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Alvaro incorona il Rea

Esistono tanti modi per onorare il merito dei tuoi avversari nelle corse. Quello che ha scelto Alvaro mancava alla mia memoria…. E di campionati a due e quattro ruote ne ho visti..Sembra incredibile come sia riuscito a ribaltare ogni considerazione, ogni pronostico dopo le prime gare: vederlo scivolare a -81 punti in classifica generale non era prevedibile nemmeno sotto l’effetto di una buona dose di superalcolici mixati a sostanze stupefacenti…..eppure è accaduto.
Ad inizio stagione chi scrive rendeva merito al pilota in grado di aver alzato l’asticella grazie alle sue stesse doti perché, mentre le altre Ducati affondavano nelle retrovie, lui vinceva a mani basse sintomo che la differenza era tutta nel polso destro di Alvaro. Poco importava dei giri motore abbassati ed alzati, Bautista faceva una differenza enorme.
Consegnare il titolo a Rea prima della pausa estiva ha davvero dell’incredibile. Johnny ha avuto il merito di non scomporsi troppo ad inizio stagione quando non riusciva a star dietro alla V4 per più di due curve, e la sua costanza di rendimento adesso lo premia alla stragrande. Le prossime gare saranno molto più semplici da gestire e potrà serenamente correre senza prendersi rischi inutili: le altre forze in campo non sono mai sembrate all’altezza di inserirsi nelle posizioni di vertice per sottrargli i punti necessari alla vittoria finale che ormai è più scontata del sorgere del sole.

immagine tratta da gpone.com

A Laguna è finita con due vittorie ed un secondo posto per Rea contro tre zeri assoluti di Alvaro. Ad oggi il ruolino di marcia dei due parla ancora di 14 vittorie di tappa per lo spagnolo e solo 9 per l’inglese, buona parte delle quali consegnate su un piatto d’argento grazie alle cadute dell’ispanico.
Non credo abbia senso parlare delle motivazioni di tutte queste scivolate perché ormai la frittata è fatta, e poco conta il fatto che in gara due della domenica Alvaro si sia ritirato per il dolore alla spalla, procurato dalla caduta del mattino….restano sempre tre zeri dovute a cadute.

immagine tratta dal sito moto.it

La nota positiva del weekend per Ducati è il ritorno alla vittoria di Davies. Dopo un inizio stagione drammatico è stato finalmente autore di un buon weekend suggellato con la vittoria nell’ultima gara in programma e due secondi posti nelle altre due gare che permettono di mantenere alla casa bolognese il primato tra i Costruttori seppur per un solo punto. La speranza è che il povero Chaz sia uscito dal tunnel e che possa regalarci una seconda parte di stagione degna del suo passato. Ducati deve restare in lizza per il mondiale Marche fino all’ultimo e lui è necessario quanto il ritorno sulla retta via di Bautista, perché almeno quel titolo resta alla portata di Borgo Panigale. Chaz è sempre stato sufficientemente vicino alla vetta in tutte e tre le gare e soprattutto non ha trovato altri colleghi in grado di infastidirlo per il podio. Questo deve essere il buon auspicio con il quale il Team Aruba deve ripartire dagli Usa.
Nel complesso le tre gare ci hanno fatto vedere ancora una volta un ottimo Ragzatliogu autore di due terzi posti nelle gare lunghe e un discreto Tom Sykes a podio in superpole race. Pian piano l’inglese sembra venir su, seppure la distanza dal vertice è ancora tanto ampia e immaginarlo a lottare per la vittoria in gara è oggettivamente difficile.
In Yamaha stiamo invece assistendo al passo del gambero. Quella che sembrava la moto più equilibrata di tutte ad inizio stagione ha perso parte dello smalto iniziale in concomitanza con l’incidente di Van Der Mark che ne era stato il miglior interprete sino ad allora. Gli altri piloti non hanno il ”quid” necessario per portarla più avanti, primo fra tutti il nostro Macho Melandri al quale credo si sia spenta la luce definitivamente. L’olandese è stato comunque autore di una bella gara 1 finendo al settimo posto a soli sei secondi dal compagno Lowes seppur ancora convalescente.
Stoico anche il simpatico Laverty finito a punti in tutte le gare seppur in condizioni fisiche ancora precarie.
Gli altri due italiani Rinaldi e DelBianco hanno condotto gare secondo le potenzialità proprie e dei mezzi a disposizione, con l’hondista autore di un ruzzolone in superpole race al cavatappi che poteva avere conseguenze ben peggiori che il semplice ritiro.
Adesso tutti al mare sino a settembre quando si riaccenderanno i motori a Portimao nel weekend che va dal 6 all’8.
I compiti per le vacanze saranno difficili per Bautista e per Ducati che devono recuperarsi sotto l’aspetto tecnico e psicologico. Ci sarà anche il tempo di recuperare gli infortunati con la speranza di vedere delle belle gare negli ultimi quattro appuntamenti stagionali. In palio ci sono 12 vittorie e tanti punti ed almeno uno dei due titoli è ancora alla portata.

Buon estate a tutti i lettori

Salvatore Valerioti

immagine in evidenza tratta dal sito moto.it

2019 WSBK – ROUND DEGLI STATI UNITI

Sembrava impossibile ma ci sono riusciti.

Non è il refrain di uno spot di un celebre amaro ma la sottolineatura incredula di quello che è successo nel round a Donington Park. Bautista e la Ducati cedono lo scettro del campionato a Rea e Kawasaki dopo aver avuto un vantaggio di 66 punti e un parziale che era di 13 vittorie a zero.

Colpa degli errori di Bautista, tre cadute nelle ultimi tre round e di una Ducati diventata improvvisamente difficile da gestire, che induce all’errore e non più così performante. Alla faccia della moto imbattibile…

Al di là del fatto di aver perso la vetta del mondiale, quello che fa più paura in casa Ducati sono le scarsissime prestazioni di tutti i piloti che non siano Bautista. E le parole di quest’ultimo che parla di una moto su cui non poter fare troppe regolazioni e arrivata a fine sviluppo di setup. Non c’è molto da essere allegri ma neanche vedere tutto nero.

Dopotutto è una moto che ha dominato la prima parte di stagione e potrà giocarsela bene anche nella seconda parte del campionato…escludendo probabilmente la trasferta di Laguna Seca, pista definita da Bautista poco adatta a Ducati causa saliscendi e sconnessioni dell’asfalto. Si prospetta dunque un altro weekend in difesa.

immagine da tuttomotoriweb.com

L’altro lato della barricata, dopo tanto piangere ha ritrovato invece il sorriso. Rea in testa di 24 punti e una Kawasaki veloce anche con il team privato di Razgatlioglu, segno di una moto sviluppata bene e non così ostica come la V4. Laguna Seca sembra un tracciato che ben si adatta alle caratteristiche della “verdona”, inoltre il trend positivo fa pensare ad un weekend in cui rimpolpare il vantaggio in classifica piloti.

Anche Yamaha è attesa ad una bella prestazione, con un Van der Mark ancora convalescente ma pronto a dare battaglia. Di sicuro la moto di Iwata sarà il terzo incomodo che presumibilmente favorirà la fuga di Rea e Kawasaki nei confronti di Bautista.

Per BMW è il gp delle conferme dopo le ottime prestazioni viste a Donington. Sykes sembra davvero in palla e riesce finalmente a sfruttare tutto il potenziale della moto, per cui il catino di Laguna Seca è davvero un atteso banco di prova.

immagine da tuttomotoriweb.com

Solito velo pietoso da stendere sulla Honda, ormai in griglia solo per fare numero.

Sul fronte piloti Laverty non sarà al via del round statunitense, reduce dalla mancata idoneita’ a correre a Donington dopo le prove del venerdì. Torna invece Reiterberger sulla BMW, costretto a saltare Donington per i postumi di una brutta influenza.

Ultime parole per onorare il ritiro di un grande protagonista, nel bene e nel male, del motociclismo italiano e mondiale degli ultimi 15 anni. Marco Melandri ha annunciato in settimana il ritiro a fine stagione. Sempre meno divertente andare in moto per competere e troppi anni densi di difficoltà hanno fiaccato il morale del ravennate, che, come da lui affermato, si è tolto un peso annunciando il suo ritiro.

Della sua carriera resta il talento davvero fuori dal comune ma associato ad una tenuta mentale non all’altezza, con decisioni sbagliate, l’incapacità di saper cogliere l’attimo giusto quando serviva e una sensibilità in moto così accentuata da confonderlo sulla via del corretto sviluppo. In ogni caso uno dei talenti più sopraffini espressi dal motociclismo italiano degli ultimi 20 anni.

Auguri a lui e alla sua famiglia di un felice proseguimento lontano dal mondo delle corse, di sicuro meno stressante e con più sorrisi sulle labbra.

*immagine in evidenza da carmudi.com.ph

Rocco Alessandro

WSBK, UK Round at Donington Park

Gara 1
Dopo una pole pazzesca di Sykes su BMW la gara si appresta ad essere ancora più interessante dovuta alle caratteristiche di una pista “vecchi stampo” e dalla pioggia inglese. Rea parte secondo mentre Baustista sesto, i rivali per la lotta al titolo vedono Rea più a suo agio in queste condizioni. Pronti via e Rea prende subito il comando della gara in meno di due giri rifila più di 4 secondi al secondo Sykes e quasi il doppio a Bautista che è in quinta posizione, in queste condizioni Rea sembra volare. La lotta per il podio vede Sykes, Baz e Haslam lottare tra di loro, ma con Sykes che prende margine ad ogni giro dimostrando il suo grande feeling con la pista ed i progressi della BMW. Mentre Rea in testa alla gara compie giri veloci, Bautista in quinta posizione solitaria  (dato il distacco incolmabile con il gruppetto che si sta giocando il podio) si deve guardare dall’attacco di Lowes con la Yamaha ufficiale. Il colpo di scena arriva verso metà gara dove Bautista perde il controllo della sua Panigale V4R ad ingresso curva scivolando via e lasciando a Rea il compito di portare a termine la gara ed il sorpasso in classifica mondiale; cosa che dopo le prime gare sembrava impossibile; ma le cadute di Bautista unite alla costanza di piazzamenti del campione del mondo SBK hanno portato alla situazione attuale. La desolazione Ducati è completata dalla decima posizione di Davies e dalla dodicesima di Rinaldi, entrambi su Panigale V4R ufficiale. Menzione particolare per l’ottima gara di Sykes su BMW che finisce secondo e di Michael van der Mark che dopo l’incidente di Misano e la conseguente frattura, torna a battagliare in pista e porta la sua Yamaha all’ottavo posto.

Superpole Race
Cambiano le condizioni climatiche, niente pioggia, ma non il risultato Rea vince, ma senza dare distacchi stile Bautista prime gare, anzi un ottimo Sykes da battaglia fino alla fine mantenendo il comando fino a quasi metà gara. Da sottolineare l’ottima prova del pilota turco Razgatlioglu su Kawasaki non ufficiale che riesce ad arrivare fino alla terza posizione a scapito di Haslam su Kawasaki ufficiale. Bautista invece non riesce mai a stare con il gruppo dei migliori e si deve accontentare della quinta posizione. Questo se fosse una gara normale ma siccome la SBK è anomale a pochi giri dalla fine un incidente costringe la direzione gara a mettere bandiera rossa per la presenza di olio in pista, ne fa le spese con fantozziana sorte Sykes il quale scivola proprio sulla macchia d’olio incriminata nel giro di rientro e non potendo portare la moto nel paddock viene squalificato e la sua seconda posizione viene annullata con lo scalare di tutti gli altri piloti, così Bautista diventa quarto mentre il podio ora vede tutte Kawasaki con Rea, Razgatlioglu e Haslam.

Gara 2
La partenza risente inevitabilmente di ciò che è successo nella superpole race e quindi Sykes e la sua BMW rimangono fuori dalla lotta, dovendo partire dietro, la gara è uno monologo di Rea il quale però non ha vita facile grazie al giovane turco, oggi davvero indemoniato. Razgatlioglu ha condotto la gara per un buon tratto ma alcune sbavature hanno dato la possibilità a Rea di prendere il comando e vincere la gara, con questo Rea per vincere bisogna essere perfetti ed il turco oggi nonostante la pur ottima gara non lo è stato. Bautista in gara 2 è riuscito ad avere il passo dei primi fin dall’inizio e questo gli ha permesso nella seconda metà di gara di poter superare Haslam ed assicurarsi la terza posizione, in realtà bisogna dire che non ha mai dato la sensazione di poter lottare per qualcosa di più del gradino più basso del podio, ma per come si erano messe le cose si può essere addirittura contenti. Forse questa non era la gara più indicata alla Ducati ma esserne uscito con una caduta un quinto e terzo posto contro il tuo diretto avversario che invece mette tre vittorie du fila non è un gran risultato in ottica campionato.
La classifica mondiale a questo punto dice che Bautista ha 24 punti in meno di Rea, certo che dopo aver vinto in serie una quantità innumerovelo di gare Bautista e la Ducati V4R ora devono inseguire e ritrovare la forma dell’inizio di stagione per tornare ad essere il riferimento della categoria.

LucaBkk
Immagini dal sito www.worldsbk.com

2019 WSBK – ROUND DI GRAN BRETAGNA

Quattordici vittorie a quattro, sedici punti di distacco in classifica. A leggerla così sembra che si siano sbagliati i conti eppure l’aritmetica dice proprio questo. Nonostante le 14 vittorie di Bautista e le 4 di Rea il distacco tra i due in classifica è di soli 16 punti.

E’ il perché di questo stà negli errori di Bautista, due cadute negli ultimi due round quando si trovava in testa, e nella tenacia di Rea, bravo a sfruttare ogni passo falso dell’avversario.

Ora si va in a Doninigton, in casa dell’inglese e di un altro come Sykes che ha un bel rapporto con il circuito di casa. Quindi la trasferta inglese si prospetta ricca di insidie per la Ducati e lo spagnolo, reduci da una sessione di test a Misano per cercare di farsi trovare il più pronti possibile.

immagine da motociclismo.it

Bautista ha già ampiamente fatto mea culpa in merito agli errori, definiti di “eccessiva confidenza” e ci si attende ne abbia fatto tesoro. E’ ragionevole pensare che, se non avrà più imprevisti, ritornerà a vincere e ad aumentare la distanza che lo separa da Rea ma le variabili in gioco stanno aumentando sempre più.

In primis una Ducati che, a dispetto dei chiaccheroni di tutti team avversari, è una moto vincente ma che è in grado di guidare efficacemente un solo pilota, Bautista. Gli altri stanno raccogliendo molte brutte figure, a partire da Davies, che proprio non ce la fa a sfruttarla a dovere.  Senza Bautista si parlerebbe dell’ennesimo anno dominato da Rea ma, guardando i numeri è evidente come il supposto dominio Ducati in realtà non esista.

Dall’altro lato della barricata, Kawasaki e Yamaha sembrano essere delle moto più “semplici” e facili da portare al limite. Se è vero che la differenza in Kawasaki la fa Rea e anche la Yamaha si sta affacciando sempre più spesso dalle parti della prima posizione sul podio, con Van der Mark sugli scudi.

immagine da tuttomotorsport.com

Da verificare anche Razgatlioglu e Haslam per motivi diversi: il turco per una conferma dell’ottimo stato di forma e l’inglese per una prova convincente tale da assicurarsi un posto in sella anche per il 2020, cosa al momento non affatto scontata.

Melandri arriva a questo round con poche certezze e tante incognite, conscio che serve una decisa sterzata alla piega che ha preso questa stagione che si sta rivelando avara di soddisfazioni.

Donington sembra essere quindi il posto giusto per una “imboscata” al binomio Ducati-Bautista, considerando anche che anche la BMW di Tom Sykes, rinvigorito da un motore con 10 cv in più, potrebbe essere della partita.

Sul fronte piloti reduci da infortuni la lista si è purtroppo allungata con Van der Mark che, reduce dal terribile volo in prova a Misano, è ancora in forse per il round britannico. Considerando la dinamica della caduta, un errore della centralina che ha “sbagliato” la curva di erogazione prevista per una curva diversa da quella che si stava affrontando, la frattura del radio e di una costola e il fatto che, dopo la caduta, non ricordava nulla e pensava di essere tornato al giovedì, è già tanto che stia anche solo pensando di tornare in pista già in questo weekend.

Camier invece non sarà della partita né a Donington né a Laguna Seca  mentre per Laverty si attendono notizie dell’ultimo minuto.

*immagine in evidenza da msvtrackdays.com

Rocco Alessandro

WSBK 2019- Round Misano Rea batte Bautista 2 a 1

Il commento al weekend romagnolo non può che cominciare con una menzione d’onore per l’eroe di giornata Toprak Razgatliogu. Oggi ha dato valore assoluto al prezzo del biglietto ed al tempo trascorso di fronte alla Tv. E’ stato autore di una gara sublime ed è senza ombra di dubbio MVP dell’intero weekend. La vittoria in gara due sarebbe stata strameritata solo per il modo in cui il turco intraversava la sua Kawasaki privata all’entrata della curva del Tramonto, facendoci credere di essere in gara con una supermotard piuttosto che con una maximoto da pista. Fantastiche le sue staccate a ruota posteriore alzata a pochi centimetri da un Rea che si è dovuto sudare la vittoria più di quanto lui stesso potesse immaginare. Il turco ha pelo da vendere e ne risentiremo parlare spesso. Oggi mi ha ricordato un tale Noriyuki Haga.

Il weekend ha premiato Rea che si è portato a casa le due vittorie nelle gare principali contro un Bautista che ha vinto solo la Superpole race.
Il bottino finale dei punti è ampiamente a favore del britannico che, seppur caduto al Tramonto nella gara sprint della domenica mattina, è riuscito a perdere pochissimo tempo finendo comunque quinto. Alvaro ha invece pagato carissima la distrazione avuta in gara due: ha perso l’anteriore all’inizio del secondo giro in una curva lenta a destra esattamente come a Jerez, ed ha perso tanto tempo al punto che la sua successiva rimonta è stata avara di posizioni e punti mondiali.
Sul bagnato del sabato abbiamo assistito al primo podio BMW/Sykes ed ad una bella gara del rientrante Baz (quarto) sulla Yamaha dell’altro rientrante team Ten Kate.
La Superpole race non ha avuto storia con un Bautista imperioso sul gradino più alto del podio completato dalla Yamaha di Lowes e dalla Kawasaki di Haslam che ha superato all’ultimo giro Tom Sykes, piantato in asso dalla sua Bmw mentre stava replicando il podio del giorno prima.

Event Participant during RedBull Yanmala in Ankara, Turkey on October 25th, 2014

(Immagine tratta da redbull.com)

Gara due di domenica ha visto quindi la grande battaglia portata in pista da un Razgatlioglu che ha venduto carissima la sua pelle ad un Rea che si è trovato in casa un rivale inaspettato e sconosciuto nel corpo a corpo. Purtroppo il turco non è riuscito nell’impresa totale ma ha raggiunto un secondo posto con la Kawa di Puccetti che vale la vittoria tra gli indipendenti più bella che potesse immaginare.
L’analisi globale del fine settimana romagnolo porta a delle considerazioni generali sulla Panigale V4: la moto è competitiva solo nelle mani di Bautista. Kawasaki e Yamaha sono globalmente più equilibrate. Seppur anche loro vittoriose con un solo pilota, ovvero Rea per Kawa e Van Der Mark per Yamaha, in gara si comportano mediamente meglio stando costantemente davanti al resto delle Ducati al netto di cadute. Né Davies, né il buon Pirro oggi, né gli altri piloti danno l’impressione di poter combattere con i rivali giapponesi. La stessa bellissima gara di Rinaldi con la V4 del team Barni è stata resa tale dall’assenza dell’olandese e dalle cadute di Bautista, Cortese e Melandri.
A Borgo Panigale dovranno porre rimedio quanto prima. Alvaro guida in maniera eccelsa, con linee diverse da chiunque altro, ma un costruttore come Ducati non può permettersi di mettere in pista una moto che possa essere sfruttata da un solo pilota. Storicamente Ducati non è mai stata così ed urge trovare a breve le soluzioni necessarie per renderla più sfruttabile per gli altri piloti. Davies (in ormai in evidente stato confusionale) non è in grado di stare vicino ai primi né in prova né in gara anche quando le cose gli vanno lisce e non incappa in problemi. Rumors parlano già di punti di vista differenti in merito al rinnovo delle spagnolo che comunque ha ancora ambizioni in MotoGP. Non avere più i servizi di Alvaro per il 2020 e contemporaneamente neanche una moto “fruibile” da tutti è un potenziale pericolo dietro l’angolo.
Il Mondiale si è quindi riaperto con i due di testa separati da soli sedici punti, che restano un inezia considerata la superiorità mostrata sinora dallo spagnolo al netto delle due distrazioni avute. Pensare di complicare la situazione con discorsi di mercato potrebbe portare a perdere un mondiale che sembrava già vinto a mani basse dopo il filotto record di vittorie ad inizio stagione.
Alla prossima.

Salvatore Valerioti

immagine in evidenza tratta dal sito worldsbk.com