Tutti gli articoli di Andras

Father, husband, F1 enthusiast, sportsman :)

2018 F1 GERMAN GP: AN INTRODUCTION.

“Solo i morti han visto la fine della Guerra”

Dittatore Centrafricano

Il Circus della F1 si sposta ad Hockenheim per quello che con ogni probabilità sarà il ballo d’addio del circuito in oggetto. La Germania perde il proprio GP dal 2019 ed Hockenheim di fatto rischia di perdere la F1 per sempre. Impossibile perciò non esser colti da un forte attacco di malinconia al pensiero di tutte le pagine di Storia della F1 che si son scritte su questo tracciato. Ma anche constatare come sia stato tragicamente amaro per molti. Vedasi la scomparsa del più grande di sempre in una gara di F2 il 7 aprile del 1968. O il Depa che perde la vita a bordo della sua Alfa 179 durante dei test privati il primo agosto del 1980. Infine Didier la cui carriera in F1 finisce drammaticamente col volo in prova il 7 agosto 1982. Fortunatamente si son viste anche delle belle pagine di Sport da queste parti: la Fenice che rompe a suo favore gli equilibri del Mondiale 1977 vincendo la prima edizione di questo GP. Tambay che nel 1982 si riprende (parzialmente….) quello che un destino infame aveva negato alla Ferrari il giorno prima. Prost che nel 1986 spinge la sua Mecca oltre il traguardo dopo esser rimasto senza benzina arpionando così il punto che mesi dopo lo aiuterà a prendersi il Mondiale ad Adelaide. Berger che nel 1994 riporta la Ferrari alla vittoria dopo un digiuno di quasi 4 anni. Barrichello che nel 2000 vince la sua prima gara in F1 guidando con le slicks su un Motodrom completamente allagato.

Nel 2002 venne introdotto il tracciato attuale in sostituzione di quello storico dai leggendari rettilinei immersi nella foresta nera. Si perse l’epicità dei dritti da più di 350kmh ma in compenso, grazie questa volta ad un buon lavoro di Tilke, la pista divenne più tecnica offrendo due nuove staccate violente (curva 2 e curva 6) che favoriscono i sorpassi ed una sezione extra che di fatto rappresenta una sorta di Motodrom “light” prima di quello vero. Il caso ha voluto che su questa pista si siano viste gare più interessanti dopo la modifica al tracciato del 2002 rispetto a prima: ad esempio nell’anno del debutto vi fu un epico ruota a ruota tra Raikkonen e Montoya protrattosi all’infinito e favorito dalla nuova conformazione della pista. Parlando di Profeti in Patria (o sedicenti tali) il Kaiser ha sempre goduto di accoglienze trionfali da queste parti (complice l’essere rossovestito, mix vincente per l’appeal in zona) mentre Nico Rosberg ha invece incontrato accoglienze ben più tiepide. Va altresì detto che qui ad Hockenheim il pubblico è solitamente ferrato in materia e particolarmente esigente, e che sa riservare a chi ama passaggi indimenticabili all’interno del Motodrom.

Passando all’attualità Ferrari si presenta in Germania in testa sia al WDC che al WCC. L’impressione netta è che l’inerzia si sia spostata dalla parte di Maranello e che se Hamilton probabilmente avrà ancora lo spunto necessario per prevalere in Qualifica per quanto concerne la gara Ferrari dovrebbe invece essere la favorita. La squadra italiana si sta presentando con importanti modifiche aerodinamiche ad ogni GP e nel Paddock è convinzione diffusa che la sua Power Unit sia ormai, seppur leggermente, migliore di quella MB. Brackley affronta il primo GP con Aldo Costa dimissionario, cosa che fa pensare ad una possibile fine di un’era per loro ma guai a darli per sconfitti. Hockenheim segna peraltro la fine dell’utilizzo delle controverse Pirelli da -0,4mm, cosa che mette MB sotto la lente d’ingrandimento sia per quanto concerne la gestione del famigerato blistering che la messa a punto degli assetti sulla W09. Redbull divorziata in casa con Renault dovrebbe giocare in difesa, cosa che potrebbe significare la presenza di un gap sensibile tra i due top teams e loro. Il resto del gruppo dovrebbe vedere i motorizzati Ferrari a loro agio nel sopravanzare del tutto o in larga parte quel che resta del plotone.

Buon GP a tutti

#wearebring #wearebetter #bringyourpassion

Buon Natale, Bring

Questo è il nostro terzo Natale assieme. Lo sproloquio ricco di argute circonlocuzioni verbali (e metafore) ve lo siete già sorbito per il secondo compleanno del Bring ergo a questo giro vi risparmio un sermone che farebbe impallidire il potentissimo Professor Guidobaldo Maria Riccardelli. Buon Natale a tutti, l’immagine in evidenza è il mio personalissimo messaggio verso tutti coloro che si sono impelagati nell’inutile polemica sulle grid-girls. Senza produrmi in un epiteto misogino o, peggio ancora, sessista lunga vita al binomio donne&motori che da sempre è stato l’ispirazione di ogni appassionato degno di tal nome. Speriamo di non svegliarci un giorno e doverci scusare di essere dei profondi estimatori della femmina della specie, so che suona paradossale ma se mi guardo intorno non mi sembra poi così improbabile come ipotesi. Mi sbaglierò come al solito, perlomeno a questo giro lo spero di cuore.

 

AUGURI A TUTTI

E SONO DUE

Gli anni che abbiamo passato assieme qua su nordschleife1976.com

Non è facile in queste occasioni evitare retorica e frasi fatte. Parlerò sinceramente, penso sia l’unico modo per farcela. La gestione di questa avventura assieme è un percorso che, per quanto mi riguarda, regala stimoli e motivazioni che provo solo in ambiti decisamente più seriosi di questo contesto, quelli ai quali come amo ripetere alla Redazione “sottraiamo tempo per scrivere gli articoli”. Nessuno di noi è un giornalista e nemmeno ci va vicino a somigliargli, a mio parere questo è un raro privilegio che, sposato alla nostra imprescindibile politica no-profit, da il suo personalissimo contributo nel riportare il Motorsport verso gli appassionati in un momento in cui (alla faccia del no-profit) un gigante come Liberty Media sta spendendo fior di quattrini studiando un modo per riuscirci. Il nostro privilegio è esulare dall’interesse comunemente inteso e pertanto offrire qualcosa che può essere apprezzato o meno ma di sicuro non può essere tacciato di poca genuinità o, pure peggio, non originalità. Del nostro fiore all’occhiello che, usando una sorta di neologismo, chiamiamo “il tempio del pluralismo” già sapete tutto. Qui si tifa liberamente e si lasciano gli altri liberi di fare altrettanto, nella vita (ad avere un po’ di testa) si realizza alla svelta che uno dei pochi vantaggi di aver più strada alle spalle che non davanti è che se c’è ancora del valore aggiunto da poter far proprio sta tutto nell’affrontare, comprendere, metabolizzare ed assimilare le diversità anzichè rifiutarle per partito preso. Uscire dalla nostra zona di comfort è la strada per evolvere non solo come appassionati ma anche e soprattutto come persone e, nella Babele del Web, riuscire in tutto questo su un Blog di persone tenute assieme da un senso di appartenenza ad una comunità intrisa di valori condivisi è anch’esso valore aggiunto. Di più: valore aggiunto gratuitamente fruibile da chiunque voglia unirsi a noi. Altro nostro leitmotiv è quello di “dar voce a chiunque abbia qualcosa da dire”, e questo significa sì commentare gli articoli ma, innanzitutto, scriverli. Durante il nostro ultimo anno la Redazione è cresciuta in modo significativo aggiungendo alla vecchia guardia new entries come (in rigoroso ordine alfabetico) Aury Vantage, Chris, Landerio e Rocinante. Menzione speciale per Dave che era già tra noi ma che negli ultimi 12 mesi s’è inventato da 0 la sezione MotoGP i cui articoli trasudano competenza, passione ed obiettività. Non dimentico certo il resto della Redazione ossia Aviator, Braccio (l’uomo dei reportages pre-Campionato e pioniere della Formula E), Mr Brown (il Re della F1 vintage), Lattughiz, LoSco, Marloc (what else?), Pier Alberto (l’Ing. dell’articolo “a caldo” del dopo GP, ma non solo), Fiammetta. Grazie anche alle wild cards Filippo/Niki/LS/Seldon ed ai sempre importanti Lucx e Morok, con me fin dall’inizio quando questo posto era solo un’idea nella testa di chi scrive. Un grazie infine a tutti coloro che sono intervenuti nei commenti, nessuno escluso

LUNGA VITA AL BRING!!!!!!!!                                                                       #wearebring                                                                                                                             #wearebetter

 

2016 FORMULA 1 GULF AIR BAHRAIN GRAND PRIX SAKHIR

Carissimi Ringers ci siamo, il secondo GP stagionale del 2016 è alle porte. L’esito del GP di Melbourne ha lasciato aperti alcuni interrogativi quasi tutti dovuti alla poca linearità della gara ovvero alla bandiera rossa con conseguente cambio gomme durante l’interruzione della gara. Mi spiego meglio: chi vi scrive è più convinto che tra la vera fotografia di MB e Ferrari siano gli 8 decimi che Vettel ha rimediato nel Q3 in Australia anziché il primo stint del GP il giorno dopo.

Ora si corre a Sakhir (dove peraltro lo scorso anno Raikkonen mise assieme la miglior performance del suo 2015) con temperature sensibilmente più elevate rispetto alla prima gara dell’anno e quindi è ragionevole ipotizzare che, finalmente, le voci sui presunti problemi di degrado da parte di MB vengano vivaddio verificate su un banco prova importante come il Bahrein. Fermo restando che chi vi scrive resta persuaso che MB abbia messo assieme la pietra angolare dei due mondiali 2016, Piloti e Costruttori, in quei 5800km percorsi al Montmelò nei test la maggior parte dei quali su gommatura medium, ovvero la più strategica in gara per ovvi motivi.

Escluderei con ragionevole certezza (ma spero di sbagliarmi per amore dello Sport) che la questione a Sakhir non sia un affare privato tra MB e Ferrari ma mai dire mai.  Di sicuro dopo 3+1 GP terminati alle spalle del compagno di squadra mi aspetto un Lewis Hamilton in modalità “non si fanno prigionieri”, e la cosa mi fa riflettere sulla nuova procedura di partenza che contempla una sola frizione a mano e sul fatto se MB abbia fatto i compiti a casa oppure no (vista la strategicità di partir davanti sprecarne la potenzialità per via della nuova procedura è un peccato mortale che può costare molto caro in ottica mondiale).

Non penso che in condizioni neutre ovvero senza interventi da parte di MB il leader del Mondiale Nico Rosberg sia in grado di impensierire Lewis Hamilton, ma che anzi solo Lewis Hamilton di fatto sia in grado di impensierire se stesso. Ferrari a Melbourne ha perso una di quelle gare “strane” tipo le 3 che aveva vinto nel 2015, non avendo ancora di che battere MB sul piano della pura performance tutto questo rappresenta una doppia occasione persa da parte di Maranello. Usiamo questo post per commentare liberamente tutto il weekend di gara ossia FP1/FP2/FP3/Q/R, buon GP a tutti!