MOTOGP 2019 – Gp Motul de la Republica de l’Argentina-Termas de Rio Hondo

Secondo appuntamento stagionale e prima gara dopo le polemiche post-Losail.
La pista argentina presenta caratteristiche diverse rispetto al Qatar. Si tornerà a correre nel pomeriggio, quindi con condizioni più usuali rispetto al debutto. Fondamentale sarà la scelta delle gomme perché il circuito è storicamente difficile per la Michelin, ma fondamentale sarà anche il meteo che non promette bene soprattutto per la domenica di gara e potrebbe dare vita ad una gara “pazza”.
Il tracciato piace a Marc Marquez che resta il favorito per la vittoria considerando anche che Ducati non ha mai fatto risultati importanti in Argentina. Marc conta due vittorie nel 2016 e 2014. Nel 2015 si prese dentro con Rossi lottando per la vittoria avendo la peggio. Nel 2018 fece la gara peggiore della sua vita pur potendola vincere a mani basse visto il ritmo che aveva nel polso.
La gara dello scorso anno fu caratterizzata dagli errori organizzativi in partenza: i piloti cambiarono moto dopo essersi già schierati in griglia, e furono fatti partire tre file dietro a Jack Miller autore della pole che si era già schierato con la moto in configurazione “asciutto”. Di fatto fu annullato il vantaggio di Jack e si diede vita ad uno schieramento di partenza davvero bizzarro e inedito…..
Marquez spense la moto mentre era già allineato e fu spinto da un commissario con una procedura al limite del dilettantismo, ritornando al suo posto contromano mentre gli altri erano già schierati. Il Drive Through conseguente diede inizio alla furiosa rimonta ai danni di tutto e di tutti, ed ebbe il culmine nelle due entrate sciagurate su Espargaro prima e Valentino Rossi dopo. Altra penalità e gara rovinata per tutti e tre con le polemiche che portarono all’episodio della stretta di mano in Tv rifiutata da Rossi qualche conferenza stampa più tardi.
Alla fine nel 2018 la spuntò Cal Crutchlow andando in testa al Mondiale per la prima volta in vita sua. Fu comunque una gara anomala che vide un podio inedito completato da Zarco su Yamaha e Rins con la Suzuki. Gara opaca per tutte le Ducati tranne che per Miller finito a poco più di 4 secondi dal vincitore.
In ottica 2019 le incognite sui valori delle moto in pista sono ancora tante. Se Ducati pare in forma ma non in formissima (a detta di Dovizioso), Honda è cresciuta di motore ma deve ancora affinare qualcosa sulla messa a punto per poter dare quel feeling con l’anteriore che manca ai suoi piloti Marquez e Crutchlow. Lorenzo è ancora alle prese con i suoi problemi di adattamento che nella scorsa gara sono stati fermati dalle due cadute che hanno lasciato il segno ed il dolore. Jorge ha corso con una costola incrinata e dolorante su una moto che non ha ancora in mano ed alla quale non da ancora del tu.. Arriverà anche lui.
Capitolo Yamaha. La moto che sembrava volare nelle prove del Qatar con Vinales si è dimostrata ancora un oggetto che non capiscono bene neanche al box. Purtroppo i problemi di trazione dello scorso anno non paiono risolti, e al sabato Rossi ha avuto grossi problemi soprattutto con la gomma anteriore che si deteriorava in maniera repentina. Alla domenica il risultato tra i due piloti in pista si è ribaltato creando ancor più confusione per la strada da seguire. Sembra essere tornati al 2017 quando Vinales partì a bomba con le sue vittorie mentre Valentino Rossi lanciava appelli di aiuto ad Iwata. All’epoca si scelse di seguire la strada di Rossi con il risultato che Maverick smise di vincere e furono addossate colpe a Rossi che invece erano da attribuire alla moto. Vinales è forte, ma spesso e volentieri va in confusione perchè riesce a guidare per qualche sprazzo ignorando quei problemi che Valentino invece evidenzia sin da subito. Cosa farà ora Yamaha? Lo vedremo.
Suzuki. Bella la prima stagionale di Rins ed anche quella di Mir al debutto. Dovizioso (dal suo posto in pista privilegiato) racconta di una moto molto scorrevole e veloce a centro curva che però manca ancora di potenza massima. Il rettilineo del Qatar ha confermato, e l’arrivo così a ridosso dei primi di Rins potrebbe anche essere dovuto al ritmo blando tenuto per tutta la gara da Dovizioso stesso. Analizzando il tempo totale di gara nel 2019 si è andati più lenti di circa 2,5 secondi, quindi il voler preservare le gomme può aver scombinato le carte in tavola in merito alle prestazioni assolute. La pista argentina ha un bell’allungo, ma ci sono anche diverse curve da percorrenza dove si potrà capire qualcosa in più su questa bella Suzuki.
Aprlia. I progressi da compiere sono ancora tantissimi in tutti i reparti e l’avvicinamento ai primi sta diventando troppo lungo per un marchio che ha lasciato un segno così importante nel motomondiale. Il reparto corse c’è ed i risultati dovranno cominciare ad arrivare a breve. Iannone è un buon pilota, forse non con l’attitudine a dare indicazioni precise per lo sviluppo, sicuramente troppo incostante anche caratterialmente, ma tutto il reparto corse dovrà fare uno sforzo maggiore per tornare al vetrice. Si auspica che l’arrivo di Massimo Rivola a capo dell’organizzazione possa fornire effetti almeno nel medio periodo.
KTM. Unica squadra con un concetto di telaio diverso dagli altri… Ducati abbandonò il proprio concetto snaturando la propria filosofia di fronte all’evidente mancanza di progressi. Forse sarà necessario anche per KTM? I risultati sono simili a quelli delle CRT di qualche anno fa e invece qui trattasi di squadra ufficiale più team satellite……urge soluzione.
Capitolo Piloti Italiani.
Sulle possibilità del Dovi non ci devono essere dubbi perché la moto è forte e lui ha sufficiente testa e velocità per stare sempre con i primi, dimenticandosi che possano esistere piste sfavorevoli.
Petrucci non è stato brillante nel primo weekend di gara né in pista né fuori con le sue dichiarazioni sibilline sull’appendice oggetto della discordia. Un professionista deve pesare le parole soprattutto se è un ufficiale. Sicuramente non è ancora entrato nel mood giusto, ma lo deve fare ed anche di corsa perché il suo posto è già assegnato e deve trovarsi una sella comoda per il 2020.
Valentino Rossi. Su di lui si sono scritte tante di quelle parole che è difficile trovarne di nuove…..Se a 40 anni lotti come un ventenne con una moto che non ti asseconda e contro dei giovani assatanati, bè meriti solo sconfinato ed immenso rispetto soprattutto perché sei il pilota Yamaha che arriva a 6 decimi della vittoria rimontando dal 14esimo posto in griglia. A Termas de Rio Hondo ha già vinto nel 2015 facendo a carenate con Marquez. Se la moto non si mangerà le gomme nei lunghi curvoni in appoggio lui resta una garanzia.
Pecco Bagnaia dovrà fare il suo debutto perché la prima gara terminata con le ali rotte da un contatto nelle prime curve non può essere giudicata. Le aspettative su di lui sono tante: è il miglior giovane talento che in questo momento abbiamo tra le file dei nostri, talento in cui crede tantissimo anche Ducati al punto di affiancargli Gabarrini ex ingegnere di Stoner e Lorenzo.
Franco Morbidelli ha un po’ deluso in Qatar ed è atteso alla riscossa sul suo compagno. In prova è finito dietro ad un debuttante seppur bravo. Il Morbido è uno di quelli che ci mette un po’ a comporre il puzzle ma alla fine lo compone bene.
Andrea Iannone. Per fortuna è scivolato nel giro di rientro… in una gara matta può sempre venir fuori perché solo in quella può sperare con la moto che porta in gara. Chissà… magari pioggia, ma ha davanti altri anfibi forti con moto migliori. Vederlo correre nelle retrovie dispiace, ma il talento non basta averlo, deve coltivarlo ogni giorno.
MOTO 2
Il nuovo motore Triumph piace ai piloti. Maggior potenza, più coppia ed un motore più “race” rispetto all’Honda degli anni scorsi. Sulla pista di Losail il tempo finale di gara si è abbassato di 25 secondi, sintomo che funziona a dovere e che le prestazioni sono aumentate in maniera sensibile.
Gli italiani partono come sempre tra i favoriti soprattutto Baldassarri che in Qatar ha messo a segno il primo colpo stagionale con molta freddezza e lucidità, visto che gli ultimi giri hanno registrato la rimonta esuberante di Luthi che ha esperienza da vendere e non bisogna mai dare per battuto. Aspettiamo Luca Marini che sul finire della passata stagione aveva fatto ben sperare e che a Doha è apparso al di sotto delle aspettative. In ogni caso i team hanno ancora necessità di trovare gli equilibri migliori visto l’importante cambio di motore. Tra i protagonisti bisogna tenere presente Alex Marquez che quando imbrocca la giornata giusta diventa un cattivo cliente. Probabile protagonista anche Enea Bastanini che ha ben figurato al debutto e che ha al suo fianco quel volpone di Giovanni Sandi che lo aiuta al box. Anche qui (come per Bagnaia) attendiamo il vero debutto di Bulega che si è fatto prendere dalla troppa foga alla prima uscita.
Lo scorso anno vinse Pasini ora passato al microfono degnamente (si sente un po’ la mancanza di Zoran Filic) mentre nel 2017 la vittoria fu di Morbidelli. La speranza è di vincere la terza di fila e sentire l’inno di Mameli anche quest’anno.

MOTO3
I ragazzini scatenati della Moto3 daranno come al solito spettacolo. Fare un pronostico è sempre azzardato vista la quantità di sorpassi che ogni domenica ci regalano. Il rettilineo dalla parte opposta della pista sarà determinante al fine di poter mantenere con le scie i ranghi compatti e serrati e permettere a chiunque di tirare fuori dal cilindro il sorpasso determinante per la vittoria. Bella la vittoria di Toba la scorsa gara, vittoria che ha fatto tornare alla memoria i successi nelle classi minori di tutti quei giovani piloti giapponesi simpatici degli anni passati. Vedremo se Fenati avrà il ritmo del Qatar che gli avrebbe permesso di arrivare molto più avanti se solo non si fosse impaurito per il warning. Purtroppo non corre ancora rilassato ed una bella vittoria potrebbe rinfrancarlo, soprattutto perché la gara successiva sarà sulla “sua” pista di Austin.
Buona gara.

Il Gran Premio in TV
Sky Sport Motogp canale 208

Venerdì 29 marzo 2019
ore 13:00 prove libere 1 Moto3
ore 13:55 prove libere 1 Moto2
ore 14:50 prove libere 1 Motogp
ore 17:15 prove libere 2 Moto3
ore 18:10 prove libere 2 Moto2
ore 19:05 prove libere 2 Motogp

Sabato 30 marzo 2019

ore 13:00 prove libere 3 Moto3
ore 13:55 prove libere 3 Moto2
ore 14:50 prove libere 3 Motogp
ore 16:35 qualifiche Moto3
ore 17:30 qualifiche Moto2
ore 18:25 prove libere 4 Motogp
ore 19:05 qualifiche Motogp

Domenica 31 marzo 2019

ore 14:40 warm up Moto3
ore 15:10 warm up Moto2
ore 15:40 warm up Motgp
ore 17:00 gara Moto3
ore 18:20 gara Moto2
ore 20:00 gara Motogp

TV8 canale 121

Sabato 30 marzo 2019

ore 18:00 qualifiche Moto3
ore 19:00 qualifiche Moto2
ore 20:30 qualifiche Motogp

Domenica 31 marzo 2019

ore 17:30 gara Moto3
ore 19:00 gara Moto2
ore 20:30 gara Motogp

Saluti

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