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PTT Thailand Grand Prix 2019, match point for Marquez!

Benvenuti al Chang International Circuit di Buriram, Thailand dove si svolge per la seconda volta nella sua storia il gran premio classe MotoGP. Piccola introduzione sul circuito che ho visitato lo scorso anno prorpio in occasione della MotoGP, come ormai quasi tutti i circuiti che hanno la licenza FIA anche questo é stato progettato dall’ingegnere tedesco Hermann Tilke. Vederlo in foto non emoziona piu di tanto, sembra il solito circuito senza punti di interesse e parcheggi ai lati della pista invece delle vie di fuga, sul posto le cose cambiano un pó. Rettilineo di partenza mediamente lungo, prima staccata e ci si immette sul primo dei rettilinei del circuito con una leggera discesa con pendenza verso destra che porta ad una gran bella staccata con curva di raccordo sulla destra che immette sul rettilineo parrallelo, successivamente arriva il tratto piú giudato della pista con una serie di curve e con un dislivello di qualche metro dalla parte precedente del circuito, dopodiche’ un piccolo rettilineo porta all’ultima staccata prima del traguardo, per capirci il punto dove lo scorso anno Marquez “infiló” Dovizioso facendo una mossa alla “Dovizioso”. Un aspetto che mi ha colpito l’anno scorso é stato senza dubbio l’organizzazione dell’evento, ok era gia dal 2015 che il Chang International Circuit ospitava le gare della WSBK e altre categorie internazionali come Asian GT, WTCC ed altro, peró organizzare un evento come la MotoGP ha diverse criticitá e devo dire che l’organizzazione é stata all’altezza dell’evento. Anche la grande partecipazione dei thailandesi e dei vari expats o semplici turisti del motorport hanno reso l’evento una festa dei motori, tantissime moto nei parcheggi all’interno del circuto, ed alcuni pezzi davvero rari! Come vostro inviato sul posto anche quest’anno saró in Buriram per seguire l’evento, spero che sia bello come lo scorso anche se dal punto di vista sportivo ormai dice poco in ottica campionato.

Veniamo appunto alla lotta per il titolo della MotoGP che vede il dominatore del campionato 2019, l’alieno delle due ruote il marziano Marc Marquez, arriva qui in Thailandia con un vantaggio tale sul secondo in classifica Dovizioso, da permettergli di laurearsi campione del mondo al Chang International Circuit (bastano appena 2 punti in piú di Dovizioso a fine gara). Il campionato ormai é chiuso da tempo, le uniche soddisfazioni sono le vittorie di tappa che hanno visto i vari Vinales, Rins, Petrucci e Dovizioso battere Marquez sul suo terreno, unica eccezione l’ottimo Quartararo che nonostante le pole e le ottime gare manca ancora della vittoria di tappa, magari questa potrebbe essere la volta giusta. Una menzione particolare per Jorge Lorenzo che proprio qui in Thailandia cominciava ufficialmente il suo calvario con gli infortuni, a distanza di un anno il talento di Palma di Maiorca non riesce ad uscire dalla crisi che lo sta attanagliando in un vortice che lo porta sempre piú in basso nelle prestazioni, come tifoso della MotoGP e sportivo gli auguro di riprendersi al piú presto, magari proprio qui in Thailandia dove tutto ebbe inizio.

Le Yamaha arrivano al Chang International Circuit con la loro proverbiale ed indecifrabile competitivitá, Vinales e Quartararo sono capaci di fare pole e magari vincere la gara come arrivare ottavi o appena giú dal podio o magari sdraiarsi al sole del Buriram dopo poche curve, Rossi é nella fase tour legend dove piú che lottare per la vittoria si accontenta di essere competitivo e magari, se l’occasione diventa favorevole cogliere qualche piazzamento o forse, ma la vedo davvero dura, una vittoria di tappa. Morbidelli sta crescendo bene e sta anche facendo un campionato piú che positivo, il problema é che accanto a lui c’é El Diablo che con le sue prestazioni monstre rende il paragone deficitario. Veniamo al capitolo Ducati, ah che peccato mi verrebbe da dire; una moto molto competitiva a tratti dominante che peró per un verso o per l’altro proprio non riesce a portare il titolo a Borgo Panigale. Dovizioso ci mette tutto se stesso, ma contro il binomio Honda-Marquez non puó far nulla, Petrucci dopo la vittoria al Mugello e la conferma del sedile per il prossimo anno si é spento piú velocemente di un cerino; urge pilota di livello superiore per sperare di battere Marquez. La Suzuki gestita ottimamente da Davide Brivio, cresce continuamente ed é ormai un cliente duro per chiunque, specie con il suo pilota di punta Rins, anche se ancora non sono ad un livello tale da permettergli di lottare per il titolo, abbiamo visto che quando Rins si trova in lotta con Marquez non ha nessun timore reverenziale, anzi si esalta.  KTM bene anzi benissimo nelle ultime gare, il progetto si sta sviluppando bene, nonostante l’usicta del pilota di riferimento il francese Zarco; Aprilia forse un gradino sotto la KTM ma in crescita se vediamo la scorsa gara, qui peró le caratterische del circuito dovrebbero essere piú penalizzanti che altrove.

Moto2 e Moto3

Le due classi propedeutiche alla MotoGP vedono Alex Marquez con le mani sul titolo Moto2 e gli italiani ormai spettatori non paganti, strano vedere i piloti italiani furi dai giochi della Moto2 categoria che negli anni scorsi é stata dominata da Morbidelli prima e Bagnaia poi. La Moto3 invece é sempre molto interessante da vedere, per la lotta e l’imprevedibilitá che la caratterizza, qui per gli italiani il sogno iridato sembra piú fattibile che in Moto2, ma attenzione alle false illusioni, Canet ne ha di piú di tutti e anche se la matematica dice -2 da Dalla Porta in realtá é lo spagnolo il pilota piú in forma della Moto3.

PS: di seguito un link promozionale divertente di Marquez a Bangkok con la sua Honda ed alla guida di un Tuk Tuk https://www.thairath.co.th/news/local/1667118

Saluti e buon divertimento.

Immagini prese da: bleacherreport.com, www.racecontrols.net, www.tatnews.org1 , www.thairath.co.th

LucaBKK

 

Dirette Sky Sport F1 HD

Venerdì 4 ottobre
4:00-4:40 – FP1 Moto3
4:55-5:40 – FP1 MotoGP
5:55-6:35 – FP1 Moto2
8:15-8:55 – FP2 Moto3
9:10-9:55 – FP2 MotoGP
10:10-10:50 – FP2 Moto2

Sabato 5 ottobre
4:00-4:40 – FP3 Moto3
4:55-5:40 – FP3 MotoGP
5:55-6:35 – FP3 Moto2
7:35-8:15 – Qualifiche Moto3
8:30-9:00 – FP4 MotoGP
9:10-9:50 – Qualifiche MotoGP
10:05-10:45 – Qualifiche Moto2

Domenica 6 ottobre
3:40-4:00 – Warm-Up Moto3
4:10-4:30 – Warm-Up Moto2
4:40-5:00 – Warm-Up MotoGP
6:00 – Gara Moto3
7:20 – Gara Moto2
9:00 – Gara MotoGP

Differite TV8 e TV8 HD

Sabato 5 ottobre
14:00 – Sintesi qualifiche MotoGP, Moto2 e Moto3

Domenica 6 ottobre
11:00 – Gara Moto3
12:15 – Gara Moto2
14:00 – Gara MotoGP

GP di San Marino e della Riviera di Rimini, il ritorno del Re.

Bentornati nella terra dei motori dove la passione si fonde con emozioni e unicità, il GP di San Marino e della Riviera di Rimini sul circuito Marco Simoncelli di Misano inizia con alcune sorprese già dalle qualifiche, la scaramuccia tra Valentino e Marquez durante l’ultimo giro di qualifica, la KTM che mette una sua moto (no non quella del pilota di punta e più pagato) in pole provvisoria fino alla zampata di Vinales arrivata all’ultima tornata dell’ultimo giro delle qualifiche ad infrangere il sogno KTM di Espargaro, Ducati in affanno sia con Dovizioso sia con Petrucci un po’ meglio il buon vecchio Pirro come wild card, Yamaha nettamente favorite. La gara vede, come da previsione, le Yamaha prendere il comando con Vinales seguito da Quartararo, l’immancabile Marquez seguito da Morbidelli (Yamaha) la sorpresa Espargaro su KTM e poi Rins (Suzuki) e Valentino.  La gara si svolge all’inizio con le due Yamaha di Vinales e Quartararo a dettare il ritmo seguiti da Márquez. Dopo pochi giri però El Diablo all’ingresso del curvone passa Vinales e si prende la prima posizione, che terrà fino all’ultimo giro. A questo punto Marquez capisce che Quartararo ne ha di più, ed infatti sta mettendo un po’ di margine, l’unica cosa da fare è passare Vinales per non perdere il contatto, e così al Tramonto si prende la seconda posizione. Posizioni di testa congelate fino alla fine, dietro se la giocano Morbidelli (Yamaha), Espargaro (KTM), Rins (Suzuki), Valentino (Yamaha) e Dovizioso (Ducati) tutti molto vicini tra loro ma troppo distanti dalle posizioni che portano al podio. La gara si rivitalizza all’ultimo giro quando Márquez prova il sorpasso ai danni di Quartararo, una prima volta alla Rio ma niente, successivamente alla Quercia Marquez ci riprova e riesce nel sorpasso ai danni del Diablo il quale prova l’incrocio di traiettorie ma stavolta lo spagnolo tiene stretto la corda e per poco Quartararo non lo tampona successivamente in un ultimo disperato tentativo, finisce così Marquez primo El Diablo secondo e terzo Vinales. Dalle posizioni sotto il podio da segnalare la caduta di Rins ed il sorpasso di Valentino ai danni di Morbidelli per il quarto posto, Dovizioso e la sua Ducati passano il traguardo al sesto posto. Quattro Yamaha nelle prime cinque posizioni, come volevasi dimostrare qui erano competitive, peccato però che bisogna sempre fare i conti con l’alieno. Marquez questa volta non si è fatto fregare ed ha studiato per bene il suo avversario per quasi tutta la gara, ed all’ultimo giro ha piazzato il colpo del KO, voleva la vittoria oggi e si è visto! Male le Ducati, mai in lotta per le posizioni che contano e male anche Bagnaia che cade senza riuscire a finire la gara. Peccato per Quartararo ci va sempre vicino ma la prima vittoria in MotoGP stenta ad arrivare, il talento c’è. Spiace anche per Rins, ma quest’anno va così alti e bassi.

Moto 2

Gran bella gara che ha visto una lotta, per alcuni un po’ troppo accesa per altri maschia, tra Di Giannantonio e Fernandez con il leader del mondiale Marquez che si deve guardare da Luthi che lo tiene sotto pressione. Ultimo giro e sorpasso di Fernandez su Di Giannantonio, conatto tra i due con Fernandez che ne esce vincitore e si prende la prima posizione e la vittoria. Terza posizione per Marquez che mette margine tra lui e Luthi nel mondiale. Il dubbio è che Fernandez arrivando sulla parte verde del circuito riesca a trarre quel vantaggio in accelerazione che gli permette di superare Di Giannantonio, ed infatti è sotto investigazione.

 

Moto 3

Forse la categoria più combattuta ed in alcuni momenti anche la più divertente, qui sul circuito Marco Simoncelli di Misano il destino ha scritto una pagina bellissima.

Pole del Giappo Riccionese del team SIC 58 completata con una splendida vittoria che porta così al suo primo successo Tatsuki Suzuki Riccionese di adozione. La gara ha visto il Giappo Riccionese essere quasi sempre al comando o comunque controllare la gara, dietro di lui come spesso accade in questa categoria gli incidenti sono frequenti ed infatti tra i vari quello tra Vietti e Antonelli VR46/SIC58 poteva, per la dinamica dell’incidente, avere conseguenze diverse. Canet lascia la gara per problemi meccanici verso metà gara, quando era in terza posizione e capace di lottare per la vittoria, Dalla Porta dovrebbe approfittarne ma non fa meglio di un quinto posto finale per di più punito di 3 secondi dalla direzione gara che lo porta ad un ottavo posto finale.

Moto E

Gara della domenica, vede De Angelis in pole (da padrone di casa essendo di San Marino), Moto E dove ci sono anche vecchie glorie della MotoGP come Gibernau e De Puniet. Lo so non è il massimo questa categoria, ma essendo agli albori mi faceva piacere dargli un po’ di fiducia. La gara si svolge sulle 7 tornate e vede all’inizio una lotta tra DeAngelis, Ferarri e Nicolò Canepa, ma dopo un paio di giri Ferrari prende un po’ di margine sul gruppo che manterrà fino alla fine. Il gruppetto che si gioca il podio dalla seconda posizione in poi è folto e molto agguerrito ne viene bene su anche la Herrera che lotta insieme ai maschietti senza nessuna timore reverenziale, a due giri dalla fine perdiamo DeAngelis che ormai era finito nelle retrovie e anche il buon vecchio Sete. La gara si conclude con Matteo Ferrari primo, lo spagnolo Garzo secondo e  Mattia Casadei terzo, appena fuori dal podio Canepa e la ottima Herrera. Le moto non emozionano più di tanto bisogna essere onesti, la gara è di soli 7 giri ed il livello medio è appena decente vedasi la presenza di vecchie glorie della MotoGP. Come dicevo prima però questa categoria è agli albori e quindi un uno sguardo senza troppe aspettative lo si può dare.

 

Immagini prese dal sito CNN Indonesia e dal profilo twitter di Suzuki.

 

LucaBKK

 

MotoGp2019- Gp Italia- Immenso Petrucci

Grande, grande e poi ancora grande Danilo Petrucci.
Oggi Danilo ha spiazzato chiunque avesse in mente cosa scrivere sul Gran Premio d’Italia immaginando una nuova probabilissima vittoria di Marquez dopo quanto mostrato nelle prove e nelle qualifiche.
Ed invece il pilota “operaio” ha costretto tutti a reinventare daccapo i loro commenti al GP, lasciando di stucco il pubblico assiepato sulle colline toscane ed anche quello appeso alla TV.
Danilo è stato grande. La sua è la vittoria del sudore e delle lacrime. Sudore per una carriera cominciata e proseguita in una maniera differente rispetto ai suoi colleghi più blasonati. Lui è la dimostrazione che la forza di crederci aiuta tantissimo, anche quando non hai un background che parte dalle classi minori con i classici step che vanno dalla Moto3 per arrivare nella classe regina.
Il suo percorso è stato diverso ed oggi sublimato con la più bella vittoria che potesse ottenere. Non ci sono state cadute o problemi tecnici altrui a spianargli la strada, e nemmeno condizioni atmosferiche favorevoli ad aiutarlo.
Oggi Danilo è semplicemente stato il più bravo di tutti. E si è messo dietro entrambi i piloti con le più serie ambizioni di titolo.
La gara è partita con il solito ritmo “controllato” che ha consentito la formazione di un gruppone che ha regalato qualche giro di battaglie spettacolari. Nel gruppone anche Rins e Miller hanno partecipato allo show, insieme a Pecco Bagnaia fin quando le Ducati Pramac non sono andate per campi. A tre quarti di gara i tre del podio hanno cominciato a staccarsi rendendo evidente che la vittoria era esclusivamente affar loro.
Danilo ha spento il cervello ed ha acceso il cuore. Non ha pensato di accodarsi al suo compagno di team per fare da spettatore privilegiato della battaglia Dovizioso/Marquez. Petrux ha semplicemente ascoltato il suo cuore ed ha capito che quella poteva essere un occasione splendida da non farsi sfuggire. Sono cominciate le staccate a vita persa in entrata della San Donato col gambone aperto quasi ad ostruire il passaggio agli altri due compagni di lotta. All’inizio dell’ultimo giro è entrato terzo alla San Donato uscendo primo e credendoci sino alla linea del traguardo sulla quale ha preceduto un sempre irresistibile Marc Marquez ed Andrea Dovizioso. Lo spagnolo ha provato a cambiare le regole della fisica entrando a vita persa con moto di traverso inclinata oltre i 45 gradi sia alla Casanova Savelli che alla Scarperia Palagio pur di guadagnare qualche metro. Però oggi si è dovuto inchinare a Danilo e le sue manovre gli hanno solo permesso di difendersi da Dovizioso.
Vittoria per Danilo inequivocabile ed indiscutibile. Conferenza stampa con gli occhi rossi e tutto il Mugello a rendergli merito. Non sarà un fuoriclasse, ma una vittoria in MotoGP battendo Marc Marquez resterà tatuata nella sua memoria ed anche in quella degli appassionati dello sport. Non sarà un fuoriclasse ma una gara di MotoGP non la vinci a caso…

In ottica campionato il risultato è favorevole per Marquez che guadagna qualche punto su Andrea Dovizioso autore di una gara concreta ma al quale è mancato quel piccolo guizzo per star davanti allo spagnolo.
Celebrato Petrucci e celebrata la sua consistente Ducati la gara degli altri è stata per tanti (troppi) in chiaroscuro.
Rins è stato buon quarto dopo aver provato a mettere le sue ruote davanti a tutti nella prima parte di gara. Purtroppo non aveva il ritmo ed il motore per stare insieme ai tre del podio. Le due Ducati Pramac sono state in evidenza per tutta la prima parte di gara fin quando entrambi i portacolori non sono scivolati per eccesso di foga. Crutchlow con la seconda Honda ha fatto una gara onesta, vicino ai primi ma mai con la reale possibilità di lottare.
La grande delusione del weekend sono state un altra volta le Yamaha. Opache le ufficiali sin dalle prove soprattutto con Valentino, anche le Petronas sono scomparse presto, complice una caduta nei primi giri di Morbidelli ed una gara nelle retrovie sia per Quartararo che per Vinales. I passi avanti che parevano essere stati compiuti non sono stati sufficienti per dare competitività ad una moto che sta diventando un vero rebus. Valentino è stato autore di prove travagliate ancora una volta, ed è stato obbligato a partire dal fondo del gruppone con tutte le conseguenze che ne vengono fuori, ivi compresa la foga di recuperare ed il maggior rischio di finire in terra come regolarmente è accaduto.
Lorenzo…Jorge non è mai realmente esistito in gara. Ha cominciato ad alzare la mano verso il team durante il weekend, chiedendo un aiuto sulla moto.. Probabilmente sta cominciando a “pestare qualche callo” anche a Marquez che si è premunito di mettere le mani avanti invitandolo a non lamentarsi. Stanno cominciando anche in Hrc le schermaglie verbali alle quali abbiamo già assistito sia in Yamaha che in Ducati, purtroppo. Con questa Ducati Lorenzo sarebbe stato un serio problema per Marquez. Forse in Honda sono stati bravi ad intuire che ingaggiandolo avrebbero preso due piccioni con una fava..
KTM continua a recitare il ruolo di comprimaria insieme ad Aprilia, seppur qualche lampo austriaco ogni tanto si intravede, contrariamente a quanto accade in Aprilia dove di luce non se ne vede da un pezzo.

Lo sport, quello che si è visto in pista e non sulle tribune…al solito le nostre piste sono popolate da persone che comprano il biglietto senza sapere il vero significato della parola “sport”, parola che assume un significato ancora più profondo quando si parla di Motorsport. Purtroppo dobbiamo ancora sprecare del tempo e delle parole per coloro che fischiano ed ululano contro qualcuno che rischia la propria vita per amore della competizione. I fischi a Marc Marquez NON ci stanno. Marquez altro non è che la versione spagnola del nostro Valentino dei tempi d’oro, ovvero un pilota sublime, furbo, dannatamente veloce e attualmente migliore di chiunque altro. Merita solo applausi.


(il pilota operaio)

MOTO2
Un Marquez doveva pur vincere ed alla fine ha vinto in Moto2.
Il fratellino di Marc pare aver ritrovato lo smalto di qualche anno fa ed ha infilato la seconda vittoria di fila dopo Le Mans tornando in lotta per il campionato.
Dagli italiani ci si aspettava qualcosa di più. Marini, brillantissimo secondo, ha perso il treno giusto lottando contro Luthi nel momento in cui Marquez davanti provava a dare lo strappo che alla fine si è rivelato decisivo per la vittoria. Bene Lorenzo Baldassarri alla fine quarto e quindi non troppo penalizzato per la lotta in campionato. Partiva dalla quindicesima posizione ed ha fatto una gara grintosa. Bene anche Bastianini sempre concreto in questo suo primo anno da rookie, benino Pasini, male Bulega.

MOTO3
Vedere la danza delle piccole moto sulle colline e nelle curve toscane è sempre un grande spettacolo per gli occhi. La pista permette diverse traiettorie nelle esse e nelle curve del Mugello, ed i ragazzini non si fanno mai pregare a prenderle tutte e sempre contemporaneamente. Tony Arbolino vince la sua prima gara in carriera davanti ad Dalla Porta ed a Masia. Il quarto e quinto posto di Antonelli e Foggia completano un risultato splendido per i nostri ragazzini.

Su nove posti sul podio oggi gli italiani ne hanno conquistati cinque.
Due medaglie d’oro, due d’argento ed una di bronzo….. Se fossero le Olimpiadi..Bravi gli italiani tutti ma soprattutto:

BRAVO BRAVO DANILO PETRUCCI

Salvatore Valerioti

Immagine in evidenza tratta dal sito “corrieredell’umbria.it”
Immagine articolo tratta dal sito “gpone.com”

Gran Premio Red Bull de España circuito di Jerez

Benvenuti al Gran Premio Red Bull de España circuito di Jerez casa dei piloti spagnoli, si torna nel vecchio continente; dove ci si attende una riscossa dei piloti di casa, per motivi vari.

Marc Marquez vuole assolutamente cancellare lo zero della gara “di casa” ad Austin, Viñales ha un disperato bisogno di uscire dalla mediocritá che lo sta bloccando, Lorenzo beh deve cominciare a fare il Lorenzo (tra l’altro qui fece il suo primo podio con la Ducati), a patto che gli infortuni e le “catene” lo lascino in pace. Poi c’é lui il nuovo che avanza con una Suzuki che quest’anno é piu che migliorata, forse la terza del lotto, lui ha voglia di stupire ancora e di dimostrare che la gara precedente non é stata solo fortuna, attenzione a Rins!

Arriviamo ai nostri portacolori, guardando la classifica mondiale si nota che i primi tre sono in appena cinque punti e tra loro non c’é Marquez che invece é quarto staccato di altri quattro punti, i primi due? Dovizioso e Rossi con Rins gradino basso del podio, sorprendente questa classifica alla luce del dominio di Marquez, cosa puó fare uno zero in classifica quando la lotta é serrata. I piloti italiani si stanno aggrappando in tutti i modi a questo mondiale, Dovizioso é sicuramente quello su cui nutrire piú speranze, la Ducati é la moto migliore e bisogna fare i complimeti alla casa italiana che riesce con l’innovazione, la fantasia e molta creativitá a lottare contro i colossi made in Jap, ma sulla Honda c’é un fenomeno che rende tutto tremendamente difficile. Rossi é in una fase in cui il suo immenso talento lo traghetta in acque sicure cercando piú la costanza dei risultati in attesa degli eventi che, nel caso diventino favorevoli, potrebbero portarlo a giocarsi le ultime possibilitá verso la fine del campionato, magari con sorpresa finale.

Tra i piloti Ducati si sta mettendo in luce l’australiano Miller, che a scapito della sua proverbiale simpatia (eufemismo) porta ai ducatisti dolci ricordi, per quel binomio (Australia/Borgo Panigale) che sembra essere un legame quasi mistico sia in MotoGP che in SBK. Al contrario Petrux sta faticando a mettersi in luce, al punto che la riconferma per il prossimo anno sembra sempre piú diffice, tra l’altro non bastassero i giá numerosi pretendenti al suo sedile, anche Bautista in SBK sembra avere delle chance. Lo stesso Bagnaia sembra aver cominciato a capire la MotoGP e il suo apprendistato sembra fare passi in avanti.

Capitolo Yamaha, proprio qui a Jerez due anni fá cominciarono i problemi mai risolti della moto, che peró sembra aver finalmente trovato la strada per uscire dalla crisi; ogni volta che lo diciamo veniamo smentiti peró. Oltre ai piloti ufficiali da quest’anno c’é un’altro italiano, Morbidelli che sta ben figurando e che sembra aver preso onorevolmente il posto di Zarco passato nell’anonimato con la KTM, dove invece il buon Oliveira (che aveva conteso fino all’ultimo il titolo in Moto2 a Bagnaia) si sta mettendo in luce, notizia freschissima la KTM ha esercitato l’opzione di conferma per il prossimo anno. Dicevamo della Yamaha di Morbidelli che dopo un anno di apprendistato in MotoGP sta facendo vedere le sue qualitá. Un’altro pilota italiano che peró non sta piú facendo parlare di sé per le sue qualitá in pista (neanche piú fuori dalla pista a dir la veritá) é Iannone, sembra ormai un corpo estraneo a questo sport.

I motivi di interesse per questo GP di Spagna (Jerez) sono molteplici, tra chi é alla ricerca di una rivalsa (Marquez, Lorenzo e Viñales su tutti) chi invece vorrebbe confermare cio che di buono ha fatto precedentemente vedi Rins, Rossi e Dovizioso.

Moto2

Il nuovo motore Triumph sembra aver dato quel qualcosa in piú in termini di prestazione per ottimizzare il salto in MotoGP, sia Marquez che Valentino hanno speso parole di elogio per questo cambiamento. Quest’anno il nostro connazionale di riferimento sembra essere Baldassarri, primo in classifica anche dopo lo zero di Austin; mentre Marini sta faticando un pó, complice una spalla che lo sta tormentando con i dolori e che non gli permette di tenere il ritmo fino alla fine della gara. Della lotta per il titolo c’é sicuramente Schrötter ed il “vecchietto” Lüthi. Menzione speciale per Mattia Pasini il quale era praticamente fuori dal mondiale, quando una chiamata per rimpiazzare un pilota gli ha cambiato la vita, sembra una vecchia pubblicitá telefonica! Invece é realtá ed anche a Jerez Pasini potrá mostrare le sue qualitá in pista (nella gara del rimpiazzo ad Austin ha sfiorato il podio!) questa volta su una KTM, una bella favola come spesso accade in questo mondo cosí speciale che é la MotoGP e tutte le sue classi.

Moto3

Da quest’anno c’é anche Max Biaggi !!!! Scherzo, non proprio, in realtá c’é davvero ma con un suo team e pilota spagnolo Aron Canet con il quale sta facendo grandi cose ed infatti é primo insieme all’altro spagnolo Masia, i nostri connazionali sono un pó piu staccati in classifica: Dalla Porta ed Antonelli. Gli altri italiani della Moto3 da tenere sotto osservazione sono Arbolino e Migno.

Buon divertimento, godetevi questo stupendo mondo che sono le moto.

LucaBKK

 

Immagine presa da www.racesport.nl

 

Dirette Sky Sport MotoGP HD

Venerdì 3 maggio
9:00-9:40 – FP1 Moto3
9:55-10:40 – FP1 MotoGP
10:55-11:35 – FP1 Moto2
13:15-13:55 – FP2 Moto3
14:10-14:55 – FP2 MotoGP
15:10-15:50 – FP2 Moto2

Sabato 4 maggio
9:00-9:40 – FP3 Moto3
9:55-10:40 – FP3 MotoGP
10:55-11:35 – FP3 Moto2
12:35-13:15 – Qualifiche Moto3
13:30-14:00 – FP4 MotoGP
14:10-14:50 – Qualifiche MotoGP
15:05-15:45 – Qualifiche Moto2

Domenica 5 maggio
8:40-9:00 – Warm-Up Moto3
9:10-9:30 – Warm-Up Moto2
9:40-10:00 – Warm-Up MotoGP
11:00 – Gara Moto3
12:20 – Gara Moto2
14:00 – Gara MotoGP

2019 MotoGP Austin. La prima di Alex nel regno di Marc

Prima sorpresa dell’anno proprio quando il copione di Austin era già stato scritto.
Marc scivola nel salotto di casa sua lasciando via libera a tutti gli altri.
Il più pronto a raccogliere il trofeo con le corna di bue è stato Alex Rins alla sua prima assoluta in MotoGP su una Suzuki che non vinceva dal 2016.
Bella la gara dello spagnolo. Partito da dietro è stato lesto a risalire ed a piazzarsi subito dietro un Valentino Rossi in grande forma il quale ha però commesso un paio di sbavature che gli hanno tolto quella vittoria che da tanto tempo aspettano lui ed i suoi tifosi. Vincere a quarant’anni suonati non deve essere facile quando ne hai quasi 20 di più di quelli che ti corrono intorno. Merita applausi a scena aperta per l’impegno e la voglia.
Rins è stato calmo, riflessivo, mai sopra le righe, pulito e maturo. Già, perché trovarsi a combattere fianco a fianco con una leggenda vivente del motociclismo e riuscire anche a batterlo, deve essere qualcosa da far tremare i polsi a chiunque. Figuriamoci ad un ragazzino che vedeva il Rossi nazionale in TV mentre stacciava altri nomi altisonanti di questo sport. I polsi di Alex sono stati saldi anche quando Vale ha provato a forzargli le staccate, quando gli ha fatto sentire il rumore dei suoi scarichi in maniera prepotente.
Bravo Alex, pilota silenzioso e sempre sorridente, dal profilo basso e visiera abbassata.
Vale ci ha creduto, ci ha provato. Non c’è riuscito ma la sua passione ci dice che ci riproverà ancora, tutte le volte che potrà.
La gara ha detto anche che siamo di fronte ad una bella Suzuki e ad una bella Yamaha. Tolto Marquez, che ad Austin non può essere considerato un benchmark per manifesta superiorità, il livello delle altre moto è stato abbastanza simile con tre marche diverse sul podio completato da un ottimo Jack Miller con la sua Ducati Pramac.
Dovizioso ha corso in difesa. Mai nella lotta di vertice né in prova né in gara, ha raddrizzato il weekend con una buona partenza che, dopo le cadute di Marquez e del solito Cal, si è tradotta in un quarto posto finale che lo spedisce in testa al Mondiale davanti a Rossi, Rins e Marquez. E’ lui quello che ha raccolto di più tutti ad Austin rispetto anche alle sue stesse aspettative.
Bravo il Morbido a finire quinto ed a regolare in gara il suo compagno di box che gli finisce regolarmente davanti in prova.
Bene anche Bagnaia non a 9 secondi da Petrucci che guida una moto ufficiale 2019 e non una Gp18.
KTM ed Aprilia sono ancora di un altra categoria: l’exploit in prova di Pol Espargarò e rimasto tale ed i piloti di questi due team non ancora pervenuti al mondiale 2019.

MOTO2
Il vecchio Luthi ha vinto davanti al suo compagno di squadra Schrotter ed a Navarro. Nella prima parte di gara ha regolato il fratello di Marc Marquez (forse adottivo?) che dopo qualche giro è scivolato indietro in crisi di gomme. Il vero protagonista di giornata è però stato Mattia Pasini che ha abbandonato il microfono in favore della manopola del gas. Immenso quarto, in rimonta con costanza e caparbietà dopo mesi di inattività e su una moto che non conosceva considerata la nuova motorizzazione Triumph. Baldassarri caduto ha salvato la testa del campionato.

MOTO3
La solita bella gara dei ragazzini ha regalato spettacolo e sorpassi. Canet consegna la prima vittoria al Team di Max Biaggi davanti a Masia e Migno che si mandano a quel paese dopo essersi presi a carenate. La più bella scena della giornata è quella di Paolo Simoncelli che abbraccia il suo Suzuki mentre, in lacrime, gli sussurra di aver vissuto un emozione per averlo visto in testa alla gara prima della caduta.

Ci si rivede tra tre settimane a Jerez per l’inizio della lunga stagione europea.