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MOTOGP 2019- GRAN PREMIO MICHELIN DE ARAGON-MOTORLAND ARAGON

Aragona è una regione del nord-est della spagna, che confina con Francia (i Pirenei) con Catalogna, Castiglia e Valencia. La sua capitale è Saragozza e qualche anno fa ci han costruito nel mezzo un bel circuito con annessi parco tecnologico, area sportiva ed area culturale…

Il Mondiale latita di interesse quindi gli argomenti di cui parlare non sono moltissimi. L’unica speranza potrebbe essere quella di vedere una bella gara a fronte di un campionato ormai morto ammazzato. Però, molto realisticamente, anche questa aspettativa è mortificata dai numeri impressionanti di un tal pilota di nome Marc Marquez in questo 2019. Su 13 gare 7 vittorie, 5 secondi posti ed uno zero ad Austin quando era in testa con un distacco pari ad una sosta in autogrill. Se ci vogliamo mettere anche i 93 punti di delta sul secondo in classifica generale capite che diventa impresa ardua trovare argomenti di cui parlare… 93 punti sono 3 vittorie ed un terzo posto di vantaggio su Dovizioso che però, pur portando a casa tutto, sarebbe lo stesso dietro al marziano per il computo delle gare vinte in stagione. Di cosa parliamo?

Della tecnica…ah no!!! i motori sono congelati da inizio stagione quindi non abbiamo spunti e manco speranze che una Evo porti in alto le Suzuki o le Yamaha.

Marc è libero dal peso della conquista di un Campionato che oramai può vincere anche montando le gomme intermedie sull’asciutto. La “programmazione software” menzionata all’indomani della sconfitta austriaca può essere resettata permettendogli di correre ancora più sereno e pronto a mostrarci ciò di cui è capace, ovvero guidare alla grandissima. Proseguire a palare di Lui è superfluo e ridondante…

Meglio passare a parlare degli altri…o di ciò che ne è rimasto.

Fabietto Quartararo avrebbe meritato di vincere la sua prima gara già in Riviera. Si respira la sua vittoria, è nell’aria, anche se Aragon con quel rettilineo di un chilometro non ha le caratteristiche adatte alla sua moto e dovremo attendere ancora un po’. Il ragazzino ha sopravanzato i colleghi di marca nelle gerarchie interne, correndo con una moto meno sviluppata delle altre (si parla anche di 500 giri motore in meno) e sostituendo Vinales nelle speranze di trovare l’ater ego necessario a combattere il Marziano. Forse la Yamaha potrà aiutarlo perché sembra aver imboccato la strada giusta a Misano, tracciato che è stato definito più scivoloso rispetto agli anni scorsi da tutti i piloti, ovvero proprio la condizione sofferta dal 2017 a questa parte dalle moto di Iwata. Lo scopriremo nelle prossime puntate, perché sarebbe anche ora di vedere arginata la supremazia del binomio Marquez/HRC.

E l’Italia della classe regina?

Un bel sogno per tutti rivedere Vale costantemente in lotta per il campionato, in primis per chi scrive: mi piacciono le storie belle e ne verrebbero fuori parecchie a prescindere dal tifo e dalla simpatia/antipatia verso Rossi. Però l’età avanza e purtroppo non basta più l’esperienza per star davanti ai ragazzini terribili di questa new generation…l’asticella è alta e invecchiando la si raggiunge sempre più a fatica, anche in caso di Yamaha tornata competitiva.

Sarebbe bellissimo anche vedere la nazionale rossa a due ruote sempre viva a combattere con il marziano: non sta accadendo. Il Dovi ha perso la sua occasione buona nel 2017 e l’inerzia non è più dalla sua parte. Oltre a questo in quel box deve essere successo qualcosa che ha spezzato l’equilibrio che c’era. Forse la volontà di Dall’Igna di riprendersi Lorenzo ha incrinato il rapporto con il forlivese, forse HRC è riuscita a prendere un terzo piccione con la stessa fava con la quale indebolì sia Ducati che Lorenzo per questo 2019. Congetture, per carità, ma le evidenze dicono che pur con un ottima moto Ducati non riesce a puntare al bottino grosso nemmeno quest’anno.
Iannone? Ancora non è certo di essere dichiarato “fit to race”, ma in tutta onestà che cambia? Peccato, una bestemmia vedere tutto quel talento sprecato….

L’aria di casa potrebbe far bene a Rins reduce da un weekend romagnolo piuttosto opaco e anche a Policio Espargaro su una KTM che appare in grande crescita: a Misano è riuscito a tenersi dietro per diversi giri sia Rossi che Dovizioso oltre che far impazzire lo stesso Rins, ovvero tre moto già vincenti quest’anno. La cura Pedrosa sta portando i suoi frutti, in attesa che Marquez abbia il coraggio di salirci sopra come taluni cominciano a sussurrare. Nel frattempo ci è sceso Zarco che non terminerà la stagione sostituito da Kallio. Era inevitabile, probabilmente, ma questa storia è un brutto capitolo nella carriera del francese che rischia seriamente di uscire dal giro buono dopo tutte le premesse/promesse. Non ci sono “manubri buoni” liberi per il 2020 a meno di un colpo di scena HRC/Lorenzo che difficilmente vedremo.
Proprio qui ad Aragon nel 2018 cominciò la sequela di infortuni di Giorgio che lo hanno portato alla situazione attuale. Speriamo che il clima spagnolo gli dia un ulteriore spinta per quella risalita che in tanti auspichiamo per il suo bene ma soprattutto per quello del Campionato.

IMMAGINE TRATTA DAL SITO AUTOSPORT.COM

Adoro parlare dei giovani soprattutto se questi sono Italiani. Morbidelli sta facendo una stagione tutto sommato decorosa, non fosse per la presenza nel suo box di quel ragazzaccio che ha fatto cambiare tutta la prospettiva facendola sembrare deficitaria. Chi invece sta latitando è il mio concittadino Bagnaia: troppo falloso e troppe volte per prati (meglio cemento verde) per poter dare un voto positivo a questo debutto in MotoGp. Da suo estimatore mi auguro che il vento cambi in vista del 2020 perchè i numeri li ha..

A proposito di cemento verde……la Moto2. La sensazione del furto subito da Di Giannantonio non cambia pur riguardando le immagini dell’ultimo giro della scorsa gara cento volte, perché di furto si è trattato. Le immagini delle due infrazioni sono evidentissime ed innegabili. Se esiste la regola, a prescindere della comunicazione al pilota, va fatta rispettare, fine di ogni discorso. Altrimenti la regola non è una regola, ma un consiglio e quindi passibile di interpretazione. Fuori dalle interviste il nostro pilota ha commentato mestamente che non c’era un precedente all’ultimo giro (questa la motivazione della commissione) quindi Fernandez è rimasto il vincitore anche per far fede al cerimoniale TV. Ogni ulteriore commento sarebbe tempo perso. Furto degli spagnoli “a casa nostra”. PUNTO.

L’augurio e che la lotta per il Mondiale tragga giovamento da tale risultato, con i nostri che staranno a guardare gli spagnoli dopo due anni di dominio. Ed in effetti a pensar male si fa peccato ma di solito ci si azzecca: due mondiali a Zarco ed uno a testa a Morbidelli e Bagnaia significa solo che gli spagnoli non vincono dai tempi di Rabat, quindi è ora che anche quel trofeo torni in penisola iberica.

La Moto3 è costantemente la gara  più bella da vedere ma anche la più difficile da pronosticare. La bella storia Di Suzuki a Misano ha riconciliato con il cuore tanti tifosi sulla pista del Sic ed ha regalato l’ennesimo vincitore di tappa del 2019. La classifica è corta con Dalla Porta e Arbolino ancora in lotta aperta racchiusi in 30 punti. Sarà al solito la gara più entusiasmante… speriamo lo siano anche le qualifiche perché non se ne può più dei trenini a vapore…

Speriamo di divertirci e buona gara a tutti…

PS.

ATTENZIONE… la gara MotoGP andrà in onda alle ore 13 prima di quella della Moto2 per evitare la concomitanza con il GP di Singapore F1.

Salvatore Valerioti

Immagine in evidenza tratta dal sito moto.it

MOTOGP 2019- GoPro British Grand Prix Silverstone Circuit

Inghilterra e Silverstone, sinonimi di motorsport e gare in pista, di clima piovoso.
MotoGp 2018: corsa cancellata per impraticabilità della pista causa pioggia. Detta così fa ridere, eppure lo scorso anno è accaduto veramente…
Parliamo di Silverstone, non di un circuito esotico martoriato da una perturbazione monsonica.
Silverstone, non una pista magicamente apparsa dal nulla in pieno deserto arabico…. A distanza di un anno faccio ancora fatica a pensare che sia successo.
Intendiamoci, è stato giusto non far correre i piloti perché c’erano delle pozze degne dell’acqua alta in piazza San Marco a Venezia. E’ stato giusto pensare alla loro sicurezza visto che le avvisaglie con l’incidente di Tito Rabat erano state chiarissime. Ciò che è imbarazzante è che sia successo a Silverstone dando luogo ad un pomeriggio inverosimile.

immagine tratta da crash.net

Lo scorso anno ha quindi vinto la pioggia. Se volessimo tornare indietro nel tempo potremmo parlare della vittoria di Dovizioso nel 2017, o di quella di Vinales nel 2016, o di quella di Rossi nel 2015.. E già, perché il marziano non vince in terra britannica dal 2014, quindi la sua voglia di riscatto sarà alle stelle.
Gli eventi dell’anno scorso hanno obbligato a rivedere il manto stradale ed i relativi sistemi di smaltimento dell’acqua, quindi i team ed i piloti si troveranno condizioni inedite non avendo avuto l’opportunità di provare le Michelin su questa pista dopo i cambiamenti. Ciò obbligherà tutti ad un lavoro supplementare necessario ad individuare la gomma adatta per la gara tra le mescole che i francesi porteranno. Di certo la tradizionale suddivisione tra gomme Hard, Medium e Soft non ha più la valenza di un tempo perchè fondamentale per la scelta sarà il fattore temperatura dell’aria e dell’asfalto. Anche a Spielberg la gomma soft di Dovizioso era messa meglio a fine gara rispetto alla medium montata da Marquez, quindi il range di temperatura di utilizzo ricopre, come in F1, un ruolo determinante nell’economia dell’intera corsa. Staremo a vedere chi sarà più bravo ad interpretare il tutto nella speranza di vedere una battaglia simile a quella austriaca invece della noia degli ultimi GP.
I favoriti saranno i soliti, ovvero Marquez e la Ducati con l’incognita Yamaha che in Austria, pur non lottando per la vittoria, ha sensibilmente migliorato i tempi totali del 2018 sulla pista che in teoria doveva essere la più ostica per la casa dei tre diapason. Evidentemente ci stanno capendo poco anche loro e la mancanza di linearità dei risultati rischia di confonderli ulteriormente seppur Valentino & Co. continuino a predicare di essere sulla strada giusta.
Finalmente Jorge Lorenzo tornerà in sella alla sua RCV. Sarà arduo vederlo competitivo dopo tutto il tempo in cui è stato fermo, ma sarà importante capire il suo atteggiamento e la sua motivazione dopo le voci di mercato delle scorse settimane. Il Mondiale ha bisogno di un Lorenzo forte almeno quanto ne ha bisogno Giorgio stesso. Continuerà a riposare invece Mir che sarà sostituito da Guintoli sulla seconda Suzuki.
Voci di mercato: Miller riconfermato in Pramac con moto 2020 e Zarco che abbandona KTM per le ragioni che ben ha illustrato ma che ad oggi è ancora senza manubrio per l’anno prossimo. Lui ha preteso una KTM ufficiale e si aspetterebbe ancora una moto ufficiale ma, a meno di grossi stravolgimenti, i giochi paiono fatti per tutti i team più importanti. Trovo sensato che ogni pilota pretenda il massimo, che si senta il migliore di tutti altrimenti non avrebbe senso corresse. E’ pur vero che se lui è un top rider senza aver ancora vinto una gara della massima serie, allora più top rider di lui ci sono i vari Crutchlow, Petrucci, Miller, Rins, tutta gente che almeno una volta una gara l’ha finita prima di ogni altro. In taluni casi possono anche esserci circostanze più o meno favorevoli, ma una gara mondiale non la vinci mai solo per caso.. lui ancora non c’è riuscito.
Tra chi pretenderebbe di più troviamo anche il nostro Andrea Iannone che comincia ad esternare i suoi mal di pancia per la scarsa competitività di Aprilia. Avrà pur ragione perché le prestazioni della moto di Noale continuano a restare molto al di sotto delle aspettative di chiunque, però il buon Andrea sapeva ciò a cui andava incontro e forse non sarebbe ancora il caso di lamentarsi pubblicamente quando lui stesso non è il benchmark per il compagno di marca. Ha la fortuna di essere nell’orbita di Carlo Pernat che in qualche modo lo piazzerà da qualche parte se si dovesse rompere il rapporto con Aprilia. Chissà…. potrebbe essere utile alla Ducati in SBK per vincere un mondiale e rilanciare se stesso per il futuro.
Moto2
Bastianini sarà presente in pista seppur con due microfatture al piede per le quali deve ringraziare Marini.
Marquez Jr dovrebbe avere vita abbastanza semplice a consolidare la propria leadership di campionato, anche perché l’aver rinnovato ancora per un anno con la stessa squadra potrebbe dargli serenità. Chissà quando e se mai riuscirà a fare il salto della quaglia nella classe superiore….Confidiamo in una bella gara dei nostri che però hanno perso buona parte dello smalto di inizio campionato.

Moto3.
Anche in Austria abbiamo avuto un vincitore diverso a rimarcare quanto siano instabili gli equilibri in questa serie e quanto spettacolo ci regali tutte le domeniche. A Spielberg ha vinto Fenati scatenando tutta una serie di discorsi sulla redenzione, sulla voglia di rinascere, sulla seconda possibilità eccetera eccetera. Ebbene, chi vi scrive sarà anche scettico, freddo, insensibile, dissacrante e quant’altro volete… però in moto ci è andato e ci continua ad andare tuttora: il gesto dello scorso anno a Misano continuo a non riuscire a perdonarlo. Posso capire l’errore di foga in una staccata, capisco la voglia di rivalsa nei confronti di chi ti ha fatto perdere tempo, ma non accetto un fallo di reazione di quella portata perché avrebbe potuto avere conseguenze impensabili. L’anno scorso non fu Manzi ad essere fortunato, ma Fenati stesso.. Questo non cambia il mio giudizio sull’atleta che è forte, semplicemente non riesce più ad appassionarmi nonostante sia italiano ed io molto campanilista. Vogliate perdonarmi.
Buone gare a tutti.

Dirette Sky Sport MotoGP HD
Venerdì 23 agosto
10:00-10:40 – FP1 Moto3
10:55-11:40 – FP1 MotoGP
11:55-12:35 – FP1 Moto2
14:15-14:55 – FP2 Moto3
15:10-15:55 – FP2 MotoGP
16:10-16:50 – FP2 Moto2
Sabato 24 agosto
10:00-10:40 – FP3 Moto3
10:55-11:40 – FP3 MotoGP
11:55-12:35 – FP3 Moto2
13:35-14:15 – Qualifiche Moto3
14:30-15:00 – FP4 MotoGP
15:10-15:50 – Qualifiche MotoGP
16:05-16:45 – Qualifiche Moto2
Domenica 25 agosto
10:00-10:20 – Warm-Up Moto3
10:30-10:50 – Warm-Up MotoGP
11:00-11:20 – Warm-Up Moto2
12:20 – Gara Moto3
14:00 – Gara MotoGP
15:30 – Gara Moto2

Immagine in evidenza tratta da motociclismo.it

Salvatore Valerioti

MotoGp 2019- Round Austria myWorld Motorrad Grand Prix von Osterreich

Dopo aver fatto le vacanze in luglio gli uomini del Motomondiale si sobbarcano gli straordinari e corrono due domeniche di fila per potersi fare il Ferragosto sulla spiaggia liberi da impegni. Infatti ci si catapulta al Red Bull Ring dopo il Weekend di Brno compreso di codazzo con i turni di prove estivi. Insomma un super lavoro dopo l’ozio per permetter loro di guadagnarsi la pagnotta.
Durante i test di Brno è purtroppo caduto malamente il Suzukista Mir che probabilmente non sarà della partita in Austria, mentre Valentino ha provato il motore nuovo per la moto 2020 nella speranza che ciò possa cambiare qualcosa ma pare che sia rimasto deluso in quanto i cavalli in più trovati paion esser ronzini invece che purosangue.
L’onnipresente Carletto Pernat non ha perso l’occasione di rispondere alla sua maniera a chi lo ha intervistato. Ha sentenziato che Ducati ha perso il vantaggio di motore su Honda e che per questo nei prossimi anni non vincerà alcun mondiale…però Valentino ha delle chances perché Yamaha ha provato un nuovo motore…..Boh!!!. come se Ducati non potesse più evolvere da un anno per l’altro mentre gli altri lo fanno…. Il personaggio è sempre troppo controverso e spesso e volentieri dice cose per mettere in luce se stesso piuttosto che la realtà dei fatti, quindi va preso con le molle e a piccole dosi.
Da registrare anche la polemica tra Rins e Piero Taramasso di Michelin che ha tirato le orecchie allo spagnolo per essersi lamentato di un tempo totale gara 2019 superiore al 2018: evviva i piloti muti!
Lamentarsi del monofornitore di pneumatici pare sia vietato per regolamento come in altre categorie del Motorsport e comincio anche a pensare che sia pure controproducente.

Normale amministrazione quindi, come normale amministrazione rischia di essere lo svolgimento delle gare delle due classi più grandi. Azzeccare il vincitore della Moto3 equivale invece a fare sei al superenalotto, tanto alto è il livello di incertezza in quello che mi sento definire come il più bel campionato di Moto3 visto sinora. Saranno in lotta per la vittoria i soliti dodici, tredici, quattordici, quindici, sedici piloti e tra quelli i nostri ragazzini terribili. Non conviene pronosticare in quanto il rischio della figura pessima è vicino alla certezza.

Nelle altre due classi potrebbe essere un doppio Marquez come domenica scorsa ed altre tante volte quest’anno… e qui apro una parentesi malinconica.
Scorrere i risultati delle gare e vedere che le due classi “maggiori” portano spesso lo stesso cognome in vetta alla classifica mi fa tornare indietro ad un anno fantastico, il 1985. Quell’anno a fine stagione la classe 250 e quella 500 videro un solo cognome in alto: Spencer. Ciò che però rese specialissimo quell’anno fu che, a parte il cognome, anche il nome di battesimo era lo stesso….Freddie….Freddie Spencer…Fast Freddie.
Fu l’ultimo in grado di vincere due classi contemporaneamente e fu il primo di cui mi innamorai seguendo le moto. La faccia da ragazzino, quasi un “nerd”, che faceva scuola e doposcuola ai colleghi inventando un nuovo modo di stare in sella e di disegnare le traiettorie direttamente dalla Louisiana.
Ma non mi voglio far prendere dalla nostalgia e passo avanti.

Immagine tratta da pinterest.com

In Moto2 il fratellino di Marc ha messo a posto tutti i tasselli e quest’anno finalmente dovrebbe riuscire a centrare il mondiale: è alla quinta stagione e rischia di restare per sempre senza corona, quindi che muova le terga. A dargli una mano ci stanno pensando gli avversari che man mano si stanno perdendo tra mille problemi ed un attrazione particolare per i pascoli d’erba fresca di montagna piuttosto che per le spiagge ghiaiose. Sia Luthi che Baldassarri stanno sbagliando troppo e non riescono a tenere in mente che la prima regola per vincere una gara è finirla.

La nostra MotoGP.
Da quando si corre a Zeltweg ha sempre e soltanto vinto una Ducati e per tre anni di fila. Dopo aver detto questo che i Ducatisti si sentano pur liberi di preoccuparsi. Il cannibale marziano spagnolo avrà tutta l’intenzione di spezzare questa serie. Marc qui non ha mai vinto e già solo questo ci basta per capire il mood con cui metterà il casco in testa al Red Bull Ring. E’ una pista da allunghi, in cui conta una moto con gran motore e gran stabilità in frenata. Queste sono le peculiarità Ducati quindi servirà un Dovizioso iper eccellente per poterla spuntare, tanto Marquez non si porrà problemi di pista sfavorevole e che gira a destra.
Poche sono le aspettative per gli altri in pista.
Rins è talvolta ottimo e talvolta discreto, per cui la media del suo rendimento rispecchia quanto fu detto ad inizio mondiale in cui lo si vedeva competitivo solo in alcune occasioni esattamente come la sua moto.
Vinales resta un oggetto indecifrabile almeno quanto lo è la sua Yamaha.. funzionano entrambi a fasi alterne e tocca sperare che l’alternarsi delle fasi possa coincidere in un momento alto per entrambi se vogliamo vederli di nuovo vincere.
Rossi: vediamo cosa farà Maverick Vinales…se lui andrà bene Vale farà gara nelle retrovie o, al contrario, se lo spagnolo farà male lui potrà correre almeno in vista del podio perché di vittoria non credo se ne possa parlare. Assurdo vero? Dopo tanti mondiali visti e rivisti ancora non me lo spiego…
Direi che possiamo anche tralasciare gli altri ed evitarci l’elenco dei nomi con il solito copia/incolla delle recensioni passate per non annoiare i lettori, tanto i regolamenti ben studiati sono riusciti a definire bene le posizioni e toglierci il gusto del dubbio anche in caso di gara bagnata..
Lieto, fiero ed orgoglioso di recitare il mea culpa se i fatti mi dovessero smentire.
Buon divertimento…lo spero per tutti.

ULTIM’ORA
Sky ha diffuso la notizia di un clamoroso ritorno di Jorge in Ducati, trattativa apertasi la domenica sera di Brno dopo un incontro tra il managment di Borgo Panigale ed il manager del pilota.
Il rientro sarebbe all’interno del box Pramac al posto di Jack Miller in quanto le due moto del team principale resterebbero per Dovizioso e Petrucci.
Si aprono scenari suggestivi. Ma sarà vero? O solo fantamercato per scaldare un ambiente che attualmente pare plafonato?
Chi salirebbe sulla seconda Honda? Quale il destino di Miller? Quale ingegnere per Lorenzo visto che Gabarrini è stato dedicato a Bagnaia?
Di sicuro dietro c’è la mano di Gigi Dall’Igna che ha sempre stimato “Giorgio”. A voi i commenti ed i giudizi.

Immagine tratta dal sito corsedimoto.com

Su Sky in TV canale 208
Domenica 11 agosto
10.00: Diretta MotoE Gara
11.00: Diretta Moto3 Gara
12.20: Diretta Moto2 Gara
13.15: Paddock Live Gara
13.30: Grid Pre-Gara MotoGP
14.00: Diretta MotoGP Gara

in differita su Tv8
Domenica 11 agosto
13.00: Studio MotoGP
13.15: Differita MotoE Gara
13.30: Studio MotoGP
14.00: Differita Moto3 Gara
15.00: Studio MotoGP
15.30: Differita Moto2 Gara
16.15: Studio MotoGP
17.00: Differita MotoGP Gara

immagine in evidenza tratta dal sito it.wikipedia.org

Salvatore Valerioti

RITORNO ALLA VITTORIA PER LA SCUOLA DELLA TOP GUN

tre classi, tre grandi battaglie, tre gare dove in molti han buttato via la loro occasione…ma quanto spettacolo!!!

MotoGP

Gara quanto mai incerta e combattuta, che purtroppo ha perso quasi subito uno dei suoi possibili vincitori, con la caduta di Rins. Un vero peccato, perchè pareva davvero in palla, tuttavia, il trio Vinales, Marquez, Quartararò non ha perso occasione per farci stare in ansia sul divano.

Marquez forse è stato un pò guardingo ed alla fine ha preferito un buon secondo posto, ma per tutta la corsa ha cercato di portare a casa la vittoria, che è invece andata in maniera meritatissima a Vinales, che torna al successo con la sua M1, che sul tracciato Olandese, sembra quasi rinata. A dar conferma, la brillante prestazione di Quartararò, che nonostante i problemi di setting e il braccio non ancora al 100% causa intervento di solo qualche settimana fa, porta la M1 sul podio.

Convincente anche la gara di Morbidelli, che nel finale riesce a vincere il duello con Petrux, chiudendo in una ottima quinta posizione. Rossi per tutto il weekend nel dramma con i settaggi ed i tempi, sono l’unica nota stonata della casa dei tre diapason, con una gara finita con una rovinosa caduta, che finisce per portare con se anche Nakagami. Il trittico delle sue piste favorite è stato una vera Caporetto, è c’è da domandarsi se lui e il suo team non abbiano perso la bussola, a forza di cercare dei miglioramenti alla moto.

Ducati in difesa, mai veramente in lotta per il podio, con un Dovi che chiude quarto e Petrucci quinto, insomma, una prestazione davvero incolore, che mostra ancora una volta i limiti della D16 su questo tracciato e che le speranze iridate si fan sempre più lontane, se non ci si riesce a mettere davanti a Marquez.

Suzuki pareva poter avere un weekend positivo, ma la caduta di Rins ne ha tolto molte speranze, con Mir, che dopo aver visto cadere il suo compagno davanti a lui, mentre eran primi e secondi, ha iniziato a perdere prestazione e commettere molti errori, finendo settimo.

Aprilia e Ktm al solito nelle retrovie, seppur pareva che dalle prove qualcosa di positivo potesse uscire.

Moto2

Una gara inziata e proseguita per una buona fase come se fosse la moto3, un plotone di 15 moto che si supera ad ogni curva, cambi di posizione infiniti, ma alla fine diventano una serie infinita di cadute o di qualche incidente.

Gardner vanifica la pole con una caduta, Lowes finisce nella sabbia in un contatto con Martin, che poco dopo scivolato a sua volta. Nel finale, cade Vierge e coinvolge Bastianini, per poi…

…lo scontro fra i due contendenti al titolo, Marquez e Baldassarri. Il Balda era tornato su alla grande e ne aveva di passo, ma quando è arrivato a tiro dello Spagnolo, in un tentativo di sorpasso, perde il davanti e nella caduta coinvolge anche Marquez. Entrambi nella ghiaia e gara finita.Un vero peccato.

Vince Fernandez, davanti a Binder e un buon Marini. Il classico Luthi fa quarto, e si ritrova leader di classifica.

Moto 3

La saga dell’ignoranza in azione, impossibile ricordare tutti i contatti, tagli, penalizzazioni, solo che c’era il solito mega plotone di formiche atomiche lanciate alla ricerca della vittoria, tutti con il coltello fra i denti.

Alla fine la spunta Arbolino, davanti a un Dalla Porta ancora una volta fregato nel finale e Kornfeil che chiude terzo. Pessimo weekend per Canet, che fa solo 12esimo, permettendo a Dalla Porta di ritornare a -7 dalla vetta.

Un saluto

Davide_QV

MotoGp 2019- Grand Prix Monster Energy di Catalunya

Dopo l’inebriante vittoria della Ducati di Danilo Petrucci al Mugello si riaccendono i motori a Barcellona per il settimo appuntamento stagionale del Motomondiale.

Scorgendo i risultati degli ultimi due anni il favorito dalla storia recente parrebbe essere addirittura lo stesso Petrux. Nel 2017 e nel 2018 i vincitori del Gran Premio di Italia hanno replicato immediatamente due domeniche dopo proprio a Barcellona e proprio su Ducati, ovvero Dovizioso nel 2017 e Jorge Lorenzo nel 2018. Sarebbe l’apoteosi per Danilo, e una conferma di forza per Ducati.

Dopo le prime gare i valori in campo sono ormai sufficientemente chiari.

Ducati è nel complesso la miglior moto, continuamente sviluppata da quel “geniaccio” di Gigi Dall’Igna che al Mugello ha sperimentato addirittura una carenatura totale della ruota posteriore, ricordando le ruote lenticolari del ciclismo introdotte anni fa per il record di Francesco Moser. La verve creativa dell’Ingegnere è ormai un classico da anni, al punto di poter dire senza ombra di dubbio che è il tecnico che ha maggiormente influito nell’introduzione dei concetti aerodinamici sulle moto da corsa della classe regina. Ducati miglior moto anche perché l’unica ad aver vinto con due piloti diversi in questo inizio mondiale.

La Honda è sempre al top, anche se la grossa differenza continua a farla il solito immenso ed imperioso Marc Marquez per il quale ogni commento è superfluo. Honda forte perché al Mugello anche il giapponese Nakagami del team di Cecchinello ha portato a termine una gara fantastica a soli sei secondi dal primo, segnale che il mezzo meccanico è validissimo e che il grande assente del 2019 continua ad essere Jorge Lorenzo. A tal proposito lo stesso è stato in visita in Giappone per cercare di parlare direttamente con i tecnici HRC: pare sia tornato fiducioso in merito alle soluzioni che sono state trovate e che verranno provate nel futuro prossimo venturo. Le illazioni diffuse (pare da Giacomo Agostini) lasciavano pensare addirittura ad una rescissione di contratto che, come previsto, non si è concretizzata.. Vedremo se il maiorchino tornerà…. lo spettacolo ne gioverebbe e anche tanto.

La piccola Suzuki è ormai terza forza conclamata, superando il colosso Yamaha. Una vittoria per Rins già in portafogli, delle belle prestazioni anche se qualche incostanza di rendimento del team e dei piloti non sono mancate.

Capitolo Yamaha…..verrebbe da dire “ Epilogo Yamaha”…. Il progetto pare plafonato. I piloti sono alle prese con una moto troppo scostante nel rendimento e difficile da “mettere insieme” nel weekend di gara. Probabilmente gli sforzi tecnici ed economici di Iwata non sono sufficienti per fornire lo step necessario ai piloti per tornare in alto. Il Valentino nazionale non sembra in grado di sbrogliare una matassa così complicata ed ingarbugliata ed il weekend del Mugello né è la riprova (peggior prestazione mai registrata in tanti anni di onoratissima carriera). Staremo a vedere. Proprio in questi giorni ricorre il decennale della battaglia Lorenzo-Rossi su Yamaha protagonisti proprio sul tracciato spagnolo di uno spettacolo che è ancora vivo nei ricordi di noi appassionati. I tre nobili decaduti di questi giorni….

Purtroppo per KTM ed Aprilia gli argomenti di cui parlare non sono molti. Se la prima ogni tanto mostra qualche sprazzo con Pol Espargaro in prova, la seconda è in profonda crisi.

In bocca al lupo agli italiani Bagnaia e Morbidelli.

Moto2

Gara di casa per il fratellino Marquez reduce da due vittorie di fila che lo hanno rimesso in corsa per la vittoria finale dopo un periodo di appannamento. La classifica è cortissima con quattro piloti in 15 punti e con il nostro Baldassarri ancora al comando nonostante le due ultime gare un po’ difficoltose. Nel quartetto è sempre presente il regolarissimo Luthi ed anche Navarro.

Non sarà della partita il supplente per eccellenza Mattia Pasini. Questa volta è toccato a lui essere sostituito dopo un incidente in allenamento. Un vero peccato per la sintonia che ha con la Kalex e perché il team era quello giusto per permettergli un buon risultato. Lo ritroveremo in cabina di commento.

 

 

Moto3

Ipotizzare un vincitore certo tra i cadetti equivale a fare un terno al lotto. Sei vincitori diversi nelle prime sei gare e classifica generale cortissima con Canet al comando ma il nostro Antonelli terzo che pare finalmente rinato dopo la opaca stagione scorsa. Ci sarà da divertirsi come al solito tra il gioco di scie, le traiettorie diverse e le staccate all’ultimo respiro delle quali sono capaci i ragazzini terribili.

 

Buon Gran Premio a tutti.

 

Salvatore Valerioti

 

Immagine in evidenza tratta dal sito motorbox.com

 

Orari del GP di Catalunya su Sky Sport MotoGP

 

Venerdì 14 giugno

Ore 08.55: Moto 3 – Prove Libere 1
Ore 09.50: Moto GP – Prove Libere 1
Ore 10.50: Moto 2 – Prove Libere 1

Ore 13.10: Moto 3 – Prove Libere 2
Ore 14.05: Moto GP – Prove Libere 2
Ore 15.05: Moto 2 – Prove Libere 2

 

Sabato 15 giugno

Ore 08.55: Moto 3 – Prove Libere 3
Ore 09.50: Moto GP – Prove Libere 3
Ore 10.50: Moto 2 – Prove Libere 3

Ore 12.30: Moto 3 – Qualifiche
Ore 13.30: Moto GP – Prove Libere 4
Ore 14.10: Moto GP – Qualifiche

Ore 15.05: Moto 2 – Qualifiche

 

Domenica 16 giugno

Ore 08.35: Moto3, Moto2 e MotoGP – Warm Up
Ore 10.30: Paddock Live
Ore 11.00: Moto 3 – Gara
Ore 12.00: Paddock Live
Ore 12.20: Moto 2 – Gara
Ore 13.15: Paddock Live
Ore 13.30: Grid
Ore 14.00: Moto GP – Gara