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MotoGp 2019- Round Austria myWorld Motorrad Grand Prix von Osterreich

Dopo aver fatto le vacanze in luglio gli uomini del Motomondiale si sobbarcano gli straordinari e corrono due domeniche di fila per potersi fare il Ferragosto sulla spiaggia liberi da impegni. Infatti ci si catapulta al Red Bull Ring dopo il Weekend di Brno compreso di codazzo con i turni di prove estivi. Insomma un super lavoro dopo l’ozio per permetter loro di guadagnarsi la pagnotta.
Durante i test di Brno è purtroppo caduto malamente il Suzukista Mir che probabilmente non sarà della partita in Austria, mentre Valentino ha provato il motore nuovo per la moto 2020 nella speranza che ciò possa cambiare qualcosa ma pare che sia rimasto deluso in quanto i cavalli in più trovati paion esser ronzini invece che purosangue.
L’onnipresente Carletto Pernat non ha perso l’occasione di rispondere alla sua maniera a chi lo ha intervistato. Ha sentenziato che Ducati ha perso il vantaggio di motore su Honda e che per questo nei prossimi anni non vincerà alcun mondiale…però Valentino ha delle chances perché Yamaha ha provato un nuovo motore…..Boh!!!. come se Ducati non potesse più evolvere da un anno per l’altro mentre gli altri lo fanno…. Il personaggio è sempre troppo controverso e spesso e volentieri dice cose per mettere in luce se stesso piuttosto che la realtà dei fatti, quindi va preso con le molle e a piccole dosi.
Da registrare anche la polemica tra Rins e Piero Taramasso di Michelin che ha tirato le orecchie allo spagnolo per essersi lamentato di un tempo totale gara 2019 superiore al 2018: evviva i piloti muti!
Lamentarsi del monofornitore di pneumatici pare sia vietato per regolamento come in altre categorie del Motorsport e comincio anche a pensare che sia pure controproducente.

Normale amministrazione quindi, come normale amministrazione rischia di essere lo svolgimento delle gare delle due classi più grandi. Azzeccare il vincitore della Moto3 equivale invece a fare sei al superenalotto, tanto alto è il livello di incertezza in quello che mi sento definire come il più bel campionato di Moto3 visto sinora. Saranno in lotta per la vittoria i soliti dodici, tredici, quattordici, quindici, sedici piloti e tra quelli i nostri ragazzini terribili. Non conviene pronosticare in quanto il rischio della figura pessima è vicino alla certezza.

Nelle altre due classi potrebbe essere un doppio Marquez come domenica scorsa ed altre tante volte quest’anno… e qui apro una parentesi malinconica.
Scorrere i risultati delle gare e vedere che le due classi “maggiori” portano spesso lo stesso cognome in vetta alla classifica mi fa tornare indietro ad un anno fantastico, il 1985. Quell’anno a fine stagione la classe 250 e quella 500 videro un solo cognome in alto: Spencer. Ciò che però rese specialissimo quell’anno fu che, a parte il cognome, anche il nome di battesimo era lo stesso….Freddie….Freddie Spencer…Fast Freddie.
Fu l’ultimo in grado di vincere due classi contemporaneamente e fu il primo di cui mi innamorai seguendo le moto. La faccia da ragazzino, quasi un “nerd”, che faceva scuola e doposcuola ai colleghi inventando un nuovo modo di stare in sella e di disegnare le traiettorie direttamente dalla Louisiana.
Ma non mi voglio far prendere dalla nostalgia e passo avanti.

Immagine tratta da pinterest.com

In Moto2 il fratellino di Marc ha messo a posto tutti i tasselli e quest’anno finalmente dovrebbe riuscire a centrare il mondiale: è alla quinta stagione e rischia di restare per sempre senza corona, quindi che muova le terga. A dargli una mano ci stanno pensando gli avversari che man mano si stanno perdendo tra mille problemi ed un attrazione particolare per i pascoli d’erba fresca di montagna piuttosto che per le spiagge ghiaiose. Sia Luthi che Baldassarri stanno sbagliando troppo e non riescono a tenere in mente che la prima regola per vincere una gara è finirla.

La nostra MotoGP.
Da quando si corre a Zeltweg ha sempre e soltanto vinto una Ducati e per tre anni di fila. Dopo aver detto questo che i Ducatisti si sentano pur liberi di preoccuparsi. Il cannibale marziano spagnolo avrà tutta l’intenzione di spezzare questa serie. Marc qui non ha mai vinto e già solo questo ci basta per capire il mood con cui metterà il casco in testa al Red Bull Ring. E’ una pista da allunghi, in cui conta una moto con gran motore e gran stabilità in frenata. Queste sono le peculiarità Ducati quindi servirà un Dovizioso iper eccellente per poterla spuntare, tanto Marquez non si porrà problemi di pista sfavorevole e che gira a destra.
Poche sono le aspettative per gli altri in pista.
Rins è talvolta ottimo e talvolta discreto, per cui la media del suo rendimento rispecchia quanto fu detto ad inizio mondiale in cui lo si vedeva competitivo solo in alcune occasioni esattamente come la sua moto.
Vinales resta un oggetto indecifrabile almeno quanto lo è la sua Yamaha.. funzionano entrambi a fasi alterne e tocca sperare che l’alternarsi delle fasi possa coincidere in un momento alto per entrambi se vogliamo vederli di nuovo vincere.
Rossi: vediamo cosa farà Maverick Vinales…se lui andrà bene Vale farà gara nelle retrovie o, al contrario, se lo spagnolo farà male lui potrà correre almeno in vista del podio perché di vittoria non credo se ne possa parlare. Assurdo vero? Dopo tanti mondiali visti e rivisti ancora non me lo spiego…
Direi che possiamo anche tralasciare gli altri ed evitarci l’elenco dei nomi con il solito copia/incolla delle recensioni passate per non annoiare i lettori, tanto i regolamenti ben studiati sono riusciti a definire bene le posizioni e toglierci il gusto del dubbio anche in caso di gara bagnata..
Lieto, fiero ed orgoglioso di recitare il mea culpa se i fatti mi dovessero smentire.
Buon divertimento…lo spero per tutti.

ULTIM’ORA
Sky ha diffuso la notizia di un clamoroso ritorno di Jorge in Ducati, trattativa apertasi la domenica sera di Brno dopo un incontro tra il managment di Borgo Panigale ed il manager del pilota.
Il rientro sarebbe all’interno del box Pramac al posto di Jack Miller in quanto le due moto del team principale resterebbero per Dovizioso e Petrucci.
Si aprono scenari suggestivi. Ma sarà vero? O solo fantamercato per scaldare un ambiente che attualmente pare plafonato?
Chi salirebbe sulla seconda Honda? Quale il destino di Miller? Quale ingegnere per Lorenzo visto che Gabarrini è stato dedicato a Bagnaia?
Di sicuro dietro c’è la mano di Gigi Dall’Igna che ha sempre stimato “Giorgio”. A voi i commenti ed i giudizi.

Immagine tratta dal sito corsedimoto.com

Su Sky in TV canale 208
Domenica 11 agosto
10.00: Diretta MotoE Gara
11.00: Diretta Moto3 Gara
12.20: Diretta Moto2 Gara
13.15: Paddock Live Gara
13.30: Grid Pre-Gara MotoGP
14.00: Diretta MotoGP Gara

in differita su Tv8
Domenica 11 agosto
13.00: Studio MotoGP
13.15: Differita MotoE Gara
13.30: Studio MotoGP
14.00: Differita Moto3 Gara
15.00: Studio MotoGP
15.30: Differita Moto2 Gara
16.15: Studio MotoGP
17.00: Differita MotoGP Gara

immagine in evidenza tratta dal sito it.wikipedia.org

Salvatore Valerioti

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F1 2019 AUSTRIAN GP: AN INTRODUCTION

Neanche il tempo di riprendersi dal tourbillon di emozioni che ha regalato il GP di Francia , ecco che immediatamente ci si rituffa nell’entusiasmante lotta per il mondiale 2019 a Zeltweg, in casa Red Bull, per il GP dell’Austria. Si, sono un pelo ironico.

Se c’è una cosa che ci hanno insegnato gli otto appuntamenti già disputati è che non bisogna farsi troppe illusioni sul prevedibile svolgimento che anche questo GP potrà avere, ossia di una Mercedes che parte per conquistare l’ennesima vittoria/doppietta dell’anno.

Qualcuno, anche di molto autorevole come il TP Mercedes Toto Wolff, potrebbe obbiettare che la conformazione della pista e le caratteristiche delle monoposto portano a pensare ad una lotta serrata tra Ferrari e Mercedes e chissà, da buon Wolf(f) e dopo tanto gridare “al lupo, al lupo” forse questa volta potrebbe essere la volta buona.

Nel 2018 si consumò uno dei weekend peggiori della stella d’argento degli ultimi 5 anni, con due vetture ritirate per noie meccaniche e un mondiale che sembrava prendere la via di Maranello. Ecco, diciamo che una riedizione del 2018 non è quotata neanche per scherzo dai bookmaker.

Anzi, rischia a breve di pagare pochissimo anche una puntata sul WDC 2019, con un Hamilton che sembra aver spazzato via in maniera quasi definitiva le velleità del (inizialmente) combattivo Bottas 2.0.

immagine da f1grandprix.motorionline.com

Speriamo almeno che gli unici brividi non arrivino più dagli steward che dall’azione in pista, visto che anche questo trend sembra andare per la maggiore in quest’ultimo periodo.

Ma diamo a Wolff quel che è di Wolff che ha obbiettivamente qualche ragione per essere preoccupato della minaccia Ferrari a Zeltweg.

Tracciato corto e dall’elevata velocità di percorrenza, ha la caratteristica di essere “stop&go” con un carico aerodinamico richiesto medio/basso e una PU che viaggia spesso flatout. La prima parte del circuito fino a curva 4 è caratterizzata da rettilinei e curve a gomito in cui sono importanti PU, frenata e trazione in uscita, più da Ferrari diciamo. Seconda parte più guidata e con curve in appoggio in cui è facile immaginare una Mercedes sugli scudi.  Pensando ad una pole sotto il minuto e tre secondi, si può prevedere una bella lotta in qualifica (finestra di utilizzo gomme permettendo…)

Tracciato storicamente gentile in termini di usura per il quale Pirelli ha portato le specifiche C2, C3 e C4. Guardando alle scelte dei top team vediamo come Ferrari sia stata la più conservativa, con un numero di set di C3 superiore alle sue concorrenti che esprime probabilmente la volontà di passare la Q2 con le C3 e una strategia C3/C4 in gara.

immagine da f1analisitecnica.it

Tra gli altri team solo Racing Point ha “copiato” Ferrari mentre gli altri si sono tutti più o meno uniformati a 8/9 set di C4 e 2/3 set di C3.

Molto probabilmente il venerdì di Zeltweg sarà utilizzato dalla Ferrari come giornata di test per provare le novità già viste in Francia. La ricerca disperata di carico aerodinamico è al centro dei pensieri del team di Maranello e da qui passano tutte le speranze di future soddisfazioni di questo 2019.

Interessante sarà vedere anche la lotta interna tra i piloti, che vede un Vettel ancora saldamente al comando nel computo stagionale ma con Leclerc che in Francia è stato autore di una prestazione concreta e senza sbavature, un po’ alla Vettel “vecchia maniera”.

Per Bottas invece inizia la sequenza delle gare da “ultima spiaggia” in ottica mondiale, con un bilancio di vittorie di 6 a 2 per il team mate e il dilatarsi del distacco in classifica generale. Questo è un circuito gradito al finlandese che deve battere un colpo nei confronti di Hamilton che ultimamente lo ha battuto come un tamburo.

L’unica preoccupazione di Hamilton invece potrebbe essere l’eccessiva sicurezza e l’inconscia tendenza a prendere sottogamba l’impegno in terra austriaca. Ormai i suoi interventi anche sulle controverse infrazioni alla condotta di gara in pista lo tengono al centro dell’attenzione a 360 gradi (Ross Brawn ne auspica il contributo in un eventuale variazione dei regolamenti) ma sarebbe sciocco pensare ad una fonte di distrazione tale da compromettere il suo rendimento in pista.

Red Bull corre in casa e nel 2018 vinse. Replicare quel risultato sarebbe un miracolo, un po’ come vedere Gasly davanti a Verstappen a fine gara. McLaren invece attesa ad una riconferma dello straordinario weekend francese.

Il GP di Francia è stato l’ennesimo motivo per cui la stampa si è scagliata contro questa F1 definita “troppo noiosa”, “soporifera”, “dominata da una sola squadra”, “senza pathos anche per colpa dei regolamenti”. Siamo tornati ai tempi del dominio Ferrari o Red Bull in cui le lamentele erano le stesse, specie in certi anni di assoluto dominio.

La soluzione “migliore” sarebbe quella di modificare i regolamenti sportivi, tecnici e di risorse a disposizione per cercare di riequilibrare le forze in campo. Praticamente una missione impossibile che sarebbe anche contro lo spirito “pionieristico” di ricerca tecnologica che è nel DNA della F1.

La soluzione più semplice è far si che si creino le condizioni per le quali il dominatore attuale venga detronizzato e venga sostituito da uno nuovo, magari ugualmente tirannico. Cosa accaduta per McLaren-Honda anni 80, Williams anni 90, Ferrari inizio anni 2000 e Red Bull del 2010-2013.

Ma qui sorge una domanda: c’è l’effettivo bisogno o la volontà che questo possa avvenire? Abbiamo un brand mondiale dell’automotive che sta facendo scuola e la storia, un pilota che si appresta ad essere, almeno nei numeri, il più grande di sempre e rispetto a quello che sta per essere detronizzato è anche molto più empatico, spendibile a livello mediatico e capace di incontrare i favori del variegato mondo dei social network.

immagine da tuttomotoriweb.com

Con questo non voglio ASSOLUTAMENTE affermare che Hamilton e Mercedes vincono SOLO perché sono più belli, potenti e ricchi e perché qualcun altro vuole così. E ovvio che i successi degli ultimi 5 anni sono dovuti semplicemente al fatto che sono stati più forti, bravi e con più risorse umane/economiche di tutti gli altri.

Ma di sicuro, anche solo pensando ai motivi per cui fu abbattuto il dominio Ferrari e RBR degli ultimi anni, una squadra “antipatica” e ammazza-interesse da una parte e un “costruttore” senza tradizione e con un pilota sordo alle sirene dei brand e della promozione dall’altro, sono elementi non presenti nell’attuale caso Mercedes-Hamilton, con quest’ultimo anzi che sta diventando un vero e proprio ambasciatore della F1 nel mondo.

Forse gli appassionati di lungo corso e i tifosi di quelle squadre che oggi sono costantemente perdenti la fanno troppo lunga riguardo a noia, mancanza di interesse ecc ecc. La ruota gira e girerà come è sempre successo. Molto sta nel vedere quando questa accadrà, come e se prima o dopo che questa categoria avrà cambiato definitivamente le caratteristiche per le quali l’abbiamo apprezzata.

Alla fine speriamo almeno di poterci divertire un po’ di più di quanto questo 2019 ha saputo offrire. E che il cambio di regolamenti del 2021 sia davvero epocale in positivo. Ma rimane, appunto, una speranza che sarà anche l’ultima a morire ma di solito, nel mondo della F1 e quando si parla di regolamenti, muore male.

*immagine in evidenza da projekt-spielberg.com

Rocco Alessandro

 

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