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Un pranzo a base di….perle (ma senza ostriche).

E così a Maranello si è celebrato quel pranzo che sembrava non dovesse esserci. Chissà di quanti di questi pranzi parleremo ancora, nei prossimi anni, ma di questo del 2016 voglio parlare io.

Perché il presidente ha parlato.

Io ovviamente non c’ero – questa non gliela perdono… – quindi devo rifarmi a quello che ho letto qui e là.             Quello che ho letto mi mette i brividi, per come la vedo io. E non di piacere.

Conosciamo tutti il personaggio: non ama perdere soldi, non ama le spese inutili, non ama…urca ! Adesso che ci penso, devo ancora capire cos’è che ama, il nostro, oltre i soldi !

Che ha detto il presidente, quindi ? Mi limito ad alcune che io considero perle…ma non propriamente preziose !

Prima perla.

Spendiamo troppo per i risultati che abbiamo”

Scusi Marchionne, lei davvero pensava che in F1 si potesse mettere insieme una squadra vincente spendendo “il giusto” ? Che poi sarebbe, scusi…? Davvero lei, che tutto sa e tutto conosce della finanza mondiale, non sa che Mercedes è rimasta a guardare e a prendere pesci in faccia senza lesinare alcun mezzo per oltre 5 anni, prima di diventare il rullo compressore che da 3 anni ci sta amareggiando le domeniche… e che, nonostante le sue vittorie, perde sistematicamente denaro ogni stagione ?

Lei invece pensava di guadagnare – o almeno di non “spendere troppo” – con la F1 ?

E poi mi scusi, ma il paradigma non dovrebbe essere al contrario, ovvero “abbiamo troppo pochi risultati per quello che spendiamo” ? Che sembra uguale a quello che ha detto lei, ma non lo è affatto…la differenza è sottile, ma sostanziale.

Seconda perla.

Non so cosa farà Vettel dopo quest’anno, certo se non riusciremo a dargli una macchina valida non posso biasimarlo se deciderà di andare via”

Ossignùr… !!

Quindi il concetto di programmazione pluriennale le è del tutto sconosciuto, dottor Marchionne ? Non le è venuto in mente che un altro grande, molto più grande, anni fa è venuto in Ferrari quando non si batteva un chiodo ed ha saputo aspettare e riportare la squadra dove doveva stare, ovvero in cima ?

Ma magari, lei che di F1 non si intende al punto di bersi la balla colossale che avevamo raggiunto la Mercedes ed eravamo pronti a batterli in pista, pensa l’abbia fatto perché era buono e puro di cuore, desideroso di immolarsi sull’altare della magica squadra di Maranello…

E invece no…l’ha fatto perché gli era stato mostrato un piano strutturato, documentato da passaggi e investimenti messi a disposizione per raggiungere l’obbiettivo finale. Chiamasi programmazione a medio-lungo termine. E i risultati li conosciamo: ancora nessuno ha vinto quanto lui…

Caro Marchionne, lei sa benissimo cosa ci vuole per non far andar via Vettel…si tratta solo di capire se lei vuole farlo. Perché ci vogliono le sue palle sul piatto ! Lei ci metta quelle, ed un piano organico, ben definito e ben finanziato, e Sebastian non se ne andrà.

Sempre che lei voglia davvero tenerlo…

E certo che se il pensiero è ”spendiamo troppo” allora la domanda sorge spontanea: perché abbiamo preso Vettel, che non è che sia venuto “per un pezzo di pane” (cit.) ?

Anche qui, lei sa benissimo come andrà a finire…

Vettel pazienterà ancora fino a metà metà stagione poi, a Luglio, se gli sviluppi della nuova macchina non avranno dato risultati sarà pronto a firmare quel maledetto pezzo di carta con la stella a tre punte in cima…e la colpa non sarà certo di Sebastian Vettel.

E così lei non dovrà sborsare fior di milioni per il rinnovo !

Perché lei, che è un grande programmatore, altro che storie, ha cooptato Giovinazzi – ottima mossa a prescindere…il ragazzo è notevole ! – …che nel 2018 vedremo al volante, accanto ad un Kimi versione chioccia…e lei avrà fatto il suo business !

Terza perla.

Non credo all’eroe che viene da fuori”…

E beh certo…che lo prendo a fare l’eroe che viene da fuori, che magari costa un botto di soldi, che magari mi deve stare fermo sei mesi, se poi…se poi… ma di questo parliamo più avanti.

Quarta perla.

Prima all’interno della Scuderia c’era una struttura gerarchica che impediva il flusso di informazioni.”

Ohibò !

Quindi all’interno della struttura le informazioni non circolavano per colpa di quell’antipaticone di J. Allison…

Ma tu guarda…quello stesso Allison che era stato pubblicamente encomiato per aver messo a posto la F14T facendola diventare SF15T ?

E i personaggi che quest’anno dovranno progettare e sviluppare – !! – la nuova macchina sono gli stessi che non riuscivano ad esprimersi per colpa della struttura gerarchica ? E non c’era un TP capace di gestire la situazione e rimettere le cose al loro posto ?

Hmmmm…

E poi, la perla di tutte le perle…

Noi come Ferrari siamo impegnati fino al 2020, dopo parleremo con gli altri stakeholders

Ohhhh…eccola la verità nascosta…

Eccolo il messaggio subliminale (e neanche tanto…); la frase tragica, esiziale.

Fino al 2020 dobbiamo restare, se no perdiamo un sacco di soldi; poi però, o saremo tornati a comandare o l’avventura finisce qui !

Proviamo allora a fare un compendio del tutto.

– Spendiamo troppo e non abbiamo abbastanza risultati. (ndr: ehmmm ehmmm…scusi, ma non è proprio per questo che lei ha silurato quello di prima ?)

– Vettel avrà ragione ad andare via se non gli diamo una macchina vincente. (tradotto: non abbiamo un piano strutturato e convincente per farlo restare…)

– Non assumiamo geni dall’esterno perché tanto non servono (eccerto, se l’orizzonte che ho è il 2020, che me ne faccio dei geni che magari impiegano un anno ad ambientarsi e dopo due anni non mi servono più ?).

Sa che le dico, signor presidente ? Temo che questo pranzo di Natale mi resterà sullo stomaco…anche se non ho mangiato niente.

La smobilitazione strisciante è iniziata…la discesa sarà lenta ma inesorabile…magari addolcita anche da qualche vittoria e da qualche fuocherello di speranza, ma per quello che può dipendere da lei (e non è che sia poco)…

la Ferrari in F1 ha un grande avvenire…dietro le spalle ! Lei dice di no, presidente ?

Ad maiora !

Una Domenica mattina, in via Salaria…

 

Roma, 1 Giugno 1997, domenica, esterno giorno.

E’ domenica e voi state andando fuori per una gita, con la famiglia…sono circa le 10 di mattina, c’è un bel sole e si preannuncia una splendida giornata…ma la fila sulla via Salaria non si muove…si sente in lontananza un rumore strano, come di un motore da corsa che sta tirando; ma siamo sulla Salaria, alcune file davanti c’è persino una pattuglia di vigili urbani…chi sarebbe così pazzo da mettersi a fare le corse in macchina su via Salaria di domenica mattina, davanti ai vigili ??

Eppure…

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Tutti insieme, appassionatamente

Sei stanco.

Il contakilometri parziale segna 571.

La giornata è iniziata presto, non erano ancora le sei…adesso sono ormai quasi le undici di sera…e sei stanco; forse cominci ad essere troppo vecchio per certe cose…la giornata non è stata affatto riposante: la tua amica, la bella signora è stata – come ogni volta – piuttosto esigente.

Mentre affronti l’ennesima curva tornando verso casa ripensi a come è andata…sei un po’ sovrappensiero, hai impostato male…senti andar via un po’ il retro, correggi, acceleri leggermente con un accenno di controsterzo, quasi in automatico e ti riallinei…
Dopo 500 e passa km di strada una piccola distrazione ci sta, ma dalla tua hai una vecchia amica, la tua ITR…lei sopporta, ti corregge, ti riporta sempre a casa…165.000 km e 15 anni, e non sentirli.

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Per l’anniversario di una Signora sexy

Per l’anniversario di una signora sexy

S. Agata Bolognese – Inizio anni ’60 – Interno giorno.

In un capannone di una fabbrica di mezzi agricoli un capo meccanico sta rigirando tra le mani da alcuni minuti un pezzo di ricambio… un pezzo che in uno strumento di lavoro come quello ha notevole importanza; deve essere robusto, ma pur se di qualità non deve costare uno sproposito perché si sa, gli agricoltori non sono ricchi.

Quel pezzo gli sembra familiare… non vorrebbe, non può crederci, ma quel pezzo a lui sembra uguale a quello di un oggetto molto, molto più costoso e molto, molto meno proletario.

Un oggetto che lui ha tra le mani perché gli è stato chiesto di provare a ripararlo; il suo proprietario, pur essendo un facoltoso imprenditore, è un uomo a cui non piace buttare via il denaro, e gli ha chiesto di provare a riparare la sua auto.

La sua Ferrari 250 GT. Continua la lettura di Per l’anniversario di una Signora sexy