Era un freddo pomeriggio noioso di luglio….e in molti persero la brocca :D

Ed eccomi qua, ero talmente timoroso di una gara noiosa, che pensavo che fosse il caso di dover sgarfar fuori mille argomentazioni da eventi di contorno o argomentazioni e supposizioni astratte….

Ero pronto a snocciolarvi curva per curva la future nuove modifiche per il tracciato di Spielberg…o magari ricordando la vittoria di ELIO (accidenti….un Rosberg che perse la gara anche quel giorno 😀 ) …avevo ore di argomentazioni sui giochi di pressione delle gomme by Mercedes….persino una banale argomentazione turistica della zona e sulla bellezza del circuito da spettatore, per non scordare le orride divise RDB di questa gara…

…ma la F1 delle meraviglie è capace di tirarti fuori, su una delle piste più semplici e corte della stagione, quello che mai ti aspetti.

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FORMULA 1 GROSSER PREIS VON ÖSTERREICH 2016 Spielberg

Eccoci così giunti alla nona prova del Mondiale 2016 cari Ringers, la F1 è di scena in Austria questo weekend col GP in programma sul Redbull Ring ex A1 Ring sorto nel 1997 sulle ceneri del gloriosissimo Österreichring che chiuse i battenti dopo la controversa edizione di 10 anni prima la quale necessitò di ben 3 partenze per sancire un via regolare. Quando Dieter Mateschitz decise di comprare il circuito in oggetto nel 2004 dichiarò che l’obiettivo era ridar vita al leggendario Österreichring salvo poi optare per un progetto di implementazione dell’A1 Ring verso ovest (stoppato dalle proteste degli ambientalisti) finendo infine per ri-ottenere l’omologazione da parte della FIA nel 2010 con una configurazione assolutamente identica a quella del noto A1 Ring ove la F1 corse fino al 2004. Il paradosso è che, esattamente come per Silverstone, essendo il tracciato di base talmente superlativo anche la sua versione “light” a tutti gli effetti era e resta un ottimo tracciato aiutato in tal senso dai dislivelli naturali tipici della Stiria. Parlando di dislivelli penso si possa ragionevolmente concordare sul fatto che grossa parte delle “maledizioni” che si è tirato addosso Tilke siano state dovute all’aver sempre e solo tracciato su distese assolutamente piatte (ed infatti Austin col suo COTA è la (splendida) eccezione che conferma la regola). E dire che, anche qui come per molte altre cose di buon senso, non serviva un Dottorato in Fisica Quantistica per arrivarci ma appunto solo buon senso. Temo che ormai suddetto buon senso sia più raro del già citato Dottorato.

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1° Historic Minardi Day

Non avrà vinto quanto la McLaren e non sarà nei cuori dei tifosi italiani come la Ferrari, ma la Minardi merita un posto d’onore nella storia di questo sport. A dieci anni dall’ultima gara del team faentino sul circuito di Imola si è svolto il primo Historic Minardi Day. Fan ed appassionati hanno avuto la possibilità di rivivere le emozioni della Formula 1 di qualche decina di anni fa.

Tra questi, due Ringers d’eccezione.

A loro va il ringraziamento della Redazione per aver scelto Il Blog del Ring come “luogo” dove condividere il racconto di una giornata speciale.

 

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23 Ore e 57 Minuti

C’è qualcosa di maligno nello sport.
Il serpeggiare della cattiveria tipica della vita.
Quella vita che ti pare regalare tutto e poi togliertelo come per una mano feroce a Baccarat.
C’è tutto questo nella Toyota TS050 del Gazoo Team che arranca sul rettilineo di inizio dell’ultimo dei 384 giri sul Circuit De La Sarthe.
Quanto può durare un motore?
Quanto una trasmissione, o un cambio?
23 ore e 57 minuti.
Sembra un dispetto del destino.

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BAKU: Il principe del castello è biondo ed ha un maggiordomo nero

Quando vedo al supermercato prodotti freschi di improbabile stagionalità e pessima qualità aviotrasportati dal Sudafrica o dal Sudamerica penso che il greggio a meno di un milione di verdoni al barile sia sempre troppo economico, in riferimento all’uso che ne facciamo troppo spesso. Questo per mettere le mani avanti su quel che penso di una F1 che fa politica di risparmio energetico in pista e poi da Monaco salta in Canada e torna in Europa(?) in soli sette giorni per disputare il Gran Premio d’Europa in Azerbaijan (per inciso, come questo Stato sia finito in Europa immagino abbia a che fare con la deriva dei continenti, ma non sono né un geologo né un politico).  Tutto questo senza che qualcosa con anche solo una vaga somiglianza di una macchina da corsa abbia mai testato o almeno percorso prima il circuito. Per chiudere la metafora bisogna ricordare che questa è una zona storicamente ricchissima di petrolio e Bernie evidentemente vi ha trovato almeno un giacimento. E in questa prospettiva tutto ridiventa normale.

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