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High Voltage Bring: post week-end di Hong Kong

Ciao Ringers, con due gare ricche di colpi di scena è andato in archivio il primo fine settimana della Stagione 4 di FE. A giudicare dal numero di commenti del pre-gara di Hong Kong sembra che la serie elettrica stia acquistando interesse anche sul Bring.

Lascio la cronaca delle gare ai seguenti video, direttamente forniti dal canale YouTube della FE:

e-Prix 1: https://www.youtube.com/watch?v=L6NlajWJ8pA

e-Prix 2: https://www.youtube.com/watch?v=4wCxyYW4Uys

Premetto che seguiranno altri articoli a questo, prima del prossimo e-Prix di Marrakesh del 13 gennaio 2018, con approfondimenti puramente tecnici su questa categoria. Mi limito quindi ad alcune considerazioni sul fine settimana appena concluso, in attesa di sapere anche la vostra opinione.

  • La SC in partenza della seconda gara: non mi è piaciuta assolutamente. Se è vero che sotto tanti punti di vista si pensa soprattutto allo spettacolo in FE, magari chiudendo un occhio sui contatti di gara, di contro si è deciso per una azione preventiva a causa dell’incidente della gara del sabato, che aveva provocato una bandiera rossa decisamente fin troppo lunga. È vero che gli appassionati non si mettono davanti alla tv per vedere gli incidenti della prima curva, ma la partenza da fermo di una qualsiasi gara motoristica è uno dei momenti più decisivi ed allo stesso tempo ricchi di tensione di tutta la competizione, per cui neutralizzarlo così è stato sicuramente una scelta impopolare
  • Il commento in TV: ho visto la gara di sabato su Italia 1 e quella di domenica su Eurosport, per confrontare le telecronache. Quello che mi è piaciuto di Mediaset è che hanno preso l’impegno di trasmettere la FE con massima serietà, certamente del tutto al contrario di quello che aveva fatto la Rai negli ultimi due anni. La telecronaca mi è sembrata un po’ troppo “commerciale”, ma i commentatori erano quantomeno preparati sull’evento da raccontare. Eurosport mi è sembrata come sempre più “seria”, senza la necessità di provare a spettacolizzare a tutti i costi qualsiasi avvenimento della gara, ma i due commentatori sono sembrati effettivamente impreparati all’evento.
  • I piloti e i team: come si era già previsto, le gare sono state molto combattute e non scontate, con tanti piloti a giocarsi le posizioni di testa. Il più in forma è sembrato certamente Sam Bird, che avrebbe potuto fare tranquillamente doppietta, senza l’errore nel cambio macchina della gara del sabato (bellissimo il sorpasso su Vergne). In questo ha mostrato un punto di continuità con le passate stagioni, nelle quali si è sempre mostrato veloce ma mai abbastanza costante nel rendimento per l’intero singolo evento e per il campionato. Ha stupito sicuramente il momento negativo di Di Grassi e Buemi, entrambi in difficoltà con le proprie monoposto ma anche nel confronto con i rispettivi compagni di team. In particolare Daniel Abt avrebbe potuto essere in testa alla classifica senza l’errore “amministrativo” del team, che ha gettato al vento l’ennesima gara per squalifica, come già successo nelle scorse stagioni. Per quanto riguarda il livello di difficoltà della categoria, la prestazione di Lotterer ha dimostrato che non è per niente facile fare risultato in FE e che il noviziato si paga a caro prezzo. In casa Techeetah infatti si sono dimostrati competitivi per quanto riguarda la velocità della vettura, con Vergne in Pole nella gara del sabato e secondo sul traguardo, ma Lotterer non è riuscito a sfruttare le potenzialità del veicolo, che per la verità in gara soffre ancora come lo scorso anno in fase di gestione dell’energia. Certamente stupisce il confronto con il team Renault ufficiale, che con stessa vettura ha mostrato un rendimento davvero deficitario. La speranza è che non stiano prendendo questa stagione di transizione in modo troppo leggero (anche se a notare la mimica del Professore ai box non sembrerebbe) perché privare questo campionato di un protagonista come Buemi sarebbe davvero un peccato. Chi non ha mostrato troppi problemi ad adattarsi alla nuova categoria è Mortara, dominatore della gara di domenica fino a tre giri dalla fine, quando l’ormai classico (per la FE) sovrasterzo in frenata -ne parleremo in uno dei prossimi articoli- lo ha relegato alla terza posizione finale, diventata poi seconda con la squalifica di Abt. Infine un cenno alla prestazione di Rosenqvist: come sempre si è mostrato tanto veloce quanto incline all’errore, ma la solidità sua e della Mahindra lo hanno comunque proiettato in terza posizione nel campionato, ad una manciata di punti dal leader Bird. Certamente, in attesa della risalita di Di Grassi e Buemi, si preannuncia davvero una lotta serrata fra diversi piloti, magari fino all’ultimo giro dell’ultimo e-Prix, come nel successo nella Stagione 1.
  • Le penalità: è sembrata eccessiva la doppia penalizzazione inflitta a Bird per il cambio macchina con strike del primo e-Prix, mentre i commissari hanno chiuso entrambi gli occhi sulla manovra eseguita da Rosenqvist alla prima curva della gara di domenica, quando per rientrare dopo il testacoda si è esibito in una manovra da videogioco, infilandosi nel mezzo al gruppo che sopraggiungeva e bloccando frontalmente una vettura di centro schieramento.
  • Lo spettacolo: come quasi sempre, se si cercano battaglie, sorpassi, errori, duelli ruota a ruota (e anche un po’ oltre) la FE non ha deluso. La semplicità di costruzione di queste vetture favorisce i duelli in pista, permettendo ai piloti di non riportare danni significativi anche in caso di contatto, in questo somigliando maggiormente alle competizioni a ruote coperte che alle gare di vetture Formula. La praticamente totale assenza di effetti aerodinamici (specialmente in configurazione gara) permette ai piloti di seguire l’avversario senza avere troppi problemi di aderenza anche nelle curve con maggiori velocità di percorrenza.

Torneremo a parlare di questa categoria con approfondimenti tecnici, come anticipato, in attesa dell’e-Prix di Marrakesh. Dite la vostra e buona FE Ringers!

High Voltage Bring: 2017 FIA Formula E HKT Hong Kong E-Prix

Ciao Ringers! Questo fine settimana riparte la Formula E, con l’apertura della Stagione 4, sul circuito di Hong Kong. La terza stagione si è conclusa, come sapete, con la vittoria nel Costruttori del team Renault (unica vincitrice dalla nascita della categoria) e di Lucas di Grassi nella classifica riservata ai Piloti. Per questa stagione è previsto un calendario ricco di appuntamenti, con 14 gare suddivise in 11 circuiti, fra i quali si avrà doppio appuntamento nel week-end di apertura a Hong Kong e nei due conclusivi di New York e Montreal. Riguardo i cambiamenti rispetto alla scorsa stagione c’è da segnalare l’assenza dell’e-Prix di Monte Carlo (causa GP storico di F1) e l’ingresso dell’Italia con il tanto chiacchierato e-Prix di Roma (al quale anticipo di voler assistere dal vivo). Infine un nuovo ingresso che sa di rivoluzione: dopo il divieto degli anni ’50, ritorna una competizione motoristica sul territorio svizzero, con l’e-Prix di Zurigo del 10 giugno 2018. Per altre informazioni (in particolare il programma ufficiale e gli orari di tutti gli appuntamenti) vi rimando al sito ufficiale della Formula E, sempre ben curato. [http://www.fiaformulae.com/en/calendar]

Per quanto riguarda le novità principali della stagione, partirei da una assolutamente né tecnica né sportiva, ma davvero ottima per gli appassionati: le gare saranno infatti trasmesse da Mediaset in chiaro e da Eurosport su satellite, garantendo così una copertura che nei due anni di monopolio Rai è stata assolutamente deficitaria.

Passiamo ai piloti ed ai team: di seguito la line-up completa, con diverse new entry ed alcuni cambi di casacca rispetto alla scorsa stagione.

  • Audi Sport Abt Schaeffler: 1 Lucas di Grassi; 66 Daniel Abt
  • MS&AD Andretti Formula E: 28 Antonio Felix Da Costa; 27 Kamui Kobayashi
  • DS Virgin Racing: 2 Sam Bird; 36 Alex Lynn
  • Dragon: 7 Jerome D’Ambrosio; 6 Neel Jani
  • Panasonic Jaguar Racing: 3 Nelson Piquet Jr; 20 Mitch Evans
  • Mahindra Racing: 23 Nick Heidfeld; 19 Felix Rosenqvist
  • NIO Formula E Team: 16 Oliver Turvey; 68 Luca Filippi
  • Renault e-Dams: 8 Nico Prost; 9 Sebastien Buemi
  • Techeetah: 25 Jean-Eric Vergne; 18 Andre Lotterer
  • Venturi Formula E: 5 Maro Engel; 4 Edoardo Mortara

Già a colpo d’occhio si notano diversi ingressi importanti: in particolar modo Lotterer sarà il primo, fra i piloti considerati di livello fra gli appassionati di motorsport, a confrontarsi con la categoria e a fungere quindi anche da riferimento sulla competitività della stessa e sul livello di difficoltà nell’approccio a queste monoposto.

I team che vedremo in questa stagione sono gli stessi della scorsa, in attesa dei cambiamenti drastici della Season 5. Si ha un maggior impegno di Audi che ha assunto il comando nel team Abt, al quale aveva fatto da supporto dalla nascita della categoria. Renault, al contrario, sta lentamente iniziando il processo di uscita dalla Formula E, che si concluderà nella prossima stagione quando verrà sostituita da Nissan. Queste due novità potranno spostare pesantemente l’inerzia del campionato in favore di Audi, la quale ha completamente riprogettato il powertrain, passando fra l’altro ad una soluzione a singola marcia, mentre Renault correrà con lo stesso progetto dello scorso anno, a testimonianza di quella che sarà una stagione di transizione, come affermato con preoccupazione dallo stesso Buemi.

Di seguito un riepilogo delle soluzioni tecniche per i powertrain adottati dalle squadre; la zona della vettura personalizzabile è solo quella posteriore, cioè il complessivo cambio+sospensioni+motore elettrico-inverter, mentre le batterie, il telaio, le sospensioni anteriori e l’aerodinamica sono standardizzate. Per quanto riguarda la potenza disponibile, si passa in gara a 180 kW, dai 170 kW della scorsa stagione.

Team Motore Tipo Marce
Renault Renault Trasversale 1
Audi Audi Longitudinale 1
Virgin DS Trasversale 2
Mahindra Magneti Marelli (Mahindra) Trasversale 2
Venturi Venturi (McLaren) Longitudinale 3
Andretti BMW Longitudinale 3
NIO NIO Doppio-Trasversale 1
Jaguar Jaguar Longitudinale 2
Dragon Magneti Marelli (Penske) Trasversale 2
Techeetah Renault Trasversale 1

 

Il team Techeetah, unico con fornitura clienti (stesso powertrain di Renault), ha da regolamento la possibilità di testare la vettura per soli tre giorni di test collettivi contro i quindici dei team ufficiali; questa limitazione è senza dubbio davvero importante per quanto riguarda la conoscenza delle prestazioni della vettura e soprattutto l’ottimizzazione per quanto riguarda la gestione dell’energia. C’è da dire, nonostante la grossa preoccupazione mostrata da Vergne, che la mancata evoluzione del Renault per la Season 4 comporta una conoscenza del sistema già avanzata, dopo l’utilizzo nell’intera stagione scorsa.

Prospettive per la stagione: è molto atteso l’ennesimo duello Buemi-Di Grassi, che dovrebbe essere più equilibrato rispetto alla scorsa stagione (Di Grassi ha vinto lo scorso campionato ma solo grazie all’assenza di Buemi nel doppio appuntamento di New York), grazie alla stagione di transizione che vivranno in Renault. Da non sottovalutare sarà la prestazione di Mahindra, con Rosenqvist che ha mostrato una ottima solidità nella scorsa stagione e la stessa monoposto che è sembrata in netta evoluzione. Fra i team più attesi c’è sicuramente il Panasonic Jaguar Racing, che dopo aver affrontato nello scorso anno la prima stagione in Formula E, cercherà di mostrare una maggior competitività per poter lottare almeno per qualche successo di tappa. Il team Techeetah proverà ad infastidire con sempre più costanza i primi della classe (come già capitato lo scorso anno con Vergne), forte anche dell’ingresso di Lotterer, che non dovrebbe sfigurare nella categoria, anche se l’adattamento a queste monoposto può essere davvero complicato.

I test si sono conclusi con estrema incertezza sulle prestazioni dei team, per cui probabilmente potremo assistere ad una stagione davvero combattuta e determinata dal talento in pista dei piloti, più che dalle performance delle vetture, che sembrano davvero molto ravvicinate. Le premesse per una stagione combattuta fino all’ultimo doppio appuntamento di Montreal, con più piloti in lizza per il titolo, ci sono davvero tutte.

E-Prix di Hong Kong: come già accennato, l’apertura della quarta stagione offrirà un doppio appuntamento (sabato 2 dicembre e domenica 3 dicembre) sul cittadino di Hong Kong. A partire da questa stagione, in caso di doppio appuntamento, le prove libere della domenica saranno ridotte ad una sola sessione. Questo cittadino ha mostrato una ottima competitività del team Renault e-Dams. I lunghi rettilinei che caratterizzano il circuito cittadino favoriranno certamente chi riuscirà a gestire al meglio la ricarica dell’energia senza perdere troppa competitività nel tempo sul giro. Sarà certamente importante riuscire a scongiurare il surriscaldamento delle batterie per poter sfruttare al massimo l’energia disponibile. Per quanto riguarda i piloti, l’attenzione dovrà essere massima nelle prime fasi di gara, al fine di evitare contatti che potrebbero irrimediabilmente pregiudicare l’andamento della corsa. L’e-Prix si prospetta avvincente, il circuito presenta diversi punti di sorpasso ed i distacchi fra i piloti dovrebbero essere esigui; ci si possono quindi ragionevolmente attendere due gare molto combattute.

Non resta quindi che goderci lo spettacolo, buona stagione!

https://www.youtube.com/watch?v=6tULpd4QDj8

https://www.youtube.com/watch?v=zPaggopePqA

 

High Voltage Bring: Hydro Quebec Montreal e-Prix

Lo scorso fine settimana si è conclusa la terza stagione del campionato mondiale FIA dedicato alle vetture elettriche, la Formula E (FE in breve). Questa competizione è sempre più seguita da un gran numero di appassionati, mentre da altri è sempre più criticata, a causa della natura elettrica della sua natura elettrica. High Voltage Bring vuole essere, se avrà un buon seguito, la rubrica del Blog del Ring dedicata alla FE, trattata non con la solita superficialità con cui viene affrontata sia su siti specializzati che negli eventi televisivi, ma con precisione, costanza e soprattutto interesse, perché chi scrive si è davvero appassionato a questa nuova categoria, in un crescendo dal primo e-Prix della prima stagione fino al finale emozionante di questo campionato.

Gli articoli della nuova sezione “Formula E” saranno, come per la F1, di diverse tipologie: lo scopo è non solo quello di raccontare le ultime novità della serie elettrica, ma anche di rivivere le passate edizioni del campionato; non mancheranno articoli più tecnici, sia sulle architetture dei power train che spingono queste monoposto, sia sulla tecnica di guida richiesta ai piloti per essere competitivi, anche in base al regolamento tecnico della categoria.

Prima di raccontare il doppio round conclusivo di questa bellissima stagione, conclusasi a Montreal, affrontiamo due degli argomenti più controversi della serie, il Fan Boost ed il cambio vettura in gara.

Fan Boost

Nell’ottica di coinvolgere attivamente lo spettatore, il regolamento sportivo della FE ha introdotto già dalla prima stagione una votazione online su diversi social network, allo scopo di concedere a tre piloti in griglia la possibilità di sfruttare un extra-boost di energia da poter utilizzare in gara per favorire i sorpassi (o la fuga/rimonta, in base alle necessità). Personalmente ritengo che questa sia una pessima scelta, che introduce nella competizione una componente da reality show che non dovrebbe assolutamente contaminare il motorsport. Analizziamola comunque con maggior specificità per poterne valutare l’impatto su una gara. Tralasciando le problematiche e le polemiche sul sistema di votazione che si sono susseguite nelle tre stagioni, questo controverso strumento consiste nella possibilità di avere un extra di 100 kJ di energia utilizzabile nella seconda parte di gara dai tre piloti vincitori della votazione. Questa energia aggiuntiva può essere sfruttata in due modalità:

  • 200 kW di potenza, con un guadagno di 30 kW sulla potenza standard utilizzabile per regolamento in gara, che si esaurisce in 3.3 secondi
  • 185 kW di potenza, +15 kW rispetto allo standard di gara per una durata di 6.6 secondi

La scelta sulla tipologia di utilizzo dell’energia aggiuntiva spetta al pilota, che gestisce il bonus con un manettino sul volante. Come si può vedere il vantaggio è tanto, soprattutto in un corpo a corpo, ma vista la relativa facilità di compimento dei sorpassi rispetto ad altre categorie a ruote scoperte, non è certo determinante. Inoltre nell’ottica della gara l’influenza di questo vantaggio è limitata, in quanto la sfida per i piloti è guidare in modo efficiente, cioè andare forte senza consumare troppo, ed è su questo aspetto che si gioca davvero la competizione e si vedono le differenze fra piloti e vetture diverse.

In conclusione, nonostante a mio parere non sia un elemento positivo per il motorsport, sicuramente altera la competizione molto meno di quanto non facciano per esempio le gomme Pirelli imprevedibili oppure l’utilizzo del DRS in F1.

Cambio macchina in gara

A causa della limitata capacità delle batterie, che non sono oggetto di competizione fra costruttori in queste prime stagioni, l’evento vede il cambio vettura durante la gara. L’operazione è similare al cambio moto nelle gare bagnate del motomondiale, ma con un tempo minimo da rispettare nell’ottica di garantire la sicurezza del pilota (corretto fissaggio delle cinture e degli attacchi del collare HANS). Nonostante la procedura sia ormai ampiamente collaudata, questa fase comporta tuttora degli stravolgimenti della classifica, anche a causa dei distacchi sempre contenuti fra le vetture. Dopo la sostituzione, che può essere effettuata in qualsiasi momento della gara, i piloti che ne hanno acquisito il diritto possono usare il fan boost.

Il cambio macchina, peculiarità della categoria, sarà abolito nella stagione 5 della serie, cioè nel 2018-2019.

Hydro Quebec Montreal e-Prix

Il campionato di FE si sviluppa su un arco temporale a cavallo fra due anni consecutivi, con inizio in autunno e fine in estate. La stagione 3 si è conclusa lo scorso fine settimana sul circuito cittadino realizzato a Montreal (che non ha niente in comune con il circuito di F1), con due e-Prix svoltisi il sabato e la domenica. Il programma di un evento si svolge in un’unica giornata, con due sessioni di prove libere, una di qualifica, divisa in quattro gruppi a eliminazione più il turno finale della Super Pole, infine la gara, della durata di circa 50’. Nel caso di doppio appuntamento il programma si ripete uguale a sé stesso in entrambe le giornate, anche se dalle prossime stagioni verrà eliminata una sessione di prove libere dalla seconda giornata, in caso di due e-Prix nello stesso week-end.

Per ogni evento si attribuiscono 3 punti all’autore della Super Pole, 1 punto a chi ottiene il giro veloce in gara, più i punti canonici adottati anche in F1 per l’ordine d’arrivo, per un totale di 29 punti massimi ottenibili in un e-Prix.

La stagione 3 è stata letteralmente dominata da Buemi su Renault e-Dams, fino al doppio appuntamento di New York, penultimo fine settimana di gare dell’anno. A causa della concomitanza con il mondiale endurance lo svizzero è stato costretto a saltare il doppio appuntamento statunitense, permettendo così al rivale Di Grassi di avvicinarsi pericolosamente in classifica generale, nonostante un doppio e-Prix di New York non troppo brillante, a -10 dal leader della classifica.

Alla vigilia di questo fine settimana la lotta per il titolo era quindi sostanzialmente riservata ai due piloti citati, con Rosenqvist e Bird tenuti in gioco solo dalla matematica, ma lontanissimi in classifica. Già nei giorni precedenti alla trasferta sono iniziate le schermaglie verbali fra i due contendenti, segno che, seppur tanto denigrato, il campionato è comunque una competizione mondiale e la vittoria è ambita.

Le previsioni della vigilia erano tutte a favore di Buemi, forte di una monoposto nettamente più efficiente delle altre (almeno nelle sue mani), capace di recuperare in modo eccellente energia durante la gara, anche se talvolta con qualche problemino legato alle temperature di esercizio delle batterie. D’altra parte Di Grassi aveva dalla sua la forza del pronostico avverso, poteva correre senza pressioni e mettere in mostra tutta la grinta che lo ha contraddistinto sempre in questi tre anni di FE.

Il primo colpo di scena si è verificato nella seconda sessione di prove libere, quando all’ultima chicane Buemi ha impattato violentemente le barriere frontalmente, con gravi danni alla sua Renault; il format del campionato non ammette errori, a causa dei tempi ristretti dell’evento. Il team è stato quindi costretto ad un duro lavoro di ricostruzione della monoposto, terminato appena in tempo per la gara, senza riuscire a completare l’assetto ideale. Anche la qualifica ha visto una brutta prestazione per il leader di classifica, costretto al 12° posto in griglia, mentre il rivale Di Grassi è riuscito a regolare Rosenqvist piazzando la sua Audi in Super Pole. Al termine della gara, davvero spettacolare e ravvivata dalla rimonta furiosa di Buemi, autore anche di una pessima partenza, Di Grassi ha festeggiato la vittoria, con lo svizzero quarto. A seguito delle verifiche tecniche sulle monoposto è arrivato però un altro colpo di scena: la Renault dello svizzero utilizzata nella seconda parte di gara, cioè quella assemblata a tempo record dopo l’incidente della mattinata, è risultata sotto peso di ben 4 kg. Ciò ha ovviamente comportato la squalifica del pilota, che ha perso così i 12 punti artigliati in gara. Alla vigilia dell’appuntamento domenicale, ultimo della stagione, Di Grassi si è presentato quindi in testa con 18 punti di vantaggio, la consapevolezza di avere una vettura competitiva e la possibilità di gestire l’intero appuntamento senza dover rischiare troppo, mentre Buemi era ancora intento a prendersela con diversi avversari, rei di difendere la propria posizione nel corso della sua rimonta.

La qualifica della gara finale ha visto nuovamente lo svizzero in crisi, 13°, con il nuovo leader di classifica generale in quinta posizione. Già dopo due giri Buemi è stato costretto a fermarsi ai box, per l’esposizione della bandiera nera con disco arancio, a causa di un leggero tamponamento subito alla prima curva. La gara ed il campionato erano quindi già virtualmente finiti, salvo SC che non sono arrivate. Di Grassi si è limitato a portare la macchina al traguardo in settima posizione, anche se non ne avrebbe avuto bisogno, mentre il pilota Renault concludeva un’altra rimonta (stavolta senza squalifica) in undicesima posizione.

Il titolo piloti è finito quindi per la prima volta in casa Audi nelle mani di Di Grassi, che si è aggiunto a Piquet jr e Buemi fra i piloti campioni di FE (tre diversi in tre stagioni), mentre il campionato costruttori è stato bissato dalla Renault, dopo il successo dello scorso anno.

In chiusura, un paio di link utili per tenersi aggiornati sulla serie elettrica:

Cari Ringers, commentate ed appassionatevi a questo campionato, che offre sempre belle battaglie e dà tanto risalto al valore dei piloti, oltre ad avere prospettive di crescita davvero stupefacenti. Ciao!

TOTAL 24 Hours of Spa-Francorchamps

Eau Rouge, Pouhon, Blanchimont, Bus Stop…..pezzi d’asfalto leggendari, curve mitiche fra i boschi delle Ardenne. Saranno anche quest’anno teatro, per la 69^ volta nella sua lunga storia iniziata nel 1924, di uno dei più affascinanti spettacoli nel panorama internazionale del Motorsport.

La lunga e veloce, fino agli anni ’80 era ancor più rapida, pista di Spa, è probabilmente la più tecnica, la più immutata nel tempo e la più amata dalla maggior parte dei piloti che ci hanno potuto correre. La scorrevolezza e la sinuosità dei tratti guidati è veramente paradisiaca…unita alle forti variazioni altimetriche, Spa regala un vero piacere di guida…difficilmente replicabile in altri posti.

11 costruttori delle più belle GT del mondo, oltre 200 piloti che vanno dai professionisti schierati dalle squadre supportate dalle case, ai gentleman che pagano per realizzare il sogno di una passione; oltre 60 GT3 mozzafiato…coloratissime, diversissime fra loro…ma correranno tutte insieme.

La 24 Ore di Spa anni addietro era una gara prestigiosa riservata alle sole vetture Turismo, mentre all’inizio degli anni 2000 è entrata a far parte del FIA GT, manifestandosi come climax della stagione. Da lì in poi è diventata senza dubbio la più importante gara di durata dedicata alle vetture Gran Turismo , al pari della 24 Ore del Nurburgring. Le potenti GT1 degli anni’00 ne hanno dominato la scena fino al 2009, passando poi il testimone alle emergenti GT3.

Nella classe PRO ci saranno ben 37 vetture…un record per il Blancpain GT Series.

Trai favoriti c’è il solito squadrone Audi (con i team WRT e ISR supportati ufficialmente), che da qualche tempo ha perso lo smalto che aveva quando poteva contare su Laurens Vanthoor…che ad oggi è stato il miglior interprete della R8. Nonostante ciò sono ben 5 le R8 LMS factory backed da Audi Sport.

Mercedes AMG si affida ai team Black Falcon, HTP, e Akka ASP…sperando di non rovinarsi la gara come l’anno scorso con le penalità pesantissime inflitte a causa di scorrettezze in fatto di elettronica dell’AMG GT GT3..nonostante fossero le più performanti del lotto anche senza trucchetti.

Poi i detentori della vittoria del 2016…che certamente proveranno a difendere. Il Rowe Racing porta le sue due BMW M6 GT3 con delle line up superaffidabili e che sicuramente sapranno recitare ancora un ruolo da protagonista.

La Lamborghini viene rappresentata come sempre dal Grasser Racing con le sue Huracan verde brillante; il team austriaco è partito fortissimo quest’anno…vincendo a Monza, Silverstone e dominando alcune gare della Sprint Series come Brands Hatch con la #63 di Bortolotti-Engelhart che è in testa alla classifica. Però le gare lunghe non hanno mai portato bene alle vetture di Sant’Agata Bolognese…per la scarsa affidabilità e la predisposizione al surriscaldamento del motore. Vedremo, questa è la prova del nove per vedere se la Huracan GT3 è una vettura veramente da Endurance.

Il team M-Sport porta ben tre Bentley Continental GT3 all’assalto delle Ardenne, coadiuvato dal team ABT. La #8 si è riscattata dopo un avvio di stagione in sordina con la vittoria alla 1000 km del Paul Ricard. Negli anni passati le Bentley a Spa hanno dimostrato sempre gran velocità ma lacune di affidabilità e buona sorte.

I team Clienti Ferrari possono contare quest’anno su tre 488 GT3 nella classe Pro che sulla carta dovrebbero essere ben equipaggiate per una lotta al vertice, con la #55 Kaspersky che può beneficiare della velocità di Calado , Fisichella e Cioci, la #50 di AF Corse con Pierguidi, Rugolo e Lathouras, mentre la SMP Racing #72 con Rigon e Molina più il gentlemen Shaytar. Vediamo se quest’anno con un parco auto un po’ più corposo il Cavallino turbo riesce a togliersi soddisfazioni, anche se nei precedenti appuntamenti erano sempre lì sul podio pronte a centrare il colpo grosso senza però riuscirci.

Le 650 GT3 della Mclaren da quest’anno sono gestite dalla Strakka Racing, che nonostante piloti come Rob Bell e Come Ledogar ha sempre deluso le aspettative e faticato (si dice nel paddock) con le nuove Pirelli 2017. Inoltre nelle gare di durata la Mclaren non è mai stati un mostro di affidabilità.

La Nissan, in attesa del nuovo modello di GT-R per il 2018, continua ad appoggiarsi alla factory inglese RJN, con i giovani e veloci talenti venuti fuori dalla GT Academy. Dalla Play Station alla pista il passo è breve in questo caso…ma gente come Ordonez ha il piede davvero pesante.

Emil Frey Racing continua a portare avanti il programma indipendente con la Jaguar XKR…con ben 2 vetture e potendo contare sull’esperienza di un veterano del GT come Ortelli.

Infine la Porsche è presente in classe Pro con una sola 911 GT3R del team di Timo Bernhard, anche se è da tenere veramente d’occhio perché alla guida ci sono Vanthoor, Estre e Christensen.

Per la classe Pro-Am gli equipaggi più accreditati sono sicuramente l’Oman Racing Team gestito da TF Sport che con la sua Aston Vantage GT3 #97 è in testa al campionato grazie alla vittoria di Monza e ai due secondi posti di Silverstone e Le Castellet; la Lambo #77 del Barwell Motorsport che è in forte ripresa avendo vinto sia a Silverstone che al Paul Ricard. Anche la Ferrari #11 del Kessel Racing è sempre stata molto consistente negli anni passasti, anche se ha patito qualche problema di troppo quest’anno. Mentre in classe AM, riservata esclusivamente agli amatori, la Ferrari #488 del Rinaldi Racing dovrebbe battere senza troppi problemi la concorrenza dei pochi avversari di categoria.

Ci attende dunque una classica maratona più avvincente che mai….scatterà Sabato pomeriggio dalla vecchia griglia di partenza di Spa, cioè la picchiata impressionante che porta all’Eau Rouge….qui o si alza il piede o si tiene giù all’esterno sperando di non fare danni e rovinare il lavoro di un anno nel giro di qualche secondo!

ENTRY LIST:

#00 – PRO – Good Smile Racing&Team UKYO – Taniguchi, Katakoa, Kobayashi – Mercedes-AMG GT3

#1 – PRO – Audi Sport Team WRT – Garcia, N.Müller, Rast –                 Audi R8 LMS

#2 – PRO – Audi Sport Team WRT – De Philippi, Mies, Vervish –       Audi R8 LMS

#3 – Pro-Am – Belgian Audi Club Team WRT – Caygill, Venter, Mayr Melnhof, Lyons – Audi R8 LMS

#4 – PRO – Black Falcon – Christodoulou, Buurman, Stolz – Mercedes-AMG GT3

#5 – PRO – Audi Sport Team WRT – Fässler, D.Vanthoor, Lotterer – Audi R8 LMS

#6 – PRO – Belgian Audi Club Team WRT – Berthon, Richelmi, Treluyer – Audi R8 LMS

#7 – PRO – Bentley Team M-Sport – Kane, Smith, Jarvis –             Bentley Continental GT3

#8 – PRO – Bentley Team M-Sport – Soucek, Soulet, Abril –           Bentley Continental GT3

#9 – PRO – Bentley Team ABT – Verdonck, Jons, Pepper –            Bentley Continental GT3

#11 – Pro-Am – Kessel Racing – Broniszewski, Rizzoli, Cressoni, G.Piccini – Ferrari 488 GT3

#12 – PRO – Ombra Racing – A.Piccini, M.Beretta, Gattuso – Lamborghini Huracan GT3

#14 – PRO – Emil Frey Jaguar Racing – Frey, Ortelli, Costa –               Emil Frey Jaguar G3

#15 – Pro-Am – Black Falcon – Sandberg, Chaponik, Heckert, Bleekemolen – Mercedes-AMG GT3

#16 – Pro-Am – Black Falcon – Morley, Toril, Götz, Kirchhöfer – Mercedes-AMG GT3

#17 – PRO – Belgian Audi Club Team WRT – Leonard, Green, Dennis – Audi R8 LMS

#18 – Pro-Am – Black Falcon – Piana, Al Faisal, Haupt, Van der Zande – Mercedes-AMG GT3

#19 – PRO – GRT Grasser Racing – Perez Companc, Ineichen, Giammaria – Lamborghini Huracan GT3

#22 – PRO – Motul Team RJN Motorsport – Simmons, Parry, Moore – Nissan GT-R Nismo GT3

#23 – PRO – Motul Team RJN Nissan – Buncombe, Ordonez, Chiyo – Nissan GT-R Nismo GT3

#25 – PRO – Audi Sport Team Sainteloc – Winkelhock, Haase, Gounon – Audi R8 LMS

#26 – Pro-Am – Sainteloc Racing – Kelders, Rostan, Bouvy, Guilvert – Audi R8 LMS

#27 – PRO – Orange 1 Team Lazarus – Pohler, Crestani, Filippi – Lamborghini Huracan GT3

#35 – Pro-Am – Walkenhorst Motorsport – Menzel, Palttala, Krognes, Henkola – BMW M6 GT3

#36 – Am – Walkenhorst – Walkenhorst, Van Campenhoudt, Schiwietz, Oeverhaus – BMW M6 GT3

#42 – Pro-Am – Strakka Racing – Leventis, Williamson, Fleming, Webb – Mclaren 650 S GT3

#43 – PRO – Strakka Racing – J. Kane, Fumanelli, Tordoff –         Mclaren 650 S GT3

#48 – PRO – MANN-FILTER HTP Motorsport – Heyer, Dontje, Assenheimer – Mercedes-AMG GT3

#50 – PRO – AF Corse – Lathouras, Rugolo, Pierguidi –                     Ferrari 488 GT3

#51 – Pro-Am – AF Corse – Motoaki, Bontempelli, O. Beretta, Castellacci – Ferrari 488 GT3

#52 – Pro-Am – AF Corse – Cameron, Griffin, Scott, Ragazzi –     Ferrari 488 GT3

#53 – Pro-Am – Spirit of Race – Hommerson, Machiels, Bertolini, Butcher – Ferrari 488 GT3

#55 – PRO – Kasperky Motorsport – Fisichella, Cioci, Calado –   Ferrari 488 GT3

#58 – PRO – Strakka Racing – Ledogar, Bell, Barnicoat –               Mclaren 650 S GT3

#59 – PRO – Strakka Racing – Watson, Jaafar, Schothorst –       Mclaren 650 S GT3

#63 – PRO – GRT Grasser Racing – Bortolotti, Engelhart, Caldarelli – Lamborghini Huracan GT3

#66 – PRO – Attempto Racing –  Grenier, Van Lagen, Van Splunteren – Lamborghini Huracan GT3

#67 – Am – Attempto Racing – Mateu, Maggi, Bovy, Krebs – Lamborghini Huracan GT3

#72 – PRO – SMP Racing – Shaytar, Molina, Rigon – Ferrari 488 GT3

#75 – PRO – ISR – Albuquerque, Schmid, Salaquarda – Audi R8 LMS

#76 – PRO – Audi Sport Team ISR – Kaffer, Van der Linde, Stippler – Audi R8 LMS

#77 – Pro-Am – Barwell Motorsport – Amstutz, Kodric, Kujala, Gavin – Lamborghini Huracan GT3

#78 – Pro-Am – Barwell Motorsport – Matchitski, Ramos, Abra, Keen – Lamborghini Huracan GT3

#84 – PRO – Mercedes-AMG Team HTP Motorsport – Eriksson, Buhk, Perera – Mercedes-AMG GT3

#85 – PRO – HTP Motorsport – Sandström, Schiller, Baumann – Mercedes-AMG GT3

#88 – PRO – Mercedes-AMG Team Akka ASP – Serralles, Juncadella, Vautier – Mercedes-AMG GT3

#89 – Pro-Am – Akka ASP – Perfetti, Fontana, Badey, Bastian – Mercedes-AMG GT3

#90 – PRO – Akka ASP – Meadows, Marciello, Mortara –       Mercedes-AMG GT3

#97 – Pro-Am – Oman Racing Team TF Sport – Al Harthy, Yoluc, Hankey, Adam – Aston Martin Vantage V12 GT3

#98 – PRO – Rowe Racing – Spengler, Catsburg, Blomqvist –          BMW M6 GT3

#99 – PRO – Sims, Martin, Eng – BMW M6 GT3

#114 – PRO – Emil Frey Jaguar Racing – Hirschi, Klien, Seefried –   Emil Frey Jaguar G3

#117 – PRO – KÜS Team75 Bernhard – L. Vanthoor, Estre, Christensen – Porsche 911 GT3 R

#188 – Am – Garage 59 – West, Goodwin, Harris, Ellis –               Mclaren 650 S GT3

#333 – Pro-Am – Rinaldi Racing – Mattschull, Salikhov, Siedler, Malucelli – Ferrari 488 GT3

#488 – Am – Rinaldi Racing – Mastronardi, Van Glabeke, Ehret, Lancieri – Ferrari 488 GT3

#777 – Am – Team HB Racing – Vannelet, Delhez, Stursberg – Lamborghini Huracan GT3

#888 – Am – Kessel Racing – Duyver, Zanuttini, Perel, Cadei –     Ferrari 488 GT3

#911 – Pro-Am – Herberth Motorsport – Häring, A.Renauer, R.Renauer, Lieb – Porsche 911 GT3 R

#912 – Pro-Am – Herberth Motorsport – Allemann, Bohn, S.Müller, Jaminet – Porsche 911 GT3 R

#961 – Pro-Am – Spirit Of Race – Demerdjian, Rizzo, Minassian, Vilander – Ferrari 488 GT3

 

 

TIMETABLE

Giovedì 27/07: 11:50 – Prove libere 1

17:45 – Pre-Qualifying

20:10 – Qualifying

21:55 – Night Qualifying

Venerdì 28/07: 18:50 – Warm Up

19:30 – Super Pole

Sabato 29/07: 16:30 – Gara

Per chi può io consiglio di non perdersi gli onboard della notte….. l’Eau Rouge di notte è l’unica volta all’anno che si può apprezzare!!!

Aury

45° ADAC Zurich 24h-Rennen Nürburgring

Se già l’edizione scorsa verrà ricordata come una di quelle più emozionanti, quella 2017 non è da meno.

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Quest’anno la gara nell’Inferno Verde cade in un week-end già saturo di Motorsport, con il GP di Monaco e la 500 Miglia di Indianapolis a prendersi i titoli e tutte le attenzioni mediatiche. Nonostante questo in Germania non si lasciano sfuggire il rarissimo caldo soleggiato che regna sull’Eifel, quindi si registrano 205.000 presenze circa nel corso del week-end e non si sa quanti milioni di litri di birra tracannati.

Ma ci siamo…..le 160 auto, dalle velocissime GT3 alle utilitarie e vecchie volpi come la Manta Kissling (ha davvero una coda di volpe attaccata all’antenna), stanno per prendere il via della gara più dura che ci sia per piloti, mezzi e team. In pole c’è un prototipo artigianale dell’americano Glickenhaus: la bellissima e stranissima SCG 003 con livrea gialla e bocca da squalo che mi ricorda tanto le Jordan F1, che Jeff Westfal è riuscito a portare davanti a tutti in 8’ e 15”.                            Poi una pattuglia di Audi con la Ferrari 488 GT3 in seconda fila.

Al via i piloti non prendono troppi rischi, tutti sfilano agevolmente fra le curve del GP Strecke prima di buttarsi a pista libera nel Nordschleife. La SCG 003 #704 mantiene la testa inseguita dalle Audi WRT e Land con in mezzo la Ferrari, invece Mercedes e BMW inseguono nel gruppo. Come sempre è estremamente difficile superare e le uniche vere chance si hanno sul Dӧttinger Hӧhe e alla curva 1 del GP Strecke.

Dopo pochi giri e un paio di cambi di leadership alcuni team iniziano a pittare uscendo dalla classica strategia, è il caso della BMW M6 Rowe #98 e della Mercedes AMG Haribo #8, che dopo i pit stop di tutti gli altri si ritrovano infatti in testa, ma quasi alla fine del loro stint.

Nelle prime fasi svaniscono subito le speranze per la Porsche, che perde prima della sera 4 vetture per incidenti e problemi tecnici, lasciandone solo una nella top ten; in difficoltà anche le Bentley che con le Yokohama non riescono a tenere il ritmo dei primi. Le Mercedes iniziano a perdere costantemente terreno uscendo dalla top 5 a beneficio delle BMW che sembrano essere le uniche in grado di contrastare la flotta Audi.

Prima del tramonto si registra un primo colpo di scena che vede la Glickenhaus di vertice rientrare ai box con il retrotreno danneggiato a seguito di un contatto con una Mercedes Black Falcon; le riparazioni fanno perdere oltre un giro intero alla SCG 003 che si dimostra comunque molto veloce, ma quando perdi un giro qui non recuperi mai e puoi dire addio i sogni di vittoria.

Altro colpo di scena vede Nico Muller con l’Audi #10 del WRT nelle posizioni di testa andare a sbattere dopo un contatto con una Clio nella zona di Hatzenbach…il risultato è sospensione rotta e gara finita. Anche l’Audi #5 del Phoenix ha un contatto con un doppiato all’inizio del Nordschleife, riesce a riprendere la pista con la posteriore sinistra forata e man mano distrutta….dopo qualche minuto si rivede la vettura con una nuova “magica” gomma integra (wet) reperita da qualche parte nella foresta grazie alla previdenza del team di predisporre ruote in vari punti della pista.

Mai vista una cosa del genere!

A questo punto si entra nella notte con le altre tre R8 che si giocano la leadership, con la #29 in leggero vantaggio, a seguire le BMW Rowe #98 e la Schnitzer #43.

Nella corso della notte le Mercedes perdono ancora del tempo e attanagliate da problemi tecnici e di gomme Michelin, non sembrano della partita. La prima è la #1 Black Falcon a oltre 5’ dai leader.

Alle prime luci dell’alba l’Audi perde anche la #28 del Team Land che si ferma ai box con problemi tecnici a seguito di una doppia foratura, mentre sono arrivati i guai per la BMW #43 che si ritira per incidente nel 3° settore della pista.

La mattinata procede senza troppi intoppi per le vetture di testa, la #29 continua a comandare con circa 90 secondi di gap sulla #9 del WRT e su stessa strategia, mentre la BMW #98 è circa 1 minuto più indietro. A 2 ore dal termine si verifica un momento drammatico per l’Audi di testa, infatti in uscita dal pit stop la macchina non procede a velocità normale, ma più lentamente, completa così un giro del circuito GP e ritorna ai box….panico! Macchina portata nel garage, smontato il cofano, reset elettronico effettuato e ripartenza dai box…a questo punto ritorna in pista in terza posizione ad 1’:30” dalla #9 e ad 1’ dalla #98. Chris Mies (uno dei piloti) sta per esplodere di rabbia…..perdere così una gara dopo averla praticamente dominata deve fare male…in Toyota ne sanno qualcosa, anzi molto di più!!

Le ultime 2 ore vedono nelle 3 macchine di testa i 3 piloti che le condurranno fino al traguardo: Rast per la #9, Catsburg (protagonista anche nel WTCC) sulla #98 e Van der Linde sulla #29 che tenta la disperata rimonta.

Verso le 14.30 i distacchi non sono cambiati, ma si incominciano a vedere nuvole minacciose arrivare sul castello dell’Eifel, qualcuno vuole che ci sia un finale thrilling. La BMW ha fatto il suo ultimo pit stop a circa 1 ora dalla fine, quindi ne ha per arrivare al traguardo, mentre le 2 Audi dovranno fare uno splash a 2-3 giri dalla conclusione.  Dopo il suo ultimo stop la BMW scivola a quasi 3 minuti di gap dalla vetta, ma le Audi si dovranno fermare…..non è ancora detta l’ultima parola.

Il pit stop dell’Audi #9 va perfettamente secondo i piani, ma quello della #29 è un disastro colossale: la macchina parte e il tappo del serbatoio si svita, si ferma, viene riportata indietro, concitazione per chiudere in qualche modo il serbatoio….intanto i secondi….trascorrono inesorabili, passa anche la BMW.                           A questo punto, persa per persa, il team Land prova il Jolly delle gomme rain, quindi altro tempo perso. Effettivamente da qualche parte sta piovendo, ma il Nürburgring data la sua vastità è l’unica pista dove non interessa se piove, ma DOVE piove??

Il dado è tratto….Van der Linde esce dai box con le gomme da bagnato su pista asciutta e con un pallido sole…follia pura!

Affronta lentamente per non distruggere le gomme il GP Strecke e si butta per la penultima volta nell’inferno verde alla ricerca disperata di ciò che tutti non vorrebbero mai: l’acquazzone del ‘Ring che non perdona.

Rast intanto si addentra nel ventre della foresta…..ma questa è una storia che dovete vedere.

Chi sopravvivrà?? Chi vincerà??

Godetevi questa mezzoretta di manico e follia.

Grazie di esistere Nordschleife che regali sempre emozioni!

Grazie Bring!

Aury