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BARCELONA PRESEASON TESTING I: FEBRUARY 19/21 2020

(IMMAGINE IN EVIDENZA DA MOTORSPORT IMAGES)

Ci siamo, le power units si riaccendono tutte assieme e la stagione 2020 inizia ufficialmente con la prima sessione di test prestagionali al Montmelò di Barcellona. Tre giorni ai quali seguiranno altri tre la prossima settimana sullo stesso circuito. Teams che girano tutti ovviamente con una sola vettura sulla quale si alterneranno i due Piloti titolari, ci si attendono importanti indicazioni sulla bontà o meno delle monoposto 2020 presentate nelle ultime due settimane. L’augurio è che stavolta Sebastian Vettel non faccia commenti sulla SF1000 dopo che lo scorso anno si produsse in uno sperticato elogio della SF90 già dopo il filming day e, come sappiamo, non vedemmo palla fino a Spa (sic). Scherzi a parte o quasi questi test prestagionali hanno dimostrato negli scorsi anni che le monoposto che poi si riveleranno maggiormente performanti nella stagione accumulano migliaia di giri senza problemi tecnici e senza cercare lo sparo ad uso e consumo dei tifosi. Penso ad esempio ad AMG nel febbraio 2016 che si permise due sessioni intere senza nemmeno un tentativo di qualifica pensando invece a costruire il dominio nella stagione entrante mettendo assieme qualche migliaio di giri sulle Medium Pirelli che si sarebbero rivelate di lì a poco la gomma strategicamente più importante in gara. Pensare che qualcuno riuscì invece a dire, in un crescente turbinio di “insaiders e capiscers”, che AMG stava avendo problemi di degrado. Quando si dice che la comicità involontaria fa spanciare dalle risate eh. Tornando a noi la curiosità è al solito molta, AMG e soprattutto Redbull si presentano al via dei test con monoposto fortemente modificate rispetto al 2019 mentre Ferrari, a detta di Binotto, dovrebbe avere le maggiori novità sotto alla pelle vista la fortissima somiglianza della SF1000 alla SF90. Di sicuro debutterà l’annunciato terzo elemento idraulico della sospensione anteriore (che, in ossequio ai regolamenti 2021 che lo vieteranno, verrà cassato a fine stagione) ed altrettanto di sicuro la Power Unit rossa sarà stata pensata per essere al Top come nell’ultimo terzo dello scorso Mondiale. Questo inizio di 2020 Ferrari assomiglia un pò all’inizio del 2017: un basso profilo al quale, proprio come allora, si sono aggiunte voci di dati non esattamente soddisfacenti al 100% dalle simulazioni in GDV. Tre anni fa Ferrari passò l’inverno trollando tutti, l’augurio ovviamente è che stiano facendo altrettanto.

Usiamo lo spazio qui sotto per commentare tutti e tre i giorni di tests di questa prima sessione prestagionale 2020, un saluto a tutti!

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ALFA ROMEO RACING ORLEN C39- HAAS VF20

Verranno svelate domani 19 febbraio direttamente sul circuito di Catalunya anche le ultime due monoposto che vedremo in pista nel 2020 l’Alfa Romeo Racing Orlen C39 e la Haas VF20. Curioso il fatto che l’Alfa si sia già vista in pista a Fiorano con una livrea “camuffata” mentre della Haas abbiamo visto la livrea aggiornata e non la monoposto….
In ordine alfabetico partiamo dalla prima.
Alfa Romeo Racing Orlen C39
La livrea definitiva avrà il bianco ed il rosso del nuovo title sponsor PNK Orlen che poi altro non sono che colori Alfa ma anche quelli della Polonia. Nel giro di due anni si è passati dall’avere title sponsor Alfa Romeo al dare il nome al telaio per poi recuperare un nuovo title sponsor. Ciò rafforza la tesi che, con ogni probabilità, questo sarà l’ultimo anno del glorioso nome italiano in Formula 1. Con ogni probabilità il team riaprirà il dossier Honda che era stato “fatto chiudere” dal fu Sergio Marchionne a suo tempo.
Intanto lo sponsor ha portato come terzo pilota Robert Kubica transfugo dalla Williams dove ha patito una stagione avara di soddisfazioni (prevedibile). I polacchi pare abbiano tutte le intenzioni, e gli accordi per realizzarle, di usare la monoposto svizzera per far provare giovani talenti nazionali con buona pace di chi ha creduto che la Sauber (questo il nome vero) potesse diventare realmente lo Junior team di Maranello. Insieme al nome Alfa abbandonerà la entry list anche il vecchio Kimi a meno di colpi di scena ormai davvero improbabili. A completare la line up c’è ancora il nostro Antonio Giovinazzi che dopo un avvio 2019 difficoltoso ha mostrato qualche sprazzo e alla fin fine ha retto il confronto con un campione del mondo in maniera tutto sommato dignitosa.

Immagine tratta da Autosprint.it

La C39 è orfana del suo genitore, quel Simone Resta ritornato in pianura padana alla corte di Binotto dopo aver impostato il lavoro sull’auto 2020. Troviamo anche in questo caso un generale affinamento dei concetti 2019 (outwash) e lo snellimento generalizzato visto su tutte le monoposto appena presentate nella zona centrale delle pance e nella zona della coca cola al retrotreno.
In bocca al lupo Alfa Romeo.

Haas VF20.
La livrea che abbiamo già visto in anteprima torna ai colori dell’origine dopo la bizzarra esperienza dello scorso anno con lo sponsor Rich Energy.

Immagine tratta dal sito generation sport

Gli americani erediteranno anche quest’anno la versione B della Ferrari 2019 che sul finire dell’anno è stata anche vittoriosa. Avranno il compito di portare la monoposto quanto meno nel midfield senza sprofondare come nel corso del 2019 perchè resta ancor oggi un mistero come siano riusciti a peggiorare le prestazioni della VF19/SF71H laddove la stessa si era dimostrata più performante della SF90.
Essendo il team che ha più deluso lo scorso anno considerato il materiale tecnico a disposizione, nel 2020 è chiamato a tornare a lottare per posizioni migliori fin da subito: organizzazione del lavoro interno e attenzione all’operato dei piloti in pista sono i punti sui quali Steiner dovrà focalizzarsi. La line up è la stessa del 2019, anche abbastanza a sorpresa visti i risultati.
La Haas mantiene il muso largo come Ferrari, Alpha Tauri, Alfa Romeo (e Williams NDR) contrariamente al resto dello schieramento che si è spostato in massa verso la configurazione AMG da sempre fedele al muso stretto.
Chi avrà ragione? Lo scopriremo presto.
Buon Mondiale a tutti.

Salvatore Valerioti

Immagine di copertina gentilmente inviataci da un nostro amico lettore.

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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1985

In queste reviews tutti san già tutto quindi penso che l’interesse vero e proprio risieda nel dire cosa non si sa e/o il proprio punto di vista, condivisibile o meno. La vulgata racconta che il povero Michele perse questo Mondiale per il passaggio dalle turbine KKK a quelle Garrett effettuato prima di Monza, GP al quale il nostro si presentò con 3 punti di ritardo dal Nasone francese. Balle: la 156/85 era alla frutta come sviluppo di telaio e soprattutto aerodinamica tant’è vero che, anche a portare a termine le ultime quattro gare del Mondiale (Monza/Brands/Kyalami/Adelaide, tutte finite in un arrosto del turbo Garrett salvo forse Adelaide ove se ben rammento cedette il famigerato “pezzo da 500 lire”), Prost il titolo lo vinceva lo stesso passeggiando perchè forse ma dico forse Michele la metteva sul podio in Australia ma nelle altre tre gare stava facendo fatica a metterla nei punti con le due Williams e le due Lotus ormai saldamente davanti alle Rosse in prova ed in gara (della Mecca di Prost già sapete). E’ invece interessante l’analisi del Mondiale fino a Zeltweg, GP dal quale Michele ed Alain uscirono a pari punti (50) nel WDC. Michele pagò caro un guasto di affidabilità ad Imola, indi quei due pisquani di Piquet e Patrese non trovarono nulla di meglio da fare a Monaco che tuonarsela una contro l’altro sul rettilineo del via causando indirettamente la foratura che costò la vittoria al nostro, poi secondo dopo una furiosa rimonta. La cancellazione di Spa, prevista due settimane dopo Monaco, fu avversa a Michele che dopo le qualifiche del venerdì era in Pole con Prost ultimo quando poi il sabato cedette l’asfalto tipo a Dallas l’anno prima e la Direzione Gara optò per rimandare la gara a Settembre dopo Monza.

(IMMAGINE DA FORMULA PASSION)

Ecco diciamo che con questi tre eventi avversi in meno assieme al “non” passaggio dalle KKK alle Garrett forse ma dico forse Michele poteva dire la sua fino alla fine del Mondiale. Tipo insomma arrivare ancora matematicamente in corsa ad Adelaide. Vero pure che dopo la vittoria di Monza Prost si mise a correre con un braccio fuori dall’abitacolo quando invece la superiorità del suo pacchetto era tale che, in caso di lotta vera e propria, avrebbe guidato ben diversamente. Due annotazioni veloci veloci da leccarsi le orecchie: Testa d’Uovo fiuta la possibilità di essere il primo TP nella Storia a vincere due WDC con entrambi i Piloti per due anni di fila al che rifila per tutto l’anno al Santo componentistica di quart’ordine costringendolo ad una sequela di ritiri raccapricciante. Sua Santità si vendicherà mandandolo a dar via il c**o disobbedendo agli ordini di Scuderia a Zandvoort segnando così la sua ultima vittoria in carriera. Il Prete proverà a fare come Dennis nel 2008 con decisamente meno successo (ride). Il Vecchio invece (siamo tornati nel 1985) straccia il contratto con le superbe KKK passando alle acerbe Garrett temendo che la nazionalità delle prime favorisse la Porsche che equipaggiava le Mecca. Per evitargli di fare una stronzata galattica del genere sarebbe servito un Furia plenipotenziario in sella al Cavallino, invece c’era quel viscido figuro di Imola 1982 ed i suoi soci. Punto

07/04/1985 THE BRAZILIAN GP: RIO

(IMMAGINE DA FORMULA PASSION)

Vince Prost ma il debutto della 156/85 è decisamente solido: Michele si piazza ottimo secondo e Pinotto quarto. Quest’ultimo verrà licenziato immeditamente dopo la gara con la scusa di imprecisati “problemi fisici”. La verità non si seppe mai ma puzzò sempre di storiaccia. Elio chiuse il podio della gara di apertura del Mondiale

21/04/1985 THE PORTOGUESE GP: ESTORIL

(IMMAGINE DA FORMULA PASSION)

Prima, schiacciante (e bagnata) vittoria in F1 di ASdS imprendibile per tutti dall’inizio alla fine. Prost la tuona in pieno rettilineo vittima dell’acquaplaning, penserà di aver toccato il fondo sull’acqua ma arriverà una domenica di primavera del 1991 a fargli cambiare idea. Michele si piazza nuovamente secondo e si issa in testa al WDC, terzo chiude Gianni sulla Renault con la livrea più bella che ci sia mai stata in F1

05/05/1985 THE SAN MARINO GP: IMOLA

(IMMAGINE DA YOUTUBE)

Leviamo le cazzate dal tavolo anche qua: al box Ferrari sapevano perfettamente che Stefan Johansson non avrebbe finito la gara. Gli dissero di alzare a dismisura la pressione del turbo (fino al 1987 rimarrà libera) per favorire la sua imperiosa rimonta che lo porterà al primo posto sapendo che i consumi non gli avrebbero consentito di terminare il GP. Si sperava più o meno impunemente in una Bandiera Rossa esposta assieme alla Bandiera a Scacchi (sic) che ovviamente non si vide e quindi Stefan finì il carburante a quasi due giri dalla fine. Verrà comunque classificato sesto dopo la squalifica di Prost, primo, per aver corso sottopeso. La vittoria andrà all’intelligente De Angelis il quale, mentre il compagno di squadra farà il fenomeno salvo finire la benzina a 3 giri dalla fine, gestirà da Campione gara e benzina meritandosi ampiamente la vittoria

19/05/1985 THE MONACO GP: MONTECARLO

(IMMAGINE DA F1 SPORT)

Partiamo dalle prove: quello che parlava con Dio dopo averla messa in pole il sabato esce due volte a gomme finite per impedire agli altri di migliorare il suo tempo. Scandaloso l’impeding a Michele, che chiuderà subito dopo di lui in classifica, con la Gazzetta dello Sport che domenica mattina titola:”il Commendatore Ferrari ordina ad Alboreto una bistecca alla Senna sulla griglia di partenza”. Al via ASdS scatta in testa, manomette (disinserendolo) il limitatore di giri contravvenendo gli ordini precisi del suo box e rompe il V6 Renault come da programma. Michele è in testa e sta dominando quando fora sui detriti del già citato incidente Piquet/Patrese. Perde tantissimo tempo, riparte terzo dai box, passa Elio in pista e chiude secondo dietro ad Alain “più culo che anima” Prost

16/06/1985 THE CANADIAN GP: MONTREAL

(IMMAGINE DA F1 SPORT)

Il picco più alto della 156/85. Doppietta schiacciante di Michele e Stefan con quest’ultimo fermato dai box avendone più del primo alle prese con problemi di misfire. Prost chiudendo terzo intelligentemente commenta che è finendo sul podio in gare avverse come questa che si vince il Mondiale. Quanta verità

23/06/1985 THE USA GP: DETROIT

(IMMAGINE DA RACEFANS.NET)

In Canada aveva debuttato l’ultima evoluzione del V6 turbo Honda che già alla gara dopo a Detroit vince in modo schiacciante con Keke. Punto di svolta per la stagione del Team di Grove che da ora in avanti si giocherà la vittoria in ogni gara. Stefan e Michele chiudono secondo e terzo col muretto che curiosamente non impone uno scambio di posizioni in un GP nel quale Prost di ritira. Mah

07/07/1985 THE FRENCH GP: PAUL RICARD

(IMMAGINE DA CIRCUS F1)

Ultima vittoria della Brabham in F1 e prima della Pirelli in F1. Brutto ritiro di Michele con Prost terzo e Keke secondo. Pauroso incidente di ASdS a Signes per un cedimento meccanico. Buon quarto Stefan che passa sul Mistral il povero Elio all’ultimo giro con quest’ultimo che commenterà:”la Ferrari andava 30kmh più forte di me”

21/07/1985 THE BRITISH GP: SILVERSTONE(IMMAGINE DA AYRTON SENNA DA SILVA.COM)

ASdS parte in testa e lì rimane finchè non finisce la benzina a 4 (!!!!) giri dalla fine. Vince Prost con Michele ottimo secondo (con 28 litri di benzina rimasti nel serbatoio) e Laffite terzo. La gara è a tutti gli effetti un’ecatombe di affidabilità e consumi

04/08/1985 THE GERMAN GP: NURBURGRING

(IMMAGINE DA MOTORSPORT IMAGES)

Se Montreal 1985 è stato l’apice della 156/85 Nurburgring 1985 sarà quello della carriera di Michele Alboreto il quale parte settimo e vince in modo schiacciante annichilendo prima il Leader Rosberg poi Prost che inseguendolo finisce in testacoda all’ultima curva per chiudere secondo. Terzo nuovamente Laffite. Michele se ne va dalla Germania in testa al Mondiale con 5 punti di vantaggio su Prost. Sarà la sua ultima vittoria in F1 e l’ultima volta che starà in testa al Mondiale da solo. Fa rabbia, vero?

18/08/1985 THE AUSTRIAN GP: ZELTWEG(IMMAGINE DA PINTEREST)

Il povero Mandingo si produce in gara in un incidente simile a quello di Gilles (e Didier) portando a casa la pelle ma non il contratto con la Ligier con Guy che lo licenzia subito dopo. Vince Prost con ASdS secondo, Michele chiude ottimamente terzo dopo un weekend tutto in salita. Si riparte dall’Austria coi due contendenti per il titolo a pari punti, 50

25/08/1985 THE DUTCH GP: ZANDVOORT(IMMAGINE DA MOTORSPORT TOTAL.COM)

Inizia la discesa. Michele si qualifica male e nel finale di gara è costretto giù dal podio dai continui zigzag di quello che parlava con Dio. Davanti è ancora più ilare la cosa con Sua Santità che si fa beffe di Dennis e della componentistica di quart’ordine rifilatagli tutto l’anno e non fa passare Prost mettendo a segno la sua ultima vittoria in F1

08/09/1985 THE ITALIAN GP: MONZA(IMMAGINE DA MOTORSPORT.COM)

Ferrari come detto nell’introduzione passa da KKK a Garrett prima della gara, Michele si qualifica settimo ed è anonimamente sesto quando cede il turbo USA. Solita botta di sfiga per Prost che, mentre è secondo ad una vita da Rosberg, eredita la vittoria per il cedimento del motore del finnico. Resto del podio brasiliano con Piquet che precede ASdS. Il Mondiale di fatto finisce qua coi 12 punti che separano Michele da Prost a 4 gare dalla fine

15/09/1985 THE BELGIAN GP: SPA 

(IMMAGINE DA TWITTER)

In pole a giugno, ritirato a settembre dopo non esser mai stato in gara. Povero Michele. Vince ASdS davanti a Mansell con Prost che, in virtù del terzo posto, porta a 16 i punti di vantaggio sul nostro. Penosa scena ai box Ferrari con la 28 di Stefan che cade dai cavalletti durante il pit. Poveri noi, eravamo già nel 1986 e non lo sapevamo….

06/10/1985 THE EUROPEAN GP: BRANDS HATCH(IMMAGINE DA ART  AND GENIUS)

Game over: Prost parte malissimo e viene sopravanzato da entrambe le Ferrari che partivano molto più indietro. Michele come da copione rompe il turbo mentre Mansell mette a segno finalmente la sua prima vittoria in carriera (alla fine della sua quinta stagione completa….) chiudendo davanti ad ASdS ed Alain che, col terzo posto, chiude i conti per il WDC assicurandosene matematicamente la vittoria essendo ormai 20 punti in vantaggio su Michele. Olè

19/10/1985 THE SOUTH AFRICAN GP: KYALAMI

“Quello che da fortemente fastidio è che la Ferrari non è stata superata in performance solo dalla Mclaren, ma anche da Williams e Lotus” –  De Adamich/Grand Prix

Prima doppietta della storia per la Williams-Honda col Mansueto che precede Keke. Terzo il neoiridato Prost. Ferrari mai in gara come da copione. E’nnamo

03/11/1985 THE AUSTRALIAN GP: ADELAIDE

(IMMAGINE DA RACEFANS.NET)

Primo GP d’Australia della Storia della F1 sul meraviglioso tracciato di Adelaide che diverrà un appuntamento fisso fino al 1995 quando pagherà colpe non sue per via dell’incidente di Hakkinen, dovuto al dechappamento di una gomma della sua Mclaren. Vince Keke dopo un duello senza esclusione di colpi con ASdS (Autosprint titolerà “nemico pubblico numero 12” scrivendo delle scorrettezze di quello che parlava con Dio). Secondo Laffite e terzo il povero Streiff. Epico quarto posto di Ivan Capelli, alla seconda gara con la Tyrrell dopo Brands Hatch, che chiuderà in preda al dolore per una lesione al fondoschiena provocata da un taglio procuratosi in gara nell’abitacolo. Michele si ritira dopo aver rischiato di fare un bel risultato. L’anno si chiude, il 1986 sarà senza vittorie e c’era da aspettarselo perchè di solito quando il Ferrarista resta con l’amaro in bocca l’anno dopo gli va pure peggio. Vedasi Gilles tra il 1979 ed il 1980

(IMMAGINE IN EVIDENZA DA MOTORIEMOTION.IT)

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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1984

Qui si narrano le gesta di un Santo il quale, dopo aver visto scivolargli via un Campionato Mondiale per un punto nel 1976, si riprenderà il  maltolto per solo mezzo punto e guidando per il Team che gli sottrasse suddetto Mondiale. L’epicità della cosa a parere di chi scrive sta tutta nel fatto che di solito la vita fa l’esatto contrario, ossia presenta il conto anzichè saldare i debiti. Ma i Santi sono Santi, quindi poche storie. La stagione 1984 vede finalmente l’arrivo in Ferrari del promesso sposo Rosso Michele Alboreto, che a Maranello affianca Pinotto dopo che Gianni si è accordato con Renault previo allontanamento dalla Scuderia. Debuttano in F1 due pilotini da niente (LOL): Ayrton Senna e Stefan Bellof. Quasi dimenticavo: Prost si accorda con la TAG-Porsche Mclaren dopo che il suo contratto non viene rinnovato da Renault a fine stagione nel 1983. E niente, fa già ridere così coi mangiarane che gli preferiscono Warwick ed il già citato Gianni. Una curiosità statistica: il Campione in carica Nelson Piquet mette a segno ben 9 (NOVE) pole positions su 16 gare stagionali (una percentuale record) che però gli frutteranno solo 2 vittorie. La Mp4/2 in gara è virtualmente imbattibile, portandone a casa 12 su 16. Porsche vince il Mondiale di F1 da motorista alla prima stagione completa. Il lavoro di sgrossamento operato da Sua Santità nella seconda metà della stagione 1983 ha finito per ripagare eufemisticamente con gli interessi. Assieme ovviamente al know how maturato da Porsche sulle motorizzazioni turbo in altre categorie del Motorsport. Il Santo disse senza mezzi termini che vincere il Mondiale contro un compagno di squadra nettamente più veloce di lui è stato il punto più alto della sua carriera. Come al solito aveva ragione

25/03/1984: BRAZILIAN GP@RIO DE JANEIRO

 

(IMMAGINE DA LAT IMAGES)

Pole di Elio che al via però si fa bruciare da Michele il quale conduce in testa finchè un problema ai freni non lo mette fuori gara. Elio chiuderà terzo dietro al vincitore Prost ed al WDC 1982 Keke Rosberg. Ritiro per Sua Santità il cui Mondiale comincia in salita contro un compagno di squadra che non si augurerebbe (o quasi) neppure al proprio peggior nemico

07/04/1984: THE SOUTH AFRICAN GP@KYALAMI

(IMMAGINE DA YOUTUBE)

Pole di Piquet, vittoria di Sua Santità che bissa quella del 1977. Prost parte ultimo dai box e si classifica secondo, non avesse vinto dopo aver rimontato da doppiato nel 1983 la cosa sarebbe passata alla storia. Primo punto in carriera per ASdS e male le Ferrari, mai in gara per tutto il weekend.

29/04/1984: THE BELGIAN GP@ZOLDER

(IMMAGINE DA CIRCUS F1)

La F1 torna per la prima volta a Zolder dopo il 1982 (e per l’ultima volta nella Storia) ed il GP se lo aggiudica la Rosso 27 con alla guida colui che avrebbe potuto/dovuto prendere il posto di Gilles dopo la tragedia. Il weekend a dire il vero comincia male per le Ferrari, che nelle qualifiche del venerdì, brancolano nel buio. Salvo poi trovare la quadra col set-up per il sabato, far tutta la prima fila in prova e chiudere al primo e terzo posto in gara. Secondo Warwick, curioso doppio ritiro per le due Mecca. Capiterà ancora solo a Dallas.

06/05/1984 THE SAN MARINO GP@IMOLA

(IMMAGINE DA F1RACE.IT)

Il Santo ed il Vecchio si incontrano di persona ai box sette anni dopo l’ultima volta che accadde tale evento. La pole va a Piquet ma la gara va a Prost con Arnoux secondo ed Elio terzo. ASdS non si qualifica: non solo sarà l’unica volta che questo avverrà in carriera ma la cosa lo motiverà a dar sempre il massimo ogniqualvolta si ripresenterà sul Santerno negli anni successivi, nei quali infatti totalizzerà un numero impressionante di pole positions.

20/05/1984: THE FRENCH GP@DIJON PRENOIS

(IMMAGINE DA MOTORSPORT IMAGES)

Canto del cigno anche per Digione in F1. La gara la conduce in lungo ed in largo Gianni dopo essere partito dalla pole salvo cedere nel finale al Santo. Buon terzo Mansell che torna così sul podio due anni dopo esserci andato per la prima volta. Michele si ritira e Pinotto arriva quarto. Prost fuori dai punti, si va a Monaco.

03/06/1984 THE MONACO GP@MONTECARLO

(IMMAGINE DA ITALIAN WHEELS)

“Ah se non ci fosse stata la bandiera rossa”. Andiamoci a fondo: senza bandiera Rossa ASdS andava in testa per poi ritirarsi poco dopo per cedimento della sospensione (piallò l’anteriore destra sul cordolo, ai tempi più simile ad un marciapiede, della chicane dopo il Tunnel), Rory Byrne confidò la cosa qualche tempo dopo. Prost riprende il comando salvo essere passato in tromba da Bellof che trionfa per poi vedersi levare la vittoria a tavolino assieme a tutti gli altri punti del Mondiale per via della Tyrrell costantemente sottopeso. Morale della favola: la bandiera rossa ha privato Prost del Mondiale 1984, tutto il resto son chiacchiere da bar

17/06/1984: THE CANADIAN GP@MONTREAL

(IMMAGINE DA LAT IMAGES)

Pole e vittoria del WDC 1983 Nelson Piquet che si ripeterà allo stesso modo la settimana dopo a Detroit. Secondo Sua Santità e terzo Prost. Ferrari che chiudono la zona punti e mai in gara per le posizioni che contano

24/06/1984: THE USA EAST GP@DETROIT 

(IMMAGINE DA LAT IMAGES)

Come anticipato sopra Piquet ripete l’accoppiata pole/vittoria. L’Italia completa il resto del podio con Elio secondo e Fabi terzo. Quarto posto per Prost, mesto ritiro per entrambe le Ferrari. Se qualcuno si lamentava della kermesse in Michigan due settimane dopo si rimangerà amaramente le parole per quello che si vedrà in Texas

08/07/1984 THE SOUTHWEST USA GP@DALLAS 

(IMMAGINE DA FORMULAPASSION)

Col termine “one hit wonder” nel gergo musicale si intendono quei gruppi che piazzano una hit in classifica salvo poi scomparire a vita dalla scena musicale. Di fatto è quello che accadde al circuito di Dallas col suo GP nel 1984. Fu un weekend delirante, col circuito che tra il sabato e la domenica si sbriciola e viene raffazzonato “ad estro” con buona pace del perfezionismo USA. La gara vera e propria diventa quasi subito una corsa ad eliminazione che dissemina vetture ritirate in giro per il tracciato, alcune delle quali anche in traiettoria. Il poleman Mansell (prima in carriera) conduce per poi scivolare indietro e chiudere al sesto posto svenendo mentre spinge la sua Lotus rimasta senza benzina. Le due Mecca si ritirano, prima vittoria della Honda in questo suo rientro in F1 grazie a Rosberg. Pinotto resta fermo sulla piazzola per il giro di ricognizione, parte ultimo ed arriva secondo segnando quello che sarà il suo ultimo podio con Ferrari ed in carriera. Terzo l’ottimo Elio

22/07/1984: THE BRITISH GP@BRANDS HATCH

(IMMAGINE DA RACEFANS.NET)

Pole del “solito” Piquet e vittoria di Sua Santità che approfitta del ritiro di Prost per guadagnargli 9 punti in graduatoria. Secondo si piazza Warwick mentre ASdS arpiona il suo primo podio in carriera sulla pista dove ebbe modo di far vedere quanto valesse ai tempi del Campionato inglese di F3 che vinse su Brundle

05/08/1984 THE GERMAN GP@HOCKENHEIM

(IMMAGINE DA TWITTER)

Hat trick di Prost col Santo secondo e Warwick terzo, ritiro per Michele e sesto posto finale per Pinotto. ASdS si rende protagonista di uno spettacolare incidente alla prima chicane dovuto al cedimento dell’ala posteriore. La supremazia della Mecca-Porsche è talmente palese che è chiaro da mesi che il Costruttori è chiuso ed il Piloti sarà una faccenda privata tra i suoi due alfieri. Ferrari in crisi nera manca di potenza (Forghieri dirà anni dopo che chiese per un anno intero una benzina specifica all’Agip venendo soddisfatto solo verso fine stagione) e mostra palesi limiti di telaio/aerodinamica. E’ allo studio una versione a passo lungo che però non debutterà prima di Monza

19/08/1984: THE AUSTRIAN GP@ZELTWEG

(IMMAGINE DA SKY SPORT)

“Nemo Propheta in Patria sua”. Tranne i Santi. L’Immane finalmente sbanca Zeltweg e mette a segno un altro 9 a 0 su Prost ritiratosi. Secondo si piazza il poleman Piquet, buon terzo Michele. Ancora una volta al netto di qualche problema di affidabilità le due Mecca fanno quel che vogliono in gara. Riescono di fatto (specie con Sua Santità) a disinteressarsi delle qualifiche per lavorare esclusivamente in ottica gara e fare a fette il resto della concorrenza. Micidiali

26/08/1984: THE DUTCH GP@ZANDVOORT 

(IMMAGINE DA STATS F1)

Pole e vittoria per Prost che precede l’Immane sul traguardo, chiude il podio Mansell confermando i progressi della Lotus al primo anno con la motorizzazione Renault turbo. Pinotto segna il suo ultimo giro più veloce in gara in carriera ma chiude solo undicesimo, Michele si ritira. Non il miglior viatico con Monza alle porte ma tant’è, ogni Ferrarista degno di tal nome ha sicuramente visto di peggio

09/09/1984: THE ITALIAN GP@MONZA 

(IMMAGINE DA LAT IMAGES)

Consueta pole di Piquet altrettanto consuetamente vanificata in gara, l’Immane piazza il 9 a 0 definitivo su Prost, ritiratosi, e torna alla vittoria a Monza sei anni dopo la tragica edizione del 1978. Sul podio pure Michele con la C4 a passo lungo e Patrese con l’Alfa. A due gare dalla fine il Santo precede Prost di nove punti….e mezzo in classifica generale

07/10/1984: THE EUROPEAN GP@NURBURGRING

(IMMAGINE DA RACEFANS.NET)

La F1 torna sul Nurburgring 8 anni dopo la drammatica edizione del 1976 ovviamente non utilizzando la Nordschleife bensì il nuovo tracciato a sud-ovest della stessa inaugurato qualche mese prima da una gara corsa dai Piloti di F1 su delle Mercedes 190 preparate e vinta da ASdS. Sua Santità ai microfoni dice di non provare nulla di speciale a correre nuovamente da quelle parti ma in realtà è davvero fuori fase per tutto il weekend, chiudendo solo quarto in gara infilandoci pure un testacoda che avrebbe avuto esito ben peggiore per il Mondiale se non fosse riuscito a tenere acceso il Tag-Porsche. Vittoria del poleman Prost che precede Michele ed il poleman Piquet i quali finiscono entrambi la benzina sul rettilineo d’arrivo dando vita ad un taglio del traguardo al rallentatore. Si va ad Estoril con Prost separato dall’Immane da soli tre punti….e mezzo

21/10/1984: THE PORTUGUESE GP@ESTORIL

(IMMAGINE DA PINTEREST)

La pole è del “solito” Piquet e la gara, dopo la sfuriata iniziale di Rosberg, va saldamente nelle mani di Prost. Pare una gara stregata per Sua Santità il quale, dopo essere partito più vicino alla fine della griglia di partenza che non  al suo inizio, in gara sputa fin troppo sangue nel tentativo di passare la Toleman-Hart di Johansson finendo per riuscirci non senza un sia pur piccolo contatto con la stessa. Quando parecchi giri dopo passa ASdS per la terza posizione Nigel Mansell sulla sua Lotus Renault è troppo più avanti per essere raggiunto e superato. Il tempo di pensare che Prost ce la sta per fare e Mansell ha un problema al cambio che gli costa prima un testacoda poi il ritiro. Il Santo a quel punto traghetta la sua Mp4/2 in seconda posizione fino all’arrivo diventando iridato per la terza ed ultima volta in carriera grazie a mezzo punto di vantaggio su Prost. Chiude il podio (e che podio) ASdS, accordatosi con la Lotus Renault per il 1985 ove prenderà il posto del Mansueto a sua volta accordatosi con la Williams-Honda. Ferrari chiude una stagione assolutamente mediocre al netto del lampo di Zolder. A conti fatti la successiva sarà pure peggio per la delusione che lascerà in tutti i Ferraristi in primis Michele Alboreto. Ma questa è un’altra storia

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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1983

Fu così che arrivò il 1983. Avete presente la sensazione di aver perso l’inerzia per riuscire a mettere le mani su qualcosa che desideravate? Beh, un ragazzino di 11 anni si sentiva così all’inizio di quell’anno ripensando al WDC sfuggito nel 1982 grazie ad una tragedia ed un dramma. Di male in peggio si passò da un gioiello come la 126C2 in mano a Gilles e Didier ad un rutto come la 126C2B a fondo piatto e senza minigonne (la Federazione abolì effetto suolo e skirts a fine 1982) data in mano a Gianni e Pinotto. I quali, ad onor del vero, mettendo assieme le loro caratteristiche migliori facevano quasi un Pilota degno di tal nome (uno aveva un pò di sensibilità nel collaudare, l’altro era un buon racer) ma comunque distante anni luce dal duo che iniziò il Mondiale 1982. Per la serie:”misteri buffi made in Maranello” vi presento la Brabham BT51:

(IMMAGINE DA MOTORSPORT IMAGES)

Che ci azzecca la BT51 con la Ferrari? Semplice: la BT51 era l’unica vettura ad effetto suolo già pronta per correre il Mondiale 1983 assieme alla vera 126C2B, con minigonne e cambio longitudinale, che venne fatta fuori dalla tagliola della Federazione col già citato ban tardivo delle wing cars ed imposizione del fondo piatto per il 1983. Morale della favola: Brabham e Ferrari vengono penalizzate da suddetto ban e devono ripartire da un foglio bianco per presentarsi a Rio con una vettura conforme ai nuovi regolamenti. Il problema è che Gordon Murray partorisce al volo questo gioiello qua partendo da zero che vincerà al debutto in  Brasile:

(IMMAGINE DA XSPIRIT.IT)

Mentre Ferrari, con la reattività di un bradipo gravido, fa debuttare la 126C3 solo a SStone peraltro con un solo esemplare disponibile affidato a Tambay, ai tempi davanti ad Arnoux in classifica del WDC. Favorisco foto della cassapanca portata da Ferrari in Brasile:

Per dirla alla Pizzul o quasi:”fu tutto molto bello”. Il ban dell’effetto suolo non inficiò il trend di prevalenza assoluta che le motorizzazioni turbo stavano prendendo su quelle aspirate. Mclaren a metà stagione si disinteressò completamente del Mondiale in corso per concentrarsi unicamente sullo sviluppo del V6 Tag Porsche per la stagione successiva. Si dimostrerà una scelta oltremodo lungimirante. Honda fa capolino grazie ad un Team di F2 che cortesemente fornisce un telaio sul quale viene installato il loro V6 biturbo e fatto sgrossare lontano dalle luci della ribalta che conta ossia dalle parti del fondo dello schieramento. Entro fine stagione il V6 Honda debutterà sulla Williams col neoarrivato Laffite. Anche questo finirà per essere un sodalizio vincente entro pochi anni. Che altro dire? Ah, giusto. Verso metà stagione due ragazzotti di belle speranze fanno un test di gruppo (presente pure il coriaceo Martin Brundle) a SStone sulla Mclaren aspirata di quell’anno. Si chiamano Senna e Bellof. In modi diametralmente opposti entreranno entrambi nella leggenda del Motorsport

THE 1983 BRAZIL GP: JACAREPAGUA

(IMMAGINE DA WASTEGATE.COM)

Pole di Keke, vittoria di Nelson. I due Rossi si qualificano terzo e sesto ma la cassapanca è degna del loro talento al che chiudono solo quinto e decimo. Il WDC in carica va a fuoco al refuelling e scappa dall’auto salvo esser rispedito dentro a calci da Patrick Head Chiuderà secondo ma verrà squalificato per via del teatrino ai box. Sua Santità e Laffite completano il podio una volta ratificata la squalifica di Keke.

THE 1983 USA WEST GP: LONG BEACH

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Col senno di poi (di parecchio dopo eh) penso che avessero attaccato degli elettrodi ai genitali di Keke prima del via. Il duo Rosso più o meno inspiegabilmente fa un lock up in  prima fila con le due cassepanche, Rosberg è subito dietro. Quel che farà in gara è roba che nemmeno Verstappen ai giorni d’oggi riuscirà a fare con le due Rosse nella stessa gara. Al via parte fortissimo ma urta Arnoux piegandogli la sospensione anteriore e rendendogli la cassapanca (ancora più) inguidabile. Prima della fine del primo giro mentre insegue il poleman Tambay si produce in un 360 in pieno rettilineo dal quale si riprende come se avesse bevuto un bicchiere d’acqua. Poi il capolavoro: non potendo avvicinare Tambay per via della potenza del turbo Ferrari approfitta di un’epica dormita del francese in staccata all’hairpin, il quale sta talmente largo che pare un giro di prove libere e non  la gara con uno attaccato dietro, per tuonargliela contro e costringerlo al ritiro. Lui continua ma la manda definitivamente in barriera due curve dopo. Finirà con una doppietta Mecca Wattie/Sua Santità dopo che erano partiti 22mo e 23mo (letto bene). Al terzo posto chiude Arnoux grazie soprattutto ai tantissimi ritiri. Si torna in Europa.

THE 1983 FRENCH GP: LE CASTELLET

(IMMAGINE DA GPINSIDER.COM)

Le due Rosse si qualificano undicesima e quarta e chiudono quarta e settima in un GP che dimostra la loro pochezza tecnica di fronte alla concorrenza più agguerrita. Vince il poleman Prost davanti a Piquet ed a Cheever. Già, Cheever. Un anno intero, questo, su una macchina da titolo e, se ben rammento, nemmeno un giro percorso in testa. Quando si dice il talento eh. Rosberg e Laffite chiudono quinto e sesto in quella che è a tutti gli effetti una resa degli aspirati nei confronti delle motorizzazioni turbo. Si torna ora ad Imola dopo i noti fatti del 1982

THE 1983 SAN MARINO GP: IMOLA

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Questa è una gara che fa il paio con Monza 1988. Tambay parte terzo dalla piazzola che fu quella di Gilles nell’ultimo GP corso in vita sua. I tifosi nella notte avevano dipinto una bandiera canadese sulla stessa. Patrese, appena passato Tambay nelle fasi conclusive della gara, pensa bene di tuonarla in uscita dalle Acque Minerali senza nemmeno provare a fare la curva. La sua uscita di strada verrà accolta da un tripudio della folla con la quale farà pace solo 7 anni dopo. Vince così la Rossa numero 27 con un anno di ritardo davanti a Prost ed al poleman Arnoux.

THE 1983 MONACO GP: MONTECARLO

(IMMAGINE DA LAT IMAGES)

Di questo GP rammento una vittoria schiacciante di Keke partito con le slick su pista bagnata, Tambay che la porta a casa al quarto posto, Arnoux che sbaglia ogni cosa che fosse umanamente possibile sbagliare e si ritira. Piquet chiude guardingamente in seconda posizione col poleman Prost in terza. L’exploit di Imola non cancella la sensazione netta di star assistendo ad un Mondiale Ferrari corso con una vettura senza infamia e senza lode con due Piloti che di sicuro non hanno conigli dal cilindro da poter pescare.

THE 1983 BELGIAN GP: SPA FRANCOCHAMPS

(IMMAGINE DA FORMULAPASSION)

La seconda sliding door della carriera del povero Mandingo dopo Long Beach dell’anno prima. Si issa al comando al via non una ma due volte (il primo fu fatto ripetere), domina la gara fino al pit ove per via di problemi torna in pista sesto, segna il gpv e poi si ritira. Curiosamente sarà la sua penultima gara condotta in testa in carriera fino ad 8 anni dopo sulla stessa pista con la Jordan. Non avrà sorte migliore purtroppo. Vince il poleman Prost davanti a Tambay e Cheever, Piquet deve rallentare per problemi al suo propulsore BMW. Problemi che verso fine campionato verranno risolti con una benzina legale quanto delle analisi del sangue di un ciclista di testa del gruppo al Tour de France

THE 1983 USA EAST GP: DETROIT

(IMMAGINE DA MOTORIONLINE.IT)

“Il complesso del semaforo”. Il GP di Detroit 1983 passò alla storia per due aneddoti riguardanti il dinamico (sic) duo Ferrari. Il primo coinvolgeva Tambay il quale rimase fermo in griglia sulla terza piazzola. Il Vecchio lo bollò dicendo che aveva per l’appunto “il complesso del semaforo”, cosa che lo aiutò a cannare altre partenze tipo quella dalla pole in Sudafrica. Il secondo riguarda Arnoux che parte dalla pole, domina la gara passando indenne dal pit col refuelling, salvo poi doversi ritirare per un problema ad un iniettore. Nove punti in meno pesantissimi nell’economia del WDC per il quale fini per trovarsi a lottare dopo che sempre il Vecchio gli diede una tenera sveglia minacciando di licenziarlo a stagione in corso. La gara finì nelle capaci mani di Alboreto che siglò l’ultima vittoria della gloriosa storia della Tyrrell. Secondo si classificò Rosberg e terzo Watson.  Nessuno dei tre era in lotta per il WDC cosa questa che fece pensare al GP di Detroit come ad una gara di mera transizione

THE 1983 CANADIAN GP: MONTREAL

(IMMAGINE DA F1-FACTS.COM)

Cara vita, fai pure con comodo che tanto non c’è fretta. O quasi. Il 1983 regalò una vittoria ad Imola alla Ferrari numero 27 ed una vittoria a Montreal a quella numero 28. Piccolo particolare, erano due cose che sarebbero servite come l’aria un anno prima. Non nel 1983. Arnoux domina la gara dalla pole con Cheever secondo e Tambay terzo. Si torna in Europa con con Tambay a soli due punti da Prost nel WDC, Piquet in crisi ed Arnoux in ripresa dopo le “carezze” prese dal Drake prima della trasferta Nordamericana

THE 1983 BRITISH GP: SILVERSTONE

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Debutta la 126C3. Curiosamente venne cassata la sua aerodinamica “a freccia” simil BT52 (vedasi foto qua sotto) in favore di quella a guisa di cassapanca tipica della 126C2B.

(IMMAGINE DA AUTOSPRINT)

Il risultato è che di fatto diventa arduo distinguere le due Ferrari in gara con l’unico esemplare di C3 disponibile dato a Tambay in quanto davanti ad Arnoux nel WDC. In qualifica il duo Rosso monopolizza la prima fila con la C2B davanti alla debuttante C3. In gara invece vanno entrambe in crisi di gomme chiudendo terzo e quinto. Vince Prost davanti a Piquet, Alain allunga imperiosamente nel WDC

THE 1983 GERMAN GP: HOCKENHEIM

(IMMAGINE DA LA F1 IN DIRETTA)

Tempo di dargli la sua C3 e Renatino la porta alla vittoria. Alla sua maniera, ossia senza sapere manco lui come c’è riuscito (come diceva tutto il paddock da quando cominciò a vincere delle gare nel 1980). Tambay vanificò la pole con un ritiro in gara che segnò il passaggio di consegne tra lui ed Arnoux nella corsa (ammetto che ridacchio all’idea) al WDC. Piquet entra ai box per ritirarsi facendo cenno ai meccanici di cambiargli le gomme, gliele cambiano e lui esce dall’abitacolo. Saranno stati i fumi della benzina illegale in arrivo che gli regalerà il Mondiale. Ottimo secondo posto di De Cesaris con Patrese terzo. Solo quarto il leader del Mondiale Prost. Ora tutti in Austria

THE 1983 AUSTRIAN GP: ZELTWEG

(IMMAGINE DA LAT IMAGES)

Penso a questa gara e tutto quello che ricordo è una gara dominata da Tambay, partito in pole, fino al doppiaggio di J.P.Jarier. Il quale, complice un’indecisione via l’altra da parte di PT che manco un rincoglionito cronico, riesce nell’impresa di fargli perdere non una, non due, non tre ma QUATTRO (letto benissimo) posizioni prima di venir sorpassato a pugno levato dal francese. Il quale, ad onor del vero, piglia e risorpassa tutti riportandosi in testa. E venendo tradito dal turbo Ferrari, che lo costringe al ritiro e con ogni probabilità all’addio alla corsa al WDC. Vince Prost davanti ad Arnoux e Piquet, il trio in lotta per il Mondiale

THE 1983 DUTCH GP: ZANDVOORT

(IMMAGINE DA YOUMEDIA.COM)

Il trappolone di Piquet a Prost che a conti fatti decise il Mondiale 1983. La pole va a Patrese ma davanti è lotta tra Piquet e Prost. Nelson si accorge che il suo motore sta esalando gli ultimi respiri ed allora, vedendo Prost particolarmente vicino in staccata alla Tarzan, decide di lasciargli la porta sì sufficientemente aperta ma anche sufficientemente in ritardo perchè Alain potesse completare regolarmente il sorpasso. Infatti Prost perde la sua Renault in staccata, entra in collisione con la BT52 del Carioca ma se quest’ultimo aveva comunque i metri contati in gara per i già citati problemi al motore per lui il ritiro significano 9 punti certi in meno che, come già detto, finiranno per fargli perdere il Mondiale. Ed il “bello” è che Prost dovrà pure scusarsi con Piquet nel weekend del GP successivo a Monza. La gara segna la più bella vittoria della carriera di Arnoux, partito decimo, ed anche la sua ultima vittoria in F1 però. Cosa che ai tempi sarebbe sembrata impossibile, eppure…. Tambay completa la doppietta Ferrari con Watson terzo. Sua Santità porta al debutto in gara il Tag Porsche sulla sua Mecca. Faranno strada

THE 1983 ITALIAN GP: MONZA

(IMMAGINE DA F1GRANDPRIX.COM)

Monza, terra d’emozioni. O quasi. Anche quest’anno la vittoria resta una chimera per la Ferrari che si piazza al secondo posto con Arnoux alle spalle di Piquet col 4L BMW turbo reso imbattibile dalla già citata benzina irregolare. Cusiosamente al poleman Patrese suddetto BMW saltò invece per aria, sicuramente un depistaggio per non dar troppo nell’occhio con quanto stavano facendo sulla BT52 numero 5. Cheever chiude terzo con Tambay quarto. Il ritiro di Prost significa che prima della penultima prova Mondiale a Brands Hatch la classifica dice Prost 51, Arnoux 49, Piquet 46. La Ferrari che ha fatto 7 pole e vinto 3 delle 13 gare finora disputate non conquisterà nemmeno un punto (UNO) nelle ultime due gare rimanenti. Un naufragio che, ovviamente, costerà il WDC ma non il WCC per via dei due Teams rivali nettamente sbilanciati su un Pilota solo. A fine anno il Vecchio ride di nuovo insomma, i Tifosi meno

THE 1983 EUROPEAN GP: BRANDS HATCH

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Non molti sanno che nel marzo 1983 si corse la ROC di F1 a Brands Hatch. Ferrari corse con una sola vettura, una 126C2B (la nota cassapanca) affidata alle “capaci” mani di Arnoux. In gara Arnoux si ritirò quando, fermatosi per la quinta volta a cambiar le Goodyear che continuavano a distruggersi, il Team rimase senza gomme fresche da montargli. Con questo promettentissimo antefatto la Ferrari si presenta a Brands Hatch per il GP di Formula uno col suo Pilota di punta a soli due punti dalla testa del Mondiale. Ovviamente va tutto a puttane come da programma, le Goodyear piantano in asso Arnoux mentre sta sputando l’anima in quinta posizione cercando di restare attaccato a Cheever (sic) in quarta mentre davanti Piquet e Prost son scappati lontano. Testacoda e nono posto finale. Purtroppo il povero Elio non concretizza la pole dopo essere passato attraverso un contatto con Patrese prima mentre erano in lotta per la leadership ed un ritiro poi. Mansell con l’altra Lotus-Renault chiuderà terzo dietro ai già citati Piquet/Prost. La Classifica Mondiale dice Prost 57, Piquet 55 ed Arnoux 49 prima dell’ultimo GP in Sudafrica. Renè avrebbe bisogno di vincere con Prost fuori dai punti e Piquet non meglio di quarto. Non ci andrà nemmeno vicino

THE 1983 SOUTH AFRICAN GP: KYALAMI

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C’è una Ferrari in pole! Peccato sia quella sbagliata del neo-licenziato Tambay il cui posto verrà preso da Michele Alboreto nel 1984. Magari però ci scappa una vittoria di commiato, dai. Come no: il complesso del semaforo (cit) colpisce ancora e dopo la prima curva PT è già terzo. Finirà ritirato, proprio come Arnoux che parte quarto e non è mai in gara finchè non si ritira mentre è in nona posizione. Con sommo gaudio di Piquet e della sua benzina illegale Prost si ritira per un problema al turbo Renault, a questo punto gli basta un quarto posto per portare a casa il WDC al che si piazza terzo in  tutta tranquillità. Vince Patrese davanti a De Cesaris ma i più attenti non avranno dimenticato che la gara sarebbe stata vinta facilmente da Sua Santità, che stava andando a prendere Patrese in testa, se l’affidabilità non l’avesse tradito. Fu l’alba di un 1984 di dominio per la Mp4/2 motorizzata Tag-Porsche, ma questa è un’altra storia

(IMMAGINE IN EVIDENZA DA TWITTER.COM)

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