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MOTOGP 2019 – SHARK HELMETS GRAND PRIX DE FRANCE

LE MANS, circuito che evoca sempre grandi emozioni, sperando che ne riserbi molte anche per le due ruote.

Se si guarda la classifica, il campionato pare quanto mai combattuto e incerto, ma se si guarda con onestà le prime corse, l’analisi è abbastanza semplice;

Marquez –  lo Spagnolo, ad eccezione dell’erroraccio di Austin, ha mostrato a tutti che è quanto mai in palla. La Honda non è ancora la moto precisa, sopratutto nelle staccate ed inserimento curva, ma il talento del 93 sta riuscendo a far uscire i suoi pregi, avendo grandissima percorrenza e trazione. Al momento resta il favorito per la vittoria anche domenica.

Lorenzo – in Hrc si stanno un pò spazientendo e stufando delle sue performance. La gara di Jerez è stata  una delle gocce che rischiano di far traboccare il vaso, visto che non è concepibile che uno del suo livello, arrivi dietro al tester wild card. La pista Francese a lui è molto congeniale, seppur negli anni Ducati, i risultati siano mancati. Nei test ha percorso un’infinità di km, speriamo che gli siano serviti.

Rossi – al momento il Yamahista meglio piazzato in classifica, ma la gara di Jerez lo ha un pò ridimensionato e forse portato ad avere qualche dubbio sulla bontà della M1 2019. Certo, la moto non è il dramma del 2018, ma ha bisogno ancora di molto lavoro, per tornare ad essere vincente e al 46, manca ancora quel pizzico, per fare un pelo di più.

Vinales – chiamato a una dimostrazione di costanza prestazionale,  sia nel lavorare su assetti, che per quel che riguarda la corsa. Al momento la velocità par esser tornata, seppur con ancora nervosismi e sconforti ben presenti.

Dovizioso – al momento non stiamo vedendo il pilota del 2017 o 2018. la D16 è una moto che sta dimostrando di andar forte con tutti i piloti, quindi è ora di tornare a dare una scossa, ottenendo un grande risultato.

Petrucci – siamo ai soliti discorsi, pilota dalle grandi attese, che stupisce in qualifica e poi si plafona in gara, credo che se continua così, la riconferma a fine stagione sarà molto improbabile.

Rins – teniamolo d’occhio, potrebbe scapparci un nuovo colpaccio e non escluderei persino da gradino più alto del podio. Ammetto che a inizio stagione, non avrei mai scommesso in una crescita simile, dell’abbinata moto/pilota

Yamaha SIC – team che, con i suoi due piloti, potrebbe darci ancora qualche gioia. Quartararò vorrà mostrare il suo valore davanti al suo pubblico e far vedere che Jerez non sia stato un caso. Morbidelli invece è chiamato a mostrare un miglioramento nel passo di metà gara, perchè il suo valore lo ha già mostrato.

In attesa di conferma anche per Aprilia, seppur tutte le speranze son risposte in Espargarò, visto che Iannone continua a non dare il suo contributo. Ktm invece abbastanza senza speranza, visto che pur i test son stati molto complicati

Moto2 – sarà la solita lotta fra Baldasarri, Marquez, Luthi e Gardner, sicuramente non ci annoieremo.

Moto3 – impossibile far pronostici, visto che al momento nessun pilota spicca in particolare, speriamo che arrivi qualche altra gioia tricolore.

ORARI TV

SKY

DOMENICA 19 MAGGIO

Ore 11:00 – Gara Moto3
Ore 12:20 – Gara Moto2
Ore 14:00 – Gara MotoGP

TV8

Domenica 19 maggio

Ore 11:45 – Gara Moto3
Ore 13:05 – Gara Moto2
Ore 14:45 – Gara MotoGP

Saluti

Davide_QV

GP di Spagna-Jerez- La legge di Marquez

Le varie sessioni di prova e le qualifiche avevano dato la speranza di vedere una bella gara combattuta tra sei/sette piloti. E invece nulla…
Marquez ha imposto la sua legge prendendo il comando alla prima curva e salutando la compagnia dopo aver giocato nel primo terzo di gara. Nessuno ha potuto impensierirlo neanche provando ad accennare il più lontano pensiero di sorpasso, MAI.
Su quattro gare disputate Marc ne ha vinte due, persa una in volata e gettato al vento il successo di Austin quando era ampiamente davanti a tutti. Nessun’altro pilota ha avuto tale costanza di rendimento al vertice, tanto più che è l’unico in grado di portare così in alto la Honda. I suoi compagni di marca sono stati inconsistenti e lontani dal vertice anche oggi, con Crutchlow mai incisivo e Lorenzo che ha combattuto addirittura con le KTM finendo anche dietro alla wild card Bradl e all’unica Aprilia in pista. Questo la dice lunga su Marc, pilota che davvero riesce a far la differenza a prescindere dalla moto che guida, un po’ come Bautista in SBK che invece si sta portando dietro le polemiche sulla V4 Panigale.
L’avvio di gara aveva fatto ben sperare i colori italiani con un bel Morbidelli ad assaggiare la scia di Marquez fin quando ha potuto, per poi lentamente scivolare nelle retrovie e finire settimo alle spalle di Valentino Rossi che ha cominciato ad andare forte solo nelle ultime fasi quando ormai gli altri erano lontani. Peccato per Quartararo che stava provando a recuperare su Marc quando la leva del cambio della sua Yamaha si è rotta lasciandolo in lacrime.
Nel complesso c’è comunque da registrare il miglioramento sostanziale della competività della Yamaha rispetto agli anni precedenti su questa pista. Vinales ha agguantato un podio, risultato fantastico se paragonato a quanto ottenuto negli ultimi anni a Jerez, tracciato che aveva sempre evidenziato le lacune della moto giapponese. Nei primi giri sono state competitive anche le moto satellite del team Sic Petronas, per cui si presume che la fine del tunnel possa essere vicina seppur, durante le prove, tecnici e piloti faticano più del dovuto per trovare la quadra delle prestazioni.
Ottimo e consistente Alex Rins partito nono e arrivato secondo con una Suzuki che cresce gara dopo gara per la felicità di Davide Brivio che era nuovamente emozionato. Probabilmente né il pilota e né il team hanno ancora sufficiente esperienza per il bottino grosso, ma essere sempre tra i primi da morale.
Dovizioso e la Ducati hanno fatto una gara di contenimento. Dopo le prime tre sessioni di prove l’impressione era che avrebbero potuto lottare per la vittoria ed invece in gara non sono mai state in grado di avere il passo necessario per stare davanti. Alla fine le due ufficiali hanno terminato al quarto e quinto posto (somigliano alle Rosse a quattroruote) appannate e mai brillanti. Petrucci ha scortato Dovizioso seguendolo a ruota per tutta la gara, portando finalmente a termine una gara all’altezza della moto che guida. Non sono state all’altezza le dichiarazioni di Domenicali del sabato quando per difenderlo ha tirato in ballo i risultati attuali di Lorenzo: ha ricordato per inadeguatezza un altro manager nostrano allontanato di recente!

MOTO2
Bella vittoria di Baldassarri che durante il venerdì ed il sabato aveva faticato parecchio.
La gara si è corsa su soli 15 giri dopo la bandiera rossa resasi necessaria per l’incidente alla prima curva innescato da Remi Gardner che poi ha coinvolto anche Pratama, Marquez e Bezzecchi.
Lorenzo si sta dimostrando freddo e maturo, quindi pronto per lottare per il mondiale. In partenza è stato prudente per qualche giro stando in scia al compagno di squadra Fernandez, per poi dare uno strappo sufficiente a limitare anche il recupero prepotente di Navarro in rimonta.
Gli italiani del team Sky VR46 non sono mai stati in grado di affacciarsi alle prime posizioni ed hanno terminato ottavo e nono a 8 secondi dalla vetta.

MOTO3
Giornata grandiosa per il team di Paolo Simoncelli SIC58. Antonelli e Suzuki centrano sia la prima vittoria che la prima doppietta per la squadra messa insieme dal papà del Marco nazionale, e lo fanno proprio sulla pista dove il compianto Marco mise a segno la prima vittoria in 125 ben 15 anni fa. Le emozioni suscitate fanno passare in secondo piano la cronaca di una delle solite spettacolari gare dei ragazzini terribili.
La gara è stata tiratissima dal primo all’ultimo giro, con momenti in cui in bagarre c’erano anche quindici piloti che si passavano in continuazione ad ogni curva.
Stupenda anche la gara di Celestino Vietti che ha completato il podio. Il torinese sta impressionando molto positivamente tutto l’ambiente dopo sole quattro gare. L’impatto iniziale fa pensare che potremmo essere al cospetto di un altro grande campione.

Icemankr7

Immagine in evidenza di proprietà del sito MotoGP.com

2019 MotoGP Austin. La prima di Alex nel regno di Marc

Prima sorpresa dell’anno proprio quando il copione di Austin era già stato scritto.
Marc scivola nel salotto di casa sua lasciando via libera a tutti gli altri.
Il più pronto a raccogliere il trofeo con le corna di bue è stato Alex Rins alla sua prima assoluta in MotoGP su una Suzuki che non vinceva dal 2016.
Bella la gara dello spagnolo. Partito da dietro è stato lesto a risalire ed a piazzarsi subito dietro un Valentino Rossi in grande forma il quale ha però commesso un paio di sbavature che gli hanno tolto quella vittoria che da tanto tempo aspettano lui ed i suoi tifosi. Vincere a quarant’anni suonati non deve essere facile quando ne hai quasi 20 di più di quelli che ti corrono intorno. Merita applausi a scena aperta per l’impegno e la voglia.
Rins è stato calmo, riflessivo, mai sopra le righe, pulito e maturo. Già, perché trovarsi a combattere fianco a fianco con una leggenda vivente del motociclismo e riuscire anche a batterlo, deve essere qualcosa da far tremare i polsi a chiunque. Figuriamoci ad un ragazzino che vedeva il Rossi nazionale in TV mentre stacciava altri nomi altisonanti di questo sport. I polsi di Alex sono stati saldi anche quando Vale ha provato a forzargli le staccate, quando gli ha fatto sentire il rumore dei suoi scarichi in maniera prepotente.
Bravo Alex, pilota silenzioso e sempre sorridente, dal profilo basso e visiera abbassata.
Vale ci ha creduto, ci ha provato. Non c’è riuscito ma la sua passione ci dice che ci riproverà ancora, tutte le volte che potrà.
La gara ha detto anche che siamo di fronte ad una bella Suzuki e ad una bella Yamaha. Tolto Marquez, che ad Austin non può essere considerato un benchmark per manifesta superiorità, il livello delle altre moto è stato abbastanza simile con tre marche diverse sul podio completato da un ottimo Jack Miller con la sua Ducati Pramac.
Dovizioso ha corso in difesa. Mai nella lotta di vertice né in prova né in gara, ha raddrizzato il weekend con una buona partenza che, dopo le cadute di Marquez e del solito Cal, si è tradotta in un quarto posto finale che lo spedisce in testa al Mondiale davanti a Rossi, Rins e Marquez. E’ lui quello che ha raccolto di più tutti ad Austin rispetto anche alle sue stesse aspettative.
Bravo il Morbido a finire quinto ed a regolare in gara il suo compagno di box che gli finisce regolarmente davanti in prova.
Bene anche Bagnaia non a 9 secondi da Petrucci che guida una moto ufficiale 2019 e non una Gp18.
KTM ed Aprilia sono ancora di un altra categoria: l’exploit in prova di Pol Espargarò e rimasto tale ed i piloti di questi due team non ancora pervenuti al mondiale 2019.

MOTO2
Il vecchio Luthi ha vinto davanti al suo compagno di squadra Schrotter ed a Navarro. Nella prima parte di gara ha regolato il fratello di Marc Marquez (forse adottivo?) che dopo qualche giro è scivolato indietro in crisi di gomme. Il vero protagonista di giornata è però stato Mattia Pasini che ha abbandonato il microfono in favore della manopola del gas. Immenso quarto, in rimonta con costanza e caparbietà dopo mesi di inattività e su una moto che non conosceva considerata la nuova motorizzazione Triumph. Baldassarri caduto ha salvato la testa del campionato.

MOTO3
La solita bella gara dei ragazzini ha regalato spettacolo e sorpassi. Canet consegna la prima vittoria al Team di Max Biaggi davanti a Masia e Migno che si mandano a quel paese dopo essersi presi a carenate. La più bella scena della giornata è quella di Paolo Simoncelli che abbraccia il suo Suzuki mentre, in lacrime, gli sussurra di aver vissuto un emozione per averlo visto in testa alla gara prima della caduta.

Ci si rivede tra tre settimane a Jerez per l’inizio della lunga stagione europea.

2019 WSBK ASSEN- ALVARO XI

Cambiano le regole, cambiano le piste ma Bautista e la sua Ducati continuano a vincere segnando il record di 11 vittorie consecutive completate da tutte le pole da inizio campionato ad oggi.

Tolti 250 giri motore la supremazia è rimasta devastante al punto da mettere in dubbio la superiorità dell’uomo rispetto alla mezzo meccanico.  Che il pilota ci sta mettendo tantissimo del suo è evidente guardando i risultati dei suoi compagni di marca, ma è anche vero che questa Panigale V4 ha permesso ad Alvaro di girare a 3 decimi dal giro più veloce di una MotoGP dello scorso anno!! La V4 è dannatamente veloce, al punto che gli altri piloti normali non riescono a sfruttarne le potenzialità, forse perché stiamo parlando di una “quasi” MotoGP….

Non resta che applaudire pilota e Team ed essere orgogliosi di questo dominio rosso/italiano che, se non ci si fosse messa di mezzo la neve del sabato, sarebbe arrivato a 12 gare di fila già in questo weekend.

Le due gare hanno avuto uno sviluppo differente ma i valori sono rimasti uguali anche nelle posizioni di rincalzo.

In gara 1 Bautista ha preso il comando alla prima curva con Rea che ha cominciato a rimontare subito. Partito in terza fila è arrivato in seconda posizione facilmente ma senza mai poter pensare di lottare per il primo posto. La Ducati Aruba si è tenuta a debita distanza di sicurezza dando l’impressione di controllare agevolmente il ritmo senza necessità di forzare. La gara è poi scivolata liscia rispettando le gerarchie ormai consolidate  nelle gare precedenti con le Yamaha subito dietro ed il resto del gruppo capitanato dalle Bmw, con un Sykes sempre più evenescente e dietro al compagno di squadra. Male anche Melandri fuori dalla top ten.

Gara 2 è partita illudendo il pubblico che si sarebbe vista la riscossa di Rea. Partito come una molla dalla terza fila, è andato in testa dopo mezzo giro mettendo in riga tutti con un ritmo blando per un terzo di gara. Ad un certo punto anche Davies ha sorpassato Bautista dando l’impressione di aver finalmente capito la V4. Si è vista una bella battaglia a suon di sorpassi e controsorpassi fino a quando Alvaro ha deciso di salutare la truppa sverniciando la Kawasaki di Rea e sgranando a questo modo il gruppone. Bella la gara di Van Der Mark che è risalito dal centro classifica ed ha recuperato a suon di giri veloci su Rea costringendolo al terzo posto finale su quella che sarebbe dovuta essere la pista della riscossa Kawasaki.
Davies con la seconda Ducati ufficiale è finito solo quinto preceduto anche da Lowes autore di due gare consistenti ma lontane dal podio.

Adesso ci saranno 4 settimane di riposo per permettere ai team di capire come lavorare per poter avvicinare il 19 e la sua V4. Nel weekend del 10-12 maggio si correrà in casa Ducati ad Imola per allungare la striscia di vittorie e stabilire nuovi record…..chissà magari il cappotto di gare vinte da un solo pilota ed una sola moto in tutta la stagione..

Icemankr7

MOTOGP 2019 – RED BULL GRAND PRIX OF THE AMERICAS

Solito dominio INCONTRASTATO di MARC MARQUEZ e alle sue spalle giungono….

…tanto in Texas è casa sua, ed è dominatore incontrastato da sempre in tutte le classi, non gli gira male manco quando cade o gli si rompe la moto, possiamo chiuderla qui e passare alle altre categorie.

MOTO2

Baldassarri è quanto mai in palla e sarà qui a cercare la terza vittoria di fila, anche se il suo cammino sarà ostacolato dall’intramontabile Luthi, senza dimenticarci di Gardner e Schroetter. Sarebbe da preoccuparsi anche di Marquez Jr,ancora un vaolta atteso alla dimostrazione del suo reale valore.

Il team VR46 è zoppo con entrambi i piloti, visto che Marini è reduce dall’infortunio alla spalla, mentre Bulega si è dovuto sottoporre a un intervento alla braccia, causa sindrome compartimentale.

Gli altri Italiani sono ancora alla ricerca del giusto feeling con la nuova categoria, speriamo di rivederli presto nelle posizioni che contano.

MOTO3

Attesa la risposta di Fenati, che solitamente su questa pista ha sempre stupito e ottenuto ottimi risultati, anche se saranno da controllare i vari Masià e Arbolino. Il pilota Italiano ha iniziato a lavora con il mental coach di Lorenzo e pare averne tratto parecchi benefici, speriamo lo aiuti nella corsa al titolo.

MOTOGP

Non dovevo parlarne, ma…

…la gara di Austin solitamente ci si aspetta che sia pro Ducati, visto i lunghi rettifili, ma molto spesso invece diventa per lei ostica, riuscendo a far fare bella figura alla Yamaha. Attendiamo quindi di vedere le due case e relativi piloti, se ci forniranno uno spettacolo degno di quello Argentino.

Aspettiamoci una buona gara anche di Suzuki e Rins, mentre per Aprilia e Ktm, la strada e ancora molto incerta, sul piano prestazionale.

Orari TV

SKY SPORT MOTOGP HD

Domenica 14 aprile

18.00: Diretta Moto3 Gara
19.20: Diretta Moto2 Gara
21.00: Diretta MotoGP Gara

TV8

Domenica 14 aprile

20.00: Differita Moto3 Gara
21.20: Differita Moto2 Gara
22.30: Differita MotoGP Gara