FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1981

La stagione 1981 fu preceduta da varie controversie di altrettanto varia natura. Lo scontro di potere tra FISA e FOCA stava concretizzandosi sempre maggiormente e ci si dovette districare tra problemi diversi già a motori spenti. Il Glen non trovò i fondi per far parte del Mondiale, già l’edizione del 1980 fu confermata in extremis poche settimane prima della data per via del mancato ammodernamento del tracciato agli Standards di sicurezza richiesti. Suddetta edizione del 1980 resterà quindi il canto del cigno di Watkins Glen in  F1, un vero peccato aver perso un circuito da pelo del genere ma tant’è. In sostituzione del Glen venne messo in calendario il GP di Las Vegas organizzato nel parcheggio sul retro del Caesar Palace. Un paio di considerazioni al volo 1) suddetto GP era già tenuto in caldo nel 1980 in caso il Glen non ce l’avesse fatta e 2) Tilke aveva 25 anni ad inizio anni 80: siete malevoli a pensare che il Caesar Palace fu il primo tracciato da lui disegnato dopo la Laurea in Architettura. Però avete ragione: quanto a piattume e tutto il resto pareva proprio farina del suo sacco. Erano tempi diversi, d’inverno se ci si annoiava senza i GP ci si organizzava al volo e….questi erano i risultati:

A fine 1980 il neo WDC Alan Jones assieme a Bruno Jack O’Malley parteciparono all’Australian GP sul Calder Raceway. Un circuito dove Jones fece segnare la pole sui 36 secondi circa ed in gara le uniche due F1 presenti, ovvero la sua FW07 e l’Alfa 179 del Bresciano, dovettero fare un continuo slalom tra tutte le altre monoposto partecipanti. Delle F5000 con propulsore di derivazione di serie senza speranza alcuna quindi contro le F1 in oggetto. Jones (sorpresona!) vinse la gara “di casa”.

Passando a note meno ilari la FISA mise al bando l’effetto suolo imponendo un’altezza minima da terra di 6cm. Tempo tre gare e Gordon Murray trovò come aggirare la regola, tempo la gara dopo e la stavano aggirando pure tutti gli altri. Ma le vetture, rientrate ai box, superavano le verifiche quindi FISA contenta. In fin dei conti le pagliacciate si vedevano già 40 anni addietro, non trovate?

Tecnicamente il Season Opener 1981 avrebbe dovuto essere questo:

Invece il GP non fu omologato, i Team cosiddetti “legalisti” non erano presenti al contrario dei Team più vicini alla FOCA. Di fatto una situazione complementare a quella che si sarebbe vista ad Imola un anno dopo, con la differenza che Imola 1982 fu omologata mentre Kyalami 1981 no. Curiosamente in S.Africa nel 1981 vinse Lole che, manco a dirlo, con suddetta vittoria si sarebbe messo in tasca il WDC quell’anno. Fa pensare eh?

Sempre a proposito di controversìe, anno fertilissimo il 1981. Colin Chapman cala l’ultimo asso della sua vita, la Lotus 88:

(immagine da Youtube)

(immagini da Pinterest)

Due telai sovrapposti, col superiore che di fatto fungeva da enorme ala creando la massima deportanza possibile e l’inferiore che, a seconda del carico generato dal primo (e quindi anche dell’aumento della velocità) , si comprimeva a terra andando a creare il desiderato effetto suolo. Vettura bannata al volo dalla Federazione per l’ovvietà della “superficie aerodinamica mobile” rappresentata dal telaio superiore. Grosso sospiro di sollievo da parte di Elio e Nigel i quali, nei test precampionato a Laguna Seca, parlavano di una vettura che acquistava e (soprattutto….) perdeva deportanza improvvisamente e senza “avvertire”. Anche in curva….

Per finire con le premesse il 1981 vede finalmente il debutto “in pianta stabile” della Ferrari sovralimentata. Ho detto sovralimentata anzichè turbo perchè a Maranello furono portate avanti sia la soluzione turbocompressa con l’utilizzo di due turbine, una per ogni bancata del V6 da 1 litro e mezzo, che quella col compressore meccanico.  Quest’ultima se da un lato azzerava il ritardo di risposta del turbo dall’altro mostrò una fragilità talmente impressionante da convincere la Scuderia ad utilizzare esclusivamente il doppio turbo KKK. L’unità motrice di Maranello si posizionò praticamente subito al vertice per la potenza erogata, il problema della 126CK però era l’esser nata attorno al telaio della T5 (ossia della T4….) ovvero superato da tutti i punti di vista (un traliccio di tubi mentre debuttava il primo telaio al 100% in carbonio….). A detta dei tecnici della concorrenza la F1 di Maranello nel 1981 faticava a generare 1/3 della Downforce rispetto alla miglior concorrenza. Pensare che “qualcuno” riuscì a vincerci due gare. Di fila, su due circuiti lenti, col turbo che dava il suo calcio nella schiena a metà curva per via del lag. GILLES VIVE

15/03/1981 USA WEST GP: LONG BEACH

(immagine da Art and Genius)

Arriva finalmente il Season Opener 1981 “vero”: prima pole position in carriera per Riccardo Patrese ed ottima gara di testa finchè i valori in campo non emergono appieno e le due Williams di Jones e Lole assieme alla Brabham di Piquet chiudono ai primi tre posti. Ritiro per entrambe le Rosse con Gilles che, preso dall’entusiasmo di tutti quei cavalli dietro la schiena, canna clamorosamente il braking point alla prima staccata dopo il via vanificando una delle sue mostruose partenze che l’aveva portato  in testa dal quinto posto sulla piazzola.

29/03/1981 BRAZIL GP: JACAREPAGUA

(immagine da Motorsport Images)

Alea iacta est. In un GP eufemisticamente caotico (al bagnatissimo via mezzo schieramento si presenta con le slick (incluso il poleman Piquet) e poco dopo il verde si vedon vetture in senso contrario a quello di marcia, da capottarsi dalle risate) Lole se ne infischia dei Team Orders e dello Status di seconda guida per contratto e va a vincere davanti ad un furioso Jones (terzo un ottimo Patrese, inizio Mondiale straordinario per lui) che manco salirà sul podio. Frank Williams prenderà subito le parti dell’Aussie senza se e senza ma tant’è che a fine anno al Caesars’ Palace con Piquet Campione brinderà al primo WCC della Storia della F1 abbracciato ad un Jones che commenterà “ora quello là può giusto vincere le elezioni in Argentina”. Ma lo vedremo più tardi. Male le Ferrari, entrambe ritirate. Pironi sul bagnato sbaglia una staccata e tampona Prost che l’aveva appena doppiato. Già……..

12/04/1981 ARGENTINE GP: BUENOS AIRES

(immagine da LAT IMAGES)

E finalmente arrivò la farsa. Come detto nella prefazione (o “proemio”, se più vi aggrada) il regolamento tecnico 1981 prevedeva un’altezza minima da terra di 6cm.  Gordon Murray si inventa la trovata dell’utilizzo di sospensioni idropneumatiche che, ai box, supportavano il corpo vettura innalzandolo ai 6cm da terra regolamentari. In pista però, sotto effetto del carico generatosi all’aumentare della velocità, il corpo vettura si abbassava sensibilmente finendo per essere adeso all’asfalto, creando ancora più downforce ed avvicinandosi ai valori assoluti che si ottenevano l’anno prima col fondo sigillato a terra dalle minigonne. In pista ovviamente non si poteva misurare la distanza del corpo vettura da terra, ai box era di 6cm quindi la BT49C passava le verifiche. Non solo Piquet vinse il GP andando a passeggio, ma rischiò di vincerlo addirittura il suo compagno di squadra Hector Rebaque, fermato solo da noie tecniche. Lole si piazza secondo con Prost terzo al suo primo podio in carriera. Solo quarto il WDC in carica Jones.

03/05/1981 SAN MARINO GP: IMOLA

(immagine da LAT IMAGES)

Vi avverto: è una ferita sportiva ancora aperta dopo 38 anni e 1/2. Epica pole di Gilles, la domenica piove. Tempo di arrivare alla Tosa e non solo Gilles se ne sta già andando via ma Didier, partito sesto, gli è dietro con gli altri che faticano a tenere il passo. Dopo 15 giri con Gilles che ha fatto il vuoto senza nemmeno dar l’idea di forzare più di tanto l’Aviatore, probabilmente stanco di quella monotonia domenicale, prende come pretesto il fatto che ha smesso di piovere da pochi giri ed entra ai box per mettere le slick. Ovviamente tempo di affrontare il Tamburello in uscita dai pit e ricomincia a piovere, il nostro ripassa alle rain un paio di giri dopo ma tant’è, il “balletto” ai box assieme al tempo perso in pista gli costa quasi due giri. Chiuderà settimo ad un giro segnando un gpv inavvicinabile per tutti. Tornando al macello del doppio pit di Gilles uno pensa:”poco male dai, vincerà l’altro”. Come no: “l’altro” sbriciola una minigonna alla Variante Alta compromettendo l’assetto della già non eccelsa 126CK e diventando così facile preda di Piquet, che vincerà, il sempre ottimo Patrese, che chiuderà secondo e Lole, terzo. Didier chiuderà quinto e saranno gli unici due punti della giornata per una Ferrari che poteva mettersi in tasca una facile doppietta. Pensare che dopo la bandiera a scacchi l’anno dopo si ebbe la tentazione di pensare che era stato messo riparo al maltolto……..

17/05/1981 BELGIAN GP: ZOLDER

(immagine da race.it)

Weekend terribile. Durante le prove Lole investe ed uccide accidentalmente il meccanico dell’Osella Giovanni Amadeo. Prima del via un comitato di meccanici organizza una dimostrazione sulla griglia di partenza che ha come scopo la sensibilizzazione della Federazione e dell’opinione pubblica sulla pericolosità delle loro condizioni di lavoro ai box. Diversi piloti scendono dalle loro F1 e si uniscono a suddetta manifestazione, la cosa si traduce in un inevitabile ritardo del via della gara. I diritti TV “premono” ed i Team Principal rimettono a forza i loro piloti in macchina. Alcuni di loro anche in malo modo, come Ecclestone con Piquet. All’accensione del semaforo rosso Patrese si sbraccia perchè il suo motore si spegne, un meccanico Arrows salta il muretto e si reca in pista per provare a riaccendere il suo propulsore. Un vergognoso direttore di gara di nome Derek Ongaro da il verde col meccanico ancora in pista, il meccanico viene investito dall’altra Arrows di Stohr riportando “solo” la frattura di entrambe le gambe. La gara non fu fermata nonostante l’autoambulanza in pista, solo il gesto estremo di Pironi che si fermò nei pressi della stessa mosse a più miti consigli il direttore di gara. Follia pura. Al restart di una gara surreale si vedrà Jones mandare nuovamente a muro Piquet come a Montreal l’anno prima salvo poi finire a muro anche lui mentre era primo con una vita di distacco sul secondo. Vince il poleman Reutemann che, per ovvi motivi, non festeggerà sul podio. Secondo Laffite, terzo Mansell al suo primo podio in carriera.

31/05/1981 MONACO GP: MONTECARLO

(immagine da Motorsportblog.it)

“Oh, ragazzi, ne abbiamo vinte ancora eh!!!!”

Queste furono le parole di Furia dopo la bandiera a scacchi del GP di Montecarlo 1981. I ragazzi (a dire il vero mediamente più attempati degli attuali) del box piangevano. Piangevano di gioia: la Ferrari era tornata alla vittoria dopo un digiuno che durava dal Glen nel 1979. Ma non solo: la Ferrari aveva vinto il suo primo GP con una sua vettura Turbo. Sul circuito dove il luogo comune non era ancora che non si poteva sorpassare bensì che “i Turbo non possono vincere”. Inutile dire chi riuscì in cotanta impresa, l’Uomo senza paura nato nel Quebèc. Partì secondo e corse una gara insolitamente tattica per le sue caratteristiche. Stazionò fisso tra la terza e la seconda posizione arrivando anche a non ostacolare eccessivamente Jones quando lo attaccò al Mirabeau per non dover chiedere troppo alle sue gomme. Fu ripagato quando l’Aussie ebbe problemi di pescaggio di benzina  nel finale e l’Aviatore lo passò in troma sul rettilineo del via. E fu trionfo, col podio completato da Jones e Laffite. Gilles si fece tutta la gara in sovrasterzo col Turbo che picchiava dentro a metà curva. Il suo compagno di squadra chiuse buon quarto. A due giri di distacco però. GILLES VIVE      

21/06/1981 SPANISH GP: JARAMA

(immagine da Ferrari Club Riga)

Di questa gara si è detto talmente tanto che ogni commento è ridondante. Pole di Laffite, epica sesta e storica (sarà la sua ultima….) vittoria di Gilles. Jacquot e Johnny-boy Wattie completano il podio. L’aneddoto che pochi conoscono: ormai tutti usano lo stratagemma di Gordon Murray per farla in barba al regolamento sui 6cm di altezza minima da terra. Il problema è che, rientrato al box dopo la bandiera a scacchi, il correttore di assetto della 126CK di Gilles non funziona. La vettura deve entrare alle verifiche tecniche e non rispetta i 6cm di altezza minima da terra. Quando ormai tutti son convinti di incappare in un’inevitabile squalifica all’ultimo tentativo l’azionatore funziona e la vettura torna ai 6cm da terra regolamentari. Ed è festa grande sul podio, col Re di Spagna a complimentarsi col Re del Coraggio. GILLES VIVE

05/07/1981 FRENCH GP: DIJON PRENOIS

(immagine da stadiosport.it)

Si arriva all’inizio della stagione dei GP superveloci, la Ferrari ha il motore più potente in giro, il Ferrarista si lecca i baffi. E resta come al solito a bocca asciutta: nessun podio dal GP di Francia a tutte le cinque gare successive con nessuna delle due auto. Anzi, la Rossa sfoggia un’invidiabile passo da gambero: qualche volta fa pure capolino nelle prime file (non in Francia, sesta e settima fila qui) ma in gara resta nelle posizioni che contano solo nelle primissime fasi della stessa. A Digione la pole va al redivivo Arnoux ma è Prost a vincere la prima gara della sua carriera. Completano il podio Watson e Piquet, quest’ultimo trombato dalla sospensione della gara per pioggia e ripartenza con somma dei tempi.

18/05/1981 BRITISH GP; SILVERSTONE

(immagine da LAT IMAGES)

GP Storico in molti sensi Silverstone 1981: La Mclaren torna al successo dopo un digiuno che durava dal 1977. Prima vittoria del nuovo Management “Marlboro Project Four” ma soprattutto prima vittoria di sempre di una vettura dal telaio interamente in fibra di carbonio. Prima vittoria di una vettura disegnata da John Barnard. Per Johnny-boy Wattie è la seconda vittoria invece dopo un digiuno che durava da quasi 5 anni ossia da Zeltweg 1976. Seconda pole di fila per Arnoux, in gara le Ferrari si issano nelle posizioni di testa all’inizio poi Gilles aziona inavvertitamente il correttore di assetto mentre affronta la chicane prima del traguardo causando un epico incidente che vedrà coinvolti lui, Jones, De Cesaris. Piazza d’onore a Lole che allunga in classifica generale, terzo posto per Jacquot con la sua Ligier spinta da un aspirato vecchiotto, il Matra V12.

02/08/1981 GERMAN GP: HOCKENHEIM

(immagine da La F1 in diretta News)

I più non si ricordano cosa accadde in questa gara. Lole ebbe problemi col V8 Cossie in prova e, per tutta risposta, il Team per la gara gli montò un Cossie ancora più “decotto” che già si sapeva non ce l’avrebbe mai fatta a finire la gara ad Hockenheim. Come puntualmente accadde. Prost siglò la prima pole position della sua carriera ma in gara la spuntò Piquet che, approfittando del dramma sportivo di Lole (per lo psicodramma invece appuntamento in Nevada), accorciò di 9 punti in classifica generale. Secondo terminò Prost, terzo il sempre consistente Jacquot. Ferrari qualificate senza infamia e senza lode poi scomparse in gara.

16/08/1981 AUSTRIAN GP: ZELTWEG

(immagine da LAT IMAGES)

Terza prima fila stagionale consecutiva delle Renault con Renè al palo. Terzo Gilles che al via peraltro schizza in testa come fece nel 1979 salvo andar lungo alla chicane all’inizio del secondo giro, precipitare in classifica e finire per tuonarla alla Bosch Kurve. Pironi resiste al terzo posto finchè può salvo poi precipitare anch’egli fuori dai punti. Vince Laffite davanti ad Arnoux e Piquet che rosicchia altri due punti a Lole, finito quinto.

30/08/1981 DUCTH GP: ZANDVOORT

(immagine da Pinterest)

“Gilles fai il bravo in gara che hai su il motore con la specifica nuova di zecca e serve che faccia molti km” – Forghieri

Ovviamente Gilles la tuona alla prima curva, dopo una partenza alla “muoia Sansone e tutti i Filistei” dall’ottava fila finendo addosso alle due Alfa Romeo davanti a lui sul rettilineo del via. Si ritirerà anche Pironi dopo una qualifica poco brillante. La gara verrà poi vinta dal Poleman Prost davanti a Piquet e Jones. Lole, ritiratosi, si vede raggiunto da Piquet in Classifica Generale con tre soli GP ancora da disputare.

13/09/1981 ITALIAN GP: MONZA

(immagine da LAT IMAGES)

Nel secondo GP di casa le Ferrari si qualificano ottava con Didier e nona con Gilles. L’Aviatore si ritirerà subito per un problema al motore mentre Pironi la porterà a casa al quinto posto esattamente come ad Imola. Davanti il Poleman Arnoux si ritira e vince Prost, per la terza volta in stagione, davanti a Jones e Reutemann. Lole allunga di 3 punti su Piquet il quale rompe il motore all’ultimo giro venendo comunque classificato sesto. Curiosità: con la terza vittoria stagionale Prost, forte dei due secondi posti contro l’unico secondo posto di Piquet, unico ad aver vinto tre gare come lui in stagione, avrebbe vinto il Mondiale se si fosse corso col “Medagliere di Ickx” come regolamento sportivo.

27/09/1981 CANADIAN GP: MONTREAL

(immagine da Spunti di Sport)

Come per Jarama anche per Montreal 1981 i commenti sono superflui. Lo dico democraticissimamente alla mia maniera: quelli che invocavano la bandiera nera per Gilles quando l’ala anteriore gli impediva la visuale dovrebbero riflettere su come fosse possibile guidare un mostro, scritto con accezione negativa, come la 126CK sul bagnato senza muso ed ala. E tutti muti. Piquet vanifica la pole ma arpiona un fondamentale quinto posto mentre Lole chiude decimo: li separa un solo punto prima del Season Finale a Las Vegas. La gara va ad un ottimo Jacquot, al secondo successo stagionale, che arriva in Nevada con ancora la possibilità di spuntarla. Cosa che non gli era mai successa in carriera. Piazza d’onore a Wattie davanti all’Eroe del Quebec.

17/10/1981 LAS VEGAS GP: CAESARS PALACE

“Tormentato e tormentoso”. L’epica definizione che il  Vecchio diede di Lole. Già, Lole. L’uomo che fece sua la Nurburgring Nordschleife in F1 si gioca il titolo in un parcheggio di Las Vegas. Arriva e la mette in pole. Gilles, stranamente loquace per il suo solito, rilascia una strana dichiarazione nella quale dice che fa fatica ad immaginare come Carlos potrebbe perdere il mondiale. Accenna alla sua forma fisica perfetta, alla sua esperienza, etc. Mah. La gara è talmente surreale che è strano anche solo raccontarla. Lole parte in pole ma alla prima curva è già quarto. Piquet parte quasi altrettanto male scivolando da quarto a sesto. A Lole basterebbe arrivare davanti a Nelson o anche immediatamente dietro se Nelson arriva al massimo terzo: non ce la farà. Scivolerà all’ottavo posto mentre Nelson chiuderà quinto, ovvero lo stretto necessario per vincere il Mondiale di un punto, dopo che in gara si era issato fino al terzo posto. La gara la vince Jones davanti a Prost ed al redivivo Jack O’Malley che arpiona quello che sarà il suo primo ed unico podio in F1. Jones festeggia manco avesse vinto il Mondiale quando, invece, l’ha semplicemente perso il suo compagno di squadra reo di non aver rispettato il suo status di seconda guida. La Classifica finale recita Piquet 50, Reutemann 49, Jones 46. Nota ilare: se Jones rideva di sicuro non rammentava che, se non la piantava a muro in Spagna ed in Belgio mentre era in testa con una vita di vantaggio sul secondo, vinceva il Mondiale con grosso margine sia sul Carioca sia su Lole. E sarebbero stati due di fila in una decade che vedrà solo un Pilota riuscire in tale impresa. Ma questa è un’altra storia

(immagine da Road to Sport)

(immagine in evidenza da Alamy Stock Photo)

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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1980

Il Campionato Mondiale F1 del 1980 si svolse in un arco di 14 gare dal 13 gennaio al 5 ottobre, con i motori rimasti spenti per tutto il  mese di febbraio e quello di aprile. La Scuderia Ferrari si presentò ai nastri di partenza cinta sia dell’alloro Piloti che di quello Costruttori vinti l’anno precedente. L’annata passerà alla Storia del Motorsport come la peggiore figura mai fatta in F1 da un Team laureatosi Campione del Mondo l’anno precedente. Il perchè fu in realtà piuttosto semplice: la 312T5 durante l’inverno migliorò di circa mezzo secondo le prestazioni dell’uscente 312T4 mentre la concorrenza più agguerrita, leggasi Williams/Brabham/Renault/Ligier migliorò di circa due secondi suddette prestazioni. Il resto fu solo una logica conseguenza, acuita dal fatto che un poco saggio cambio di componentistica chiave sulla nuova T5 la rese inaffidabile oltre che lenta. La tempesta perfetta insomma, col Drake furioso dopo i primi GP stagionali che impose lo studio di fattibilità di un V12 a 90 gradi derivato in tutto e per tutto dal Flat 12 responsabile del plafonamento dell’effetto suolo sulla T5 ovvero del deficit di performance rispetto alla già citata concorrenza. Forghieri, esponendosi all’ira del Vecchio, disse senza mezze misure che andare in fondo su codesta strada avrebbe forse migliorato le prestazioni della T5 ma di sicuro avrebbe ritardato l’esordio del Turbo per il Mondiale 1981. Fu così che Enzo Ferrari scelse il minore dei due mali decidendo per la sospensione di qualsiasi sviluppo sulla T5 e veicolando invece tutte le risorse sulla prima Ferrari sovralimentata della Storia della F1 affinchè debuttasse come da programmma nel 1981. Come vedremo ce la fece un pò prima, anche se solo con una comparsata durante le Qualifiche di un GP decisamente speciale nel 1980: l’unico GP d’Italia della Storia della F1 che si sarebbe corso sul Dino Ferrari di Imola anzichè a Monza.

13/01/1980 Argentine GP, Buenos Aires

(immagine da grandprix.com)

Il “buongiorno” si vede dal mattino con le Rosse solamente ottava ed undicesima in griglia. In gara però l’onda lunga del 1979 sembra permearne l’andamento con Gilles che risale fino alla piazza d’onore prima di esser tradito dal cedimento di una sospensione e Scheckter che quasi porta a casa un terzo posto in tranquillità prima di esser tradito dal cedimento del motore. Season opener ad Alan Jones ed alla sua Williams FW07, hat trick per l’Australiano autore anche della pole position e del giro più veloce. Completano il podio Nelson Piquet su Brabham ed uno straordinario Keke Rosberg su Fittipaldi. Sesto posto all’esordio in F1, su quella che sarà la peggior Mclaren della storia fino al 2015, per un minuto francese che farà strada, un certo Alain Prost

27/1/1980 Brazil Gp, Interlagos

(immagine da F1world.com)

Lo splendido circuito di San Paolo ospita per l’ultima volta nella sua configurazione originale il GP del Brasile. Jacarepaguà a Rio lo sostituirà per il resto della decade salvo poi cederne nuovamente il testimone dal 1990 in poi nella sua versione ammodernata per la quale un certo Ayrton Senna da Silva farà da consulente. Miglior qualifica dell’anno per Gilles (terzo) che illude tutti partendo imperiosamente in testa e restandoci….un giro. Si ritirerà per noie meccaniche venendo comunque classificato sedicesimo dopo una gara che lo vede inesorabilmente scivolare nelle retrovie col passare dei giri. Ritiro anche per Scheckter, sempre per problemi di affidabilità. Prima vittoria in carriera per Renè Arnoux e primo podio in carriera per Elio de Angelis che conquista la piazza d’onore. Alan Jones dopo la vittoria nel season opener argentino deve accontentarsi del terzo posto

01/03/1980 South African GP, Kyalami

(immagine da auto123.com)

Mesto ritorno per la Ferrari sul circuito che un anno prima vide il debutto della 312T4 bagnato da una storica doppietta.  I due alfieri Rossi si qualificano nono e decimo (unica volta in cui Scheckter si qualifica davanti a Villeneuve nella stagione, probabilmente galvanizzato dall’aria di casa) salvo poi ritirarsi puntualmente in gara. La vittoria è nuovamente di Renè Arnoux che precede il duo Ligier Laffite/Pironi a completare un  podio completamente francese. Complice il ritiro di Alan Jones il buon Arnoux si issa in vetta alla Classifica del Mondiale Piloti dalla quale verrà scalzato da Piquet tre gare più tardi al GP di Monaco. Curiosamente sarà contemporaneamente la prima e l’ultima volta che Arnoux si isserà in testa al Mondiale di F1 nella sua carriera.

30/03/1980 USA West GP, Long Beach

(immagine da Espn.com)

Miglior risultato dell’anno per Scheckter che, partito sedicesimo, taglierà il traguardo al quinto posto. Ritiro d’ordinanza per Gilles partito invece decimo. Grand Chelem di Nelson Piquet che meglio non potrebbe benedire la sua prima vittoria in F1. Completano i primi tre uno splendido Riccardo Patrese ed Emerson Fittipaldi, all’ultimo podio della sua luminosa carriera. La gara verrà funestata dal grave incidente di Clay Regazzoni coi noti postumi dovuti ad un intervento chirurgico sbagliato.

04/05/1980 Belgian Gp: Zolder

(immagine da Motorsport Images)

In Belgio i due Ferraristi si qualificano in sesta e settima fila per chiudere la gara sesto (primo punto stagionale per Gilles) ed ottavo posto. Prima vittoria in carriera per Didier Pironi con le due Williams di Alan Jones e Carlos Reutemann a completare il podio. Didier Pironi si porta ad un solo punto dalla vetta del Mondiale Piloti, sempre ad appannaggio di Renè Arnoux. Curiosamente dalla gara dopo fino a fine Mondiale a “fare i punti” in Ligier di fatto sarà Laffite. Il “come” sarà il movente principale di Didier per accettare l’offerta Ferrari per il 1981.

18/05/1980 Monaco Gp, Montecarlo

(immagine da Motorsport retro)

Le Tyrrell di Jarier e Daly al via si rendono involontariamente autrici di una delle immagini più iconiche della Storia della F1 col noto incidente a S.Devote che finirà altrettanto involontariamente per offrire un’esposizione mediatica eufemisticamente impressionante al main sponsor del Team inglese, la Candy. Suddetto incidente vanifica l’ottima qualifica di Gilles, sesto sulla sempre pessima T5, che dovrà circumnavigare a passo d’uomo i rottami dell’incidente alla prima curva finendo relegato nelle retrovie e rimontando furiosamente fino al quinto posto finale, ossia al suo miglior risultato stagionale (sic). In testa il poleman Pironi fa il vuoto alle sue spalle salvo poi venir tradito dal cambio. Guy Ligier non gliela perdonerà mai stando già assaporando il successo di una vita al Principato, e gliela farà pagare tutta nel prosieguo della stagione favorendo spudoratamente Laffite. Il caso vorrà che la fortuna restituirà 16 anni dopo a Monsieur Guy il maltolto del 1980. Lole “el gaucho triste” Reutemann torna alla vittoria dopo due anni, completano il podio il già citato Jacques Laffite e Nelson Piquet.

29/6/1980 French Gp, Le Castellet

(immagine da pinterest.co.uk)

Raccapricciante qualifica delle Ferrari che finiscono per partire in nona e decima fila. Chiuderanno doppiate largamente fuori dai punti. Torna alla vittoria Jones che riprende anche la testa nel Mondiale Piloti scalzando Arnoux il quale viene sopravanzato anche da Nelson Piquet, quarto all’arrivo ed a soli due punti dall’Australiano in classifica generale. Completano il podio le Ligier di Pironi e Laffite, col primo ancora con  l’amaro in bocca per il successo sfumato nel Principato il GP precedente. Con la settima gara dell’anno la stagione è giunta alla sua metà e le indicazioni sono chiare: per il WDC è un testa a testa Jones/Piquet coi due transalpini Pironi/Arnoux ad inseguire.

13/07/1980 British Gp, Brands Hatch

(immagine da Getty Images)

Questo Gp di F1 passò alla Storia per un motivo eufemisticamente singolare: durante il weekend di gara le Ligier svilupparono una downforce talmente elevata per via dell’effetto suolo da finire per piegare i cerchi delle gomme. La cosa generò le riflessioni che portarono la Federazione al ban del ground effect per l’anno successivo attraverso l’imposizione dell’altezza minima da terra di 6cm. Come sappiamo finirà in  farsa, ma lo vedremo domenica prossima. Didier e Jacquot monopolizzarono la prima fila salvo poi esser entrambi costretti al ritiro in gara per via della già citata rottura dei cerchioni a causa della tremenda downforce sviluppata dall’effetto suolo della loro JS11 . Seconda vittoria di fila per Alan Jones sulla sua FW07 seguito dal sempre consistente Nelson Piquet. Gradino più basso del podio per “el Lole”. Altro ottimo weekend per le Ferrari, partite in decima e dodicesima fila e finite una ritirata l’altra fuori dai punti. Che incubo

10/08/1980 German Gp, Hockenheim

(immagine da motor-sport.tumblr.com)

Un Circus ancora sotto shock per la scomparsa del Depa pochi giorni prima durante una sessione di test privati sullo stesso Hockenheim Ring vede Alan Jones accaparrarsi pole position e giro più veloce in gara, salvo poi dover cedere il passo in gara a Jacques Laffite, alla prima vittoria stagionale, ed al sempre solido Lole che si accaparra la seconda piazza. Prosegue il de profundis Ferrari qualificatesi in ottava ed undicesima fila (vivaddio in confronto alla T5 la F92-A sarà un bel ricordo eh) e miracoloso sesto posto finale di Gilles. Doveva essere l’anno nel quale la Ferrari si sdebitava con lui per Monza 1979. Life is a bitch and we all know that

17/08/1980 Austrian Gp, Zeltweg

(immagine di Lat Images)

Il Gp d’Austria fu l’ultima spiaggia per le speranze mondiali di Renè Arnoux, miseramente naufragate col nono posto in gara dopo la pole position conquistata imperiosamente in prova. Prima vittoria stagionale per il suo compagno di squadra JP Jabouille, seconda ed ultima in carriera. Le FW07 di Jones e Reutemann si piazzano al secondo e terzo posto mentre Nelson Piquet arranca al quinto preceduto anche da Laffite. Mentre in prova debutta su Lotus senza qualificarsi un certo Nigel Mansell segnaliamo un altro weekend memorabile per le due T5 scattate (si fa per dire) dall’ottava e dall’undicesima fila, ovviamente finite fuori dai punti. Fosse stato meglio correre direttamente il Mondiale con la T4 dell’anno prima ed anticipare di mezza stagione il debutto del Turbo? Ai posteri l’ardua sentenza

31/08/1980 Dutch Gp, Zandvoort

(immagine da F1-photo.com)

Le Rosse limitano i danni in prova piazzandosi in  quarta e sesta fila. In gara ritiro per Gilles ed ottavo posto per Scheckter. Renè Arnoux piazza la zampata per la Pole Position ed il giro più veloce in gara ma è Nelson Piquet a vincere. E’ la seconda vittoria stagionale per il Carioca, avversario sempre più ostico per le speranze mondiali di Alan Jones. L’Aussie chiude undicesimo una gara sottotono col podio completato da Arnoux e Laffite. L’Alfa mostra costanti miglioramenti di performance. Il duro lavoro di affinamento del Depa porta i suoi frutti dopo la sua tragica scomparsa.

14/09/1980 Italian Gp, Imola

E fu così che arrivò il debutto del Turbo Ferrari. Preceduta da una sessione di test privati la settimana prima (e lo shakedown a Fiorano) la 126CK, affidata al solo Gilles, affronta le qualifiche al Dino Ferrari di Imola conquistando l’ottavo posto assoluto in griglia. Per la gara, data per assodata l’impossibilità di finire la stessa per via del Turbo ancora acerbo, Gilles ripiega sulla famigerata T5. Finirà così:

Il Poleman Arnoux finirà solo decimo, Alan Jones segnerà il giro più veloce ma verrà battuto per la vittoria da Nelson Piquet che, col successo del Santerno (il suo terzo stagionale), prende la testa del Mondiale Piloti con un punto di vantaggio sull’Australiano a due gare dalla fine del Mondiale. Terzo posto per il sempre solido Lole. Come detto nell’introduzione sarà la prima ed ultima volta che il Gp d’Italia non si correrà a Monza. La kermesse sul Santerno diverrà un appuntamento fisso dal 1981 al 2006 con l’effige di “Gp di San Marino”.

28/09/1980 Canadian Gp, Montreal

Lo start è al minuto 04:38. In estrema sintesi: una Suzuka 1990 senza la giustificazione di una Suzuka 1989. Jones tira a muro Piquet senza mezze misure. Al restart Nelson usa il muletto il cui V8 Cossie esala l’ultimo respiro dopo essersi portato in testa alla gara. Vince Pironi il quale però viene penalizzato di un minuto per partenza anticipata facendo beneficiare quindi Jones del gradino più alto del podio. Completano lo stesso Reutemann e  Pironi che, nonostante i 60 secondi di penalità, riesce comunque a classificarsi prima del quarto (Watson). La gara passerà alla Storia per la mancata qualificazione del Campione del Mondo in carica, vergogna assoluta per lo stesso a prescindere dal fatto che avesse già annunciato il ritiro a fine anno mesi prima. Gilles si qualifica ventiduesimo e chiude quinto, sempre a proposito di determinazione.

05/10/1980 USA East Gp, Watkins Glen

Il giorno della sliding door di Jack O’Malley. Pole e gara dominate fino alla famigerata bobina che, finendo bruciata, fece spegnere il V12 Alfa e con esso le lecite speranze di vittoria visto che aveva fatto il vuoto alle sue spalle. Vinse Jones suggellando il suo Mondiale Piloti, alle sue spalle si piazzarono Reutemann e Pironi. Le prove passano alla Storia per la folle scommessa di Gilles con Renè sul fare curva 7, la Toe, in quinta (il rapporto più alto ai tempi) anzichè in quarta durante le Qualifiche del sabato. Renè disse “quando vidi la T5 distrutta contro le protezioni mi resi conto che quel pazzo del Canadese non scherzava affatto ma, anzi, che ci aveva provato davvero”. Signori qui si parla di oltrepassare il limite in una curva del genere a bordo della peggior Ferrari di F1 che la Storia ricordi….Gilles vive

 

 

 

Immagine in evidenza da Motorsport.com

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“LA BACHECA DEI RICORDI” – SECONDA USCITA

  • GLI ESPERIMENTI SU ALI E GOMME

HOCKENHEIM 1996 – prove libere

Quando un tempo la f1 era tutto un provare follie e visto che Hockenheim era ancora il lungo tracciato che arrivava fino alla öst kurve, i team si sbizzarrivano in strane follie.

La Tyrrell prova a mettere 4 ruote anteriori alla sua vettura, per avere meno resistenza di rotolamento e aerodinamica, soluzione poi abbandonata per problemi di trazione e stabilità.

MONZA 1997 – test pre GP

Williams invece prova a levare l’ala posteriore, trovandosi a perdere un sacco di tempo nel motodrome, oltre a un posteriore troppo leggero persino sul dritto.

 

  • SILVERSTONE 1979

Il giorno in cui Barry Sheene, “mandò a quel paese” il rivale Roberts che gli stava rovinando la possibilità di trionfare a casa sua e tenere marginalmente aperte le speranze iridate.

Il fortissimo pilota Inglese, con l’arrivo dell’Americano, iniziò a veder diminuire il numero dei suoi trionfi, tanto che nel 79, battè Roberts solo in Svezia, grazie al ritiro del rivale.

Al tempo il telecronista scambiò il gesto come se fosse un saluto 😅

Minuto 3.38″

 

  • UN BEL GESTO, CHE PERò COSTò CARO

Campionato Mondiale Sbk 2004 circuito Enzo e Dino Ferrari a Imola.

Il mondiale è agli sgoccioli ed un arrembante giovanotto australiano di nome Chris Vermuelen sta cercando di contendere il titolo allo squadrone Ducati composto da Toseland e Laconi che ne sono i padroni. Chris guida una Honda del team Ten Kate e dopo un inizio stagione altalenante centra 4 vittorie e si rifà sotto al duo Ducati ufficiale.

Dopo il secondo posto ottenuto in Gara1 punta alla vittoria di Gara2 per restare in gioco partendo dalla prima fila.
Ma alla partenza del giro di ricognizione la sua moto emette una fumata senza che lui se ne accorga e senza che i colleghi gli facciano un cenno.. alla prima variante la sua Honda, con la ruota posteriore inondata d’olio, lo lancia per aria facendolo atterrare dolorante e con una caviglia malconcia..

Il gruppone lo sfila abbandonandolo nella ghiaia.. ma al fondo del gruppone c’è lui.. Giovanni Bussei, un torinese che corre in giro per il mondo con la sua tuta con le frange modello cowboy giusto per il gusto di divertirsi.


Gio si affianca a Chris, lo invita a salire sul codone della sua vecchissima 998RS e gli fa fare un giro intero del circuito del Santerno scaricandolo di fianco al muretto della pit lane mentre il suo team preparava il muletto per farlo ripartire.
Gio si schiera ma dopo qualche giro viene squalificato. Chris parte dai box ed arriva sesto.

Quel mondiale non fu vinto dall’australiano, ma il gesto di quel fulminato di Giovanni Bussei fu memorabile.

 

  • PRIMA E UNICA

Sul tracciato originale di Zeltweg, il team Penske di Formula 1 ottenne la sua prima ed unica vittoria nella categoria. Alla guida dell’auto il pilota britannico John Watson, anch’egli alla prima vittoria nella serie alla quale ne seguirono altre 4 negli anni a venire alla guida della McLaren.

 

  • RESTARE SUI CAVALLETTI

Sul circuito Belga son sempre successe cose incredibili, pare che certi tracciati annebbino piloti e tecnici, ed ecci a raccontare qualcosa di clamoroso.

In gara si era riusciti a fare appena 5 giri e ci fu lo spaventoso schianto a 250 km/h di Burti, dal quale ne usci miracolosamente senza danni seri..

Gara sospesa e al restart, i meccanici della Williams di Ralf Schumacher sforano i tempi d’intervento sulla monoposto, lasciando il pilota tedesco sui cavalletti, mentre le altre auto partono per il giro di ricognizione.

Pochi anni dopo si ripeterà anche con Barrichello a Magny Course

  • 1993 – THE NEW ITALIAN NUVOLARI

Così venne definito Nicola Larini, da giornalisti e commentatori, dopo l’impresa compiuta al Nurburgring a bordo della sua 155 V6 TI nel DTM.

Fino a quel momento, il campionato era molto equilibrato, con Mercedes e Alfa a dividersi equamente i trionfi.

La gara sul vecchio Nurburgring, era il terreno dei tedeschi, dove avrebbero dovuto dominare facilmente sull’Italica armata, anche perchè Larini non aveva mai corso su quel tracciato.

Ma il pilota di Camaiore stupisce tutti già dalle prove, con un giro di qualifica quasi perfetto, che lo posiziona in prima fila dietro a Van Ommen.

In gara 1 parte e si mette subito in testa, correndo come un forsennato, senza commettere la minima sbavatura…curva dopo curva aumenta il suo vantaggio, fino a portarlo a 5 secondi su Ludwig, che era il Ringmaister della categoria.

Nello stupore collettivo, la bandiera a scacchi viene sventolata per l’Alfa e Larini, che trionfa “A CASA LORO”

Gara 2 parte con la voglia di riscatto dei Tedeschi, ma Larini riesce ad essere ancora più efficace nella guida, lasciando alle Mercedes il duello per gli altri gradini podio. A fine gara, il trionfo di Alfa sarà ancora più eclatante di gara 2, perchè avverrà con una parata 1-2 di Larini e Danner.

Come al tempo di Nuvolari, un pilota Italiano su Alfa Romeo, aveva sconfitto le frecce d’argento.

 

  • LE PARTENZE QUELLE BELLE

Argentina 2018,  uno davanti e dietro tutti quanti, con Marquez che gioca al centra tutti gli avversari.

Quando la federazione non ne imbrocca una e crea più casini che altro.

Miller, era il solo che aveva scelto le slick, ed erano le gomme giuste, ma la federazione rimanda la partenza per far cambiare le gomme a tutti e s’inventa sta griglia in foto…

Tutto il resto è storiaaaaaaaa….ma storia, storia, storia….non è maledetta noiaaaa

Risultati immagini per crutchlow crazy

 

Beh, credo che in questo capitolo vi ho fatto rivivere qualche bel momento di questo mondo magnifico, che è il Motorsport.

Saluti

Davide_QV

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WEC 8 HOURS OF BAHRAIN 2019

Appuntamento nel deserto per chiudere l’anno e la decade nell’endurance mondiale. La gara in Bahrain sarà molto importante perché è prevista su una durata di 8 ore, novità di quest’anno, e per cui vale un punteggio maggiorato, come a Sebring e ovviamente Le Mans. Tutti vogliono far bene in questa quarta tappa del 2019-2020 che chiude la prima metà di stagione e manda tutti in vacanza fino a Febbraio, quando le gare riprendono al COTA, che sostituisce last minute il round brasiliano ad Interlagos. Nelle ultime settimane sono arrivati grandi annunci per il WEC. Sicuramente quello più clamoroso è il ritorno a Le Mans della Peugeot con le Hypercar nel 2022; questa è una grande iniezione di credibilità e una boccata d’ossigeno enorme per un campionato in piena transizione come il WEC. Proprio in questi giorni è stato presentato il calendario della prossima stagione (2020-2021) in cui ci saranno le tanto attese LMH (Le Mans Hypercar) di Toyota e Aston Martin, con possibilità di piccoli costruttori come Glickenhaus. Importanti novità nel calendario sono l’introduzione del nuovo circuito di Kyalami in Sud Africa, ma soprattutto la conferma a sorpresa della 6 Ore di Monza ad inizio Ottobre. L’ autodromo brianzolo potrà godere veramente di un calendario ricchissimo nel 2020, con l’approdo del DTM e finalmente il ritorno dell’Endurance a livello mondiale.

Per il Bahrain le LMP1 hanno subito come di consueto una tornata di modifiche a causa del “Success Ballast”. Le Toyota TS050 sono migliorate leggermente da Shanghai, ma conservano un handicap di 2,5 secondi al giro rispetto alle loro possibilità, e questo crea situazioni paradossali e pericolose in quanto alcune GTE sono persino più veloci alla speed trap delle Toyota. La differenza sui dritti con gli altri prototipi è enorme ed imbarazzante. Infatti in qualifica le due vetture giapponesi non sono andate oltre la seconda fila. In pole si conferma la Rebellion R13 che, seppur penalizzata rispetto alla Cina, ha un’altra occasione d’oro per vincere. In prima fila c’è una delle Ginetta, che nonostante gli aiuti sembra ancora troppo acerba, soprattutto in gara con poca affidabilità.

Come sempre la vera gara da seguire sarà la GTE Pro, in cui si prospettano duelli ravvicinati fra le 3 squadre. In qualifica i tempi hanno premiato le nuove Porsche che monopolizzano la prima fila seguite dalle due Ferrari 488 GTE. Sottotono le Aston Martin che puntano a rifarsi in gara contando su una diversa strategia di gomme. Gestire gli pneumatici sarà appunto la chiave nelle 8 ore; in GTE Pro i team hanno infatti 6,5 set di gomme da gestire per qualifica e gara, per cui ad un certo punto sarà necessario fare degli stint doppi e la tenuta delle gomme è fondamentale. I tre costruttori hanno scelto configurazioni completamente diverse dei compound Michelin per questa gara. La Ferrari ha scelto soft e medie, l’Aston medie e hard, mentre la Porsche ha addirittura una scelta mista di soft/medie per le gomme anteriori e medie/hard per le gomme posteriori.

Chi avrà fatto la scelta giusta?

 

ENTRY LIST: https://storage.googleapis.com/fiawec-prod/assets/fileuploads/5d/ef/5def43797ec13.pdf

LIVE TIMING: https://www.fiawec.com/en/live

ORARI

Gara: Sabato 14 Dicembre h. 13.00

Questa volta Eurosport trasmetterà solo le ultime due ore mentre Sportitialia dovrebbe avere la diretta integrale. A pagamento c’è sempre il servizio di Motorsport TV.

Non ci resta che aspettare e vivere l’ultima gara del decennio, sperando che sia uno spettacolo!

Aury

 

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“LA BACHECA DEI RICORDI” – PRIMA USCITA

  • Il BEER STOP 😉

Quando possiamo dire; “nelle corse abbiam visto di tutto”

Era l’Agosto del 1988, si correva il mondiale di motocross a Namur, classe 500. Carlqvist, fortissimo pilota svedese bi-campione del mondo, stava più che dominando la corsa in sella alla sua Kawasaki 500 privata.

Poco dopo la metà gara, aveva più di 50 secondi di vantaggio sul secondo e per rendere la sua vittoria epica e immortale, cosa s’inventa?

Il beer stop!

Ebbene si, quando giunse sul tratto di rettifilo asfaltato, si ferma allo chalet e si fa passare una birra, se la gusta e riparte trionfando. (Sarà il suo ultimo successo)

  • Zandvoort, 26 Agosto 1979

“Queste sono purtroppo le esuberanze giovanili di Villeneuve alle quali siamo un po’ abituati”. Cit. Mario Poltronieri

40 anni fa, Gilles compì il famoso giro su 3 ruote.

  • Messico 1991

Ci son personaggi come Zermiani, capaci d’intervistare un pilota sul traguardo mentre spinge la vettura senza benzina.

Ultimo giro, De Cesaris è quarto sulla sua Jordan 191, quando il motore si ammutolisce. Scende dalla vettura e inizia a spingerla, come a imitare Mansell a Sallas 1985.

Zermiani salta il muretto, si affinca ad Andrea e inizia un’intervista;

“Andrea, ma cosa succede? Perchè la spingi? Si è rotto il motore?”

Al che arriva la replica;

“ma invece di dimme tutte ‘ste fregnacce, perché non te metti pure tu a spigne?“ 😅

Poco dopo Ezio Zermiani inizia a urlargli;

“Basta Andrea, basta, sei quarto lo stesso”

(Era doppiato e quindi la gara era finita con il taglio del traguardo di Patrese)

Oggi un pilota che fa una cosa simile, sarebbe radiato dal mondo delle corse e Zermiani fucilato in pubblica piazza

 

  • THE PASS!

Se dici sorpasso pazzesco al cavatappi, quasi tutti ricordano quello di Rossi su Stoner, i più informati ricordano anche Marquez su Rossi…

…ma solo i veri amanti del motorsport ricordano

ZANARDI SU HERTA

Correva l’anno 1996, si era all’ultima corsa. Brian Herta era davanti da tutta la corsa e alle sue spalle vi era il debuttante di quella stagione, il nostro Alex. All’ultimo giro i due sono incollati, le due vetture paiono una sola, si sale verso la salita del cavatappi e…

…nessuno lo credeva possibile, ma Zanardi stacca a vita persa, finisce lungo, quattro ruote sulla ghiaia e rischiando di finire a muro, ma chiude incredibilmente la manovra, uscendo per primo…

Il pubblico è incredulo e lo vede tagliare il traguardo da vincitore, scoppiando in una ovazione pazzesca, per una monovra pazzesca. (Dalla stagione successiva sarà vietato sorpassare così)

Zanna detto Pineapple entra definitivamente nel cuore degli Americani.

Qui il video del duello

 

  • ONE-SHOT WINNER

MotoGP anno 2007.

Dopo 7 anni senza vittorie, l’australiano Chris Vermuelen riporta la casa di Hamamatsu alla vittoria nella classe regina a LeMans sul circuito Bugatti compiendo un capolavoro sulla pista bagnata.

La Suzuki non vinceva dai tempi del mondiale 2000 conquistato da Kenny Roberts Jr.

Ci vorranno altri 9 anni per rivederla vincente con Vinales a Silverstone 2016 in un’altra gara “umida”.

  • UNA PAZZIA, CHE VALE UN CONTRATTO

Curioso e incredibile il modo in cui ottenne l’ingaggio!
Mentre Marco Lucchinelli (a quel tempo team manager Ducati) viaggiava in autostrada a 180 km/h in direzione della pista di Misano, si vide aprire la portiera destra da un pazzo in moto, che lo salutò per poi ripartre impennando…

  • Roma, 1999.

Alla presentazione della F399, durante la trasmissione Porta a Porta: il presentatore chiede ai vari ospiti, tutti possessori di Ferrari, che velocità tengono nelle strade normali. Qualcuno ammette di aver superato qualche volta i 200 km/h, poi si rivolge ai piloti:

“Lei, Schumacher, quanto ha fatto?”
“Anche 250-280 km/h”
“Ma non ci sono dei limiti di velocità?”
“No in Germania non ci sono limiti di velocità”

“E lei, Irvine, invece a quanto va di solito?”
“Mah, io di solito sono tranquillo, faccio 200-230 Km/h”
“Anche da lei in Irlanda non ci sono limiti di velocità?”
“No no, ci sono, ma conosco tutti quelli della polizia!!!”

😀

 

  • MIDFINGER

La foto di copertina, beh, per anni si è detto di tutto e di più su quella foto e che storia vi fosse dietro. Il pilota era Ralph Ligouri (alias Ralphie the Racer) e si correva sull’Indiana State Fairgrounds. L’anno era il 1964 e si scopri che era solo un cordiale saluto fra amici, che vollero diventare immortali.

Però dai, a noi piace pensare che siano insulti da duelli in pista e ricordiamocela così no? 😀

 

Spero di avervi strappato qualche risata o almeno fatto rivivere qualche ricordo, ma tranquilli, ce ne saran degli altri 😉

Saluti

Davide_QV

 

 

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