23 Ore e 57 Minuti

C’è qualcosa di maligno nello sport.
Il serpeggiare della cattiveria tipica della vita.
Quella vita che ti pare regalare tutto e poi togliertelo come per una mano feroce a Baccarat.
C’è tutto questo nella Toyota TS050 del Gazoo Team che arranca sul rettilineo di inizio dell’ultimo dei 384 giri sul Circuit De La Sarthe.
Quanto può durare un motore?
Quanto una trasmissione, o un cambio?
23 ore e 57 minuti.
Sembra un dispetto del destino.

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BAKU: Il principe del castello è biondo ed ha un maggiordomo nero

Quando vedo al supermercato prodotti freschi di improbabile stagionalità e pessima qualità aviotrasportati dal Sudafrica o dal Sudamerica penso che il greggio a meno di un milione di verdoni al barile sia sempre troppo economico, in riferimento all’uso che ne facciamo troppo spesso. Questo per mettere le mani avanti su quel che penso di una F1 che fa politica di risparmio energetico in pista e poi da Monaco salta in Canada e torna in Europa(?) in soli sette giorni per disputare il Gran Premio d’Europa in Azerbaijan (per inciso, come questo Stato sia finito in Europa immagino abbia a che fare con la deriva dei continenti, ma non sono né un geologo né un politico).  Tutto questo senza che qualcosa con anche solo una vaga somiglianza di una macchina da corsa abbia mai testato o almeno percorso prima il circuito. Per chiudere la metafora bisogna ricordare che questa è una zona storicamente ricchissima di petrolio e Bernie evidentemente vi ha trovato almeno un giacimento. E in questa prospettiva tutto ridiventa normale.

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2016 F1 GRAND PRIX OF EUROPE

La aspettavo con ansia, quasi trattenendo il respiro, incapace di comprendere come un sito che si rispetti potesse fare a meno di un autore dalla prosa agile e scattante, spiritoso, autorevole e, soprattutto dotato di una bellezza diabolica*. E finalmente la telefonata è arrivata anche per me. Certo, telefonata forse è un po’ esagerato. Un whatsapp che suonava più o meno come “senti, visto che non abbiamo altre alternative, non è che scrivi qualcosa anche tu? “.
Davanti a una tale attestazione di stima è praticamente impossibile tirarsi indietro. Giusto il tempo di fare un po’ il prezioso (solo per qualche secondo, non si sa mai cambiassero idea) ed eccomi a sfogliare il calendario della Formula 1 per capire quale dei tanti di ricordi mi sarei potuto giocare.

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La paura di vincere. GP del Canada 2016

La F1, nel suo danzare a 300 all’ora, nasconde un lato crudele. Talvolta in una frazione di secondo è necessario pianificare e portare a termine la propria mossa, sempre in bilico fra il successo e il fallimento. E’ in queste occasioni che risiede la legge di natura applicata al motorsport: i migliori, i più rapidi ad adattarsi alle condizioni esterne che si manifestano in un GP, emergono sugli altri e sopravvivono.

Gli altri soccombono.

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Formula 1 Grand Prix du Canada 2016

L’altra sera ero in redazione. Da solo. Gli altri erano già andati via. Ero lì, stanco e con il bicchiere quasi vuoto e con la testa che ciondolava un po’, quando squilla il telefono. Una voce gracchiante dall’altra parte, sicuramente una centralinista infelice, mi annuncia che in linea c’è il sig. Justin Trudeau; chiedo di attendere un attimo per consultare il mio libro del “Who’s Who in the World”, e accetto la telefonata. Continua la lettura di Formula 1 Grand Prix du Canada 2016