2019 WSBK – ROUND DEGLI STATI UNITI

Sembrava impossibile ma ci sono riusciti.

Non è il refrain di uno spot di un celebre amaro ma la sottolineatura incredula di quello che è successo nel round a Donington Park. Bautista e la Ducati cedono lo scettro del campionato a Rea e Kawasaki dopo aver avuto un vantaggio di 66 punti e un parziale che era di 13 vittorie a zero.

Colpa degli errori di Bautista, tre cadute nelle ultimi tre round e di una Ducati diventata improvvisamente difficile da gestire, che induce all’errore e non più così performante. Alla faccia della moto imbattibile…

Al di là del fatto di aver perso la vetta del mondiale, quello che fa più paura in casa Ducati sono le scarsissime prestazioni di tutti i piloti che non siano Bautista. E le parole di quest’ultimo che parla di una moto su cui non poter fare troppe regolazioni e arrivata a fine sviluppo di setup. Non c’è molto da essere allegri ma neanche vedere tutto nero.

Dopotutto è una moto che ha dominato la prima parte di stagione e potrà giocarsela bene anche nella seconda parte del campionato…escludendo probabilmente la trasferta di Laguna Seca, pista definita da Bautista poco adatta a Ducati causa saliscendi e sconnessioni dell’asfalto. Si prospetta dunque un altro weekend in difesa.

immagine da tuttomotoriweb.com

L’altro lato della barricata, dopo tanto piangere ha ritrovato invece il sorriso. Rea in testa di 24 punti e una Kawasaki veloce anche con il team privato di Razgatlioglu, segno di una moto sviluppata bene e non così ostica come la V4. Laguna Seca sembra un tracciato che ben si adatta alle caratteristiche della “verdona”, inoltre il trend positivo fa pensare ad un weekend in cui rimpolpare il vantaggio in classifica piloti.

Anche Yamaha è attesa ad una bella prestazione, con un Van der Mark ancora convalescente ma pronto a dare battaglia. Di sicuro la moto di Iwata sarà il terzo incomodo che presumibilmente favorirà la fuga di Rea e Kawasaki nei confronti di Bautista.

Per BMW è il gp delle conferme dopo le ottime prestazioni viste a Donington. Sykes sembra davvero in palla e riesce finalmente a sfruttare tutto il potenziale della moto, per cui il catino di Laguna Seca è davvero un atteso banco di prova.

immagine da tuttomotoriweb.com

Solito velo pietoso da stendere sulla Honda, ormai in griglia solo per fare numero.

Sul fronte piloti Laverty non sarà al via del round statunitense, reduce dalla mancata idoneita’ a correre a Donington dopo le prove del venerdì. Torna invece Reiterberger sulla BMW, costretto a saltare Donington per i postumi di una brutta influenza.

Ultime parole per onorare il ritiro di un grande protagonista, nel bene e nel male, del motociclismo italiano e mondiale degli ultimi 15 anni. Marco Melandri ha annunciato in settimana il ritiro a fine stagione. Sempre meno divertente andare in moto per competere e troppi anni densi di difficoltà hanno fiaccato il morale del ravennate, che, come da lui affermato, si è tolto un peso annunciando il suo ritiro.

Della sua carriera resta il talento davvero fuori dal comune ma associato ad una tenuta mentale non all’altezza, con decisioni sbagliate, l’incapacità di saper cogliere l’attimo giusto quando serviva e una sensibilità in moto così accentuata da confonderlo sulla via del corretto sviluppo. In ogni caso uno dei talenti più sopraffini espressi dal motociclismo italiano degli ultimi 20 anni.

Auguri a lui e alla sua famiglia di un felice proseguimento lontano dal mondo delle corse, di sicuro meno stressante e con più sorrisi sulle labbra.

*immagine in evidenza da carmudi.com.ph

Rocco Alessandro

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