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Le truppe di Heppenheim rimangono inattive alle porte di Montreal

Le truppe di Heppenheim sono rimaste inattive alle porte di Montreal ed il nero ha potuto passeggiare senza pensieri con i suoi cani, nella sua terra, per di più protetto a debita distanza dal suo scudiero. Questa la estrema sintesi del Gran Premio del Canada. Un gran premio molto bello, interessante, combattuto in tutte le sue fasi dal primo all’ultimo dei suoi 70 giri. Combattuto per tutte le posizioni eccetto per la posizione più importante: la prima. Passato illeso e in testa alla prima curva, Hamilton ha salutato tutti e ha passeggiato fino al traguardo.

Superiorità netta della Mercedes su tutte gli altri? Mica vero, nulla era scontato fino alla prima curva. Anzi la sensazione quasi unanime alla vigilia era che le truppe di Vettel avrebbero attaccato per avere finalmente ragione della terra di Lewis Hamilton. A sparigliare le carte in tavola ci ha pensato l’enfant prodige olandese Max Verstappen che, autore di uno spunto eccezionale in partenza, ha stretto in una morsa micidiale (con la complicità di Bottas) Vettel alla prima curva e l’ha defraudato della parte destra del suo alettone. L’incidente ha costretto Vettel al pit stop immediato e a una corsa totalmente in salita. Bisogna dire che Vettel non si è tirato certo tirato indietro e dal campione indomito che è, si è battuto fino alla fine arrivando ai piedi del podio. Resta solo un dubbio sulla sua prestazione circa una eventuale distrazione nel giro di ricognizione che potrebbe essergli costata un danno al fondo vettura.

Bisogna anche riconoscere che in questa operazione Vettel è stato aiutato dalla squadra oggi impeccabile nelle strategie. Certamente è invece mancato Kimi Raikkonen che autore di una partenza modesta non ha perso occasione di farsi la pennichella solita alla ripartenza della SC e compromettere definitivamente la gara, risultando ininfluente per la corsa del compagno ed inutile per la classifica costruttori della squadra.

Con una vettura del calibro della SF70H un campione come Vettel limita i danni con una di quelle imprese che rimangono negli annali se dovesse alla fine conquistare il campionato (il sorpasso su Ocon rimarrà a prescindere). Kimi, viceversa, pur non avendo vissuto vicissitudini avverse, con la sua gara enfatizza la sensazione di amarezza in coloro che l’hanno ammirato nella sua giovinezza di pilota.

Il gran premio ha visto Ricciardo conquistare un onorevole terzo posto, il massimo consentito da una RBR notevole nel passo gara ma incapace ancora, ormai per causa del solo motore, di prestazioni di punta come Ferrari e Mercedes.

La squadra rivelazione della gara è certamente la Force India, costantemente vicina alla RBR ed in lotto fino alla fine per il podio con entrambi i piloti Perez e Ocon autori di una gara magistrale entrambi. La sensazione è che un minor egoismo di Perez nei confronti del compagno avrebbe reso possibile l’impresa. Ma è difficile, secondo me, chiedere a un pilota di fare un passo indietro soprattutto quando le possibilità di godere della luce dei riflettori sono poche. Di Ocon siamo comunque destinati a parlare frequentemente in futuro.

La gara ha segnato il primo traguardo a punti di Stroll. Niente di eclatante o di memorabile; anzi a vederlo guidare risulta immediato quanto sia ancora acerbo e tentennante nei sorpassi. Ma è positivo il suo traguardo e bisognerebbe costringere piloti come Grosjean e Magnussen a vedere per giorni  interi la sua gara per insegnargli a essere meno presuntuosi e più utili alla squadra.

Di Alonso che dire se non che nella sua fase ironica è pure simpatico, fermo restando il manico? Ogni altra parola sarebbe ripetitiva di quanto ribadito in questi ultimi tre anni.

Per finire. La corsa al campionato piloti ha solo due protagonisti ma è apertissima. Poteva essere un primo uppercut di Seb a Lewis. Così non è stato. Peccato per Ferrari.

 

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P.S.Complimenti ad Andrea Dovizioso. Forza Romagna.