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SHELL MALAYSIA MOTORCYCLE GRAND PRIX 2019

Benvenuti in Malaysia terra di contrasti con forti influenze cinesi ed indiane, ma senza dimenticare il passato coloniale ingelse, un miscuglio di tradizioni e culture diverse che si possono notare dall’architettura delle cittá fino alle pietanze locali; la MotoGP chiude quí il suo tour asiatico quanda mancano solo due gare al termine della stagione. Quest’anno inoltre si celebra il ventennale del circuito di Sepang, infatti la prima gara si corse nel lontano 1999, anche se in realtá la MotoGP corre in Malaysia dal 1991 (ovviamente altro circuito, Shah Alam ad essere precisi) per l’occasione gli organizzatori hanno reso l’evento una sorta di party prolungato cha va dal venerdi fino alla domenica sera, lo scorso anno ci sono stati 169,827 spettatori, quest’anno sperano di far meglio. Il circuito di Sepang é stato costruito da …. va bé se seguite la MotoGP o F1 giá sapete chi é, il circuito ha delle caratteristiche uniche che lo rendono molto apprezzato sia dai piloti che dai tifosi, infatti nella sua completezza di 5.543m si trovano lunghi rettilinei, curve strette, tratto misto guidato ed una carreggiata abbondante che non difetta in possibilitá di sorpassi, il circuito sembra essere favorevole alle Ducati ed anche alle Yamaha ma poi la moto che vince è sempre la stessa…..una Honda. Un’altra caratterisitca di Sepang é la sua vicinanza (in linea d’aria parliamo di qualche centinaio di metri) dall’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur (KLIA) che si trova invece ad una cinquantina di chilometri dalla capitale Kuala Lumpur, questo rende molto facile raggungere il circuito per chi viene da fuori (cosa che gradisco particolarmente).

Una delle caratterisitche di KL (come viene comunemente chiamata la cittá di Kuala Lumpur) che la rendono unica e facilmente riconoscibile sono le Petronas Towers, Petronas che é la compagnia petrolifera di stato ma non solo; infatti é presente sia in F1 con il team piú dominante della storia della categoria, sia in MotoGP con il PETRONAS Yamaha Sepang Racing Team (Quartararo e Morbidelli) mentre in Moto2 e Moto3 con il Petronas Sprinta racing Team, in piú c’é anche un pilota malesiano Hafizh Syahrin su KTM tech3; insomma la Malaysia é ben rappresentata. Purtroppo peró Sepang, specialmente per noi italiani, é tristemente ricordata per quel maledetto 23 Ottobre 2011 che ci ha privato di uno dei migliori talenti delle due ruote.

Marquez si prepara a battere un’altro record, dato che tutto ció che poteva vincere lo ha vinto e tutto ció che gli rimane in questa stagione é stracciare i record precedenti, allora perché lasciare il record di punti al buon Lorenzo che lo ha ottenuto nella stagione 2010 con ben 383? Ad oggi l’alineo ne ha 373 con due gara da disputare, riuscirá nella “difficilissima impresa” di superare il record di Lorenzo? La scorsa gara in Australia ci ha regalato parecchie emozioni, al netto del trappolone del gatto con il topo con cui Marquez ha fatto un sol boccone di Maverick, dietro se le sono suonate per bene con ben sei piloti arrivati al traguardo con meno di un secondo di distanza tra loro ed in piú vedere l’Aprilia cosí avanti e giocarsela con i migliori non ha prezzo per me. Appunto “l’Apriliona” che bello é stato vedere Iannone lottare con Rossi, Marquez ed i migliori in generale, addirittura portare l’Aprilia in testa alla gara non ha prezzo. Altra nota positiva é stato vedere Bagnaia lottare in maniera consistente al punto da sfiorare il podio per pochi millesimi, speriamo che sia l’inizio di una splendidia favola. L’altra faccia della medaglia invece ci ha dato un Rossi che dopo il buon avvio è scivolato sempre più indietro per poi riprendersi a tratti fino a concludere ottavo, non si capisce se sia competitivo o meno, Vinales che ha condotto la gara dall’inizio per poi cadere nella foga di riprendersi la posizione persa ai danni dell’alieno, le Ducati ufficiali smarrite. Suzuki anche loro in affanno nelle ultime gare e Rins particolarmente sottotono, pare peró che i problemi siano dovuti agli sviluppi che il team sta provando in previsione del prossimo anno. Insomma tra chi è alla ricerca di record personali, chi ha un disperato bisogno di riprendersi e chi invece vuol confermare ciò che di bello ha fatto vedere a Phillip Island i motivi di interesse ci sono per vedere la MotoGP qui a Sepang.

Moto2

Questa è ancora l’unica categoria a non aver assegnato il titolo, detta così fa strano visto il vantaggio che aveva e tuttora ha Alex Marquez, vero è che gli sfidanti cercano in tutti i modi di escludersi dalla lotta, solo il buon vecchio saggio Luthi cerca di contendere il titolo di campione del mondo della Moto2 a chi ne è il designato dall’inizio del campionato. Con un vantaggio di 28 punti su Luthi e 33 su Binder (vincitore in Australia) a sole due gare dalla conclusione, Alex Marquez anche con il braccino che gli è venuto può considerarsi campione a meno di cataclismi stile Lecuona.

Moto3

La categoria più cool di tutte e quella più combattuta ha emesso la sua sentenza in Australia: Lorenzo Dalla Porta ed il team Leopard sono campioni del mondo Moto3, abbiamo già esaminato le statistiche in merito e ciò che comporta la vittoria del mondiale Moto3 per chi poi fa il salto nelle categorie superiori, la risposta migliore ce le darà il tempo; il ragazzo sembra essere, oltre che molto bravo sulla moto anche con la testa sulle spalle. Chissá come i ragazzini terribile della Moto3 affronteranno la gara in Malaysia senza aver piú in palio la posta grossa, saranno ancora piú terribili o diventeranno mansueti?

Buon divertimento da LucaBkk

Immagini in evidenza da: Crash.net, MotoGP.com, imotorbike.my, pinterest.com

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Motul Grand Prix of Japan, Motegi Twin Ring Circuit

Alla ricerca del record mancante, potrá Marquez fare la pole al Motegi Twin Ring?

Ben tornati in Giappone dove il motorsport ed in particolare le moto sono parte integrante della cultura locale, nella MotoGP il Giappone é la nazione piú rappresentata dal punto di vista motoristico infatti ben tre dei piú grandi costruttori al mondo sono giapponesi: Honda, Yamaha e Suzuki.

Il Motegi Twin Ring si trova nella zona centro/nord del Giappone, precisamente nella provincia di Kanto non troppo distante da Tokyo per intenderci; venne costruito dalla Honda nel 1997 per ospitare ed in parte promuovere le gare della IndyCar americana e successivamente anche gare NASCAR, infatti il suo layout é un ovale con low-banked che lo rende adatto a questo tipo di competizioni. Lo scopo per il quale fu creato il circuito, vennero meno nel 2011 con l’uscita dal calendario della Indycar. Il Motegi Twin Ring peró é in realtá un circutio completo che va oltre la parte ovale dedicata alle gare americane, infatti all’interno del circuito esiste anche una parte giudata con curve e rettilinei separata ma allo stesso tempo sovrapposta all’ovale che lo rendono nel complesso un circuito adatto a molteplici eventi e gare; infatti sul circuito a noi piú consciuto gareggiano le F4, Formula Nippon e Super GT. La MotoGP invece corre al Motegi Twin Ring dal 2004, precedentemente si correva a Suzuka fino alla tragica scomparsa di Daijiro Kato.

La MotoGP arriva in Giappone con veramente poco da dire, Marquez si é gia coronato campione del mondo in Thailandia per l’ottava volta ed avrá la testa sgombera da calcoli e pensieri in ottica mondiale, in realtá qualche piccolo motivo di interesse possiamo trovarlo; il Motegi Twin Ring é l’unico circuito del mondiale dove il Marziano non ha ottenuto la pole, riuscirá ad abbattere anche questo record? Certo che si!

Quest’anno la Honda celebra i suoi 60 anni di gare nel motomondiale e vorrebbe cogliere il titolo costruttori al piú presto possibile per poi festeggiare, magari nella gara di casa, ci riuscirá? Domanda scontata.

Gli altri: Quartararo é unanimamente considerato il primo rivale di Marquez, il talento e soprattutto l’etá sono dalla sua parte, in piú dalla gara del Buriram la Yamaha ha provveduto, finalmente direi, a dargli un motore ufficiale, purtroppo peró Quartararo ancora non ha vinto una gara. I piloti Yamaha in generale sono sempre molto competitivi, su tutti Vinales anche se non sembra in grado di impensierire Marquez, Vale e Morbidelli sembrano abbastanza vicini nelle prestazioni. Le Ducati sperano che al Motegi Twin Ring utilizzino la parte ovale, scherzi a parte fino adesso sono sicuramente la delusione del 2019, almeno per me.  Lorenzo al Motegi Twin Ring celebra i suoi 200 gran premi, purtroppo per lui peró sembra l’ombra di se stesso, si parla continuamente di aggiornamenti alla moto e tecnici Honda che cercano di assecondare le sue richeste in modo da metterlo a suo agio, pare non funzioni nulla. La Suzuki nella gara di casa schiera un’altro pilota oltre alla coppia ufficiale, la wildcard Sylvain Guintoli (un giovane di belle speranze) insieme al rookie Mir, che ben sta figurando nelle ultime gare ed il pilota di punta Alex Rins, il quale vorrebbe confermare la sua terza posizione in classifica mondiale ottenendo punti importanti. KTM ed Aprilia sono in crescita e ci si attende che possano continuare su questa strada, in particolare uno dei nostri piloti il piú ammirato e sicuramente colui che gode di una forte dose di invidia da parte di molti, da parte mia sicuro, Iannone.

Tra i piloti dei teams indipendenti c’é da sottolineare la strana storia di Nakagami su LCR Honda, il quale ha appena esteso il suo contratto per il 2020 quí a Motegi, dove peró dopo la gara dovrá sottoporsi ad un’operazione che lo terrá lontano dalle gare, quindi per lui la stagione si chiude anticipatamente al GP di casa, indovinate chi é il fortunello che prenderá il posto di Nakagami fino a fine stagione? Si lui, da non credere.

Moto2 e Moto3

Il titolo della Moto2 andrá al fratello di Marquez, c’é solo da capire quando, Marini viene da una gara di dominuo assoluto in Thailandia magari ci delizia con un’altra cavalcata solitaria (vizio di famiglia dei tempi migliori). Baldassarri é fuori dai giochi da parecchio ormai, diciamo che si é autoescluso considerando le cadute; al contrario il suo teammate Fernandez in realtá avrebbe anche delle speranze mondiali, ma come detto in precedenza il titolo Moto2 2019 andrá al Marquez minore.

Il mondiale Moto3 come la categoria in generale é in assoluto la cosa piú interessante da vedere e seguire, la lotta per il titolo é un gigantesco “chapa no” (spero di aver scritto bene, non c’entro nulla con il milanese ma il termine mi sembrava perfetto). Al comando c’é Arbolino del team Leopard (per motivi di gratitudine ho il dovere di nominarli) il distacco dal secondo é di 22 punti che sembrano molti, o forse lo sono si spera, ma il problema é che il secondo in classifica é Aron Canet il pilota piú forte della Moto3 a parer mio. Se poi consideriamo le cadute, non sempre per responsabilitá diretta che affliggono la categoria ecco che l’improbabilitá é una certezza.

Buon divertimento

LucaBKK

 

Immagini prese dal sito MotoGP.com

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PTT Thailand Grand Prix 2019, match point for Marquez!

Benvenuti al Chang International Circuit di Buriram, Thailand dove si svolge per la seconda volta nella sua storia il gran premio classe MotoGP. Piccola introduzione sul circuito che ho visitato lo scorso anno prorpio in occasione della MotoGP, come ormai quasi tutti i circuiti che hanno la licenza FIA anche questo é stato progettato dall’ingegnere tedesco Hermann Tilke. Vederlo in foto non emoziona piu di tanto, sembra il solito circuito senza punti di interesse e parcheggi ai lati della pista invece delle vie di fuga, sul posto le cose cambiano un pó. Rettilineo di partenza mediamente lungo, prima staccata e ci si immette sul primo dei rettilinei del circuito con una leggera discesa con pendenza verso destra che porta ad una gran bella staccata con curva di raccordo sulla destra che immette sul rettilineo parrallelo, successivamente arriva il tratto piú giudato della pista con una serie di curve e con un dislivello di qualche metro dalla parte precedente del circuito, dopodiche’ un piccolo rettilineo porta all’ultima staccata prima del traguardo, per capirci il punto dove lo scorso anno Marquez “infiló” Dovizioso facendo una mossa alla “Dovizioso”. Un aspetto che mi ha colpito l’anno scorso é stato senza dubbio l’organizzazione dell’evento, ok era gia dal 2015 che il Chang International Circuit ospitava le gare della WSBK e altre categorie internazionali come Asian GT, WTCC ed altro, peró organizzare un evento come la MotoGP ha diverse criticitá e devo dire che l’organizzazione é stata all’altezza dell’evento. Anche la grande partecipazione dei thailandesi e dei vari expats o semplici turisti del motorport hanno reso l’evento una festa dei motori, tantissime moto nei parcheggi all’interno del circuto, ed alcuni pezzi davvero rari! Come vostro inviato sul posto anche quest’anno saró in Buriram per seguire l’evento, spero che sia bello come lo scorso anche se dal punto di vista sportivo ormai dice poco in ottica campionato.

Veniamo appunto alla lotta per il titolo della MotoGP che vede il dominatore del campionato 2019, l’alieno delle due ruote il marziano Marc Marquez, arriva qui in Thailandia con un vantaggio tale sul secondo in classifica Dovizioso, da permettergli di laurearsi campione del mondo al Chang International Circuit (bastano appena 2 punti in piú di Dovizioso a fine gara). Il campionato ormai é chiuso da tempo, le uniche soddisfazioni sono le vittorie di tappa che hanno visto i vari Vinales, Rins, Petrucci e Dovizioso battere Marquez sul suo terreno, unica eccezione l’ottimo Quartararo che nonostante le pole e le ottime gare manca ancora della vittoria di tappa, magari questa potrebbe essere la volta giusta. Una menzione particolare per Jorge Lorenzo che proprio qui in Thailandia cominciava ufficialmente il suo calvario con gli infortuni, a distanza di un anno il talento di Palma di Maiorca non riesce ad uscire dalla crisi che lo sta attanagliando in un vortice che lo porta sempre piú in basso nelle prestazioni, come tifoso della MotoGP e sportivo gli auguro di riprendersi al piú presto, magari proprio qui in Thailandia dove tutto ebbe inizio.

Le Yamaha arrivano al Chang International Circuit con la loro proverbiale ed indecifrabile competitivitá, Vinales e Quartararo sono capaci di fare pole e magari vincere la gara come arrivare ottavi o appena giú dal podio o magari sdraiarsi al sole del Buriram dopo poche curve, Rossi é nella fase tour legend dove piú che lottare per la vittoria si accontenta di essere competitivo e magari, se l’occasione diventa favorevole cogliere qualche piazzamento o forse, ma la vedo davvero dura, una vittoria di tappa. Morbidelli sta crescendo bene e sta anche facendo un campionato piú che positivo, il problema é che accanto a lui c’é El Diablo che con le sue prestazioni monstre rende il paragone deficitario. Veniamo al capitolo Ducati, ah che peccato mi verrebbe da dire; una moto molto competitiva a tratti dominante che peró per un verso o per l’altro proprio non riesce a portare il titolo a Borgo Panigale. Dovizioso ci mette tutto se stesso, ma contro il binomio Honda-Marquez non puó far nulla, Petrucci dopo la vittoria al Mugello e la conferma del sedile per il prossimo anno si é spento piú velocemente di un cerino; urge pilota di livello superiore per sperare di battere Marquez. La Suzuki gestita ottimamente da Davide Brivio, cresce continuamente ed é ormai un cliente duro per chiunque, specie con il suo pilota di punta Rins, anche se ancora non sono ad un livello tale da permettergli di lottare per il titolo, abbiamo visto che quando Rins si trova in lotta con Marquez non ha nessun timore reverenziale, anzi si esalta.  KTM bene anzi benissimo nelle ultime gare, il progetto si sta sviluppando bene, nonostante l’usicta del pilota di riferimento il francese Zarco; Aprilia forse un gradino sotto la KTM ma in crescita se vediamo la scorsa gara, qui peró le caratterische del circuito dovrebbero essere piú penalizzanti che altrove.

Moto2 e Moto3

Le due classi propedeutiche alla MotoGP vedono Alex Marquez con le mani sul titolo Moto2 e gli italiani ormai spettatori non paganti, strano vedere i piloti italiani furi dai giochi della Moto2 categoria che negli anni scorsi é stata dominata da Morbidelli prima e Bagnaia poi. La Moto3 invece é sempre molto interessante da vedere, per la lotta e l’imprevedibilitá che la caratterizza, qui per gli italiani il sogno iridato sembra piú fattibile che in Moto2, ma attenzione alle false illusioni, Canet ne ha di piú di tutti e anche se la matematica dice -2 da Dalla Porta in realtá é lo spagnolo il pilota piú in forma della Moto3.

PS: di seguito un link promozionale divertente di Marquez a Bangkok con la sua Honda ed alla guida di un Tuk Tuk https://www.thairath.co.th/news/local/1667118

Saluti e buon divertimento.

Immagini prese da: bleacherreport.com, www.racecontrols.net, www.tatnews.org1 , www.thairath.co.th

LucaBKK

 

Dirette Sky Sport F1 HD

Venerdì 4 ottobre
4:00-4:40 – FP1 Moto3
4:55-5:40 – FP1 MotoGP
5:55-6:35 – FP1 Moto2
8:15-8:55 – FP2 Moto3
9:10-9:55 – FP2 MotoGP
10:10-10:50 – FP2 Moto2

Sabato 5 ottobre
4:00-4:40 – FP3 Moto3
4:55-5:40 – FP3 MotoGP
5:55-6:35 – FP3 Moto2
7:35-8:15 – Qualifiche Moto3
8:30-9:00 – FP4 MotoGP
9:10-9:50 – Qualifiche MotoGP
10:05-10:45 – Qualifiche Moto2

Domenica 6 ottobre
3:40-4:00 – Warm-Up Moto3
4:10-4:30 – Warm-Up Moto2
4:40-5:00 – Warm-Up MotoGP
6:00 – Gara Moto3
7:20 – Gara Moto2
9:00 – Gara MotoGP

Differite TV8 e TV8 HD

Sabato 5 ottobre
14:00 – Sintesi qualifiche MotoGP, Moto2 e Moto3

Domenica 6 ottobre
11:00 – Gara Moto3
12:15 – Gara Moto2
14:00 – Gara MotoGP

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GP di San Marino e della Riviera di Rimini, il ritorno del Re.

Bentornati nella terra dei motori dove la passione si fonde con emozioni e unicità, il GP di San Marino e della Riviera di Rimini sul circuito Marco Simoncelli di Misano inizia con alcune sorprese già dalle qualifiche, la scaramuccia tra Valentino e Marquez durante l’ultimo giro di qualifica, la KTM che mette una sua moto (no non quella del pilota di punta e più pagato) in pole provvisoria fino alla zampata di Vinales arrivata all’ultima tornata dell’ultimo giro delle qualifiche ad infrangere il sogno KTM di Espargaro, Ducati in affanno sia con Dovizioso sia con Petrucci un po’ meglio il buon vecchio Pirro come wild card, Yamaha nettamente favorite. La gara vede, come da previsione, le Yamaha prendere il comando con Vinales seguito da Quartararo, l’immancabile Marquez seguito da Morbidelli (Yamaha) la sorpresa Espargaro su KTM e poi Rins (Suzuki) e Valentino.  La gara si svolge all’inizio con le due Yamaha di Vinales e Quartararo a dettare il ritmo seguiti da Márquez. Dopo pochi giri però El Diablo all’ingresso del curvone passa Vinales e si prende la prima posizione, che terrà fino all’ultimo giro. A questo punto Marquez capisce che Quartararo ne ha di più, ed infatti sta mettendo un po’ di margine, l’unica cosa da fare è passare Vinales per non perdere il contatto, e così al Tramonto si prende la seconda posizione. Posizioni di testa congelate fino alla fine, dietro se la giocano Morbidelli (Yamaha), Espargaro (KTM), Rins (Suzuki), Valentino (Yamaha) e Dovizioso (Ducati) tutti molto vicini tra loro ma troppo distanti dalle posizioni che portano al podio. La gara si rivitalizza all’ultimo giro quando Márquez prova il sorpasso ai danni di Quartararo, una prima volta alla Rio ma niente, successivamente alla Quercia Marquez ci riprova e riesce nel sorpasso ai danni del Diablo il quale prova l’incrocio di traiettorie ma stavolta lo spagnolo tiene stretto la corda e per poco Quartararo non lo tampona successivamente in un ultimo disperato tentativo, finisce così Marquez primo El Diablo secondo e terzo Vinales. Dalle posizioni sotto il podio da segnalare la caduta di Rins ed il sorpasso di Valentino ai danni di Morbidelli per il quarto posto, Dovizioso e la sua Ducati passano il traguardo al sesto posto. Quattro Yamaha nelle prime cinque posizioni, come volevasi dimostrare qui erano competitive, peccato però che bisogna sempre fare i conti con l’alieno. Marquez questa volta non si è fatto fregare ed ha studiato per bene il suo avversario per quasi tutta la gara, ed all’ultimo giro ha piazzato il colpo del KO, voleva la vittoria oggi e si è visto! Male le Ducati, mai in lotta per le posizioni che contano e male anche Bagnaia che cade senza riuscire a finire la gara. Peccato per Quartararo ci va sempre vicino ma la prima vittoria in MotoGP stenta ad arrivare, il talento c’è. Spiace anche per Rins, ma quest’anno va così alti e bassi.

Moto 2

Gran bella gara che ha visto una lotta, per alcuni un po’ troppo accesa per altri maschia, tra Di Giannantonio e Fernandez con il leader del mondiale Marquez che si deve guardare da Luthi che lo tiene sotto pressione. Ultimo giro e sorpasso di Fernandez su Di Giannantonio, conatto tra i due con Fernandez che ne esce vincitore e si prende la prima posizione e la vittoria. Terza posizione per Marquez che mette margine tra lui e Luthi nel mondiale. Il dubbio è che Fernandez arrivando sulla parte verde del circuito riesca a trarre quel vantaggio in accelerazione che gli permette di superare Di Giannantonio, ed infatti è sotto investigazione.

 

Moto 3

Forse la categoria più combattuta ed in alcuni momenti anche la più divertente, qui sul circuito Marco Simoncelli di Misano il destino ha scritto una pagina bellissima.

Pole del Giappo Riccionese del team SIC 58 completata con una splendida vittoria che porta così al suo primo successo Tatsuki Suzuki Riccionese di adozione. La gara ha visto il Giappo Riccionese essere quasi sempre al comando o comunque controllare la gara, dietro di lui come spesso accade in questa categoria gli incidenti sono frequenti ed infatti tra i vari quello tra Vietti e Antonelli VR46/SIC58 poteva, per la dinamica dell’incidente, avere conseguenze diverse. Canet lascia la gara per problemi meccanici verso metà gara, quando era in terza posizione e capace di lottare per la vittoria, Dalla Porta dovrebbe approfittarne ma non fa meglio di un quinto posto finale per di più punito di 3 secondi dalla direzione gara che lo porta ad un ottavo posto finale.

Moto E

Gara della domenica, vede De Angelis in pole (da padrone di casa essendo di San Marino), Moto E dove ci sono anche vecchie glorie della MotoGP come Gibernau e De Puniet. Lo so non è il massimo questa categoria, ma essendo agli albori mi faceva piacere dargli un po’ di fiducia. La gara si svolge sulle 7 tornate e vede all’inizio una lotta tra DeAngelis, Ferarri e Nicolò Canepa, ma dopo un paio di giri Ferrari prende un po’ di margine sul gruppo che manterrà fino alla fine. Il gruppetto che si gioca il podio dalla seconda posizione in poi è folto e molto agguerrito ne viene bene su anche la Herrera che lotta insieme ai maschietti senza nessuna timore reverenziale, a due giri dalla fine perdiamo DeAngelis che ormai era finito nelle retrovie e anche il buon vecchio Sete. La gara si conclude con Matteo Ferrari primo, lo spagnolo Garzo secondo e  Mattia Casadei terzo, appena fuori dal podio Canepa e la ottima Herrera. Le moto non emozionano più di tanto bisogna essere onesti, la gara è di soli 7 giri ed il livello medio è appena decente vedasi la presenza di vecchie glorie della MotoGP. Come dicevo prima però questa categoria è agli albori e quindi un uno sguardo senza troppe aspettative lo si può dare.

 

Immagini prese dal sito CNN Indonesia e dal profilo twitter di Suzuki.

 

LucaBKK

 

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MotoGp2019- Gp Italia- Immenso Petrucci

Grande, grande e poi ancora grande Danilo Petrucci.
Oggi Danilo ha spiazzato chiunque avesse in mente cosa scrivere sul Gran Premio d’Italia immaginando una nuova probabilissima vittoria di Marquez dopo quanto mostrato nelle prove e nelle qualifiche.
Ed invece il pilota “operaio” ha costretto tutti a reinventare daccapo i loro commenti al GP, lasciando di stucco il pubblico assiepato sulle colline toscane ed anche quello appeso alla TV.
Danilo è stato grande. La sua è la vittoria del sudore e delle lacrime. Sudore per una carriera cominciata e proseguita in una maniera differente rispetto ai suoi colleghi più blasonati. Lui è la dimostrazione che la forza di crederci aiuta tantissimo, anche quando non hai un background che parte dalle classi minori con i classici step che vanno dalla Moto3 per arrivare nella classe regina.
Il suo percorso è stato diverso ed oggi sublimato con la più bella vittoria che potesse ottenere. Non ci sono state cadute o problemi tecnici altrui a spianargli la strada, e nemmeno condizioni atmosferiche favorevoli ad aiutarlo.
Oggi Danilo è semplicemente stato il più bravo di tutti. E si è messo dietro entrambi i piloti con le più serie ambizioni di titolo.
La gara è partita con il solito ritmo “controllato” che ha consentito la formazione di un gruppone che ha regalato qualche giro di battaglie spettacolari. Nel gruppone anche Rins e Miller hanno partecipato allo show, insieme a Pecco Bagnaia fin quando le Ducati Pramac non sono andate per campi. A tre quarti di gara i tre del podio hanno cominciato a staccarsi rendendo evidente che la vittoria era esclusivamente affar loro.
Danilo ha spento il cervello ed ha acceso il cuore. Non ha pensato di accodarsi al suo compagno di team per fare da spettatore privilegiato della battaglia Dovizioso/Marquez. Petrux ha semplicemente ascoltato il suo cuore ed ha capito che quella poteva essere un occasione splendida da non farsi sfuggire. Sono cominciate le staccate a vita persa in entrata della San Donato col gambone aperto quasi ad ostruire il passaggio agli altri due compagni di lotta. All’inizio dell’ultimo giro è entrato terzo alla San Donato uscendo primo e credendoci sino alla linea del traguardo sulla quale ha preceduto un sempre irresistibile Marc Marquez ed Andrea Dovizioso. Lo spagnolo ha provato a cambiare le regole della fisica entrando a vita persa con moto di traverso inclinata oltre i 45 gradi sia alla Casanova Savelli che alla Scarperia Palagio pur di guadagnare qualche metro. Però oggi si è dovuto inchinare a Danilo e le sue manovre gli hanno solo permesso di difendersi da Dovizioso.
Vittoria per Danilo inequivocabile ed indiscutibile. Conferenza stampa con gli occhi rossi e tutto il Mugello a rendergli merito. Non sarà un fuoriclasse, ma una vittoria in MotoGP battendo Marc Marquez resterà tatuata nella sua memoria ed anche in quella degli appassionati dello sport. Non sarà un fuoriclasse ma una gara di MotoGP non la vinci a caso…

In ottica campionato il risultato è favorevole per Marquez che guadagna qualche punto su Andrea Dovizioso autore di una gara concreta ma al quale è mancato quel piccolo guizzo per star davanti allo spagnolo.
Celebrato Petrucci e celebrata la sua consistente Ducati la gara degli altri è stata per tanti (troppi) in chiaroscuro.
Rins è stato buon quarto dopo aver provato a mettere le sue ruote davanti a tutti nella prima parte di gara. Purtroppo non aveva il ritmo ed il motore per stare insieme ai tre del podio. Le due Ducati Pramac sono state in evidenza per tutta la prima parte di gara fin quando entrambi i portacolori non sono scivolati per eccesso di foga. Crutchlow con la seconda Honda ha fatto una gara onesta, vicino ai primi ma mai con la reale possibilità di lottare.
La grande delusione del weekend sono state un altra volta le Yamaha. Opache le ufficiali sin dalle prove soprattutto con Valentino, anche le Petronas sono scomparse presto, complice una caduta nei primi giri di Morbidelli ed una gara nelle retrovie sia per Quartararo che per Vinales. I passi avanti che parevano essere stati compiuti non sono stati sufficienti per dare competitività ad una moto che sta diventando un vero rebus. Valentino è stato autore di prove travagliate ancora una volta, ed è stato obbligato a partire dal fondo del gruppone con tutte le conseguenze che ne vengono fuori, ivi compresa la foga di recuperare ed il maggior rischio di finire in terra come regolarmente è accaduto.
Lorenzo…Jorge non è mai realmente esistito in gara. Ha cominciato ad alzare la mano verso il team durante il weekend, chiedendo un aiuto sulla moto.. Probabilmente sta cominciando a “pestare qualche callo” anche a Marquez che si è premunito di mettere le mani avanti invitandolo a non lamentarsi. Stanno cominciando anche in Hrc le schermaglie verbali alle quali abbiamo già assistito sia in Yamaha che in Ducati, purtroppo. Con questa Ducati Lorenzo sarebbe stato un serio problema per Marquez. Forse in Honda sono stati bravi ad intuire che ingaggiandolo avrebbero preso due piccioni con una fava..
KTM continua a recitare il ruolo di comprimaria insieme ad Aprilia, seppur qualche lampo austriaco ogni tanto si intravede, contrariamente a quanto accade in Aprilia dove di luce non se ne vede da un pezzo.

Lo sport, quello che si è visto in pista e non sulle tribune…al solito le nostre piste sono popolate da persone che comprano il biglietto senza sapere il vero significato della parola “sport”, parola che assume un significato ancora più profondo quando si parla di Motorsport. Purtroppo dobbiamo ancora sprecare del tempo e delle parole per coloro che fischiano ed ululano contro qualcuno che rischia la propria vita per amore della competizione. I fischi a Marc Marquez NON ci stanno. Marquez altro non è che la versione spagnola del nostro Valentino dei tempi d’oro, ovvero un pilota sublime, furbo, dannatamente veloce e attualmente migliore di chiunque altro. Merita solo applausi.


(il pilota operaio)

MOTO2
Un Marquez doveva pur vincere ed alla fine ha vinto in Moto2.
Il fratellino di Marc pare aver ritrovato lo smalto di qualche anno fa ed ha infilato la seconda vittoria di fila dopo Le Mans tornando in lotta per il campionato.
Dagli italiani ci si aspettava qualcosa di più. Marini, brillantissimo secondo, ha perso il treno giusto lottando contro Luthi nel momento in cui Marquez davanti provava a dare lo strappo che alla fine si è rivelato decisivo per la vittoria. Bene Lorenzo Baldassarri alla fine quarto e quindi non troppo penalizzato per la lotta in campionato. Partiva dalla quindicesima posizione ed ha fatto una gara grintosa. Bene anche Bastianini sempre concreto in questo suo primo anno da rookie, benino Pasini, male Bulega.

MOTO3
Vedere la danza delle piccole moto sulle colline e nelle curve toscane è sempre un grande spettacolo per gli occhi. La pista permette diverse traiettorie nelle esse e nelle curve del Mugello, ed i ragazzini non si fanno mai pregare a prenderle tutte e sempre contemporaneamente. Tony Arbolino vince la sua prima gara in carriera davanti ad Dalla Porta ed a Masia. Il quarto e quinto posto di Antonelli e Foggia completano un risultato splendido per i nostri ragazzini.

Su nove posti sul podio oggi gli italiani ne hanno conquistati cinque.
Due medaglie d’oro, due d’argento ed una di bronzo….. Se fossero le Olimpiadi..Bravi gli italiani tutti ma soprattutto:

BRAVO BRAVO DANILO PETRUCCI

Salvatore Valerioti

Immagine in evidenza tratta dal sito “corrieredell’umbria.it”
Immagine articolo tratta dal sito “gpone.com”

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