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MOTOGP 2018 – BILANCIO DI STAGIONE

La gara di ieri ha chiuso la stagione 2018, ed è ora di qualche bilancio, in attesa dei test di domani :

MARQUEZ

Lo Spagnolo ha corso una nuova stagione da pilota velocissimo e con molta testa. Oddio, in Argentina sembrava quasi alla pazzia schizofrenica, forse dettata da una ennesima Honda, che non pareva essere sto gioiello prestazionale. Nel proseguo della stagione, la moto si è dimostrata inferiore a Ducati, ma grazie al 93, ed ai grossi sprechi del duo Ducati, ecco che è arrivato l’ennesimo titolo per lo Spagnolo. Una degli ulteriori pregi in questa stagione, l’aver capito come non sbagliare più negli attacchi sulle ultime curve, ed aver imparato a sorpassare con meno irruenza. 9 vittorie in una stagione e altre 4 volte a podio, non possono che fargli attribuire;

VOTO 9.5 (10 non è possibile per tutte le cadute e la gara Argentina)

DOVIZIOSO

Una stagione fra alti e bassi,  iniziata alla grande con la vittoria meritata in Qatar, ma immediatamente rovinata con un filotto di risultati deludenti e gare buttate al vento. Fra la prima vittoria e la seconda a Brno, un’insieme di brutti risultati, con 3 ritiri e solo un podio al Mugello, troppo poco per chi vuol puntare al mondiale, ed assolutamente una delusione grossa, pensando che la Ducati di questa stagione, era la moto più forte. La seconda parte di stagione è stata migliore, ma non ancora quella che ci si auspica per una corsa al titolo, in ogni caso  ben lontana da quella della stagione 2017. Se nel 2019 vuol giocarsela, c’è tanto da fare a lavorare su se stesso.

VOTO 7.5 (più per le quattro vittorie ottenute e la seconda posizione in classifica)

ROSSI

Riesce ad essere terzo a fine campionato, avendo come miglior risultato il secondo posto del Sachsenring, ed un filotto di terzi posti ad inizio stagione. Complice una Yamaha in grossa difficoltà, la seconda parte di stagione non l’ha mai visto a podio, anche se in alcune occasioni, lo ha sfiorato di poco. Un peccato l’occasione persa per vincere in Malesia e la caduta di Valencia, che avrebbero potuto far concludere in maniera migliore la stagione. Rispettabile il fatto che continui a non mollare e ci provi sempre. Quando lo si da per finito, o che si debba ritirare, la domanda che nasce spontanea da fare è: “ma dovrebbero farlo anche tutti quelli che gli sono arrivati dietro, nella classifica mondiale?”

VOTO 6+ (il più per la determinazione e il non arrendersi)

VINALES

Una stagione molto opaca e per nulla al suo livello. Come per Rossi, la M1 non è esente da responsabilità, quindi è già un buon risultato aver concluso al quarto posto in classifica. Bella la vittoria ottenuta in Australia, che ha restituito alla motogp, un Maverik più sicuro di se, con un finale di stagione sicuramente migliore del resto dell’annata. Speriamo anche per lui, che il prossimo anno la M1 sia all’altezza di Honda e Ducati, oltre che lui stesso abbia meno momenti di crisi, nel cercare soluzioni tecniche o prestazionali.

VOTO 6+ (il più in questo caso è per la vittoria)

RINS

Inizio stagione disastroso, quasi da pilota che si sarebbe dovuto silurare e sostituire, con un numero di cadute incredibili e pessimi risultati, ma un finale davvero convincente e concreto, aiutato da una Suzuki in netta crescita. La costanza di finire sul podio, può essere un buon viatico per la stagione 2019, sia per lui che per il team.

VOTO 8

ZARCO

Alla sua solita, inizia la stagione facendo tempi migliori degli ufficiali e finendo a podio, ma quando alza i toni, definendosi l’unico capace di saper portare la M1, ecco che le sue prestazioni svaniscono, finendo spesso nella lotta di centro gruppo. Raccoglie punti qua e la, con poche cadute, ritrovandosi davanti ad altri in classifica. Senza infamia e senza lode, attendiamolo in Ktm, con una moto ufficiale e vediamo cosa saprà fare. Da sottolineare che da metà stagione si sapeva che sarebbe passato in Ktm e Tech3 aveva annunciato di diventare team satellite del marchio Austriaco.

VOTO 6

CRUTCHLOW

La solita bella stagione dell’Inglese, se solo riuscisse a cadere di meno, potremmo vederlo sempre li a giocarsi podi e vittorie. Veramente un peccato averlo perso nel finale, per la grossa frattura rimediata, ma speriamo di riaverlo sempre in forma anche nel 2019, concludendo la stagione in una posizione migliore di classifica.

VOTO 8 (sopratutto per il personaggio che è, come si fa a non volergli bene?)

PETRUCCI

Una totale delusione, visto che aveva a disposizione una Ducati ufficiale, seppur nel team satellite. Aveva anche lo sprono di aver firmato il contratto per essere il compagno di box di Dovizioso nel 2019, eppure le sue prestazioni son state da pilota di centro gruppo, su moto clienti. Decisamente troppo poco e il podio di Le Mans non può bastare per la sufficienza.

VOTO 5

LORENZO

Un’annata passata fra, mega delusione e dichiarazioni che sembravano quelle di un pilota prossimo al ritiro (Le Mans), per poi risorgere come la fenice al Mugello, ritornando ad essere il solito Martello e regalandoci una fase centrale del campionato, da pilota che avrebbe potuto portare via il titolo a Marquez. La stagione però è finita con un grosso numero di cadute, che lo han portato a saltare delle corse . Un peccato sia riuscito a trovar subito la quadra con Ducati, ma di esserci riuscito solo quando ormai si sapeva che sarebbe passato in Honda. Poteva essere il pilota che riportava il titolo a Borgo Panigale.

VOTO 8 (l’inizio di stagione era da 3)

IANNONE

Una stagione che si può separare fra, prima e dopo Belen. è abbastanza evidente come la presenza della bella Argentina, abbia influenzato fin troppo le sue prestazioni, con risultati davvero scarsi e deludenti nella prima parte di stagione, un pilota poco lucido e troppo incline all’errore. Un finale di stagione invece davvero buono, anche se ancora zeppo di cadute e ritiri. Onestamente non si meritava la riconferma, perchè da lui ci si aspettava molto di più, ed ha pure preso paga dal compagno Rins.

VOTO 6- (per i 3 podi ottenuti)

PEDROSA

L’ultima stagione, ed è pure stata la sua peggiore di sempre, che lo ha visto per la prima volta, non ottenere almeno una vittoria nella classe regina, oltre a non essere nemmeno salito sul podio. Un pilota spento, quasi privato della voglia di correre, a cui forse è mancata la scintilla, o è proprio venuta meno la voglia di provarci, magari perchè stufo dei mille infortuni. Difficile decifrarlo, ma sicuramente triste la conclusione della sua carriera.

VOTO 4 (Dispiace da matti darglielo)

MILLER

Non aveva in mano una moto ufficiale, ma in qualche occasione ha fatto vedere di meritarsela, arrivando quasi a pensare che sarebbe stato meglio designare lui come secondo nel team Ducati. Qualche errore di troppo, gli ha fatto avere quella cinquantina di punti in meno del compagno di box, ma l’Australiano par migliorato, sopratutto nel carattere e nelle dichiarazioni. Chissà che non gli sia d’aiuto in futuro.

VOTO 6

MORBIDELLI

Ha vinto in maniera abbastanza facile il titolo di Rookies of the year, ma la sua stagione è stata sufficente, con pochi errori e tanti km percorsi per fare esperienza. Un team che si è ritrovato in mezzo a questioni legali e finanziarie, con un budget ridotto, quindi rimandiamo alla prossima stagione ogni giudizio sul buon Franco, quando salirà sulla M1 del team Petronas Yamaha Sic.

VOTO 7 (sopratutto per non aver commesso errori)

Giudicare le prestazioni del resto del gruppo e dei piloti di Aprilia e Ktm, sarebbe abbastanza ingiusto, visto che il divario tecnico è fin eccessivo, con il resto della classe.

Per i costruttori

HONDA

Una stagione che vede la casa dell’ala trionfare, ma non c’è da dormire sonni tranquilli, perchè senza Marqeuz, le speranze di iridate si ridurrebbero parecchio. Sicuramente la moto è un gran bel mezzo e lo si vede nelle mani di Crutchlow, ma il 93 ci mette molto del suo.

VOTO 9 (Impossibile dar di meno)

DUCATI

Decisamente la moto migliore, che finalmente ha iniziato ad andare forte anche sui tracciati a lei più ostici. Un team che ha lavorato alla grande sulla D16, a cui però è mancata la concretezza dei suoi due piloti, che han commesso troppi errori, o sprecato troppe occasioni. Nota dolente, la solita pessima gestione dei piloti, sia non supportando a dovere Jorge (per loro doveva solo adeguarsi alla moto che vinceva con Dovi) e poi con i contratti, perdendo il pilota che avrebbe potuto riportare il titolo e innescando una serie di polemiche, nella gestione del rinnovo di Dovizioso. Di questi giorni, la notizia dell’addio di Stoner come tester.

VOTO 9 1/2 (Per la moto, 4 per la gestione dei piloti)

YAMAHA

Una delle peggiori stagioni di sempre, con i vertici di Iwata che si son perfino scusati con tutti per gli scarsi risultati, I piloti han sofferto problemi in ogni area, dal motore all’elettronica, ai setting che spesso non portavano alcun beneficio. Insomma, una moto davvero sbagliata. Tuttavia, gli investimenti messi in campo, nel finale di stagione, per la parte elettronica, paion aver dato dei frutti, con della prestazioni migliori, tanto da riuscire a trionfare almeno una volta e farla ritornare nelle posizioni che contano. Nella prossima stagione ci sarà un test team Europeo, maggiori finanziamenti per lo sviluppo dell’elettronica/motore/telaio e un team satellite praticamente ufficiale.

VOTO 5+ (dato più al finale di stagione)

SUZUKI

Annata passata fra mille difficoltà, ma conclusa con un meritato ottimismo per il 2019. Una moto che, nella prossima stagione, perderà i privilegi e bonus, visto il numero di podi ottenuti, ma che finalmente par aver trovato la via della prestazione. Complimenti a Brivio e soci.

VOTO 8

APRILIA e KTM

Insufficienti entrambi i costruttori, mai capaci di arrivare a delle prestazioni decenti, senza nessun eccellere nemmeno in quelle occasioni di pista in condizioni difficili. Ancora troppo il divario da colmare con gli altri. Buon lavoro per il 2019, dove entrambi i marchi, avranno i loro team satellite e i loro test team, auguriamoci che servano a portarle a buoni livelli

VOTO 4

Saluti

Davide_QV

MOTOGP 2018 – GRAN PREMIO MOTUL DE LA COMUNITAT VALENCIANA

Valencia, ultima fermata.

Siamo finalmente giunti all’ultima corsa della stagione 2018, con tutto o quasi ormai scritto e deciso, con i piloti che potranno sentirsi libere di correre come vogliono, senza alcuna pressione. Tutti? Forse per qualcuno non sarà così…

DANI PEDROSA – THE LAST RACE

Già, par ieri che quel nanerottolo sia arrivato nella massima serie,  rivoluzionando il modo di guidare di tutti, avendo una capacità tutta sua di piegare, ma sopratutto raddrizzare la moto, con una rapidità incredibile, lasciando basiti tutti i campioni della classe regina, che finiro per imitarlo in breve tempo.

Fa ancora più specie, pensare che colui che è stato capace di vincere tre titoli di seguito 2003 (125) , 2004 (250) e 2005 (250) , non abbia nel suo curriculum, un titolo iridato della MotoGP.

Dani è sempre stato uno dannatamente veloce, ma capace di alternare gare pazzesche, dove nessuno poteva tenere il suo passo, a prestazioni opache. Ma anche quando era li per giocarsi il titolo, la fortuna gli ha girato spesso le spalle, procurandogli pesanti infortuni.

Alle volte le cadute erano provocate da Alberto Puig, che dava a Dani dei falsi distacchi da chi lo seguiva, portandolo a prendersi più rischi di quanto fosse necessario, come successe al Sachsering, dove in curva 1, Dani perse il controllo della moto in staccata, finendo in via di fuga, fratturandosi un bel pò di parti del corpo, perdendo la possibilità di giocarsi il titolo.

Nel 2010, la caduta di Motegi, durante le prove libere, lo portarono a saltare le restanti gare della stagione, dando via libera a Lorenzo, per la corsa al titolo.

Nel 2011, lo scontro con il Sic a Le Mans, lo porta a restar lontano dalle corse per 3 gare, levandogli ogni sogno iridato.

Nel 2012 ottiene addirittura 7 vittorie, ma quando non ci si mette la jella, sottofroma d’infortunio, ci pensa il suo team, lasciandolo in griglia con le termocoperte ancora montate, quando doveva partire dalla pole. Riparte da ultimo, ma mentre rimontava alla grande, sul suo cammino trova Barberà, che lo stende. In quella stagione Dani meritava alla stragrandissima e rimarrà la sua miglior stagione.

Dal 2013, sono iniziate le stagioni del chiedersi, ma che senso ha tenerlo ancora in squadra? Ma ogni volta che lo si pensava, eccolo che ti tirava fuori una delle sue solite gare pazzesche, dove diventava imbattibile per tutti. Ma erano pure quelle vittorie dove, lui vinceva, ma succedeva altro e nessuno parlava di lui…

A Jerez 2013 vince, ma dietro c’è la staccata delle polemiche di Marquez su Lorenzo, all’ultima curva, con una buona carenata fra i due (Replay Gibarnau vs Rossi)

A Magny Course 2013, tutti a elogiare ed esultare per un Crutchlow che arriva secondo, nonostante la frattura del piatto tibiale della gamba destra.

Sepang 2013, lui va in fuga, ma dietro si scrive una delle pagine dei duelli più belli di sempre, fra Lorenzo e Marquez. Impossibile ricordarsi di Dani, dopo quello che si vide in pista, fra il 99 e 93.

Brno 2014 la si ricorda per la prima gara non a podio in motogp di Marquez e per il fatto, che il 93, non riuscii a stabilire il record di 11 vittorie consecutive, da inizio stagione.

Motegi 2015, con le telecamere tutte incentrate sul duello per il titolo fra Rossi e Lorenzo.

Sepang 2015, non serve che dica qualcosa….

Misano 2016, quando tutti lo pensavano da ritiro, ecco che ti tira fuori la gara da panico, svegliandosi a metà della corsa, iniziando a passare tutti, rifilando un distacco pesante a Rossi secondo. (Ero li sul prato)

Valencia 2017 vince il titolo Marquez, su Dovizioso

Resta Valencia 2018, questa volta non si potrà non parlare di lui e sinceramente spero di tutto cuore, anche se molto improbabile, che riesca a salutare il motomondiale, con una vittoria, che lasci impresso il suo nome nella storia, come il pilota che ha sempre vinto almeno una corsa in MotoGP in ogni stagione in cui vi ha partecipato.

Non è stato un Rossi, men che meno un Marquez, non è un Lorenzo e non ha la classe di Stoner, ma nel suo piccolo, si è sempre fatto ben volere e lottando alla grandissima in pista, sbagliando forse solo nel caso del Sic. Chiunque ami le corse, lo avrebbe voluto vedere almeno una volta iridato, anche in MotoGP.

GRAZIE DANI!!!

 

Saluti

Davide_QV

 

 

MOTOGP 2018 – SHELL MALAYSIA MOTORCYCLE GRAND PRIX

Moto2

Partiamo nuovamente dalla Moto2, dove la lotta Italo Portoghese può vivere un’altro match point, quindi di seguito elenchiamo le possibilità che ha Bagnaia per festeggiare il titolo iridato, con una gara d’anticipo:

  • Vince
  • 2° o 3° con Oliveira vincitore
  • Finisce nei primi 7 con Oliveira 2°
  • Finisce nei primi 11 con Oliveira 3°
  • Finisce nei primi 14 con Oliveira 4°
  • Qualsiasi risultato con Oliveira 5°

La questione sembra abbastanza alla portata del nostro portacolori, ma come insegnava il buon Trap: “Non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco”. Staremo a vedere se ai due piloti, viene nuovamente il braccino, come nella gara. Dalle interviste Bagnaia pare abbastanza sicuro di se e positivo, ma non è che Oliveira starà li a guardare. Attendiamo e vediamo.

Moto3

Primo possibile match point anche per il favorito per l’iride, Jorge Martin, che può diventare campione se:

  • se vince e Bezzecchi fa peggio di 5°.
  • se fa 2°, Bezzecchi non fa almeno 9° e Di Giannantonio non è sul podio.
  • se fa 3°, Bezzecchi non fa almeno 13° e Di Giannantonio non fa almeno 5°.
  • se fa 4°, Bezzecchi non fa punti e Di Giannantonio non fa almeno 8°.

Praticamente sarà un casino ricordarsi queste combinazioni, ma speriamo non sia il caso di doverle prendere in considerazione, così da sperare che i due Italiani possano ancora giocarsela a Valencia. Ogni previsione trova il tempo che trova, visto gli esiti delle ultime corse. Sarebbe bello se un pò di fortuna, potesse esser restituita al Bez, steso anche in Australia, senza alcuna colpa.

MotoGP

Vinales, dopo la vittoria di Phillip Island, lancia dichiarazioni quasi da campione del mondo, come se una gara, possa far scordare una stagione molto opaca. Direi che sia il caso di vedere come andranno le cose sul circuito Malese, che confermino o meno le prestazioni della M1.  Ricordiamo che qui, lo scorso anno, le Yamaha presero 30 secondi con Rossi e quasi 40 con Vinales stesso, quindi ci sono tutti i margini che la pista non sia nuovamente favorevole alla casa dei 3 diapason.

Lorenzo proverà nuovamente a vedere se riesce a correre, anche se difficilmente le condizioni fisiche saranno molto migliori di quelle di qualche giorno fa in Australia. Lodevole la voglia di salire in sella, anche ormai che la stagione è alla fine, come la sua esperienza in Ducati.

Rins vede la sua moto andare in fumo ancora prima della corsa, non un buon presagio per il weekend.

Favoriti d’obbligo per la corsa, i soliti Marquez e Dovizioso, ma occhio al meteo, che probabilmente ci regalerà un weekend molto piovoso, in tutte e 3 le giornate.

Orari TV:

Domenica 4 novembre

Sky Sport MotoGP

ore 5:00 Moto3 Gara, diretta
ore 6:20 Moto2 Gara, diretta
ore 8:00 MotoGP Gara, diretta

Tv8

ore 11:00 Gara Moto3, differita
ore 12:15: Gara Moto2, differita
ore 14:00: Gara MotoGP, differita

Saluti

Davide_QV

CHIEDO AUTORIZZAZIONE, PER UN PASSAGGIO A VOLO RADENTE.

E fu così, che Maverik riuscii nell’impresa di ridare una vittoria alla casa dei tre diapason, evitando che la M1 2018, sia la replica senza vittoria di quella del 2003. Gara che lo ha visto partire malissimo e trovarsi in mezzo al gruppo sin dalla prima curva, ma sorpasso dopo sorpasso, è riuscito a portarsi davanti e restarci fino alla fine della corsa, lasciando solo qualche piccolo barlume di speranza agli inseguitori, quando faceva un giro di qualche decimo più lento, per poi tirare un nuovo giro veloce. Imprendibile, GRANDE MAV!!!

La gara dietro di lui, è sembrata più una corsa di moto3, con il pacchetto Dovizioso, Bautista, Iannone, Rins, Zarcò e Marquez, che se le davano in sorpassi e controsorpassi. Quello sempre un pò sopra le righe era Zarcò, che ha tirato le sue solite buone carenate a gratis, un pò a tutti, forse preso da troppa ansia, nel dover approfittare della doppia mescola morbida, che sicuramente lo avrebbe penalizzato nel finale. Sta di fatto che nella sua foga, è finito per prendersi dentro con Marquez in curva uno, botta davvero pericolosa, figlia di una incomprensione in staccata. Incidente di gara, ma il rischio di farsi male seriamente per i due è stato tanto, miracolo siano usciti illesi, seppure entrambi fuori gara.

Il pilota con il passo più costante del gruppetto forse era Rossi, ma da metà gara in poi, ha iniziato a soffrire i canonici problemi di trazione al posteriore. Il pilota di Tavullia non è mai riuscito a levarsi dal gruppo, restando inzuppato nella lotta, fatta molto spesso di parecchi errori nelle staccate, sopratutto con Iannone.

Iannone a mio avviso era il pilota che poteva dar fastidio a Vinales, perchè riusciva a fare tempi veramente pazzeschi, peccato l’aver commesso tanti e troppi errori nelle staccate pesanti, che gli han fatto perdere una quantità immane di tempo. A dar conferma di quel che dico, il fatto che nonostante questi lunghi, riusciva in uno o due giri a riportarsi nel gruppo e molto rapidamente in testa, con sorpassi a cui non si poteva minimamente replicare. Ottimo secondo, ma quel pizzico d’amaro, perchè poteva anche essere migliore il suo risultato.

Ducati finalmente non in crisi nemmeno sulla pista a lei più ostica degli ultimi anni, sopratutto pensando alla delusione 2017. Fa specie vedere che Bautista, sulla moto di Jorge, abbia un passo identico a quello del Dovi e onestamente fa sempre pensare, in ottica 2019, per quel che riguarda la lotta iridata. Speriamo che Dovi ritrovi il se stesso del 2017. La prestazione di dello spagnolo, deve far riflettere anche per la decisione di mettere Petrucci accanto a Dovi, visto che il bravo Danilo, anche oggi è stato artefice di un errore fin da subito, andando a concludere una corsa del tutto incolore. Ormai è chiaro che si poteva fare una scelta più saggia, per la seconda sella ufficiale, spero di venir smentito, ma nulla fa presagire che ciò possa accadere.

Moto2

Bagnaia incappa nel suo peggior weekend, ma Oliveira non sa sfruttare l’occasione e gli finisce davanti di una sola posizione. Normalmente parleremmo di una posizione da podio, mentre invece parliamo del 11esimo e 12esimo posto, qualcosa di incredibile, per due che lottano per il titolo. L’Italiano già dalle prove si è accorto di avere problemi di setting e grip posteriore, senza riuscire a porvi rimedio. Problemi di setting anche per il Portoghese, ed eccovi servita la gara delle retrovie.

La gara vede il trionfo di Binder, di volata davanti a Mir e Vierge. Peccato per la caduta di Baldassarri, nel finale, mentre era preso dalla lotta di sorpassi e controsorpassi per la vittoria, ultimi giri davvero spettacolari, pregni d’emozioni.

Moto3

Ormai il mondiale pare in questione di chi resta in piedi, con Bezzecchi ancora una volta portato alla caduta, a causa di un errore altrui e stavolta la colpa è di Rodrigo. Martin non ne approfitta a pieno e chiude quinto, portando a +12 il vantaggio in classifica. La questione ora si fa tosta, perchè zitto zitto, il buon Di Giannantonio, con il secondo posto di oggi, si è portato a 20 punti dal suo compagno di team, quindi ancora in corsa per il titolo, diventando un ulteriore problema concreto per lo Spagnolo. NDR non ricordo una stagione con così tante cadute per i contendenti al titolo, inizia a esserci troppa indisciplina in questa categoria ed è ora che si pensi a qualche sanzione, prima che la semplice caduta, si trasformi anche in un serio infortunio.

Infortunio; Bulega salta la corsa anche qui e il suo sostituto Vietti, riesce a postare a casa il podio, salendo sul terzo scalino, alla sua seconda apparizione nel mondiale. Applausi per lui, davvero un grande risultato e forse quel pilota da osservare per bene nella prossima stagione, nonostante i più, avessero dubitato sulla sua promozione nel team VR46.

Ah si, Arenas è stato il vincitore della corsa, dimenticavo di dirlo.

Saluti

Davide_QV

MOTOGP 2018 – MICHELIN® AUSTRALIAN MOTORCYCLE GRAND PRIX

Al netto del titolo già conquistato da Marquez, passiamo alla classe di mezzo, con Bagnaia che può diventare campione del mondo Moto2 in Australia se:

  • vince la gara e Oliveira non va oltre la 5° posizione
  • chiude al 2° posto e Oliveira non va oltre la 9° posizione
  • chiude al 3° posto e Oliveira non va oltre la 13° posizione
  • chiude al 4° posto e Oliveira non va a punti

Dal proprietario del team VR46, arriva a Bagnaia il consiglio di non preoccuparsi della questione mondiale, ma di correre serenamente la gara e massimizzare le occasioni che gli si presenteranno. Pecco, oltre al titolo, ha la possibilità di eguagliare o persino superare, Rossi e Marquez nel record di gp vinti nella stagione di mezzo, segno di quale sia la forza e il valore del pilota Piemontese. Una stagione corsa con molta testa, non lasciando mai nulla al caso, lavorando sodo sin dal venerdì e tanto tanto gas la domenica. Se lo scorso anno Morbidelli ci aveva già stupito, Bagnaia ha saputo già far di meglio, ma restando semplice e umile, senza mai una voce fuori dal coro o un comportamento sopra le righe, ammirevole.

MOTOGP

Circuito antiorario, di quelli al solito molto amati da Marquez, ma nel tracciato Australiano, per lui le cose non son sempre grato nel modo migliore, nonostante le 3 vittorie ottenute fra Moto3 e MotoGp. La pista solitamente riserva molte sorprese e risultati non scontati, se non altro da dopo il ritiro di Casey Stoner, assoluto dominatore nel tracciato di casa, ma qui anche Rossi ha sempre colto o corso delle gare eccezionali. Nelle ultime stagioni, Ducati non ha mai brillato, con la stagione scorsa quale punto più basso mai raggiunto.

Ducati e Dovizioso, dopo la matematica certezza di aver perso la corsa iridata, ora fa specie pensare che la moto migliore del lotto, debba giocarsi le prossime 3 corse, per portare a casa il titolo di Vice Campione. Fa molto strano pensare che Dovi e Vale siano staccati di soli 9 punti, visto che stiamo parlando di un pilota in sella a una moto vincente, contro un pilota che da inizio stagione, corre con una moto di livello assolutamente inferiore. E’ ora che Dovi torni a fare il pilota della stagione 2017, sopratutto in ottica 2019, altrimenti le speranze di lottare per il titolo, saranno pura utopia.

Cosa attendersi da questo weekend è difficile, tuttavia la pista fornisce molto grip e con molte curve di percorrenza, che potrebbero nascondere qualche problema di alcune moto, ma le temperature previste per il sabato e la domenica, son molto basse, con possibilità di non superare i 14°, quindi un bel grattacapo per i vari team e piloti.

Moto3

Martin incomincia a sentire la pressione e vedersi sfuggire ciò che pareva già suo in Qatar, iniziando ad accusare i piloti della accademy VR46 e quelli di KTM, di correre contro di lui e ostacolarlo nella corsa al titolo. Curiosa come accusa, sopratutto ricordando cosa sia successo a Bezzecchi in Thailandia. Se si analizza la caduta di Motegi dello Spagnolo, si può evincere che sia stato un errore di tutto suo, senza collisione, ma solamente una staccata nel punto sbagliato.

Nel team di Gresini, manca pure l’appoggi da parte del compagno di box, con un Di Giannantonio staccato di 29 punti dalla vetta, che con 75 punti ancora da assegnare, lo rendono ancora uno dei papabili per la corsa iridata, quindi difficilmente farà da scudiero a Martin.

Dare per favorito qualcuno, è quanto mai azzardato, visto quanto successo in questa stagione, tuttavia speriamo che il tricolore svetti.

Gli orari del gp in TV:

SKY SPORT MOTOGPHD

Domenica 28 ottobre

3:00 – Gara Moto3
4:20 – Gara Moto2
6:00 – Gara MotoGP

TV8 e TV8 HD

Domenica 28 ottobre

11:00 – Gara Moto3
12:15 – Gara Moto2
14:00 – Gara MotoGP

PS. mi raccomando ricordatevi che domenica si tirano indietro di un’ora le lancette dell’orologio.

Saluti

Davide_QV