Archivi tag: honda

l’Assen delle meraviglie

Come si può titolare un weekend con delle gare così fantastiche, così combattute, così incerte fino all’ultimo metro? Emozioni pure ed indescrivibili.

La moto3 teatro di infiniti sorpassi e contro sorpassi come suo solito, con un Fenati che a momenti fa il colpaccio, con un giro finale da panico, piegato solo da un Canet stratosferico. Classifica che si accorcia, con un Mir arrivato solamente nono.

Nota stonata del weekend, l’annuncio del ritiro a fine stagione della Mahindra, che si dichiara più interessata alle competizioni dei mezzi elettrici.

La moto2 ha visto il nostro Morbidelli dominare un’altra volta la corsa, ed ha firmato con il suo stesso team, per passare nella stagione 2018 in motogp con la Honda. Davvero una stagione incredibile per il Romano cresciuto a Tavullia. Peccato per la penalizzazione presa da Pasini che si ritrova quarto. Gara anche qui combattutissima ed incerta fino alla fine, con abbastanza carenate, e sopratutto l’incertezza della pioggia nei giri finali. Il podio si chiude con Luthi e Nakaghami. Spettacolo.

Ma arriviamo alla classe regina, quella dove si crea una lotta pazzesca fra Zarcò, Rossi, Marquez e Petrucci, che non perdono un istante per passarsi e ripassarsi, ma quando la pista inizia ad avere qualche goccia di pioggia, il primo ad andare per finire fuori pista è Vinales, che butta via gara e leadership di classifica, rischiando di essere investito da Dovizioso. A quel punto Dovi sta risalendo in maniera pazzesca, si mangia facilmente tutti quelli davanti, arrivando alle spalle di Rossi, ma quando pare tutto volgere al meglio per il Forlivese, inizia a fare qualche errorino, perdendo terreno dalla coppia Rossi-Petrucci.

Nel finale di gara i rischi non mancano, con qualche doppiaggio che fa salire più di qualche brivido, con un Crutchlow che pareva capace di andare a podio.

Ma alla fine a spuntarla è il “giovincello” di Tavullia, quello che sommando i suoi numeri sulla carena, fa 10 come le vittorie ottenute da lui qui ad Assen, cosa dire ancora di sto 38 enne? Spesso in molti lo danno per finito, che ormai sta li solo per i soldi, eppure alla fine, stupisce sempre. Come disse un giorno Lin Jarvis “Rossi pull a rabbit out of the hat”, ed anche oggi è andata così, con una gara pressoché perfetta. Chiudono il podio Petrucci ed un buonissimo Marquez, con Dovizioso dietro di lui.

Nel finale c’è stata la polemica con Zarcò, reo di aver messo a rischio la gara del dottore per la seconda volta in questa stagione. Rossi forse poteva risparmiarsi certe frasi, ma lo stesso Zarcò poteva stare un pò più attento, ma sono le corse.

Dovizioso è ora primo in classifica, con un vantaggio comunque limitato dal trio Marquez, Vinales e Rossi, ma è li strameritatamene, forse oggi ha usato più la testa che il rischio, ed ha fatto benissimo.

Capitolo Jorge Lorenzo, beh una situazione abbastanza difficile da giustificare, con una partenza da posizioni infelici dopo aver bagliato le qualifiche e una gara assolutamente incolore e desolante. E’ davvero brutto vedere un pilota del suo talento, non riuscire a domare un mezzo che, nelle mani dei suoi compagni di marca, pare non avere problemi per stare con i più forti. Per Ducati c’è da ripensare ai 15.000.000 dati al Maiorchino, contro il 1.000.000 dato al Dovi e poco più di 180.000 al Petrux.

Cosa dire ancora? A voi il commento.

Davide_esaltato_QV

MOTOGP 2017 – Motul TT Circuit Assen NETHERLANDS

Si, avete letto bene: siamo lieti di portavi una nuova competizione da leggere e commentare sul Bring ossia il MOTOMONDIALE. Quale occasione poteva essere migliore se non l’UNIVERSITÁ DELLE DUE RUOTE di Assen?

Ok sappiamo tutti che la pista è stata in parte snaturata dalle modifiche fatte nel 2006 ma, pur storcendo un pò il naso, le modifiche hanno lasciato quel fascino di tracciato super veloce e da pelo qual’è sempre stata Assen, teatro di duelli spettacolari con gare mai scontate, con piloti che hanno spesso pagato tributi fisici importanti e, in alcuni casi, quasi fatali come per Uncini.

Ma bando ai lati oscuri e ricordiamo solo i numeri infiniti di sorpassi che vede ogni gara, di qualsiasi categoria si parli, con la ultima esse sempre teatro di epici e rocamboleschi finali, come nel 2015 fra Marquez e Rossi, o la gara buttata via di Edwars, o mondiali in fumo come fra Fogarty e Chili, o piloti che han tagliato il traguardo stando a lato moto come AJO.

Ma il TT di Assen non è magia solo per questo ma anche la stranezza che, fino a un paio di anni fa, il gp si corresse al sabato con la leggenda che i suoni prodotti dalle moto dessero fastidio al prete che doveva dir messa (non vi è mai stata conferma certa). Ma, oltre a questo, una mecca per gli appassionati di due ruote che fanno sempre il tutto esaurito per questo evento esaltandosi per le manovre o vittorie di chiunque, insomma passione pura a genuina.

Si potrebbero scrivere pagine e pagine di storia sul circuito di Assen ma siamo al primo PRE GP del MOTOMONDIALE sul BRING, trovo quindi doveroso focalizzarmi su questo aspetto e parlare di come sia andata la stagione 2017 fino ad oggi.

Oddio tutto si potrebbe riassumere come un grande casino perchè, al momento, pare che i più in crisi siano quelli che hanno il pilota primo in classifica e che ha vinto 3 delle 7 gare, ossia Vinales, che assieme al suo compgano di marca, Rossi, non stanno capendo poi molto di queste Michelin con prestazioni che passano dal dominio a figuracce da un gp all’altro. Ed infatti è probabile che ad Assen le Yamaha corrano con due telai diversi, con Vale che ha preferito il nuovo 2017B mentre Maverik, non capendo cosa abbiano di diverso i due telai, quasi sicuro correrà con quello che ha usato fino ad oggi. La cosa pazzesca è che, al momento, le Yamaha 2016 di TECH3 hanno sempre meno problemi a trovare il setting e gestire l’usura gomme.

In casa Honda non pare che la situazione sia molto più rosea con un Marquez che pare metterci molto e troppo di suo, finendo per cadere anche nel cambio moto in pitline a Barcellona. Chiudo l’attimo comico ricordando che pure la Honda non riesce a comprendere a pieno questa gomma 2017, ma loro sembrano avere il problema opposto alle Yamaha ossia vanno meglio dove manca un pò di grip. Pedrosa in questa stagione pare essere nuovamente sul pezzo, dando dei grattacapi al compagno di box.

Ma passiamo a chi sta stupendo tutti, ossia la Ducati, che arriva ad Assen con un Dovizioso galvanizzatissimo, reduce dalla doppia vittoria al Mugello e Barcellona, con una moto che si sta mostrando forse quella che si adegua meglio a tutte le piste andando forte anche dove solitamente non eccelleva. Unica nota stonata un Lorenzo che non sta avendo le prestazione che tutti si aspettavano da lui, forse è ancora in difficoltà di apprendimento ma nel frattempo Petrucci sta facendo delle gran belle gare.

Suzuki pare aver buttato via tutto ciò che di buono aveva trovato nel 2016 e, ad uno Iannone troppo distratto, gli viene proibito di poter portarsi appresso Belen che a quanto pare lo deconcentra troppo.

Aprilia sta stupendo positivamente, con prestazioni in continua crescita, mentre KTM pare una semplice comprimaria. Ma diamo tempo al tempo.

In Moto2 ci si sta godendo una stagione di prim’ordine del buon Morbidellinonostante Luthi e Marquez non siano troppo lontani in classifica ma, soprattutto, pare che lo squadrone Italiano stia tornando in forze fra i grandi con Bagniaia che par essersi adeguato da subito alla categoria e poi c’è il ritrovato Pasini.

In Moto3 c’è il buon Mir che pare essere nella sua stagione quasi perfetta, ma dietro di lui c’è un Fenati mai domo che pare aver sbollito le baruffe 2016 con lo sky racing team ed aver ritrovato la lucidità mentale. Il resto dello squadrone italico porta qualche ottimo risultato ma mostra troppa altalenanza di prestazione, con risultati vittoriosi come Migno al Mugello per poi tornare in mezzo al gruppo a Barcellona. Insomma c’è ancora da fare prima di vedere un campione Italiano in questa categoria.

Bene, il pre gp è servito: ora la sola cosa che vi chiedo è quella di mettere da parte i tifi praticamente calcistici, che spesso animano le discussioni del motomondiale, quindi  sappiate sin d’ora che non verranno accettati commenti eccessivamente pro verso un pilota solo o talebanismi per la marca del cuore, non verranno manco tollerati svilimenti o insulti a qualsivoglia pilota perchè si parla di gente che ogni gara mette a rischio la propria pellaccia, dove anche il più lento in pista, darebbe schiaffi prestazionali a chiunque di noi qua dentro 😉

Saluti

DAVIDE_due ruote_QV

P.S. ricordatevi che la MotoGP correrà alle 13.00, per evitare la concomitanza con la F1 😉

Un jappo fa sognare e un jappo fa bestemmiare. 500 miglia pazze come sempre.

E quando meno te lo aspetti, ecco che arriva il MERITATISSIMO trionfo di TAKUMA SATO, che fa pace con la sfiga del 2013 e il suo finire a muro all’ultimo giro da leader. Gli ultimi 50 giri, a causa delle caution, sono stati esenti dalle mille infinite strategie, quindi si è giocato a carte scoperte e darci dentro tutto da parte dei piloti,quindi applausi per lui.

Le bestemmie infinite sono tutte per l’ennesimo motore Honda, che ha infranto il sogno di Fernando Alonso,mentre stava compiendo una gara fantastica, dimostrando a tutti l’infinito coraggio ed il saper gestire come i grandi, la 500 miglia dell’Indiana. Che peccato dannazione, sopratutto quando ti accorgi di quanto sia già entrato nel cuore degli Americani, che erano li in piedi ad applaudirlo, delusi per lui. Io, come molti altri, pensiamo che non sarà un evento sporadico, ma bensì molto probabile che si rivedrà presto Alonso a Indy.

Fortunatamente, durante la gara non ci sono stati piloti che si son fatti male, nonostante gli attimi di terrore per Dixon, incredibilmente illeso.

Sempre uno spettacolo la gara, sopratutto quando ci sono dei finali, con piloti che danno il 110%, con sorpassi all’esterno come Castroneves o Alonso, vedere le auto li appaiate per più curve, a 360 km/h, piloti che scartano all’ultimo, mancando il rivale di un nulla, il fascino delle gare su ovale.

Scusate per la recensione molto breve, purtroppo ho seguito solo gli ultimi 50 giri (ero a Misano) e dovevo riprendere l’undercut, tentato da Marloc, con il post di Montecarlo 😀

Saluti Davide_QV

 

 

101st Running of the Indy 500 PennGrade Motor Oil

La si potrebbe “solo” definire come la 101 esima edizione della sfida più veloce del mondo ma, mai come quest’anno, è invece la sfida di un pilota che sta stupendo tutti: un certo FERNANDO ALONSO.

Il campione spagnolo è riuscito ancora una volta a far parlare il mondo, mettendo ormai però a tacere tutti quelli che dubitavano sulla sua capacità di apprendimento, nella guida su ovale e feeling con le vetture della Indycar. Ma Fernando pare essere come il calabrone, che in teoria non potrebbe volare ma lui non lo sa e vola lo stesso. Ed ecco appunto che abbiamo assistito a una curva di apprendimento rapidissima, tanto da vederlo entrare nella TOP 9 per la pole da subito, ed essere addirittura quinto sulla griglia per la gara di domenica, ad una media superiore alle 231 mph (quasi 370 km/h)!!!

Già, avete letto bene, un risultato che ha del pazzesco anche perchè, fino ad oggi, nessun vincitore di una gara di F1 era mai riuscito in una prestazione simile al debutto assoluto sul catino dell’Indiana, quindi si può dire tranquillamente che ha già vinto nettamente la sua prima sfida.

La Honda tuttavia ha deciso di non fargli perdere le abitudini prese in F1, ed ecco che un motore è saltato nelle ultime libere con il suo team costretto a una sostituzione molto rapida prima delle qualifiche, ma anche la nuova unità ha presentato poi un problema con il turbo durante i giri di qualifica. Quindi il risultato sarebbe potuto essere anche migliore, difficile la pole ma forse una prima fila magari.

Già, la pole firmata da uno Scott Dixon fin incredulo di ciò che si è trovato a leggere sul suo display, ossia una media di 232.164 mph (oltre 373 km/h) che fa sì che sia la pole più veloce dal 1996, quando le vetture erano ben diverse dalle attuali. Alle sue spalle troviamo il vincitore (al debutto) della gara del 2016, con al suo fianco una nota conoscenza per il mondo della F1, alias TaKuma Sato. Una menzione va data a Bourdais, probabilmente il favorito per la corsa, che si è trovato a finire pesantemente a muro, trovandosi ora a sistemare femore e bacino fratturati. Giusto per ricordare che il pericolo è sempre lì vicino.

Il predominio Honda è stato notevole sia dal lato motore che quello dell’aereo kit, tanto che il team Penske (dotato di motore Chevy) si è ritrovato in netta crisi con i suoi piloti, con il solo Will Power nella Top 9 e classificatosi ultimo di questi, mentre Montoya e Castroneves navigano nelle retrovie.

Il solito sistema pazzesco delle qualifiche è riuscito a far si che anche stavolta ci sia un pilota classificatosi decimo che risulta avere un giro medio che lo avrebbe portato al quarto posto in griglia, parliamo di Ryan Hunter-Reay, con i suoi 231.442 mph di media (il sistema di qualifica ha un regolamento troppo complesso da scrivere qui in poche righe)

Ma c’è poco da disperarsi, Indy 500 è sempre una gara ricca di colpi di scena dove anche le logiche più assodate finiscono per essere rivoluzionate dalle strategie improvvisate, dalle situazioni di Yellow Flag (giri dietro la safety dopo un incidente o detriti in pista) o da errori più o meno gravi dei piloti.

Negli annali delle cose più rocambolesche accadute nella 500 miglia ci sono da ricordare vittorie azzardate come quella di Alexander Rossi dello scorso anno, rimasto fuori nell’ultima situazione di yellow flag, finendo per avere un vantaggio pazzesco su chi ha pittato, percorrendo gli ultimi due giri a una andatura lentissima e tagliando il traguardo quasi con i vapori di metanolo.

Non meno pazzesca l’edizione 2015 vinta da Montoya, che nelle prime fasi di gara si era ritrovato ultimo, con un giro di distacco dal primo. Ma nonostante l’imprevisto lui e il suo team sono riusciti a fare un ottimo gioco di strategia, riprendendo il giro e riuscendo poi a risalire posizione su posizione, andando a vincere la corsa. Quando si dice che a Indy nulla è mai certo.

Un’altro finale pazzesco, quello del 2011 con Hildebrand che aveva ormai la gara in pugno, ad una sola curva dalla fine, durante un doppiaggio esce dalla traiettoria migliore, mette le gomme sullo sporco e finisce a muro. La macchina struscia il muretto fino alla linea del traguardo ma è Dan Wheldon ad aggiudicarsi la corsa, mentre Hildebrand finisce secondo senza ruote del lato destro. Una cosa incredibile.

Tuttavia uno dei finali più pazzeschi di sempre ci fu nella Indy Lights del 2012, con 4 piloti a giocarsi la gara fino alla fine, curve dove c’erano 3 auto appaiate e sul traguardo…no dai, gustatevi il video

www.youtube.com/watch?v=Wp1klmtsWQA

Ma ora basta, ormai i giorni che ci separano alla corsa sono pochi, l’interesse per la corsa, anche grazie ad Alonso, è altissimo. Non che normalmente non lo sia, ma in questi ultimi mesi i riflettori son stati ben puntati su questa corsa, speriamo quindi che ci dia le solite grandi emozioni.

Visto che si parla di gare Americane non posso chiudere l’articolo senza fare un doveroso ricordo a Nicky Hayden che ieri ha perso la sua gara per la vita, un errore in bici pagato molto caro. Quando il destino, beffardo, non chiede il prezzo in una caduta a 300 km/h in moto ma te lo chiede in un pomeriggio di Maggio.

Riposa in pace Nicky #69

Saluti Davide_QV