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Un triennio in chiaroscuro, e a piccole comode rate

Secondo le dichiarazioni del Managing Director di Renault F1 Motorsport, Cyril Abiteboul, il sistema di Token per gli sviluppi contingentati in Formula 1, in vigore dal 2014, dovrebbe vedere la fine nel 2017.
Il sistema di parcellizzazione degli sviluppi (sistema cosiddetto a gettone, o Token) introdotto con il debutto delle attuali Power Units -PU- può essere riassunto in quanto segue.
Il blocco PU, che smette di essere un “semplice” motore ma diventa un complesso sistema articolato, di propulsione, viene scomposto in 61 unità atomiche, indivisibili ulteriormente.

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IN MY HUMBLE OPINION: 2016 F1 GULF AIR BAHRAIN GRAND PRIX SAKHIR

2016 aprile 03

 Intro
E così eccoci arrivati al secondo episodio di quello spettacolo di arte varia che insistiamo a chiamare “Mondiale di Formula 1”.
Chi avesse visto Qualifiche e Gara, passi pure ai Pensieri Sparsi, risparmiandosi la pippa paurosa della cronaca degli eventi.
Le qualifiche come era banalmente prevedibile si svolgono ancora con il formato della cosiddetta “music chair” nonostante l’esperienza australe di sole due settimane fa abbia mostrato che il sistema è quanto di più ridicolo la Formula 1 abbia partorito negli ultimi anni.
E di cose ridicole, ne abbiamo viste, sia ben chiaro. Continua la lettura di IN MY HUMBLE OPINION: 2016 F1 GULF AIR BAHRAIN GRAND PRIX SAKHIR

2016 FORMULA 1 GULF AIR BAHRAIN GRAND PRIX SAKHIR

Carissimi Ringers ci siamo, il secondo GP stagionale del 2016 è alle porte. L’esito del GP di Melbourne ha lasciato aperti alcuni interrogativi quasi tutti dovuti alla poca linearità della gara ovvero alla bandiera rossa con conseguente cambio gomme durante l’interruzione della gara. Mi spiego meglio: chi vi scrive è più convinto che tra la vera fotografia di MB e Ferrari siano gli 8 decimi che Vettel ha rimediato nel Q3 in Australia anziché il primo stint del GP il giorno dopo.

Ora si corre a Sakhir (dove peraltro lo scorso anno Raikkonen mise assieme la miglior performance del suo 2015) con temperature sensibilmente più elevate rispetto alla prima gara dell’anno e quindi è ragionevole ipotizzare che, finalmente, le voci sui presunti problemi di degrado da parte di MB vengano vivaddio verificate su un banco prova importante come il Bahrein. Fermo restando che chi vi scrive resta persuaso che MB abbia messo assieme la pietra angolare dei due mondiali 2016, Piloti e Costruttori, in quei 5800km percorsi al Montmelò nei test la maggior parte dei quali su gommatura medium, ovvero la più strategica in gara per ovvi motivi.

Escluderei con ragionevole certezza (ma spero di sbagliarmi per amore dello Sport) che la questione a Sakhir non sia un affare privato tra MB e Ferrari ma mai dire mai.  Di sicuro dopo 3+1 GP terminati alle spalle del compagno di squadra mi aspetto un Lewis Hamilton in modalità “non si fanno prigionieri”, e la cosa mi fa riflettere sulla nuova procedura di partenza che contempla una sola frizione a mano e sul fatto se MB abbia fatto i compiti a casa oppure no (vista la strategicità di partir davanti sprecarne la potenzialità per via della nuova procedura è un peccato mortale che può costare molto caro in ottica mondiale).

Non penso che in condizioni neutre ovvero senza interventi da parte di MB il leader del Mondiale Nico Rosberg sia in grado di impensierire Lewis Hamilton, ma che anzi solo Lewis Hamilton di fatto sia in grado di impensierire se stesso. Ferrari a Melbourne ha perso una di quelle gare “strane” tipo le 3 che aveva vinto nel 2015, non avendo ancora di che battere MB sul piano della pura performance tutto questo rappresenta una doppia occasione persa da parte di Maranello. Usiamo questo post per commentare liberamente tutto il weekend di gara ossia FP1/FP2/FP3/Q/R, buon GP a tutti!

 

1938.01.28 Ich heiße Bernd Rosemeyer…

Intro
Ich heiße Bernd Rosemeyer und ich bin der schnellste Mann der Welt”

Mi chiamo Bernd Rosemeyer e sono le 11 e 46 minuti di una limpida mattina di fine Gennaio. L’autostrada Frankfurt-Darmstadt è una ineffabile striscia grigia; attraversa la campagna e si infila sotto viadotti che Rudy, molto efficacemente, definisce buchi neri. Riuscire a guidare una macchina a oltre quattrocento chilometri orari su questi evanescenti pavimenti di cemento è qualcosa di sovrumano. Ma la velocità non mi spaventa; non mi ha mai spaventato. La velocità è parte di me e fino ad un paio di ore fa ero l’uomo più veloce sulle quattro ruote. Rudy, Rudolf Caracciola, il mio avversario, il fenomenale pilota della Mercedes, ha appena stabilito un nuovo record di velocità ed io sono stato il primo a complimentarmi con lui. Gli ho stretto la mano, l’ho elogiato calorosamente. E sorridendo, come sempre, gli ho fatto sapere di non affezionarsi troppo a quel record, perché nel giro della mattinata mi sarei ripreso ciò che è mio.
Mi chiamo Bernd Rosemeyer, sono le 11 e 46 minuti di una limpida mattina di fine Gennaio.
E mi rimangono ancora 90 secondi di vita…

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