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TOTAL 24 Hours of Spa-Francorchamps

Eau Rouge, Pouhon, Blanchimont, Bus Stop…..pezzi d’asfalto leggendari, curve mitiche fra i boschi delle Ardenne. Saranno anche quest’anno teatro, per la 69^ volta nella sua lunga storia iniziata nel 1924, di uno dei più affascinanti spettacoli nel panorama internazionale del Motorsport.

La lunga e veloce, fino agli anni ’80 era ancor più rapida, pista di Spa, è probabilmente la più tecnica, la più immutata nel tempo e la più amata dalla maggior parte dei piloti che ci hanno potuto correre. La scorrevolezza e la sinuosità dei tratti guidati è veramente paradisiaca…unita alle forti variazioni altimetriche, Spa regala un vero piacere di guida…difficilmente replicabile in altri posti.

11 costruttori delle più belle GT del mondo, oltre 200 piloti che vanno dai professionisti schierati dalle squadre supportate dalle case, ai gentleman che pagano per realizzare il sogno di una passione; oltre 60 GT3 mozzafiato…coloratissime, diversissime fra loro…ma correranno tutte insieme.

La 24 Ore di Spa anni addietro era una gara prestigiosa riservata alle sole vetture Turismo, mentre all’inizio degli anni 2000 è entrata a far parte del FIA GT, manifestandosi come climax della stagione. Da lì in poi è diventata senza dubbio la più importante gara di durata dedicata alle vetture Gran Turismo , al pari della 24 Ore del Nurburgring. Le potenti GT1 degli anni’00 ne hanno dominato la scena fino al 2009, passando poi il testimone alle emergenti GT3.

Nella classe PRO ci saranno ben 37 vetture…un record per il Blancpain GT Series.

Trai favoriti c’è il solito squadrone Audi (con i team WRT e ISR supportati ufficialmente), che da qualche tempo ha perso lo smalto che aveva quando poteva contare su Laurens Vanthoor…che ad oggi è stato il miglior interprete della R8. Nonostante ciò sono ben 5 le R8 LMS factory backed da Audi Sport.

Mercedes AMG si affida ai team Black Falcon, HTP, e Akka ASP…sperando di non rovinarsi la gara come l’anno scorso con le penalità pesantissime inflitte a causa di scorrettezze in fatto di elettronica dell’AMG GT GT3..nonostante fossero le più performanti del lotto anche senza trucchetti.

Poi i detentori della vittoria del 2016…che certamente proveranno a difendere. Il Rowe Racing porta le sue due BMW M6 GT3 con delle line up superaffidabili e che sicuramente sapranno recitare ancora un ruolo da protagonista.

La Lamborghini viene rappresentata come sempre dal Grasser Racing con le sue Huracan verde brillante; il team austriaco è partito fortissimo quest’anno…vincendo a Monza, Silverstone e dominando alcune gare della Sprint Series come Brands Hatch con la #63 di Bortolotti-Engelhart che è in testa alla classifica. Però le gare lunghe non hanno mai portato bene alle vetture di Sant’Agata Bolognese…per la scarsa affidabilità e la predisposizione al surriscaldamento del motore. Vedremo, questa è la prova del nove per vedere se la Huracan GT3 è una vettura veramente da Endurance.

Il team M-Sport porta ben tre Bentley Continental GT3 all’assalto delle Ardenne, coadiuvato dal team ABT. La #8 si è riscattata dopo un avvio di stagione in sordina con la vittoria alla 1000 km del Paul Ricard. Negli anni passati le Bentley a Spa hanno dimostrato sempre gran velocità ma lacune di affidabilità e buona sorte.

I team Clienti Ferrari possono contare quest’anno su tre 488 GT3 nella classe Pro che sulla carta dovrebbero essere ben equipaggiate per una lotta al vertice, con la #55 Kaspersky che può beneficiare della velocità di Calado , Fisichella e Cioci, la #50 di AF Corse con Pierguidi, Rugolo e Lathouras, mentre la SMP Racing #72 con Rigon e Molina più il gentlemen Shaytar. Vediamo se quest’anno con un parco auto un po’ più corposo il Cavallino turbo riesce a togliersi soddisfazioni, anche se nei precedenti appuntamenti erano sempre lì sul podio pronte a centrare il colpo grosso senza però riuscirci.

Le 650 GT3 della Mclaren da quest’anno sono gestite dalla Strakka Racing, che nonostante piloti come Rob Bell e Come Ledogar ha sempre deluso le aspettative e faticato (si dice nel paddock) con le nuove Pirelli 2017. Inoltre nelle gare di durata la Mclaren non è mai stati un mostro di affidabilità.

La Nissan, in attesa del nuovo modello di GT-R per il 2018, continua ad appoggiarsi alla factory inglese RJN, con i giovani e veloci talenti venuti fuori dalla GT Academy. Dalla Play Station alla pista il passo è breve in questo caso…ma gente come Ordonez ha il piede davvero pesante.

Emil Frey Racing continua a portare avanti il programma indipendente con la Jaguar XKR…con ben 2 vetture e potendo contare sull’esperienza di un veterano del GT come Ortelli.

Infine la Porsche è presente in classe Pro con una sola 911 GT3R del team di Timo Bernhard, anche se è da tenere veramente d’occhio perché alla guida ci sono Vanthoor, Estre e Christensen.

Per la classe Pro-Am gli equipaggi più accreditati sono sicuramente l’Oman Racing Team gestito da TF Sport che con la sua Aston Vantage GT3 #97 è in testa al campionato grazie alla vittoria di Monza e ai due secondi posti di Silverstone e Le Castellet; la Lambo #77 del Barwell Motorsport che è in forte ripresa avendo vinto sia a Silverstone che al Paul Ricard. Anche la Ferrari #11 del Kessel Racing è sempre stata molto consistente negli anni passasti, anche se ha patito qualche problema di troppo quest’anno. Mentre in classe AM, riservata esclusivamente agli amatori, la Ferrari #488 del Rinaldi Racing dovrebbe battere senza troppi problemi la concorrenza dei pochi avversari di categoria.

Ci attende dunque una classica maratona più avvincente che mai….scatterà Sabato pomeriggio dalla vecchia griglia di partenza di Spa, cioè la picchiata impressionante che porta all’Eau Rouge….qui o si alza il piede o si tiene giù all’esterno sperando di non fare danni e rovinare il lavoro di un anno nel giro di qualche secondo!

ENTRY LIST:

#00 – PRO – Good Smile Racing&Team UKYO – Taniguchi, Katakoa, Kobayashi – Mercedes-AMG GT3

#1 – PRO – Audi Sport Team WRT – Garcia, N.Müller, Rast –                 Audi R8 LMS

#2 – PRO – Audi Sport Team WRT – De Philippi, Mies, Vervish –       Audi R8 LMS

#3 – Pro-Am – Belgian Audi Club Team WRT – Caygill, Venter, Mayr Melnhof, Lyons – Audi R8 LMS

#4 – PRO – Black Falcon – Christodoulou, Buurman, Stolz – Mercedes-AMG GT3

#5 – PRO – Audi Sport Team WRT – Fässler, D.Vanthoor, Stevens – Audi R8 LMS

#6 – PRO – Belgian Audi Club Team WRT – Berthon, Richelmi, Treluyer – Audi R8 LMS

#7 – PRO – Bentley Team M-Sport – Kane, Smith, Jarvis –             Bentley Continental GT3

#8 – PRO – Bentley Team M-Sport – Soucek, Soulet, Abril –           Bentley Continental GT3

#9 – PRO – Bentley Team ABT – Verdonck, Jons, Pepper –            Bentley Continental GT3

#11 – Pro-Am – Kessel Racing – Broniszewski, Rizzoli, Cressoni, G.Piccini – Ferrari 488 GT3

#12 – PRO – Ombra Racing – A.Piccini, M.Beretta, Gattuso – Lamborghini Huracan GT3

#14 – PRO – Emil Frey Jaguar Racing – Frey, Ortelli, Costa –               Emil Frey Jaguar G3

#15 – Pro-Am – Black Falcon – Sandberg, Chaponik, Heckert, Bleekemolen – Mercedes-AMG GT3

#16 – Pro-Am – Black Falcon – Morley, Toril, Götz, Kirchhöfer – Mercedes-AMG GT3

#17 – PRO – Belgian Audi Club Team WRT – Leonard, Green, Dennis – Audi R8 LMS

#18 – Pro-Am – Black Falcon – Piana, Al Faisal, Haupt, Van der Zande – Mercedes-AMG GT3

#19 – PRO – GRT Grasser Racing – Perez Companc, Ineichen, Giammaria – Lamborghini Huracan GT3

#22 – PRO – Motul Team RJN Motorsport – Simmons, Parry, Moore – Nissan GT-R Nismo GT3

#23 – PRO – Motul Team RJN Nissan – Buncombe, Ordonez, Chiyo – Nissan GT-R Nismo GT3

#25 – PRO – Audi Sport Team Sainteloc – Winkelhock, Haase, Gounon – Audi R8 LMS

#26 – Pro-Am – Sainteloc Racing – Kelders, Rostan, Bouvy, Guilvert – Audi R8 LMS

#27 – PRO – Orange 1 Team Lazarus – Pohler, Crestani, Filippi – Lamborghini Huracan GT3

#35 – Pro-Am – Walkenhorst Motorsport – Menzel, Palttala, Krognes, Henkola – BMW M6 GT3

#36 – Am – Walkenhorst – Walkenhorst, Van Campenhoudt, Schiwietz, Oeverhaus – BMW M6 GT3

#42 – Pro-Am – Strakka Racing – Leventis, Williamson, Fleming, Webb – Mclaren 650 S GT3

#43 – PRO – Strakka Racing – J. Kane, Fumanelli, Tordoff –         Mclaren 650 S GT3

#48 – PRO – MANN-FILTER HTP Motorsport – Heyer, Dontje, Assenheimer – Mercedes-AMG GT3

#50 – PRO – AF Corse – Lathouras, Rugolo, Pierguidi –                     Ferrari 488 GT3

#51 – Pro-Am – AF Corse – Motoaki, Bontempelli, O. Beretta, Castellacci – Ferrari 488 GT3

#52 – Pro-Am – AF Corse – Cameron, Griffin, Scott, Ragazzi –     Ferrari 488 GT3

#53 – Pro-Am – Spirit of Race – Hommerson, Machiels, Bertolini, Butcher – Ferrari 488 GT3

#55 – PRO – Kasperky Motorsport – Fisichella, Cioci, Calado –   Ferrari 488 GT3

#58 – PRO – Strakka Racing – Ledogar, Bell, Barnicoat –               Mclaren 650 S GT3

#59 – PRO – Strakka Racing – Watson, Jaafar, Schothorst –       Mclaren 650 S GT3

#63 – PRO – GRT Grasser Racing – Bortolotti, Engelhart, Caldarelli – Lamborghini Huracan GT3

#66 – PRO – Attempto Racing –  Grenier, Van Lagen, Van Splunteren – Lamborghini Huracan GT3

#67 – Am – Attempto Racing – Mateu, Maggi, Bovy, Krebs – Lamborghini Huracan GT3

#72 – PRO – SMP Racing – Shaytar, Molina, Rigon – Ferrari 488 GT3

#75 – PRO – ISR – Albuquerque, Schmid, Salaquarda – Audi R8 LMS

#76 – PRO – Audi Sport Team ISR – Kaffer, Van der Linde, Stippler – Audi R8 LMS

#77 – Pro-Am – Barwell Motorsport – Amstutz, Kodric, Kujala, Gavin – Lamborghini Huracan GT3

#78 – Pro-Am – Barwell Motorsport – Matchitski, Ramos, Abra, Keen – Lamborghini Huracan GT3

#84 – PRO – Mercedes-AMG Team HTP Motorsport – Eriksson, Buhk, Perera – Mercedes-AMG GT3

#85 – PRO – HTP Motorsport – Sandström, Schiller, Baumann – Mercedes-AMG GT3

#88 – PRO – Mercedes-AMG Team Akka ASP – Serralles, Juncadella, Vautier – Mercedes-AMG GT3

#89 – Pro-Am – Akka ASP – Perfetti, Fontana, Badey, Bastian – Mercedes-AMG GT3

#90 – PRO – Akka ASP – Meadows, Marciello, Mortara –       Mercedes-AMG GT3

#97 – Pro-Am – Oman Racing Team TF Sport – Al Harthy, Yoluc, Hankey, Adam – Aston Martin Vantage V12 GT3

#98 – PRO – Rowe Racing – Spengler, Catsburg, Blomqvist –          BMW M6 GT3

#99 – PRO – Sims, Martin, Eng – BMW M6 GT3

#114 – PRO – Emil Frey Jaguar Racing – Hirschi, Klien, Seefried –   Emil Frey Jaguar G3

#117 – PRO – KÜS Team75 Bernhard – L. Vanthoor, Estre, Christensen – Porsche 911 GT3 R

#188 – Am – Garage 59 – West, Goodwin, Harris, Ellis –               Mclaren 650 S GT3

#333 – Pro-Am – Rinaldi Racing – Mattschull, Salikhov, Siedler, Malucelli – Ferrari 488 GT3

#488 – Am – Rinaldi Racing – Mastronardi, Van Glabeke, Ehret, Lancieri – Ferrari 488 GT3

#777 – Am – Team HB Racing – Vannelet, Delhez, Stursberg – Lamborghini Huracan GT3

#888 – Am – Kessel Racing – Duyver, Zanuttini, Perel, Cadei –     Ferrari 488 GT3

#911 – Pro-Am – Herberth Motorsport – Häring, A.Renauer, R.Renauer, Lieb – Porsche 911 GT3 R

#912 – Pro-Am – Herberth Motorsport – Allemann, Bohn, S.Müller, Jaminet – Porsche 911 GT3 R

#961 – Pro-Am – Spirit Of Race – Demerdjian, Rizzo, Minassian, Vilander – Ferrari 488 GT3

 

 

TIMETABLE

Giovedì 27/07: 11:50 – Prove libere 1

17:45 – Pre-Qualifying

20:10 – Qualifying

21:55 – Night Qualifying

Venerdì 28/07: 18:50 – Warm Up

19:30 – Super Pole

Sabato 29/07: 16:30 – Gara

Per chi può io consiglio di non perdersi gli onboard della notte….. l’Eau Rouge di notte è l’unica volta all’anno che si può apprezzare!!!

Aury

2017 FORMULA 1 ROLEX BRITISH GRAND PRIX Silverstone

Benvenuti al Mondiale di F1 più appassionante degli ultimi 5 anni, inutile negare l’evidenza. Dobbiamo risalire al 2012, anno in cui Alonso spremette il sangue da una rapa di nome F2012 provando ad impedire il tris iridato di Vettel, per trovare un Campionato in cui le prime guide dei due Teams rivali si son contesi aspramente il WDC. Francamente il triennio 2014/2015/2016 di appassionante ha avuto poco mentre, seppur promettesse bene ad inizio annata, il 2013 diventò un proforma una volta che Vettel e la sua RBR9 trovarono la quadra ed asfaltarono la concorrenza intera vincendo il WDC con largo anticipo sulla fine del Mondiale.

La situazione là in cima alla classifica del WDC è perlomeno curiosa: la Ferrari (ovvero Vettel) non vince da Monaco ma, nonostante tale astinenza, nelle ultime 2 gare il vantaggio di Sebastian su Hamilton è andato aumentando. Il tutto mentre la sensazione, netta, è 1 che MB si sia ripresa il benchmark della performance assoluta sia in prova che in gara e 2 che per motivi probabilmente ascrivibili al suo stile di guida unico la W08 sia un cavallo difficilmente domabile per Hamilton mentre calzi sempre meglio addosso a Bottas. Già, Bottas: alla vigilia di Silverstone il divario in classifica tra Vettel ed Hamilton è superiore a quello tra Hamilton e Valtteri. La cosa non solo fa riflettere quanti tra noi, in primis chi scrive, sprezzava la scelta di Wolff lo scorso inverno ma suggerisce pure un paio di considerazioni di quelle interessanti circa i GP in cui a Bottas è stato imposto un “freno” dal suo box per proteggere la gara del suo caposquadra. Nel senso: se Hamilton infilasse un ritiro e Bottas vincendo ancora lo superasse in classifica che piega prenderebbero le cose chez Brackley? Ai posteri l’ardua sentenza.

Si parlava di Ferrari: la 668 era e resta un’ottima vettura ed il suo costante lavoro di affinamento fatto di poche (ma buone) modifiche ad ogni GP si sta dimostrando un’ottima scelta (direi a questo punto che la leggendaria versione B a passo lungo fosse veritiera quanto il fiabesco Unicorno). Vettel, fresco trentenne, corre che pare Lauda nel 1977 (il quale caso vuole allungò nel Mondiale sui diretti inseguitori a Zeltweg senza vincere la gara, anzi arrivando secondo proprio come Sebastian) ergo salvo tanto clamorosi quanto improbabili ribaltoni chi scrive resta convinto che il Piloti prenderà la strada di Maranello. Esattamente come il Costruttori prenderà la strada di Brackley, con buona pace di chi s’è inventato l’alibi del PAR (ovvero l’acronimo di Piuttosto (che) Ammettere (la) Realtà) perchè finchè il poleman di Monaco su circuiti che non siano per l’appunto Monaco o Spa finisce “quinto su quattro” i 100 milioni di dollari per la vittoria nel WCC la Ferrari continuerà a vederli giusto col telescopio. Con buona pace sia di chi in 2 minuti di intervista sprezza l’ipotetico ritorno di Alonso (e si vanta di non aver contattato Verstappen) sia di chi farnetica che Ricciardo sulla 668 non avrebbe più punti di Raikkonen. Infatti il Dentone ha comunque più punti di Raikkonen nonostante guidi una F1 con almeno 30cv in meno della Ferrari e, vedasi Vettel, decisamente meno riuscita come vettura della Rossa.

Si parlava di Ricciardo: mi permetto di far notare che nessuno ha fatto più punti di lui nelle ultime 5 gare, sempre con buona pace del nutrito esercito di crocerossine/i battenti bandiera finnica. Ovviamente lo Smiling Assassin è bello che tagliato fuori dalla lotta per il WDC “grazie” a quel che guida e, soprattutto, alla Power Unit che si ritrova ma si potrà contar sempre su di lui per il ruolo di Outsider d’Eccellenza. La ruota tornerà a girare per il verso giusto anche per Verstappen il quale sono sicuro regalerà emozioni nella seconda metà dell’anno. Redbull ha un enorme problema in prospettiva che si chiama Renault ovvero Tag Heuer: è convinzione di chi scrive che, perdurando suddetto sodalizio, a Milton Keynes continuerà il digiuno iridato fino a data da stabilire. Spero per loro che il “piano A” non sia attendere l’ingresso di un nuovo motorista o finiranno per aver sprecato anni su anni senza mai aver trovato il bandolo della matassa.

Rest of the pack: la cosa più interessante era e resta provare a capire dove sarà Alonso nel 2018 anche se, fosse confermato il ritorno di Mclaren alla motorizzazione Mercedes Benz (o addirittura il passaggio a quella Ferrari ribattezzata Alfa Romeo), con ogni probabilità la sua opzione migliore sarebbe restare dov’è. LS sostiene che alla Mclaren di quest’anno basterebbe una PU targata Renault per issare Alonso in terza fila ergo con una PU della MB, sia pure in versione “clienti”, le cose potrebbero anche essere addirittura più interessanti. Il tutto mentre si rafforza sempre più l’ipotesi di un ritorno in F1 di Robert Kubica, cosa che penso farebbe la felicità di chiunque ami lo Sport.

That’s all Ringers, buon GP d’Inghilterra a tutti!

Ricciardo vince il GP Indycar di Azerbaijan

La proprietà della F1 ora è americana, e il livello di competizione si adegua. In un circuito in tipico stile USA (tranne che per l’asfalto), abbiamo assistito ad una delle gare più pazze della storia della F1, simile a quelle che ogni tanto si vedono nel campionato Indycar, e che più spesso si vedevano una ventina d’anni fa nel campionato CART, quando Zanardi (di cui chi scrive è orgogliosamente concittadino), lo dominava.

Safety car a ripetizione, contatti, piloti finiti nelle retrovie che arrivano a podio, e, soprattutto, la giustizia che viene fatta in pista direttamente dai piloti, diventati emuli del mitico Paul Tracy.

E iniziamo proprio da questo. E’ da sperare che alla fine del campionato Vettel non debba rimpiangere il gesto di oggi. La reazione non è ammessa in nessuno sport, chiedere a Zidane. Rifilare una ruotata solo per affermare di avere ragione è sbagliatissimo ed è giusto che abbia pagato. Ma c’è un “ma”. Hamilton-Materazzi aveva provocato. Frenare in uscita da una curva, a 3 km dal traguardo, portando la velocità della macchina a 50 km/h, è pericoloso, non necessario e antisportivo. Forse non sarà sanzionabile a livello di regolamento (le luci della SC erano già spente), ma di sicuro un discorsino gli andrebbe fatto. Anche perchè è recidivo (Fuji 2007, anche in quel caso a farne le spese fu Vettel).

Detto questo, il caso ha voluto che Hamilton venisse comunque punito da un incredibile inconveniente tecnico, e la pista alla fine ci dice, comunque, che Seb ha aumentato il suo vantaggio nella classifica piloti rispetto a Lewis, in una gara dove, stando ai risultato delle qualifiche di ieri, era lecito aspettarsi una doppietta Mercedes, tale era il distacco rifilato alle Ferrari.

Ma doppietta non è stata, pur se al secondo posto è ugualmente arrivato Bottas, dopo essere finito doppiato a causa del danno riportato nell’incidente con il totalmente incolpevole Kimi in curva 2. Peccato perchè il finlandese per una volta era sul pezzo, con una partenza ottima e un attacco estremamente aggressivo al connazionale, che ha aperto la strada al compagno di squadra, sacrificando di fatto la sua gara.

Fra i due litiganti il terzo gode, e oggi a godere è stato (meritatamente) Ricciardo, che dopo l’errore in qualifica ha condotto una gara solida, rimontando dalle ultime posizioni dopo un pitstop anticipato per ripulire le prese d’aria dei freni dai tanti detriti presenti sulla pista. E’ un peccato che un pilota così abbia a disposizione per il quarto anno consecutivo una macchina che gli permette di vincere solo quando gli altri sono in difficoltà. E la stessa cosa si può dire del suo compagno di squadra, il quale ancora una volta è stato vittima della pessima affidabilità della power unit Renault.

L’altra stella di giornata è stato Stroll, incredibile terzo, bruciato da Bottas sulla linea del traguardo quando sembrava avviato ad una ancora più incredibile seconda posizione. Gliene abbiamo dette di tutti i colori, è stato criticato pesantemente dalla stampa, poi arriva sul circuito che non perdona errori, e in 3 giorni non mette mai le ruote fuori posto, e in una gara dove tanti colleghi hanno perso la bussola, lui è capace di ottenere un grandissimo risultato (è il più giovane pilota ad arrivare podio nella storia della F1). I prossimi GP ci diranno se si è trattato di un caso, ma da quello che si è visto oggi probabilmente non lo è. Indipendentemente dal fatto che sia arrivato dove si trova grazie ai tanti soldi di papà (prima di questo GP se ne era andato ad Austin a provare una monoposto del 2014, per una spesa che probabilmente si avvicina, o anche supera, la milionata di euro).

Dietro ai primi, da segnalare gli ottimi risultati di Ocon, Sainz e Wehrlein, tutti e 3 arrivati ai ferri corti coi rispettivi compagni di squadra. In particolare il francese, che ha spedito a muro Perez quando entrambi navigavano in zona podio, e, per sua fortuna, ad avere la peggio è stato il compagno. Al prossimo briefing dovrà essere presente l’ispettore Clouseau, per mettere un po’ di tranquillità.

E infine arriviamo a quella che è la vera impresa di giornata. Due motori Honda sono riusciti a finire il GP corso sulla pista dove il motore viene spremuto di più, portando addirittura Alonso nei punti. Ovviamente verso la fine qualche problemino c’è stato, altrimenti il risultato poteva essere anche migliore, se è vero che il povero Nando ad un certo punto era vicinissimo al podio, e, parole sue, avrebbe pure potuto vincere questa gara. Non è improbabile che a fine gara i motori siano da buttare, e che anche in Austria si prendano decine di posizioni di penalità, ma intanto la classifica si è mossa, e non è poco.

La Ferrari riparte da Baku con la consapevolezza che anche quando le qualifiche la vedono in difficoltà, in gara può dire la sua. Ma come si è visto a Montreal, e pure oggi, non essere in pole significa avere altissime probabilità di finire dietro (o molto indietro) in gara (ma anche esserlo e non fare una buona partenza, ovviamente non è bene). E questo potrebbe fare la differenza alla fine dell’anno, come sa bene Alonso. Con la consapevolezza di questo, buttare dei punti preziosi cedendo all’istinto è, come detto all’inizio, un errore imperdonabile, ed è bene che Seb rifletta (e venga fatto riflettere) su questo, con tutto il rispetto che si deve ad un grande campione.

2017 FORMULA 1 AZERBAIJAN GRAND PRIX BAKU

Eccoci pertanto giunti all’ottava prova del Campionato del Mondo di  F1 2017 che si terrà su circuito cittadino di Baku in Azerbaijan. Del circuito già si sa tutto e si è già scritto tutto ovvero che, nonostante la peculiarità dei 2km a gas spalancato ed il passaggio in stile mulattiera presso la torre, era e resta un tracciato anonimo nel più celebre Tilke-style dove di fatto il Pilota fa la differenza più che a livello pilotaggio a livello di concentrazione. Concentrazione che nel 2016 vide un inspiegabile passaggio a vuoto di LH44 per tutta la durata delle qualifiche (dopo aver primeggiato nelle FP1/2/3) condita poi dalla sciarada sul reset da effettuare attraverso i pulsanti del volante in gara mentre si assistette alla performance più solida di tutto lo scorso, sciagurato anno da parte di SV5 che finì per agguantare un robusto secondo posto alle spalle solo di un irraggiungibile NR6 sulla sua altrettanto irraggiungibile W07H.

Al netto della curiosità (a mio parere minima) di come le F1 2017, col loro carico aerodinamico così consistentemente aumentato rispetto allo scorso anno, affronteranno i già citati 2km a gas spalancato i motivi di interesse del GP quest’anno sono tutti nei 12 punti che separano SV5 da LH44 dopo il GP del Canada. Chi scrive pensa che tale divario sia esiguamente ingannevole poichè il capolista e la sua vettura potenzialmente potevano portare a casa tutte e 7 le gare già disputate, cosa che oggettivamente non si può dire dell’inseguitore. Inseguitore che in questo weekend è chiamato alla doppia prova 1 di cancellare il ricordo del tremendo weekend di gara dello scorso anno e 2 dimostrare i progressi della W08 col suo set-up più difficile che non nel triennio 2014/2016. Non sarà un’impresa facile anzi molto si giocherà sul feeling di LH44 con le frenate di Baku: è noto che buona parte della magìa di guida del Britannico risiede nel suo talento in frenata pertanto con le staccate a posto potrebbe oggettivamente impensierire SV5 durante il weekend. Il quale SV5, a sua volta, è lecito aspettarselo nella consueta, ottima forma “trasversale” della 668 la quale è nata bene e cresce altrettanto attraverso un continuo lavoro di affinamento volto ad introdurre costantemente novità ad ogni GP e mai degli updates rivoluzionari e/o men che meno delle versioni B (sarà poi mai davvero esistito il progetto della 668 “B” a passo lungo o era una delle tante, troppe illazioni prestagionali?).

Staccando dal duo di testa del WDC2017 e pertanto passando al resto del plotone arrivano, come noto, le note dolenti. Nel senso: c’è di che baciarsi i gomiti per il fatto di stare assistendo ad 1 Ferrari ed 1 MB che si stan giocando il Piloti anzichè due MB come nel 2014/5/6 però, com’è noto, fatti salvi i due Alfieri il resto del panorama non è propriamente esaltante col duo finnico designato scudiero dei già citati, l’anno da limbo della Redbull (che alcune voci danno a caccia di una fornitura clienti MB per il 2018 mentre il CEO Renault ha già detto che gli upgrades 2017 della loro PU saranno volti all’affidabilità anzichè alla performance. Tradotto: AUGURONI) e dei suoi due Piloti che, con buona pace di tutti, erano e restano la coppia più forte del lotto (e Redbull l’unico Team che al giorno d’oggi sceglie la coppia di Piloti con la logica che era del Drake decenni addietro), Mclaren ed Honda ormai separati in casa (pare che il ritorno del binomio Mclaren Mercedes sia cosa fatta per il 2018 al che la migliore opzione per Alonso potrebbe essere starsene fermo dov’è firmando un rinnovo annuale (vivaddio!!!!) anzichè un’altro abominio triennale come quello che l’ha tanto coperto di soldi quanto di oblìo agonistico), Renault il cui unico motivo di interesse è sapere quando Jolyon “Lance” Palmer verrà defenestrato per consentire il rientro di Robert Kubica in F1 (il quale coi 300+ km di Valencia nel recente test ha acquisito il diritto a riavere la Superlicenza), Williams con Massa che “minaccia” di continuare pure nel 2018, HAAS che è un team degno della coppia di piloti che si trova, ToroRosso coi suoi due Alfieri entrambi sull’orlo di una crisi di nervi (ad occhio e croce Sainz finirà nel Team maggiore mentre Kvyat altrove), Force India con le traiettorie incrociate di Ocon (in crescita) e Perez (in calo), Sauber con l’impresentabile Monisha finalmente uscente di scena in attesa di diventare il team di punta di Honda nel 2018 (magari Honda avesse cominciato con loro nel 2015 e non sotto i riflettori Mclaren, Spirit 1984 docet).

Il tutto mentre il Mercato Piloti, che vede Vettel/Raikkonen/Alonso/Bottas in scadenza a fine 2017, è in preda ad un isterismo generale fatto di voci incontrollate che, purtroppo, rischia al dunque di produrre un immobilismo tipo quello del lustro con Alonso/Massa in Ferrari e Vettel/Webber in Redbull. Staremo a vedere, chi scrive è convinto che chi decide in Ferrari ha una gran voglia di fare un attacco a due punte e che una eventuale sconfitta nel WCC 2017 sarebbe la spinta decisiva per motivarlo in tal senso.

Buon GP a tutti dalla Redazione

Le Mans d’altri tempi

La 24 Ore del 2017 verrà ricordata come una gara di sopravvivenza, morte e resurrezione nel senso sportivo.

Tutte e 5 le LMP1-H hanno avuto problemi tecnici, che siano stati propriamente di affidabilità o causati da incidenti, e guardacaso le uniche che hanno finito la gara sono riuscite a tornare ai box in seguito al guasto. Perché è vero che se c’è un problema di affidabilità non si può parlare di sfortuna, però il destino ha voluto che i problemi si verificassero per la #7, la #9 e la #1 appena passato il traguardo o comunque sul rettilineo dei box….lasciando i piloti in balìa delle loro auto morenti con ancora da fare 13 (tredici) strazianti chilometri e oltre….agonia prolungata da velocità da passo d’uomo e infinti tentativi di riavviamento tentando di farcela con la sola spinta elettrica. Kobayashi ha alzato bandiera bianca all’una di notte all’entrata delle (ironia della sorte) curve Porsche, Lapierre ha percorso un giro con il retrotreno devastato e arrosto cedendo definitivamente all’uscita delle curve Porsche…si sempre quelle. Lotterer dall’onboard era incredulo dal fatto che con 14 giri di vantaggio non poteva fare niente, probabilmente è stato l’unico pilota nella storia in testa alla gara per mezz’ora pur’essendo fuori dalla sua Porsche ammutolita sull’Hunadieres.

In tanti hanno scaricato le colpe di questo sfacelo sull’ibrido…ma non credo sia del tutto vero. Le due macchine che hanno avuto un problema al sistema ibrido sull’asse anteriore sono state la Porsche #2 e la Toyota #8, con i tecnici tedeschi più veloci nel rimettere a posto la 919….ciò probabilmente è valso la vittoria. Le altre 3 auto sono state messe fuori gioco da cause meccaniche:                   Kobayashi è stato tradito dalla frizione a causa di un miss-understanding allucinante; Lapierre aveva il retrotreno danneggiato che progressivamente è andato peggiorando compromettendo il powertrain della Toyota; la Porsche #1 ha avuto una perdita d’olio nel suo V4. Alla luce di ciò se tutte queste vetture hanno avuto una speranza di arrivare ai box è proprio grazie al sistema ibrido che ha funzionato fino a che c’era energia disponibile in macchina.

Quest’anno la gara è tornata ad essere di sopravvivenza, riparazioni record e rimonte….perchè la cosa incredibile è che la Porsche #2 è uscita dai giochi prima di tutte rimanendo tristemente sollevata sui cavalletti per oltre 1 ora, con la scocca messa a nudo tanto da non sembrare nemmeno più un’auto da corsa….ma poi la resurrezione e il rientro in pista in 56^ posizione. Quindi complimenti per la vittoria ai meccanici e ad Hartley-Bamber-Bernhard.

Never give up!!

In LMP2 l’Oreca07 di Jackie Chan #38 ha fatto un garone, rimanendo fuori dai guai e senza guasti a differenza delle Vaillante Rebellion , della Manor distrutta da Trummer e della G-Drive danneggiata da Rusinov all’inizio. Jarvis ha fatto come sempre la differenza guidando il suo equipaggio al successo….successo che dopo il ritiro di Lotterer sembrava poter essere clamorosamente assoluto. Il sogno è svanito ad 1 ora dal termine, quando la Porsche #2 dopo una lunghissima rincorsa raggiunge e passa senza problemi l’Oreca07 #38. In ogni caso è un grandissima vittoria per questo nuovo team finanziato dal famoso attore appassionato di auto.

In GTE AM la Ferrari 488 porta a casa una tranquilla tripletta…soprattutto dopo gli incidenti che hanno rallentato l’Aston #98 e la Vantage TF Sport #90, le uniche che potevano contendere la vittoria alla Ferrari del JMW Motorsport #84 con al volante Stevens e il fratellino di Laurens, Dries Vanthoor.

Ma la guerra vera è stata quella in GTE PRO. Tutte le vetture avrebbero avuto chance di farcela poiché il BOP era molto bilanciato, ma molti equipaggi sono stati messi fuori gioco o rallentati da incidenti.

Ad esempio la Ferrari Risi verso sera è stata colpita da una LMP2 alla prima chicane verso Mulsanne….Kaffer è andato a sbattere violentemente distruggendo la 488. Milner con la sua Corvette #64 è andato fuori pista alle curve Porsche dopo aver perso una ruota, riuscendo comunque a tornare ai box e a ripartire…ma indietro di diversi giri. Christensen va a sbattere con la 911 alle chicane Ford mettendo fine alla sua gara nella notte. Olivier Pla si insabbia con la Ford #66 ad Indianapolis e poi pensa bene di spargere la ghiaia in pista causando una SC. In mattinata Calado distrugge il radiatore della #51 a causa di un’incomprensione con una GTE AM mentre lottava per il podio…finisce per perdere 20 giri ai box.                         Rigon con la AF Corse #71 si becca una penalità per il continuo abuso di track limits e perde contatto dal vertice.                                           L’ Aston Martin #95 è sicuramente la vettura globalmente più veloce, capace di recuperare i 3 minuti persi nel pomeriggio a causa di una foratura ad alta velocità; ma la mattina Stanaway sbaglia a Mulsanne e va contro le barriere danneggiando la carrozzeria…i sogni di vittoria per loro si concludono qui.

Nelle ultime ora si delineano 3-4 vetture che si potrebbero giocare il successo finale, anche se, essendo tutte sfalsate con i pit stop, non si capisce come siano veramente messi fino alla fine.                                           La Ford di Tincknell è la più attardata e insegue la Porsche #91, che a causa di una sosta non programmata nell’ultima ora (foratura) perde la posizione su Tincknell.

A questo punto si profila il duello finale fra la Corvette C7R #63 e l’Aston Vantage #97.

Quando mancano 48 minuti entrambi si fermano ai box per l’ultima sosta…sono separati da 20 secondi ma la Corvette dovrà riempire di più il serbatoio dell’Aston, che si era fermata circa 20 minuti prima. L’uscita dai box è stile F1 con le due macchine incollate – nose to tail – la Corvette su cui è salito Jordan Taylor è davanti, inseguita da Jonny Adam sull’Aston. Questi ultimi 45 minuti vedranno a confronto un pilota americano su auto americana e un pilota britannico su auto britannica.

Dopo il pit stop (senza cambio gomme per entrambi) Taylor riesce inizialmente a difendersi sfruttando a suo vantaggio le gomme Michelin leggermente più fresche (5 giri in meno delle Dunlop di Adam) e il traffico per creare un gap di circa 2 secondi sull’Aston. Successivamente dietro alla #97 di Adam arriva la sorella #95 con Thiim che cerca di “spingere” il compagno all’attacco della giallona….man mano che passano i giri l’Aston pare riguadagnare terreno, soprattutto in frenata e accelerazione…mentre sul dritto la Corvette è un missile.

Al terz’ultimo giro sulla salita che porta a Mulsanne Adam si incolla all’alettone della Chevy, che però protegge l’interno sin da subito, togliendo ogni speranza all’Aston in quel punto.                                         Alla successiva doppia piega di Indianapolis la Vantage ha una percorrenza migliore ed esce verso Arnage con un spunto maggiore…Adam prova a fintare 2 volte un destra-sinistra stile monoposto e rompe gli indugi ritardando la frenata buttandosi a ruote fumanti all’interno della curva più stretta e lenta di Le Mans….ma Taylor lo intuisce e prepara l’incrocio per l’uscita….     Adam cerca di completare la curva senza andar lungo, ma quando rientra riceve una “spallata” dalla Corvette che così prende un po’ di gap (1.5 sec) per respirare. Il tentativo apparentemente è stato controproducente e il distacco è aumentato…ma ora Taylor ha visto che l’Aston è lì pronta in agguato e si è fatta vedere e sentire….             il giovane americano inizia a faticare con le gomme e sente una pressione enorme. Adam all’inizio del penultimo giro non molla e si rimette in caccia…guadagna 3 decimi nel primo settore e altri 2 nel primo rettilineo da Tetre Rouge alla prima chicane.

Siamo alla svolta del duello: Taylor sbaglia la frenata producendo un pericoloso flat spot che manda la C7R dritta nella ghiaia tagliando la seconda chicane e rientrando in pista con lo stesso vantaggio.         Ora però la preda è ferita ed in difficoltà…Adam lo ha visto e spinge più che può. Ricuce il distacco finchè all’ingresso delle curve Porsche sono incollati di nuovo…da qui in poi sembra un combattimento di pugilato: la Corvette è ormai alle corde con l’anteriore sinistra…..     non riesce a stare in traiettoria nelle velocissime curve in successione e Adam si avvicina fin quasi a bussare. Sembra un pugile che sta per mandare KO l’avversario con gli ultimi colpi….si entra così nella doppia chicane Ford….Taylor barcolla, sta per cedere….sinistra-destra (pum!-pam!) e ancora sinistra-destra (pum!!-pam!!)…e proprio sul traguardo Adam sfrutta l’uscita migliore e si prende la vetta all’inizio dell’ultimo giro davanti alle tribune gremite. Taylor cerca disperatamente di mantenere il contatto e alla chicane Dunlop non si ferma e taglia…ormai le sua gomma è forata. Ancora alle Esses rallenta definitivamente lasciando passare anche Thiim e arrendendosi all’Aston una volta per tutte. Ora dovrà comunque completare l’ultimo giro in condizioni critiche per agguantare almeno il podio. Alla fine viene superato dalla Ford #67 di Tincknell ma riesce a concludere al terzo posto con la ruota anteriore sinistra e relativo faro distrutti.         Adam e Thiim conducono le loro Vantage al traguardo in parata, riportando al successo la casa inglese dopo l’ultimo trionfo in GT1 del 2008. Darren Turner vince la sua 3^ 24 Ore  dopo le due del 2007-2008, mentre Daniel Serra ce la fa al suo debutto.

Un finale così tirato in GT a Le Mans non si vedeva da tempo… sembrava di essere a Daytona (dove le caution tengono tutti a pieni giri e compatti). E’ stata una vera guerra fra due team che si conoscono e si rispettano da sempre…poiché hanno condiviso gioie e dolori negli anni degli scontri fra C6R e DBR9…la gialla e la verdona (o Gulf)..entrambe con possenti motori anteriori…così uguali ma così lontane.

Per la Vantage questo è il meritato epilogo di una lunga (troppo forse) carriera senza mai vincere quando contava…è il canto del cigno del V8 tonante, visto che nel 2018 la Prodrive appronterà una nuova macchina e manderà in pensione la Vantage da detentrice di Le Mans.

 

Gara epica…ce ne vorrebbe una al mese…però l’epicità di questa gara è che è unica.

Contiamo i giorni….tic-tac.

Grazie per aver condiviso la passione…io ammetto che dalle 2 alle 6.30 ho riposato.

 

Aury.