbe vinto un GP per altri due Mondiali e mezzo e soprattutto che questo Mondiale sarebbe stato l’ultimo per quello che parlava con Dio. Sipario

(FOTO DA FORMULAPASSION)

(IMMAGINE IN EVIDENZA DA MOTORI NO LIMITS)

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