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Il Nurburgring, un eroe italiano, e il suo nipote d’oltreoceano.

Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera……….

Con queste parole di una canzone (che adoro!) di Guccini, quantunque non abbia mai amato il suddetto cantante, mi piace descrivere una storia di legami, di affinità emozionali seppur accompagnati da distanze caratteriali, eppure tutte convergenti nella definizione di due esseri che, a torto e a ragione, vengono spesso accostati l’uno all’altro per descrivere un modo, una tecnica, una passione e un approccio alle corse che si possono, per tutti i piloti della storia, contare sulle dita della mano. Due miti che idealmente e a-temporalmente faccio camminare insieme in una dimensione che non appartiene a noi.  Parlerò di uno solo dei due, ma per me sono uniti dall’invisibile filo che unisce anime affini. Continua la lettura di Il Nurburgring, un eroe italiano, e il suo nipote d’oltreoceano.

1938.01.28 Ich heiße Bernd Rosemeyer…

Intro
Ich heiße Bernd Rosemeyer und ich bin der schnellste Mann der Welt”

Mi chiamo Bernd Rosemeyer e sono le 11 e 46 minuti di una limpida mattina di fine Gennaio. L’autostrada Frankfurt-Darmstadt è una ineffabile striscia grigia; attraversa la campagna e si infila sotto viadotti che Rudy, molto efficacemente, definisce buchi neri. Riuscire a guidare una macchina a oltre quattrocento chilometri orari su questi evanescenti pavimenti di cemento è qualcosa di sovrumano. Ma la velocità non mi spaventa; non mi ha mai spaventato. La velocità è parte di me e fino ad un paio di ore fa ero l’uomo più veloce sulle quattro ruote. Rudy, Rudolf Caracciola, il mio avversario, il fenomenale pilota della Mercedes, ha appena stabilito un nuovo record di velocità ed io sono stato il primo a complimentarmi con lui. Gli ho stretto la mano, l’ho elogiato calorosamente. E sorridendo, come sempre, gli ho fatto sapere di non affezionarsi troppo a quel record, perché nel giro della mattinata mi sarei ripreso ciò che è mio.
Mi chiamo Bernd Rosemeyer, sono le 11 e 46 minuti di una limpida mattina di fine Gennaio.
E mi rimangono ancora 90 secondi di vita…

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I “Flying Finns”

Strana gente e strano paese, la Finlandia..

Ho sempre subìto il fascino di questo paese lontano, quasi magico, fin da bambino quando mi dicevano che Babbo Natale arrivava dalla Lapponia su una slitta trainata da renne..

“Lapponia”?.. che paese potrà mai chiamarsi così? “Renne”? che razza di animali sono? Visti solo in tv, da noi non ci sono.. Slitte, neve, ghiaccio, freddo.. piaciuti sempre fin da piccino..

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