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MOTOGP 2019- GRAN PREMIO MICHELIN DE ARAGON-MOTORLAND ARAGON

Aragona è una regione del nord-est della spagna, che confina con Francia (i Pirenei) con Catalogna, Castiglia e Valencia. La sua capitale è Saragozza e qualche anno fa ci han costruito nel mezzo un bel circuito con annessi parco tecnologico, area sportiva ed area culturale…

Il Mondiale latita di interesse quindi gli argomenti di cui parlare non sono moltissimi. L’unica speranza potrebbe essere quella di vedere una bella gara a fronte di un campionato ormai morto ammazzato. Però, molto realisticamente, anche questa aspettativa è mortificata dai numeri impressionanti di un tal pilota di nome Marc Marquez in questo 2019. Su 13 gare 7 vittorie, 5 secondi posti ed uno zero ad Austin quando era in testa con un distacco pari ad una sosta in autogrill. Se ci vogliamo mettere anche i 93 punti di delta sul secondo in classifica generale capite che diventa impresa ardua trovare argomenti di cui parlare… 93 punti sono 3 vittorie ed un terzo posto di vantaggio su Dovizioso che però, pur portando a casa tutto, sarebbe lo stesso dietro al marziano per il computo delle gare vinte in stagione. Di cosa parliamo?

Della tecnica…ah no!!! i motori sono congelati da inizio stagione quindi non abbiamo spunti e manco speranze che una Evo porti in alto le Suzuki o le Yamaha.

Marc è libero dal peso della conquista di un Campionato che oramai può vincere anche montando le gomme intermedie sull’asciutto. La “programmazione software” menzionata all’indomani della sconfitta austriaca può essere resettata permettendogli di correre ancora più sereno e pronto a mostrarci ciò di cui è capace, ovvero guidare alla grandissima. Proseguire a palare di Lui è superfluo e ridondante…

Meglio passare a parlare degli altri…o di ciò che ne è rimasto.

Fabietto Quartararo avrebbe meritato di vincere la sua prima gara già in Riviera. Si respira la sua vittoria, è nell’aria, anche se Aragon con quel rettilineo di un chilometro non ha le caratteristiche adatte alla sua moto e dovremo attendere ancora un po’. Il ragazzino ha sopravanzato i colleghi di marca nelle gerarchie interne, correndo con una moto meno sviluppata delle altre (si parla anche di 500 giri motore in meno) e sostituendo Vinales nelle speranze di trovare l’ater ego necessario a combattere il Marziano. Forse la Yamaha potrà aiutarlo perché sembra aver imboccato la strada giusta a Misano, tracciato che è stato definito più scivoloso rispetto agli anni scorsi da tutti i piloti, ovvero proprio la condizione sofferta dal 2017 a questa parte dalle moto di Iwata. Lo scopriremo nelle prossime puntate, perché sarebbe anche ora di vedere arginata la supremazia del binomio Marquez/HRC.

E l’Italia della classe regina?

Un bel sogno per tutti rivedere Vale costantemente in lotta per il campionato, in primis per chi scrive: mi piacciono le storie belle e ne verrebbero fuori parecchie a prescindere dal tifo e dalla simpatia/antipatia verso Rossi. Però l’età avanza e purtroppo non basta più l’esperienza per star davanti ai ragazzini terribili di questa new generation…l’asticella è alta e invecchiando la si raggiunge sempre più a fatica, anche in caso di Yamaha tornata competitiva.

Sarebbe bellissimo anche vedere la nazionale rossa a due ruote sempre viva a combattere con il marziano: non sta accadendo. Il Dovi ha perso la sua occasione buona nel 2017 e l’inerzia non è più dalla sua parte. Oltre a questo in quel box deve essere successo qualcosa che ha spezzato l’equilibrio che c’era. Forse la volontà di Dall’Igna di riprendersi Lorenzo ha incrinato il rapporto con il forlivese, forse HRC è riuscita a prendere un terzo piccione con la stessa fava con la quale indebolì sia Ducati che Lorenzo per questo 2019. Congetture, per carità, ma le evidenze dicono che pur con un ottima moto Ducati non riesce a puntare al bottino grosso nemmeno quest’anno.
Iannone? Ancora non è certo di essere dichiarato “fit to race”, ma in tutta onestà che cambia? Peccato, una bestemmia vedere tutto quel talento sprecato….

L’aria di casa potrebbe far bene a Rins reduce da un weekend romagnolo piuttosto opaco e anche a Policio Espargaro su una KTM che appare in grande crescita: a Misano è riuscito a tenersi dietro per diversi giri sia Rossi che Dovizioso oltre che far impazzire lo stesso Rins, ovvero tre moto già vincenti quest’anno. La cura Pedrosa sta portando i suoi frutti, in attesa che Marquez abbia il coraggio di salirci sopra come taluni cominciano a sussurrare. Nel frattempo ci è sceso Zarco che non terminerà la stagione sostituito da Kallio. Era inevitabile, probabilmente, ma questa storia è un brutto capitolo nella carriera del francese che rischia seriamente di uscire dal giro buono dopo tutte le premesse/promesse. Non ci sono “manubri buoni” liberi per il 2020 a meno di un colpo di scena HRC/Lorenzo che difficilmente vedremo.
Proprio qui ad Aragon nel 2018 cominciò la sequela di infortuni di Giorgio che lo hanno portato alla situazione attuale. Speriamo che il clima spagnolo gli dia un ulteriore spinta per quella risalita che in tanti auspichiamo per il suo bene ma soprattutto per quello del Campionato.

IMMAGINE TRATTA DAL SITO AUTOSPORT.COM

Adoro parlare dei giovani soprattutto se questi sono Italiani. Morbidelli sta facendo una stagione tutto sommato decorosa, non fosse per la presenza nel suo box di quel ragazzaccio che ha fatto cambiare tutta la prospettiva facendola sembrare deficitaria. Chi invece sta latitando è il mio concittadino Bagnaia: troppo falloso e troppe volte per prati (meglio cemento verde) per poter dare un voto positivo a questo debutto in MotoGp. Da suo estimatore mi auguro che il vento cambi in vista del 2020 perchè i numeri li ha..

A proposito di cemento verde……la Moto2. La sensazione del furto subito da Di Giannantonio non cambia pur riguardando le immagini dell’ultimo giro della scorsa gara cento volte, perché di furto si è trattato. Le immagini delle due infrazioni sono evidentissime ed innegabili. Se esiste la regola, a prescindere della comunicazione al pilota, va fatta rispettare, fine di ogni discorso. Altrimenti la regola non è una regola, ma un consiglio e quindi passibile di interpretazione. Fuori dalle interviste il nostro pilota ha commentato mestamente che non c’era un precedente all’ultimo giro (questa la motivazione della commissione) quindi Fernandez è rimasto il vincitore anche per far fede al cerimoniale TV. Ogni ulteriore commento sarebbe tempo perso. Furto degli spagnoli “a casa nostra”. PUNTO.

L’augurio e che la lotta per il Mondiale tragga giovamento da tale risultato, con i nostri che staranno a guardare gli spagnoli dopo due anni di dominio. Ed in effetti a pensar male si fa peccato ma di solito ci si azzecca: due mondiali a Zarco ed uno a testa a Morbidelli e Bagnaia significa solo che gli spagnoli non vincono dai tempi di Rabat, quindi è ora che anche quel trofeo torni in penisola iberica.

La Moto3 è costantemente la gara  più bella da vedere ma anche la più difficile da pronosticare. La bella storia Di Suzuki a Misano ha riconciliato con il cuore tanti tifosi sulla pista del Sic ed ha regalato l’ennesimo vincitore di tappa del 2019. La classifica è corta con Dalla Porta e Arbolino ancora in lotta aperta racchiusi in 30 punti. Sarà al solito la gara più entusiasmante… speriamo lo siano anche le qualifiche perché non se ne può più dei trenini a vapore…

Speriamo di divertirci e buona gara a tutti…

PS.

ATTENZIONE… la gara MotoGP andrà in onda alle ore 13 prima di quella della Moto2 per evitare la concomitanza con il GP di Singapore F1.

Salvatore Valerioti

Immagine in evidenza tratta dal sito moto.it

GP di San Marino e della Riviera di Rimini, il ritorno del Re.

Bentornati nella terra dei motori dove la passione si fonde con emozioni e unicità, il GP di San Marino e della Riviera di Rimini sul circuito Marco Simoncelli di Misano inizia con alcune sorprese già dalle qualifiche, la scaramuccia tra Valentino e Marquez durante l’ultimo giro di qualifica, la KTM che mette una sua moto (no non quella del pilota di punta e più pagato) in pole provvisoria fino alla zampata di Vinales arrivata all’ultima tornata dell’ultimo giro delle qualifiche ad infrangere il sogno KTM di Espargaro, Ducati in affanno sia con Dovizioso sia con Petrucci un po’ meglio il buon vecchio Pirro come wild card, Yamaha nettamente favorite. La gara vede, come da previsione, le Yamaha prendere il comando con Vinales seguito da Quartararo, l’immancabile Marquez seguito da Morbidelli (Yamaha) la sorpresa Espargaro su KTM e poi Rins (Suzuki) e Valentino.  La gara si svolge all’inizio con le due Yamaha di Vinales e Quartararo a dettare il ritmo seguiti da Márquez. Dopo pochi giri però El Diablo all’ingresso del curvone passa Vinales e si prende la prima posizione, che terrà fino all’ultimo giro. A questo punto Marquez capisce che Quartararo ne ha di più, ed infatti sta mettendo un po’ di margine, l’unica cosa da fare è passare Vinales per non perdere il contatto, e così al Tramonto si prende la seconda posizione. Posizioni di testa congelate fino alla fine, dietro se la giocano Morbidelli (Yamaha), Espargaro (KTM), Rins (Suzuki), Valentino (Yamaha) e Dovizioso (Ducati) tutti molto vicini tra loro ma troppo distanti dalle posizioni che portano al podio. La gara si rivitalizza all’ultimo giro quando Márquez prova il sorpasso ai danni di Quartararo, una prima volta alla Rio ma niente, successivamente alla Quercia Marquez ci riprova e riesce nel sorpasso ai danni del Diablo il quale prova l’incrocio di traiettorie ma stavolta lo spagnolo tiene stretto la corda e per poco Quartararo non lo tampona successivamente in un ultimo disperato tentativo, finisce così Marquez primo El Diablo secondo e terzo Vinales. Dalle posizioni sotto il podio da segnalare la caduta di Rins ed il sorpasso di Valentino ai danni di Morbidelli per il quarto posto, Dovizioso e la sua Ducati passano il traguardo al sesto posto. Quattro Yamaha nelle prime cinque posizioni, come volevasi dimostrare qui erano competitive, peccato però che bisogna sempre fare i conti con l’alieno. Marquez questa volta non si è fatto fregare ed ha studiato per bene il suo avversario per quasi tutta la gara, ed all’ultimo giro ha piazzato il colpo del KO, voleva la vittoria oggi e si è visto! Male le Ducati, mai in lotta per le posizioni che contano e male anche Bagnaia che cade senza riuscire a finire la gara. Peccato per Quartararo ci va sempre vicino ma la prima vittoria in MotoGP stenta ad arrivare, il talento c’è. Spiace anche per Rins, ma quest’anno va così alti e bassi.

Moto 2

Gran bella gara che ha visto una lotta, per alcuni un po’ troppo accesa per altri maschia, tra Di Giannantonio e Fernandez con il leader del mondiale Marquez che si deve guardare da Luthi che lo tiene sotto pressione. Ultimo giro e sorpasso di Fernandez su Di Giannantonio, conatto tra i due con Fernandez che ne esce vincitore e si prende la prima posizione e la vittoria. Terza posizione per Marquez che mette margine tra lui e Luthi nel mondiale. Il dubbio è che Fernandez arrivando sulla parte verde del circuito riesca a trarre quel vantaggio in accelerazione che gli permette di superare Di Giannantonio, ed infatti è sotto investigazione.

 

Moto 3

Forse la categoria più combattuta ed in alcuni momenti anche la più divertente, qui sul circuito Marco Simoncelli di Misano il destino ha scritto una pagina bellissima.

Pole del Giappo Riccionese del team SIC 58 completata con una splendida vittoria che porta così al suo primo successo Tatsuki Suzuki Riccionese di adozione. La gara ha visto il Giappo Riccionese essere quasi sempre al comando o comunque controllare la gara, dietro di lui come spesso accade in questa categoria gli incidenti sono frequenti ed infatti tra i vari quello tra Vietti e Antonelli VR46/SIC58 poteva, per la dinamica dell’incidente, avere conseguenze diverse. Canet lascia la gara per problemi meccanici verso metà gara, quando era in terza posizione e capace di lottare per la vittoria, Dalla Porta dovrebbe approfittarne ma non fa meglio di un quinto posto finale per di più punito di 3 secondi dalla direzione gara che lo porta ad un ottavo posto finale.

Moto E

Gara della domenica, vede De Angelis in pole (da padrone di casa essendo di San Marino), Moto E dove ci sono anche vecchie glorie della MotoGP come Gibernau e De Puniet. Lo so non è il massimo questa categoria, ma essendo agli albori mi faceva piacere dargli un po’ di fiducia. La gara si svolge sulle 7 tornate e vede all’inizio una lotta tra DeAngelis, Ferarri e Nicolò Canepa, ma dopo un paio di giri Ferrari prende un po’ di margine sul gruppo che manterrà fino alla fine. Il gruppetto che si gioca il podio dalla seconda posizione in poi è folto e molto agguerrito ne viene bene su anche la Herrera che lotta insieme ai maschietti senza nessuna timore reverenziale, a due giri dalla fine perdiamo DeAngelis che ormai era finito nelle retrovie e anche il buon vecchio Sete. La gara si conclude con Matteo Ferrari primo, lo spagnolo Garzo secondo e  Mattia Casadei terzo, appena fuori dal podio Canepa e la ottima Herrera. Le moto non emozionano più di tanto bisogna essere onesti, la gara è di soli 7 giri ed il livello medio è appena decente vedasi la presenza di vecchie glorie della MotoGP. Come dicevo prima però questa categoria è agli albori e quindi un uno sguardo senza troppe aspettative lo si può dare.

 

Immagini prese dal sito CNN Indonesia e dal profilo twitter di Suzuki.

 

LucaBKK

 

MotoGP 2019 – GP Octo di San Marino e della Riviera di Rimini

La MotoGp approda in Romagna, antica “terra de mutor”, nel bellissimo circuito di Misano Adriatico. In un’epoca ormai lontana erano decine le competizioni che si correvano lungo la riviera sui tanti circuiti che sorgevano nelle strade cittadine, disegnati dalle balle di paglia.
I tempi sono cambiati ma la passione per la moto resta unica. Ancora oggi nel paddock l’accento più diffuso fra i piloti e i manager è sicuramente quello romagnolo.

In questo circuito, quando ancora si girava in senso antiorario, nel lontano 1978, ho visto la mia prima corsa. Formula 2, Bruno Giacomelli sugli scudi. Alla vigilia del periodo Alfa Romeo. Che ricordi!.

Nonostante la riviera abbia ormai chiuso i battenti nella discutibile fretta di abbreviare una stagione al solo picco di presenze, il meteo ha deciso di regalare un’appendice di piena estate e si prevede un fine settimana baciato dal sole con temperature oltre i trenta gradi.
Il campionato mondiale di MotoGp approda nella sua terra quando ormai è giunto a due terzi delle tappe messe a calendario e, se si da anche solo una sbirciatina alle classifiche, si comprende come sia già tempo di bilanci o quantomeno, per molti, di revisione degli obiettivi iniziali.

Manca la certezza matematica ma i giochi per il titolo sono fatti. Marc Marquez potrebbe pure iniziare a dedicarsi ai festeggiamenti (e forse, per come corre, lo sta già facendo) senza per questo rischiare di impensierirsi sull’esito finale. Il suo approdo in Romagna sarà, fatto il pieno di piadina e sangiovese, incentrato unicamente sull’obiettivo unico di non farsi randellare all’ultima curva dal velleitario di turno.

Viceversa il bilancio è disastroso per il suo compagno di squadra, George Lorenzo. Auguri. Non sarebbe bello chiudere una carriera in questo modo.

La Ducati approda a Misano sull’orlo di una crisi di risultati. Perchè il piatto piange a Borgo Panigale. E lo si comprende dalla insoddisfazione di Dall’Igna culminata con l’adesione al club asturiano degli “insoddisfatti da secondo posto”. Ma questo è solo l’apice di un malessere palesatosi pubblicamente con il tentativo di riagganciare il rapporto degenerato con Lorenzo. E sul fronte piloti non può essere soddisfacente il bilancio di Dovizioso neanche mettendo sul piatto i due “zeri” rimediati incolpevolmente. Correre a quaranta Km da casa potrebbe essere per lui l’impulso giusto.

Allo stesso modo il bilancio non può essere troppo positivo per Petrux che seppur vicino al compagno in termini di punteggio, esclusa la felice tappa del Mugello, raramente si è palesato fra i protagonisti. E anche Miller, incapace di continuità di prestazioni, non può essere soddisfatto della stagione nonostante il fresco rinnovo.

Sul fronte Yamaha il bilancio è in rosso con tendenza al miglioramento(!?). Nei box ufficiali né Vinales né Valentino possono essere soddisfatti della stagione. Vinales non riesce a trovare continuità nelle prestazioni (soprattutto in gara) e Valentino sta lentamente scivolando nelle posizioni di rincalzo con sempre più rari affacci fra i primi. Probabilmente le responsabilità del team sono preponderanti su quelle dei piloti e ci si avvia all’n-esimo inverno di revisione del progetto.

Sul fronte della goliardia Valentino invece non mostra cedimenti. Stupenda la sceneggiatura del raggiungimento del circuito a cavallo della sua M1 (Tavullia è a pochi metri da Misano).

La tendenza al miglioramento in casa Yamaha si deve soprattutto ai team satellite e in particolare al ragazzino terribile Quartararo, atteso protagonista dopo la brutta caduta a Silverstone.
Da Silverstone approda a Misano il vincitore e ultimo ugellatore di Marc Marquez. Rins e la Suzuki sono in gran spolvero a questo punto della stagione ed il bilancio è nettamente in utile per entrambi. Credo che anche a Misano saranno protagonisti.

L’aria di “quasi” casa potrebbe far bene a Iannone e alla sua Aprilia, a differenza di Zarco per il quale non vedo ancora una luce in fondo al tunnel e, sinceramente, spero di essere in torto.

A tutti la riviera offrirà la tradizionale ospitalità, con la scelta di affogare eventuali delusioni nel sangiovese o nelle balere a caccia delle ultime turiste.  Non male, ma pur sempre un ripiego.

Buon divertimento.
Valther

 

** immagine di copertina da corsedimoto.it

 

UNA PARTITA A SCACCHI LUNGA UN GP, MA CON FINALE STUPENDO

Una partita a scacchi, non si può definire diversamente una gara che ha visto Rins e Marquez fare gare quasi solitaria, stuzzicandosi e giocando, fin quasi farsi raggiungere da Vinales. Ma oggi si era già assistito ai due favoriti che vengono fregati dal terzo incomodo, non poteva riaccadere anche in MotoGP.

Dicevo, i due erano li, andavano come missilli, ma nessuno dei due aveva margine per lasciarsi alle spalle l’altro, Rins mostrava di averne tanto di margine, guidava pulito e anche quando sbagliava una staccata o traiettoria, tornava sotto a Marc. Marquez dalla sua aveva capito la strategia e forse aveva paura di restare senza gomme nel finale, quindi, prima cerca di far andare davanti Rins per studiarlo, tranello in cui non cade il suzukista, poi inizia ad alternare settori lenti a repentini cambi di passo, ma nulla, Alex resta li.

Rins prova un attacco con volata finale al penultimo giro, con Marquez che lo accompagna fuori pista, nella sua testa era l’ultimo, ma quando capisce che non tutto è perduto, nell’ultimo settore compie la magia, un lavoro di traiettorie favoloso, che gli permette di accelerare meglio e quando ormai par fatta per l’hondista, lo infila all’interno e taglia il traguardo davanti di 20 millesimi.

BRAVO, BRAVO, BRAVO!!!

Ancora una volta MM93 viene battuto all’ultima curva, ormai pare quasi una costante, anche se lui dirà che quando non lotti per il titolo, ti prendi meno rischi. Un buon modo per dire: “scusate mi rode il culo?” Due volte in due gare deve dar fastidio, anche se sei mega leader di classifica e con il mondiale in saccoccia.

Rins mentre taglia il traguardo, guarda Marquez come a dire; “tu gioca sporco, che io vinco!”

Ci si aspettava, una prestazione di vertice dalle yamaha, dopo le prove, e i filotto di terzo, quarto e quinto non sono male come risultato, peccato che non sono mai stati della partita.

Quartararò lo abbiamo perso subito alla prima curva e con lui anche lo sfortunato Dovizioso, finito sopra la moto stesa del Francese. Per entrambi, fortunatamente, pare senza gravi conseguenze per entrambi.

Rossi ci ha provato da subito a stare con i due di testa, ma la gomma deve aver sofferto lo stress e non gli ha permesso di tenere un passo veloce. Vinales ha fatto una gara alla Vale, osando di meno all’inizio e trovandosi con una gomma che lo stava avvicinando ai primi, senza mai arrivare a contatto. Morbidelli finalmente fa una bella gara convincente, vincendo duelli con Miller e Crutchlow.

Le Ducati si salvano solo con Miller, perchè Petrucci e Bagnaia paiono ancora non pervenuti. Se per Pecco rimane pur sempre la prima stagione, per Danilo è ora che faccia vedere di essersi meritato la riconferma, perchè gara dopo gara, dimostra di non meritarsi quella sella.

Lorenzo, stoico, chiude a punti sfinito dai dolori.

Zarcò non si accontenta di aver stracciato il contratto, ma decide pure che in gara sia il caso di far fuori la sua moto e quella di Oliveira. Non contento, fa danni pure alla gamba del portoghese…decisamente sto 2019 non è la sua stagione e manca di totale lucidità.

MOTO2

Bella gara di carenate fra Fernandez, Navarro, Binder e Gardner, un susseguirsi quasi senza senso di entrate kamikazze, che non si sa per quale botta di culo, non sia finita con il decollo in tribuna di qualuno dei 4. Del resto è questo lo spettacolo che si vuole.

In realtà uno è caduto, il leader di mondiale Marquez, che sbaglia punto di staccata alla 16, pensa di essere suo fratello Marc, con la fisica che è relativa, ma invece che salvarsi, finisce lungo in ghiaia, riaprendo le speranze iridate dei 3 che son saliti sul podio, tutti staccati di 35 punti,

Fernandez vince il mega duello all’arma bianca, e relega dietro di lui Navarro e Binder.

Gli Italiani entrano nei 10, con un buon Digiannantonio sesto, un deludente Baldassarri settimo e Marini che chiude nono.

Moto3

Dicevo prima, fra i due litiganti, il terzo gode e fu così che Ramirez si mise dietro i due favoriti, Arbolino e Dalla Porta.

Gara in cui non si possono contare i soliti mille mila sorpassi e le solite milla mila entrare da pazzo di Mcphee, che un giorno dovrà spiegare cosa voglia ottenere.

Da segnalare la caduta di Canet a causa di Arenas. Rimonta in sella e come un indemoniato rimonta fino alla 13esima posizione, limitando i danni nella classifica mondiale a -14 da Dalla Porta.

Saluti

Davide_QV

MOTOGP 2019- GoPro British Grand Prix Silverstone Circuit

Inghilterra e Silverstone, sinonimi di motorsport e gare in pista, di clima piovoso.
MotoGp 2018: corsa cancellata per impraticabilità della pista causa pioggia. Detta così fa ridere, eppure lo scorso anno è accaduto veramente…
Parliamo di Silverstone, non di un circuito esotico martoriato da una perturbazione monsonica.
Silverstone, non una pista magicamente apparsa dal nulla in pieno deserto arabico…. A distanza di un anno faccio ancora fatica a pensare che sia successo.
Intendiamoci, è stato giusto non far correre i piloti perché c’erano delle pozze degne dell’acqua alta in piazza San Marco a Venezia. E’ stato giusto pensare alla loro sicurezza visto che le avvisaglie con l’incidente di Tito Rabat erano state chiarissime. Ciò che è imbarazzante è che sia successo a Silverstone dando luogo ad un pomeriggio inverosimile.

immagine tratta da crash.net

Lo scorso anno ha quindi vinto la pioggia. Se volessimo tornare indietro nel tempo potremmo parlare della vittoria di Dovizioso nel 2017, o di quella di Vinales nel 2016, o di quella di Rossi nel 2015.. E già, perché il marziano non vince in terra britannica dal 2014, quindi la sua voglia di riscatto sarà alle stelle.
Gli eventi dell’anno scorso hanno obbligato a rivedere il manto stradale ed i relativi sistemi di smaltimento dell’acqua, quindi i team ed i piloti si troveranno condizioni inedite non avendo avuto l’opportunità di provare le Michelin su questa pista dopo i cambiamenti. Ciò obbligherà tutti ad un lavoro supplementare necessario ad individuare la gomma adatta per la gara tra le mescole che i francesi porteranno. Di certo la tradizionale suddivisione tra gomme Hard, Medium e Soft non ha più la valenza di un tempo perchè fondamentale per la scelta sarà il fattore temperatura dell’aria e dell’asfalto. Anche a Spielberg la gomma soft di Dovizioso era messa meglio a fine gara rispetto alla medium montata da Marquez, quindi il range di temperatura di utilizzo ricopre, come in F1, un ruolo determinante nell’economia dell’intera corsa. Staremo a vedere chi sarà più bravo ad interpretare il tutto nella speranza di vedere una battaglia simile a quella austriaca invece della noia degli ultimi GP.
I favoriti saranno i soliti, ovvero Marquez e la Ducati con l’incognita Yamaha che in Austria, pur non lottando per la vittoria, ha sensibilmente migliorato i tempi totali del 2018 sulla pista che in teoria doveva essere la più ostica per la casa dei tre diapason. Evidentemente ci stanno capendo poco anche loro e la mancanza di linearità dei risultati rischia di confonderli ulteriormente seppur Valentino & Co. continuino a predicare di essere sulla strada giusta.
Finalmente Jorge Lorenzo tornerà in sella alla sua RCV. Sarà arduo vederlo competitivo dopo tutto il tempo in cui è stato fermo, ma sarà importante capire il suo atteggiamento e la sua motivazione dopo le voci di mercato delle scorse settimane. Il Mondiale ha bisogno di un Lorenzo forte almeno quanto ne ha bisogno Giorgio stesso. Continuerà a riposare invece Mir che sarà sostituito da Guintoli sulla seconda Suzuki.
Voci di mercato: Miller riconfermato in Pramac con moto 2020 e Zarco che abbandona KTM per le ragioni che ben ha illustrato ma che ad oggi è ancora senza manubrio per l’anno prossimo. Lui ha preteso una KTM ufficiale e si aspetterebbe ancora una moto ufficiale ma, a meno di grossi stravolgimenti, i giochi paiono fatti per tutti i team più importanti. Trovo sensato che ogni pilota pretenda il massimo, che si senta il migliore di tutti altrimenti non avrebbe senso corresse. E’ pur vero che se lui è un top rider senza aver ancora vinto una gara della massima serie, allora più top rider di lui ci sono i vari Crutchlow, Petrucci, Miller, Rins, tutta gente che almeno una volta una gara l’ha finita prima di ogni altro. In taluni casi possono anche esserci circostanze più o meno favorevoli, ma una gara mondiale non la vinci mai solo per caso.. lui ancora non c’è riuscito.
Tra chi pretenderebbe di più troviamo anche il nostro Andrea Iannone che comincia ad esternare i suoi mal di pancia per la scarsa competitività di Aprilia. Avrà pur ragione perché le prestazioni della moto di Noale continuano a restare molto al di sotto delle aspettative di chiunque, però il buon Andrea sapeva ciò a cui andava incontro e forse non sarebbe ancora il caso di lamentarsi pubblicamente quando lui stesso non è il benchmark per il compagno di marca. Ha la fortuna di essere nell’orbita di Carlo Pernat che in qualche modo lo piazzerà da qualche parte se si dovesse rompere il rapporto con Aprilia. Chissà…. potrebbe essere utile alla Ducati in SBK per vincere un mondiale e rilanciare se stesso per il futuro.
Moto2
Bastianini sarà presente in pista seppur con due microfatture al piede per le quali deve ringraziare Marini.
Marquez Jr dovrebbe avere vita abbastanza semplice a consolidare la propria leadership di campionato, anche perché l’aver rinnovato ancora per un anno con la stessa squadra potrebbe dargli serenità. Chissà quando e se mai riuscirà a fare il salto della quaglia nella classe superiore….Confidiamo in una bella gara dei nostri che però hanno perso buona parte dello smalto di inizio campionato.

Moto3.
Anche in Austria abbiamo avuto un vincitore diverso a rimarcare quanto siano instabili gli equilibri in questa serie e quanto spettacolo ci regali tutte le domeniche. A Spielberg ha vinto Fenati scatenando tutta una serie di discorsi sulla redenzione, sulla voglia di rinascere, sulla seconda possibilità eccetera eccetera. Ebbene, chi vi scrive sarà anche scettico, freddo, insensibile, dissacrante e quant’altro volete… però in moto ci è andato e ci continua ad andare tuttora: il gesto dello scorso anno a Misano continuo a non riuscire a perdonarlo. Posso capire l’errore di foga in una staccata, capisco la voglia di rivalsa nei confronti di chi ti ha fatto perdere tempo, ma non accetto un fallo di reazione di quella portata perché avrebbe potuto avere conseguenze impensabili. L’anno scorso non fu Manzi ad essere fortunato, ma Fenati stesso.. Questo non cambia il mio giudizio sull’atleta che è forte, semplicemente non riesce più ad appassionarmi nonostante sia italiano ed io molto campanilista. Vogliate perdonarmi.
Buone gare a tutti.

Dirette Sky Sport MotoGP HD
Venerdì 23 agosto
10:00-10:40 – FP1 Moto3
10:55-11:40 – FP1 MotoGP
11:55-12:35 – FP1 Moto2
14:15-14:55 – FP2 Moto3
15:10-15:55 – FP2 MotoGP
16:10-16:50 – FP2 Moto2
Sabato 24 agosto
10:00-10:40 – FP3 Moto3
10:55-11:40 – FP3 MotoGP
11:55-12:35 – FP3 Moto2
13:35-14:15 – Qualifiche Moto3
14:30-15:00 – FP4 MotoGP
15:10-15:50 – Qualifiche MotoGP
16:05-16:45 – Qualifiche Moto2
Domenica 25 agosto
10:00-10:20 – Warm-Up Moto3
10:30-10:50 – Warm-Up MotoGP
11:00-11:20 – Warm-Up Moto2
12:20 – Gara Moto3
14:00 – Gara MotoGP
15:30 – Gara Moto2

Immagine in evidenza tratta da motociclismo.it

Salvatore Valerioti